Accordo Aironi-Associazione Giocatori sui tagli ai contratti. E un dubbio grosso così

Metto assieme un po’ di pezzi. Iniziamo con questo stralcio di un articolo pubblicato oggi da La Gazzetta di Mantova a firma di Leonardo Bottani.

Risolto, proprio nelle ultime ore, il nodo cruciale del taglio degli stipendi dei giocatori con l’accordo trovato con i procuratori di oltre la metà della rosa. Oggi o domani un’apposita commissione federale esaminerà il tutto e sabato il Consiglio della Fir dovrebbe dare il via libero definitivo. «Un’apertura decisiva – ha commentato il presidente -che ci ha consentito di sostenere il budget. Alla fine ci sarà una riduzione media dei compensi del 30%».  All’inizio, ai big azzurri rientrati dai club stranieri era stato chiesto un sacrificio maggiore, attorno al 50%. Invece a nessuno verrà dimezzato lo stipendio ma ci sarà una riduzione generale che comunque inciderà in modo pesante sull’intero bilancio, salvando il futuro della franchigia. (…) Alla fine forse uno dei pochi big che potrebbe andar via è Andrea Masi, il più penalizzato dal taglio visto che ha ancora due anni di contratto: «Nelle ultime due stagioni mi sono sentito bene e credo di aver giocato il mio miglior rugby. Cerco di trovare un accordo ma non nascondo che ho ricevuto alcune offerte dall’estero e ci sto pensando».

Bene, conferme in questo senso sono arrivate anche a Il Grillotalpa: domenica c’è stato un lungo incontro a Viadana tra una delegazione di giocatori, il presidente degli Aironi Melegari, il direttore sportivo Franco Tonni e Federico d’Amelio in rappresentanza della Giocatori Italiani Rugby Associati (GIRA, la nuova associazione di categoria dei giocatori). Un vertice al termine del quale si è trovato un accordo del quale non sono stato autorizzato a svelare i dettagli (lo farà mercoledì un comunicato ufficiale), ma che ha reso possibile al Viadana la presentazione del bussiness plan alla FIR per ottenere la licenza celtica.
Un’unica cosa, una curiosità e un dubbio in realtà grande come una casa: nel vertice si è parlato anche di rientro di stipendi arretrati. Ma gli Aironi non hanno sempre detto di non avere debiti?

Accademie e nuove regole per i “giovani di interesse nazionale”, tra i ragazzi vince la linea FIR

Ieri si è svolto l’incontro tra i ragazzi delle Accademie, il responsabile dell’alto livello FIR Carlo Checchinato e il vicepresidente FIR Nino Saccà. Motivo del vertice il nuovo regime che riguarda i giovani di “interesse nazionale”, ovvero i ragazzi che usciranno dalle accademie e che rimarranno di fatto di proprietà federale per due anni dopo l’uscita dalle stesse. I giovani atleti potranno dire no a questo tipo di situazione, con il rischio però di rimanere fuori dal giro che conta.
Come hanno reagito i ragazzi? La maggioranza di loro accetteranno di buon grado le nuove regole, pensano che il nuovo regime alla fine porterà benefici. Buona parte di loro “annusano” una qualche fregatura che però non riescono a intuire e identificare. Forse perché ancora non abbastanza supportati da procuratori e dal nuovo sindacato giocatori, che d’altronde è appena nato e non può ancora essere arrivato fin lì. Altri, una minoranza, diranno no, ma sono quelli (pochissimi) che sanno di avere già alle spalle un club celtico pronto a metterli sotto contratti.
Questo quello che mi è stato raccontato da fonti dirette. Io rimango dell’idea che se sulle regole si può discutere trovo assolutamente sbagliati modi e tempistica, come ho già scritto.
E trovo che alla fine non ci si poteva aspettare una reazione molto diverso da dei ragazzini nella maggior parte minorenni che intuiscono che rimanere fuori dal giro potrebbe essere fatale per le loro potenziali carriere.

Movimento Italia: Rugby di base, cosa va e cosa non va

Francesco Lucca è il presidente del Cilento Rugby e ci aiuta ad analizzare il progetto “Rugby di base” della FIR per la stagione 2012/2013 (980mila euro i fondi destinati). Quella di Francesco è ovviamente una fotografia, discutibile come tutte le fotografie, ma fatta da uno che vive di queste cose. Se qualcuno avesse da fare critiche, appunti, integrazioni – purché civili – qui la porta è sempre aperta… la palla a Francesco.

Da un confronto tra questa edizione e le precedenti due del progetto rugby base ho notato una sostanziale conferma dei montepremi, che di questi tempi è già un fatto… Quest’anno si rileva per altro una maggiore attenzione al rugby femminile.
Resta il fatto che, pur avendo confermato il raddoppio dei montepremi rispetto alla stagione 2010-2011 ancora non mi spiego perché abbiano eliminato il seppur scarno contributo alla ricerca arbitri e alla crescita dei tecnici che era presente in quella stagione. Forse hanno allocato quelle risorse su altri progetti, ma non mi risultano iniziative in tal senso. Spero di sbagliarmi. Sottolineo il mio plauso ad una federazione che sostiene il rugby di base ma perché non chiedersi dove si può migliorare? Pertanto mi auguro che si torni a riflettere su iniziative più ad ampio respiro che coinvolgano squadre e arbitri, oltre a porre una più seria attenzione all’aspetto tecnico e pedagogico. In particolare ci sono grossi margini di miglioramento soprattutto per il settore propaganda. A mio giudizio si tratta la materia con troppa leggerezza. Il corso Primo Momento si svolge in 10 ore… Non è sufficiente soffermarsi un giorno e mezzo su tematiche così delicate come il lavorare con i bambini ma forse questo argomento merita il giusto spazio.

Dalla FIR al rugby di base: 980mila euro a disposizione

La FIR ha reso noto il progetto “Sviluppo Rugby Base” per la stagione sportiva 2012-2013. Il testo è disponibile nella sezione “FIR/Documenti Federali/Sviluppo Rugby Base” del sito della Federazione.

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Contratti Aironi e tagli degli ingaggi, la nuova Associazione dei giocatori attacca

E ora come la mettiamo? Perché in questi casi – spiace davvero dirlo – l’AIR o si defilava o si appiattiva sulle posizioni federali. Il nuovo sindacato giocatori invece vuole dire la sua. Non sto qui dicendo che ha ragione, ma che non vuole essere un semplice spettatore. E la FIR non potrà non tenerne conto, perché l’associazione in questione rappresenta la totalità dei giocatori delle due franchigie celtiche ed è in forte espansione anche in Eccellenza
Questo è il loro comunicato. Da leggere sino in fondo.

Lette le recenti notizie giornalistiche  alla possibile partecipazione – al posto di Aironi
Rugby – di una “nuova” Franchigia al RaboDírectPro12 nella prossima stagione sportiva, e preso atto, in seguito, dell’inadeguata proposta economica effettivamente formulata da quest’ultima ai giocatori (di riduzione fino al 50% dei compensi oggetto dei vigenti contratti), tutti insieme e coesi gli atleti di Aironi e Treviso – in attesa di costituirsi in Associazione anche con i Colleghi di A “Top10” – manifestano la proprio contrarietà alla situazione venutasi a creare. Si rímarcano alcune considerazioni:

degli ultimi anni varie società sportive iscritte ai massimi campionati nazionali di Rugby sono cadute in dissesto o sono fallite, e, malgrado ciò, certi soggetti che le gestívano sono riuscite a dare vita a squadre “nuove”, magari nella stessa “piazza”, lasciandosi alle spalle debiti e vertenze;
nei casi appena detti sovente sono rimasti insoluti i corrispettivi promessi contrattualmente ai giocatori con grave danno per loro e per le rispettive famiglie; non sfugga che gli atleti della “Celtic” e dell’Eccellenza traggono esclusivo sostentamento dall’attività professionaie del Rugby;
ora si avverte il pericolo che anche in un campionato (“Pro12”) che dovrebbe consacrare l’alto livello internazionale raggiunto dal Rugby italiano, possano verificarsi ulteriori “storture”, atteso che la riduzione dei compensi prospettata ai giocatori farebbe ricadere appieno su di essi la crisi societaria di Aironi, liberando quest’ultima a vantaggio di un nuovo soggetto giuridico.

Si è assolutamente certi che la F.l.R. non consentirà in alcuna forma e misura lo svincolo delle fideiussioni/garanzie prestate finchè non vengano adenpiute per intero tutte le obbligazioni, presenti e future, stabilite in contratti ancora validi ed efficaci, ma, d’altra parte, si confida che non si lasci soccombere una realtà territoriale e sportiva che tanto si è impegnata nel “progetto Aironi”.

Ferma ogni riserva di agire nelle deputate sedi per far valere sacrosanti diritti, puntualízzata l’urgenza di trovare un rimedio utile a sbloccare la situazione (vari atleti hanno rinunciato a trasferirsi in altre squadre,  ora rischiano di non riuscire a trovare unzŕcollocazíone per la prossima stagione sportiva), auspicato un maggiore e diretto coinvolgimento dei giocatori nelle decisioni che riguardano il loro -futuro, si resta fiducíosamente in attesa di conoscere quali concrete soluzioni.

Ci si permette inoltre di esprimere un altro ordine di riflessioni.
Nel presente periodo – già di per sé difficile le principali squadre di Rugby al cospetto di
uno stallo dei trasferimenti, anche a causa dell’incertezza sul destino dei circa 40 giocatori di Aironi; ciò non bastasse, taluni giornali lasciano intendere che, a breve, potrebbe verificarsi un forte irrigidimento dei vincoli sportivi, soprattutto di quelli riguardanti  di interesse nazionale. Tali evenienze da una parte destano la preoccupazione che l’attività imprenditoriale delle società sportive  possa rallentare o non evolvere (con danno indiretto ai giocatori), dall’altra suscitano il timore che i giocatori più giovani possano vedere limitate le proprie scelte professionali. In definitiva, gli atleti di Aironi e Treviso, sostenuti da numerosi Colleghi di “Top10”, che purtroppo vivono problematiche analoghe; auspicano che le disgrazie econoniiche delle società sportive non vengano fatte ricadere sui giocatori, protagonisti sul campo ed incolpevoli vittime al  del rettangolo di gioco, e che si adottino idonee garanzie e presidi per la salvaguardia dei diritti di categoria delle carriere individuali dei Rugbysti.