Il rumors sta crescendo di ora in ora, di ufficiale non c’è nulla, però… Sembra che per due nostri giocatori si stiano per aprire due porte importantanti al di là della Manica: Lorenzo Romano, pilone degli (ex) Aironi sarebbe a un passo dai Saracens, Fabio Staibano – stesso ruolo e stessa squadra – sembra destinato ai London Wasps.
Il primo è stato convocato per la prima volta in maglia azzurra da Jacques Brunel per il tour nelle Americhe, il secondo ha già qualche caps e una certa frequentazione con il gruppo della nazionale.
Nulla di ufficiale, ma conferme che arrivano da più fonti, sempre dette a mezza voce. Due trasferimenti importanti che vanno a interessare due giocatori che in tanti davano come destinatari certi alla nuova franchigia federale/celtica. Che ora in prima linea deve riempire due buchi importanti. Sempre che i due prendano davvero quel volo per Londra.
Categoria: Federazione
Nuova Franchigia: alla mischia Ciro Sgorlon o Vincenzo Troiani
Caterina Zanirato per ParmaPress24
(…) come già annunciato in precedenza sarà Cristian Gajan il direttore tecnico, mentre Roberto Manghi il direttore sportivo, Alessandro Troncon allenatore, Ciro Sgorlon o Vincenzo Troiani assistente per la mischia. Grande sorpresa per i tanti parmigiani che ormai si sono abituati a vederlo in città nel suo ristorante, Fabio Ongaro sarà il team manager. Salvo cambiamenti dell’ultima ora dovrebbe essere questo lo staff della nascente franchigia federale di Pro12. (…)
Aironi, Pretoriani, FIR e Nuova Franchigia: storia di una fideiussione
Fideiussione. Di cosa stiamo parlando? Già nota e utilizzata presso gli antichi romani, oggi regolata dall’articolo 1936 del Codice Civile. E’ una garanzia personale prestata da un soggetto, chiamato fideiussore, ad un creditore, detto beneficiario, in favore di un debitore. Nel contratto di fideiussione, il fideiussore è obbligato ad assolvere l’impegno del debitore principale in caso di inadempienza di quest’ultimo. Questo a grandi linee.
Veniamo a noi. La fideiussione, triennale, di cui parliamo è quella che tutte le partecipanti al bando celtico devono dare. Dovevano presentarla nel 2009/2010, quando l’Italia è entrata in quel torneo poi diventato Pro12, e dovevano presentarla qualche settimana fa in occasione del bando lanciato dalla FIR per sostituire gli Aironi.
Perché parlo della fideiussione? Beh, a dirla tutta ne ho già parlato qualche giorno fa, poi ieri dalle pagine del Gazzettino lo ha fatto Ivan Malfatto, ripreso da Rugby 1823. La domanda alla fine è solo una: perché per ripianare i debiti degli Aironi non è stata utilizzata la fideiussione che la franchigia ha presentato al momento dell’iscrizione? Alla domanda non è mai stata data una risposta chiara e definitiva. Intendiamoci, da parte di nessuno: perché da un lato non lo ha fatto la FIR, ma dall’altro non è che a Viadana abbiano fatto le barricate per usarla.
Ambiguità e silenzi che ovviamente alimentano le voci più disparate e incontrollate (incontrollabili, mi viene da aggiungere), come quella che vorrebbe la fideiussione in questione come non escutibile. Insomma, la coperta sarebbe troppo corta per poter coprire eventuali situazioni debitorie. Se fosse vero vorrebbe dire che quella presentata due anni fa dagli Aironi era una fideiussione irregolare, ipotesi questa che proprio nei convulsi mesi del primo bando celtico hanno sostenuto i Pretoriani, la franchigia romana prima ammessa e poi estromessa. E in fondo al post pubblico il ricorso presentato in merito, accompagnato da un parere (ovviamente di parte, ma pur sempre l’opinione di un tecnico) di un commercialista. Le due immagini possono essere ingrandite.
Io non ho alcun elemento per poter sostenere una opinione – la fideiussione è escutibile – o il suo opposto. L’ipotesi che non lo sia mi sembra roba da fantascienza, la FIR è tra le altre cose un organo di controllo. Non ci provo nemmeno a prendere una posizione. Però una cosa va detta chiara: in questa vicenda c’è troppo di non detto. E basterebbe rendere pubbliche le carte per fugare ogni dubbio, tagliando così la testa a qualsiasi tipo di polemica.
Dibattiti ovali: sulla fiducia a Brunel e il nostro problema-allenatori
Vi propongo uno stralcio dell’editoriale firmato da Enrico Borra, pubblicato sull’ultimo numero de La Meta. L’articolo si intitola “Berot, Gajan e il nuovo che avanza”
L’annuncio della nuova composizione dello staff tecnico che accompagnerà Jacques Brunel nella rincorsa agli ottavi di finale della Rugby World Cup 2015 ha confermato in pieno la mia sensazione: la Federazione ha drasticamente cambiato il suo approccio alla gestione della nazionale maggiore. La fiducia che la FIR ha riposto nel tecnico francese è infatti stata certificata dalla pressoché totale liberta nella scelta dei suoi assistenti e,
soprattutto, dalla nuova confermazione assunta dai vertici tecnici delle aree
‘sensibili’ dell’alto livello italiano. Con Gajan alla guida di una delle due formazioni professionistiche del nostro Paese e l’arrivo di Philippe Berot alla guida dei trequarti della nazionale maggiore, le premesse per una “nuova era’ del nostro rugby internazionale ci
sono finalmente tutte. Manca ancora il responsabile degli avanti ma il fatto che Brunel abbia scelto di assumersi l’incarico per i test match del prossimo mese lascia intendere che arriverà una sua scelta. Davvero ottimo”.
Opinioni condivisibili, in linea di massima. C’è però qualche “ma”, un paio almeno.
1) Enrico nel suo articolo parla di fiducia della FIR in Brunel e di “totale libertà nella scelta dei suoi assistenti”. Beh, a me sembra il minimo sindacale in quello che dovrebbe essere il rapporto tra una qualsiasi federazione e il ct che la stessa si è scelto. Tra i due soggetti possono col tempo anche subentrare incomprensioni, ma il francese ha preso in mano le chiavi della nazionale solo 8 mesi fa. Quella fiducia non va celebrata come una vittoria, dovrebbe essere la normalità.
2) Nell’articolo si parla anche di “premesse per una nuova era del nostro rugby internazionale”. Io mi auguro davvero che sia così, Brunel mi piace molto e sono convinto che possa farci fare il vero salto di qualità. Però se scorriamo le scelte fatte per guidare la nostra nazionale negli ultimi 15 anni ci rendiamo conto che ci si è praticamente sempre affidati a tecnici stranieri. E va bene, il nostro movimento deve crescere e l’apporto da paesi rugbisticamente più evoluti è fondamentale (da me non sentirete mai dire “l’Italia agli italiani”). Però le parole dell’articolo portano alla luce un altro nostro problema: l’incapacità di “produrre” tecnici ritenuti all’altezza per quel compito. E non è una mancanza da poco. Lo so che ad allenare l’Australia c’è un neozelandese e che il Galles che ha stupito il Mondiale e conquistato il Grande Slam al Sei Nazioni non è guidato da uno nato a Cardiff, ma volendo quelle federazioni potrebbero andare a pescare tra i “loro” allenatori. Noi potremmo farlo? La “colpa”, ovviamente, non è della FIR, che però qualche responsabilità in merito dovrebbe averla. Al pari – comunque – di tutto il resto del movimento, club in testa.
Magari mi sbaglio a ricordare, ma quando venne presentato Berbizier il presidente Dondi disse alla stampa che il ct successivo sarebbe stato italiano. Poi sono arrivati Mallett e Brunel. Quelle parole del numero uno federale per quanto rimarranno solo un auspicio?
Fabio Ongaro team manager della Nuova Franchigia. La lista dei giocatori la firma Brunel
Ivan Malfatto per Il Gazzettino. Oltre ai nomi presenti nell’articolo nella Nuova Franchigia dovrebbero giocare anche Ferrarini, Bocchino e Majstorovic.
Cristian Gajan direttore tecnico, Roberto Manghi direttore sportivo, Alessandro Troncon allenatore, Ciro Sgorlon o Vincenzo Troiani assistente per la mischia, Fabio Ongaro team manager. Salvo cambiamenti dell’ultima ora dovrebbe essere lo staff della nascente franchigia federale di Pro 12. Manca il nero su bianco, ma in settimana tutto o quasi dovrebbe essere definito. Compresi parte degli accordi con i giocatori. L’urgenza del momento, visto che a maggio inoltrato le squadre di alto livello dovrebbero essere già fatte.
L’obiettivo è non perdere altri atleti in ruoli chiave come i piloni Fabio Staibano e Lorenzo
Romano, pare già volati in club inglesi, o De Marchi verso Treviso. Perdite che costringeranno a fare ponti d’oro al giubilato 0 a ricorrere agli stranieri derogando al
principio ispiratore: tutti italiani ed equiparabili in rosa. Più che una franchigia, infatti, sarà una sottonazionale. Per la quale strategie e decisioni tecniche di fondo spetteranno a Jacques Brunel. Proprio il ct azzurro, infatti, avrebbe redatto la lista della quarantina di atleti da ingaggiare. Comprendente giocatori dell’Accademia; dell’Italia emergenti come Bacchetti, Van Nikerk, Barbini solo per stare sul fronte veneto; il tallonatore rossoblu Giazzon, il quale nel tour con l’Italia maggiore ingaggerà un duello decisivo con d’Apice per il ruolo di vice Ghiraldini. Nell’ottica stranieri per ruoli “scoperti” da non scartare il numero 8 figiano del Calvisano campione d’Italia Samuela Vunisa, 24enne equiparabile, con richieste dall’Npc. Vedremo.
Oltre a staff e squadra, da chiarire a breve la costituzione societaria della franchigia. Sarà
a totale capitale federale, come richiesto dal Coni. Dal quale si è in attesa di sapere se possono farne parte i consiglieri federali. In caso contrario la società potrebbe essere composta da presidenti dei club del Nord-ovest, area di riferimento. La sede operativa sarà
Parma, cuore pulsante della Fir più di Roma ormai. Quella di gioco la stadio di Moletolo a
Parma (lavori permettendo), di Mirabello a Reggio Emilia o lo Zaffanella di Viadana se si troverà un accordo con gli ex dirigenti degli Aironi.


