E Tonga ringraziò Padova con la danza di guerra: il video!

Un lettore mi segnala una bella cosa avvenuta ieri a Padova al termine di Francia-Tonga, terminata 27-14 per i transalpini.
Le cronache raccontano di una Francia tuttaltro che irresistibile. L’arbitro, fischiatissimo dal pubblico pare abbia danneggiato non poco i tongani. Un comportamento che ha spinto il pubblico di Padova a sostenere i “pacifici”.
Tonga a fine partita ha ringraziato il pubblico con una Haka Kailao fuori programma, offerta alla tribuna a fine partita.
Claudia, una lettrice, mi ha segnalato il video con le immagini del “ringraziamento” tongano. Eccolo

 

Planking, quando il rugby inventa una moda

In inglese l’espressione planking significa fare tavola. Una cosa di cui non mi sarei mai occupato se lo stendersi a pancia in giù con le braccia il più vicine al corpo – cercando di assomigliare il più possibile a una tavola da surf, insomma – non fosse diventata una moda. E non farlo per terra, ma nei luoghi più impensati e improbabili. E poi ovviamente farsi fotografare per immortalare “l’impresa”. Una di quelle mode che ogni tanto prendono piede in qualche modo e che trovano una enorme eco nel web.
Bene, perché parlo del planking? Come direbbe qualcuno, che c’azzecca con il rugby? Perché ad “inventarlo” è stato David “Wolfman” Williams, giocatore australiano di rugby league molto famoso a quelle latitudini, che si è messo a festeggiare una meta facendo quel gesto, facendolo in breve diventare una moda. Anche pericolosa: registrata anche qualche vittima.
Che dire, dicono che questo è il migliore dei mondi possibili. Dicono.

Mondiali 2011: quei due minuti in più verso il wc

Ai prossimi Mondiali l’intervallo delle partite durerà due minuti in più, passando dai tradizionali 10 a 12. Lo ha deciso il comitato organizzatore, realizzando una sorta di compromesso con la decisione dell’IRB, che ha già stabilito che da novembre il riposo tra i due tempi sarà di 15 minuti.
I motivi? Consentire agli spettatori di poter bere e mangiare qualcosa. E avere qualche minuto in più per andare al WC…

Lo strano caso dell’Albania, nazionale nata in Italia

Lo sapevate che l’Albania non ha una federazione ma ha una nazionale di rugby? E sapevate che la nazionale albanese è nata a Pordenone? Probabilmente no, però sappiate che gli obiettivi che si pone questo sparuto gruppo di appassionati della palla ovale è di quelli importanti: le Olimpiadi – a 7 – di Rio de Janeiro.
La nascita della squadra risale a pochi mesi fa, inizio 2010, per volontà di alcuni giocatori albanesi che militano nei club italiani, che hanno trovato l’appoggio delle amministrazione friulane. Il debutto assoluto un anno fa esatto, il 2 giugno 2010 contro i Dogi.
Il prossimo 11 di giugno la nazionale albanese parteciperà alla prima edizione della Coppa di Alpe Adria & Balcani, torneo di rugby a 7.
I problemi per loro sono di due tipi: la costituzione di una vera federazione in madrepatria e trovare i finanziamenti.
Su quest’ultimo aspetto non si può dire che ai nostri manchi l’immaginazione: si sono infati inventati un gemellaggio con il Festival Brasiliano di Bologna: tra il primo aprile e il 28 maggio sono stati raccolti fondi. Un aiuto lo hanno poi dato diversi imprenditori albanesi che operano nel nostro Paese, con l’aiuto di alcune associazioni.

Quei calzettoni di Paul Sackey…

Chi viene invitato nei Barbarians indossa la maglia a strisce orizzontali bianca e nera ma si mette i calzettoni del proprio club di appartenenza.
E a Twickenham domenica pomeriggio Paul Sackey si è infilato quelli dello Stade Francais. Ma l’ala inglese non gioca con il Tolone?