Un’altra vittoria degli All Blacks, un’altra previsione giusta del vitello beniamino della Nuova Zelanda.
Ormai il NzHerald ha adottato mediaticamente Richie McCow e il suo padrone Kyle Underwood, e tanto da dedicargli anche ieri sera (orario italiano) una pagina sul giornale online.
Come da rituale ormai consolidato, pure stavolta Richie è stato messo davanti a due bottiglie di latte, e lui si è fermato a bere dalla quella con l’etichetta degli All Blacks.
Anche il vitellino sapeva dal giorno prima che i kiwi avrebbero fatto banzai sui nipponici. Eppure non ci voleva la sfera di cristallo, tanto meno la bottiglia di latte!
Categoria: Curiosità
Evidenze e non del Mondiale. Ce le raccontano Daniela Scalia e Luca Tramontin
Daniela e Luca già li conosciamo come i protagonisti-anime di OvalBin. Lei è anche uno dei volti di SportItalia.
Per la Coppa del Mondo in Nuova Zelanda hanno dato vita a una notizia su Sportmediaset.it che si chiama “Evidente e non evidente – Code facili o meno da vedere del Mondiale di rugby”Io ve la straconsiglio. Aneddoti, curiosità e cose serie nella giusta misura per un mix davvero riuscito.
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La formula magica di Tariko il tartaro: vodka, donne e rugby (e una montagna di soldi)
Sembra un film, di quelli con il milanese bauscia degli anni 80, ma è tutto vero. Ce lo racconta Massimo Calandri su Repubblica
L’arma segreta della Russia, prossimo avversario dell’Italia nei mondiali neozelandesi, non è il pacchetto di mischia. Né la linea arretrata. Bensì un signore robusto e sempre sorridente, avendone ottimi motivi, atterrato ieri col suo aereo privato e una ragazza bellissima accanto. Con l’obiettivo di cambiare la storia—ovale—del suo paese: a cominciare dal match con gli azzurri (perché quello con gli Usa l’hanno già perso 13-6).
Tariko Roustam è lo zar della vodka e delle carte di credito, 50 anni da compiere e un miliardo e mezzo di dollari americani in cassaforte. Uno dei 500 uomini più ricchi del mondo, buon amico di Silvio Berlusconi, da anni ospite fisso della Costa Smeralda e delle sue feste, padrone di casa a villa Minerva (che era di Veronica Lario, e che avrebbe pagato 15
milioni di euro).
Un ingegnere tartaro che ha cominciato da ragazzo a Mosca aiutando i turisti a trovare camere d’albergo, poi ha lavorato per un’azienda italiana di cioccolatini. E alla fine si è inventato la commercializzazione dei brand stranieri, partendo con la Martini & Rossi per poi concentrarsi sulla vodka e la suaRussian Standard Bank. «Sono uno abituato a cambiare il mondo», così dice modestamente di sé. Un oligarca che fino all’altro ieri — ancora parole sue — aveva solo due passioni: vodka e donne. Ma poi è arrivato il rugby, «sport per
uomini veri». «Un patriota come me non poteva restare insensibile», diceva ieri prima del match. Dicono abbia promesso ai suoi un super-premio per la qualificazione.
Comunque vada, l’Abramovich ovale intende portare la sua nazionale tra le prime del
mondo, investendo in strutture e tecnici: «Nel nostro paese l’interesse per questo sport sta crescendo in maniera straordinaria. (…)
Se promette, lo zar mantiene. Ne sanno qualcosa ad Olbia, dove lo scorso anno la squadra locale di calcio ha potuto iscriversi al campionato di Eccellenza grazie ad un assegno da centomila euro firmato dal magnate. Che dal mese scorso è diventato proprietario del club. La sua multinazionale si è appena presa la gestione del concorso di Miss Russia: l’ultima
vincitrice, Natalia Guntimurova, è la ragazza scesa con lui dall’aereo. (..)
Cavalieri 2.0 grazie a un fotografo-sviluppatore
La squadra di Prato è la prima in Italia – e in Europa? In quante ce l’hanno? – a dotarsi di una app completamente dedicata. Risultati, foto, news, link e clip completamente dedicati al rugby e con un occhio di riguardo a tutto ciò che è Cavalieri.
A pensarla, crearla e svilupparla è stato Enrico Mari (nome che i più assidui frequentatori di queste pagine dovrebbero già conoscer), fotografo con la passione della tecnologia da sempre vicinissimo al club toscano. L’app funziona con software Android.
Uenuku – Ciao ciao barba, a Kleeberger manca la sua faccia
Niente di eccezionale, penserete voi, ma in realtà per i canadesi è come se Castro decidesse di raparsi a zero e ce lo annunciasse a viso aperto. Ed è proprio il desiderio di riavere la faccia pulita ciò che ha spinto il flanker canadese a rivelare la sua decisione: “Credo che mi raserò la barba dopo i mondiali. Mi manca la mia faccia”, ha dichiarato.
Kleeberger fa parte del “trio barbuto” del Canada, costituito da lui, Jebb Sinclair e Hubert Buydens: 81 anni messi insieme, e Tonga, e per loro si sono accese le luci della ribalta anche in Canada, dove a dire il vero erano già dei personaggi. Uno dei segreti del successo di Kleeberger, oltre al grande talento, era proprio la sua barba, che lo rendeva riconoscibile anche dai più lontani sugli spalti e che gli ha regalato diversi soprannomi, tra cui “Beardo”, che i telecronisti canadesi usano spesso per apostrofarlo durante le partite. La genesi della sua barba ha inizio nel 2010, all’indomani di un brutto infortunio a cui è seguito un intervento chirurgico e il lento recupero. E ora, proprio al culmine della sua fama, il folto cespuglio sembra vivere i suoi ultimi giorni.
Rasoio o meno, Kleeberger ha posticipato la sua decisione finale a dopo il mondiale, per potersi concentrare al massimo sul gioco: speriamo che con la barba non perda anche la forza!


