Tra FIR e Treviso torna un po’ di sereno

da La Tribuna di Treviso

Prima, lunedì scorso, l’incontro tra Fir e Benetton , dai toni concilianti. Poi, venerdì, il rinvio della sentenza sui ricorso presentato da Treviso contro le norme sugli stranieri, ritenute
dal club troppo restrittive. E’ stata una settimana importante, per il futuro del Benetton in Celtic. Nessuna certezza, ma l’apertura del dialogo e il rinvio di un verdetto che potevano
riaccendere le scintille di un contenzioso infinito hanno contribuito a rasserenare animi, orizzonti e rancori, più o meno.
Treviso sembra più certa del suo orizzonte. La Fir ha ribadito che nessuno si sogna di spostare la squadra da Treviso (men che meno di rinunciare alle risorse messe a disposizione da Benetton e dal presidente Zatta). Certo, anche i risultati del campo aiutano, se non altro perchè Viadana deve ancora sintonizzarsi sul torneo. Poi, sul piano concreto, potrebbe venir accolta positivamente da Treviso una prossima chiamata di Brunel per l’eleggibile Botes (meno probabile quella di Vermaak, anch’egli eleggibile ma non un mostro in difesa, come ha ribadito ahinoi sabato) perchè si libererebbe un altro posto da straniero, e dopo Van Zyl Treviso potrebbe di fatto rientrare nei canoni delle nuove regole. E questo aiuterebbe a sminare uno dei punti più roventi del contenzioso in corso.
Questo mentre aleggia sempre un piano «B» attivato a Nordest da una cordata di rugbisti, imprenditori e politici, pronti a intervenire nel caso in cui, come si temeva nei giorni scorsi,
si dovesse arrivare alla rottura. Difficile però che il ruolo di manager o head coach, in ogni caso, spetti a Kirwan, nome gettonatissimo.. John guarda alla panchina dell’Inghilterra (dopo le indiscrezioni trapelate Oltremanica) o a un incarico di prestigio in Nuova Zelanda. Per coronare il suo grande sogno – guidare un giorno gli All Blacks – deve avere il curriculum richiesto dalla federazione neozelandese: o una big europea o 5 stagioni da coach in Nuova Zelanda.

Giusti verso due mesi di squalifica, ma a sbagliare è stato il Petrarca. Autogol dell’antidoping

Da La Tribuna di Treviso, a firma di Federico Fusetti

L’Ufficio di Procura Antidoping ha deferito la terza linea del Petrarca Filippo Giusti al Tribunale Nazionale Antidoping del Coni, chiedendo due mesi di squalifica. La vicenda risale al 22 scorso, quando il giocatore risultò positivo alle sostanze Prednisone e Prednisolone durante un controllo effettuato dopo il match di campionato Petrarca-I Cavalieri Prato. In realtà il ragazzo si era curato, su indicazione dei medici, per un’infiammazione all’orecchio, assumendo un farmaco, del quale la società aveva chiesto l’autorizzazione all’uso seguendo la procedura. La Procura, motivando la richiesta di squalifica, ha riconosciuto la buona fede dell’atleta e della società. Tuttavia la richiesta di sanzione è dovuta alla presunta negligenza della società, per non aver aspettato la notifica scritta in merito alla concessione dell’utilizzo del farmaco, in pratica per non aver tenuto, nel dubbio, prudenzialmente a riposo il giocatore.
Il Petrarca sostiene che “la Procura ha ritenuto violata la normativa in materia antidoping, sull’asserito presupposto che il comportamento tenuto dall’atleta non sia esente da assoluta assenza di colpa o negligenza. Il Petrarca confida nel buon esito del procedimento, attendendo con fiducia la decisione del Tribunale antidoping.

Rugby Roma, una storia in bianco e nero che riparte

E’ stata costituita ieri, dinanzi al notaio Fabrizio Ruffo, la Rugby Roma S.r.l., Sportiva Dilettantistica che ha Riccardo Mancini come presidente senza quote societarie, Silvio Tarroni vicepresidente, Stefano Palmieri coordinatore e tesoriere, Valerio Amodeo direttore sportivo, Maurizio Bocconcelli responsabile della comunicazione e delle relazioni esterne.
“Il programma, elaborato dal nuovo Consiglio Direttivo – ha detto il presidente Riccardo Mancini, per il cui incarico non riceve alcun emolumento – si propone di promuovere la crescita sportiva della Rugby Roma, con l’obiettivo di tornare nella élite del rugby nazionale. Un programma di rilancio ambizioso per il quale la Rugby Roma auspica la riqualificazione e il rilancio del Tre Fontane, affinché divenga la ”casa” della società, con relativa club house, per esser ritrovo sociale ma anche museo di trofei bianconeri: primo fra tutti i cinque scudetti che la passata gestione si è impegnata a restituire a questa Rugby Roma, riconoscendola legittima erede della società nata il 21 ottobre 1930. La sfida è quella di avvicinare i giovani del territorio di Roma alla pratica del rugby e rilanciare l’impianto delle Tre Fontane come sede di importanti eventi rugbistici”.

Segnali di fumo dall’incontro FIR-Treviso: bianchi, neri o grigi?

Ivan Malfatto per Il Gazzettino

Il vice presidente della Fir Nino Saccà: «E stato un incontro positivo. Non c’è stata rottura. C’è al contrario la volontà di superare questo momento e di collaborare». Il presidente del
Benetton Treviso Amerino Zatta: «È stata una riunione interlocutoria. Dove oltre alle dichiarazioni di collaborazione, sulle quali siamo sempre stati  d’accordo, abbiamo espresso alla Fir i nostri dubbi economici e sulla modifica delle regole di partecipazione al Pro12».
Fumata nera, grigia o bianca? Dalle parole dei due contenti non è dato saperlo. Lo diranno presto i fatti. A partire giovedì dalla sentenza della Corte federale sul ricorso Benetton
per la riduzione degli stranieri da 5 a 3. È stato questo l’esito dell’atteso incontro-mediazione avvenuto ieri a Bologna fra Benetton e Fir, rappresentate da Zatta e l’avvocato Aldo Laghi, Saccà e Carlo Checchinato. La sensazione è che l’ipotesi di esclusione della franchigia veneta dal Pro12 si allontani. Ma altrettanto lontana pare la soluzione del nodo economico, pregiudiziale per superare il contrasto. Treviso chiede certezza sui contributi Fir alle franchigie e rispetto di quanto pattuito nel protocollo d’intesa. Saccà invece ribadisce: «Sulla questione economica la nostra posizione è rimasta la stessa già espressa da
tempo».
Saccà conferma poi la notizia della multa subita dall’Italia alla Coppa del Mondo per pubblicità occulta, in contrasto con le regole di esclusiva dettate dagli organizzatori. «Sono state contestate all’Italia una piccola etichetta sulle divise che il costruttore non ha tolto come era stato pattuito e altri marchi personali esposti da alcuni giocatori. Alla fine la vicenda si è composta in maniera onorevole in entrambi i casi». Così dal rischio di
pagare centinaia di migliaia di euro la Fir ne ha sborsate solo poche migliaia.

FIR-Benetton, come è andato l’incontro di Bologna

Si è concluso a Bologna il vertice tra Fir e Benetton Treviso per cercare di trovare un compromesso nella disputa sugli aspetti tecnici ed economici che sta dividendo la federazione e quella che è la migliore realtà rugbistica in Italia.
Dichiarazioni ufficiali ancora non ce ne sono, ma l’incontro sarebbe stato interlocutorio: il presidente del Benetton Amerino Zatta ha spiegato e ribadito al vicepresidente vicario federale Saccà e al responsabile dell’alto livello Carlo Checchinato le posizioni della società biancoverde. Treviso e FIR ostentano ottimismo, ma ora vedremo che cosa deciderà il presidente federale Dondi.
Speriamo bene. Rimane però una domanda sullo sfondo: perché ad un incontro del genere, presente cioè il massimo dirigente trevisano, non fosse presente il suo corrispettivo federale. Se ne sarebbe probabilmente in tempistica e chiarezza, l’unica cosa poco abbondante in questa vicenda.