Chellenge Cup 2013, a Rovigo hanno certezze

di Umberto Nalio per Il Resto del Carlino

Non sono molte le novità uscite dal Consiglio Federale che si è tenuto nei giorni di giovedì e
venerdì. A parte quelle che sono le giuste attenzioni per la Nazionale e la soddisfazione anche per i tifosi di poter avere ancora in Italia i test match con Nuova Zelanda e Australia, oltre alla simpaticissima Tonga, il resto del comunicato emesso al termine dei Consiglio riguardava le due franchigie che partecipano ai torneo celtico. Poco o nulla per quanto riguarda il campionato di Eccellenza, che di certo per ora ha solo la data di inizio,
che è stata fissata per il prossimo 15 settembre. Le società che stanno ora lottando per un
posto ai play off forse sono rimaste un po’ deluse, aspettandosi probabilmente notizie sicure
sul numero delle partecipanti italiane alla Challenge Cup 2012/13. Da tempo si rincorrono le voci, che fino ad ora sono rimaste soltanto tali, sulla possibilità che l’Erc (European
rugby cup) riduca da quattro a due il numero dei posti riservati alle formazioni italiane. Tutto questo per il momento non trova riscontro e, solo dopo la riunione dei vertici europei che si terrà Dublino il 28 del corrente mese, si potrà avere la certezza dei numero di posti riservati per le formazioni di casa nostra.
Voci abbastanza fondate, giunte nelle ultime ore, danno per certo il mantenimento di quattro unità per l’Italia, fatto questo reso possibile grazie agli sforzi profusi dalia Federazione Italiana Rugby per mantenere inalterati gli equilibri del recente passato. Sta di fatto però che le altre Nazioni, anche con una buona dose di ragione, si sono dimostrate contrariate dai fatto di dividere i contributi Erc anche con realtà che non dimostrano alcuna volontà a progredire e migliorarsi. (…)
Troppo spesso i nostri team vengono sommersi di punti dalle altre partecipanti alla Challenge e quasi sempre utilizzano il contributo, pari circa a 400.000 euro, per pagare debiti e far quadrare i bilanci, mai per rafforzare la rosa e renderla competitiva anche in coppa. (…)

Treviso chiama, la FIR non risponde: “Ancora nessuno ci ha detto nulla…”

Andrea Passerini per La Tribuna

«Aspetto carte o passi ufficiali, leggiamo quello che è uscito sui giornali, ma nessuno ci ha ancora chiamato…». Amerino Zatta ieri era all’Olimpico, a vedere l’Italia vittoriosa sulla Scozia. Ma non è stato avvicinato né dal presidente federale Giancarlo Dondi né da altri
consiglieri, in primis il vicepresidente Nino Saccà, o dal responsabile dell’alto livello, Carlo Checchinato. La rivoluzione varata venerdì dal consiglio federale per Treviso e Viadana, con le nuove norme per la Celtic 2012/2013, non è ancora stata illustrata ai club. Ed è facile intuire che alle due franchigie italiane non è piaciuto vedere, al di là del merito dei provvedimenti, le anticipazioni. Basti dire che anche sulla norma che sembra ora favorire gli Aironi, la Fir offre gratis uno staff completo a chi lo chiede – c’è già un preciso avvertimento di Silvano Melegari, presidente degli Aironi: «Non vogliamo gli scarti di Brunel…».
Se a Treviso la scomparsa delle liste e il forfait di 3 milioni possono anche andare bene,
certo Zatta e Munari non gradiscono la voglia di interventismo federale sulla trattative di
mercato, alla ricerca di un maggiore equilibrio tra i convocati azzurri fra le due franchigie.
Traduciamo con esempi concreti: Roma non vorrebbe troppi mediani, flanker e piloni del Benetton in nazionale e vorrebbe riequilibrare il tutto. Così come già fatto per De Marchi (avvertimento: stai a Viadana, non passare a Treviso) si profilano altri interventi per portare in riva al Po uno fra Gori e Semenzato, almeno una terza linea, per non parlare dei
giovani emergenti (Treviso avrebbe già opzionato Morisi, Campagnaro e il trevigiano
Esposito, la Fir vorrebbe una loro distribuzione). Facile capire la rotta di collisione con contratti , strategie e autonomia di Treviso e Viadana.
«Vedremo quali saranno le proposte – ribadisce Zatta – l’importante è che ci siano
tempi stretti, perché in questa condizioni non possiamo certo programmare la prossima
stagione». E l’offerta dello staff gratuito? «Ribadisco che abbiamo appena confermato il nosto, e non vediamo certo motivi per cambiarlo, visti i risultati di questa due stagioni». (…)

Lo stadio Olimpico sarà la casa del rugby, per sempre. Lo ha deciso Alemanno

Lancio ANSA delle 17.37

”Credo che ormai, dopo l’esperienza di oggi, il 6 Nazioni non può che andare all’Olimpico perché ha bisogno di uno stadio incredibile come questo”. Cosi’ il sindaco Gianni Alemanno a margine della sua visita al Villaggio della Maratona di Roma, in programma domani nella Capitale. ”Tra l’altro – ha aggiunto – mi hanno sottolineato che quando si giocò la partita con la neve a Roma (l’11 febbraio, ndr) lo stadio era quasi pieno mentre a Parigi fu cancellata. E questa è una soddisfazione in più”.
”Credo diventerà un appuntamento fisso senza dover rinunciare al Flaminio per cui dobbiamo fare un concorso internazionale di idee per la ristrutturazione dello stadio secondo anche quello che ci ha indicato Renzo Piano. Quindi ci vorrà del tempo. A prescindere da questo – ha concluso Alemanno – sarà la casa del rugby tutto l’anno”.

Aironi, Melegari boccia Troncon e Orlandi: “Non voglio gli scarti azzurri”

Leonardo Bottani per La Gazzetta di Mantova

II giorno tanto atteso per il futuro degli Aironi è arrivato ma riguardo la Celtic League il Consiglio federale Fir ha partorito solo un topolino: «Tra le modifiche la disponibilità della Fir di mettere gratuitamente a disposizione, di chi ne farà richiesta, uno staff tecnico federale al completo». E’ quanto si legge nello stringato comunicato che parla, appunto, dell’approvazione di «una serie di modifiche migliorative al capitolato di partecipazione che verranno sottoposte alle due franchigie». (…)
Ma le poche righe partorite rischiano di creare già un putiferio. Dal momento che nei giorni scorsi Treviso ha rinnovato per 2 anni il contratto all’head coach Franco Smith, l’offerta gratuita di staff tecnico sembra indirizzata agli Aironi, soprattutto dopo le parole pesanti del ct Brunel dopo le poco esaltanti esibizioni in Heineken. E poiché lo stesso ct azzurro appena chiusa la pratica Sei Nazioni (che ha il suo epilogo giusto oggi con la sfida con la Scozia) ha intenzione di annunciare il nuovo staff tecnico nel quale gli assistant ereditati (Troncon e Orlandi) non figurerebbero, si fa presto a fare 2+2:  la Fir piazzerebbe i due succitati a Viadana probabilmente con Craig Green, tecnico dell’U.20 azzurra, capo allenatore. «Gli scarti di Brunel non possono essere riciclati all’interno degli Aironi – risponde secco Silvano Melegari -. Se non vanno bene per la Nazionale non vedo perché debbano andare bene con una delle due franchigie che lavora a stretto contatto con la Nazionale stessa. Se vengono scartati dal ct significa che non sono all’altezza». (…)

Treviso in agitazione in attesa del Consiglio Federale

Elvis Lucchese per Il Corriere Veneto

Cancellazione delle liste dei cosiddetti «giocatori di interesse nazionale» e maggior controllo della Fir sulla gestione degli atleti delle rose delle due franchigie di Pro12: sarebbero questi i principali contenuti della delibera che oggi il presidente Giancarlo
Dondi sottoporrà al consiglio federale a Roma.
Tra Federugby e Benetton si è giunti alla resa dei conti di un conflitto politico incubato almeno dal luglio 2009, quando venne votata la clamorosa esclusione di Treviso dalla Celtic League. Segnali di distensione erano emersi a cavallo di gennaio e febbraio, quando il presidente biancoverde Zatta aveva incontrato Dondi e il suo vice
Saccà. Il Benetton aveva anche ritirato il ricorso contro la Fir sul numero degli stranieri, alla vigilia di un’udienza del giudice sportivo in cui il club biancoverde avrebbe forse incassato una sentenza a proprio favore. Da allora, tuttavia, il
dialogo si è nuovamente interrotto.
«Nell’ultimo mese non ho più sentito nessuno della Fir — spiega Zatta—aspettiamo con grande interesse di conoscere le decisioni federali, indispensabili per programmare
le prossime stagioni». (…)
Ma il Benetton, che sul Pro12 investe oltre 7 milioni di euro a stagione, sembra ormai deciso a intraprendere più energiche azioni se le condizioni imposte dalla Federugby
non saranno considerate soddisfacenti. (…)