Italia-All Blacks non si giocherà a San Siro, ormai è ufficiale. Sui motivi si è detto tanto, forse troppo: motivi di sponsor, motivi economici, ma soprattutto si è detto che la “colpa” è di Inter e Milan, le due società calcistiche che hanno il Meazza in concessione e lo gestiscono attraverso la società M-I Stadio. Ho sentito e intervistato Pierfrancesco Barletta, uomo-Inter del Consorzio che gestisce San Siro e soprattutto amministratore delegato della stessa M-I Stadio.
Nell’intervista che ho fatto per Rugby 101, il contenitore ovale di Radio R101, come sentirete, spiega le sue ragioni. Per quanto può valere non mi hanno convinto e la sensazione di non volontà nel superare i problemi per me – e sottolineo quel “per me” mille volte – rimane intatta. Poi ognuno si faccia la sua opinione.
Categoria: Cose d’Italia
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Chiara Bisconti commenta a caldo: «Sono molto dispiaciuta. Stiamo lavorando molto a favore del rugby a Milano e la partita degli All Blacks a San Siro sarebbe stato l’evento clou. Abbiamo provato in tutti i modi a trovare una soluzione, ma non c’è stato nulla da fare. La scelta finale sull’utilizzo del Meazza spetta Milan e Inter, che gestiscono lo stadio».
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Ultimora: ufficiale, Italia-All Blacks non si giocherà a San Siro
Il Comune di Milano pochi minuti fa ha ufficializzato al presidente Dondi l’indisponibilità dello stadio milanese per il test-match del 17 novembre.
Non ci sarà quindi la replica dell’evento del 2009.
Motivi del “no”sono la contrarietà delle società di calcio – Milan e Inter – a concedere il prato del catino meneghino, collegate ad alcuni retroscena ed intrecci legati alla gestione degli sponsor (leggete questo articolo di rugby 1823). Italia-Nuova Zelanda si giocherà quindi al 99% a Roma, con Italia-Tonga del 10 novembre all’Olimpico di Torino.
Melegari a Il Grillotalpa: “Confermo, mi dimetto. E all’ultimatum FIR non rispondo”
“Io la mia decisione l’ho presa, le mie dimissioni sono decise. In questi termini non è pensabile di poterle ritirare. Vedremo cosa faranno in Federazione..”.
Silvano Melegari conferma a Il Grillotalpa che non è più il presidente degli Aironi. L’annuncio ufficiale sarà dato a metà aprile, ma la decisione è presa. Certo, se le carte in tavola cambiassero potrebbe riconsiderare il tutto, ma è difficile e nemmeno lui ci crede.
“Io non sono più disponibile a subire questa situazione. Già da oggi non assumerò più nessun impegno che possa avere una qualche ricaduta sul futuro, perché non sarò più il presidente”.
Ma non solo, Melegari mi svela anche una piccola “chicca”: “Lo sa che noi abbiamo ricevuto un ultimatum dalla FIR? Entro domani, 28 marzo, dobbiamo far sapere se vogliamo o meno lo staff tecnico gratuito. Quella offerta era a tempo, insomma scade. Io non risponderò, appunto perché non voglio assumere impegni che poi dovranno gestirsi altri”.
Poi i perché delle dimissioni: “Sono state completamente disattese le nostre richieste e quella che era stata definita con la FIR come una sorta di road-map di sostegno economico è venuta meno. Io fino all’ultimo Consiglio Federale ero fiducioso, ma ora…”
Per due anni gli Aironi sono stati considerati da tutti come vicini alla FIR – e mi ci metto pure io, ndr – ma forse col senno di poi si può dire che sembravate più vicini solo perché c’era qualcuno che era più lontano? Risponde Melegari: “C’è una vicinanza geografica e, credevo, di intenti. Non è così. In due anni non abbiamo mai avuto un privilegio. Mai”.
Prima di chiudere altre due battute, prima sugli “alleati” parmigiani: “Che dire, sono dei fenomeni. Volevano fare le nozze con i fichi secchi e senza cacciare un euro”.
Infine la questione staff tecnico di cui sopra: “Si sono arrabbiati perché ho usato la parola ‘scarti’. Ma io lo ribadisco: non so se si tratti di Orlandi e Troncon, anche se i rumors dicono quello. Non capisco perché uno staff che non va bene per Brunel deve collaborare con lo stesso ct lavorando però a Viadana. Non capisco quale logica ci possa essere in tutto questo. Ma forse in FIR qualcuno deve sistemare degli amici, o non so”.

