Futuro Aironi, staff di Brunel e Italia-Tonga: il menu del Consiglio Federale di sabato

dall’ufficio stampa FIR

E’ convocata per sabato 19 maggio a Parma la riunione del Consiglio Federale della FIR presieduto da Giancarlo Dondi.
Nel corso della riunione, l’assise esaminerà la relazione della commissione economico finanziaria incaricata di valutare la sostenibilità della candidatura per la partecipazione al Rabodirect PRO12 2012/13 e 2013/14 presentata dal Rugby Viadana.
Verranno inoltre prese in esame le richieste di organizzazione per il Cariparma Test Match Italia v Tonga del prossimo 10 novembre fatte pervenire dai Comuni interessati.
Al termine del Consiglio è previsto l’annuncio della composizione dello staff tecnico della Squadra Nazionale.

Tagli agli Aironi: il comunicato dell’Associazione Giocatori (GIRA). E la conferma che i debiti ci sono

Dell’accordo tra Aironi e GIRA (la nuova associazione di giocatori, la Giocatori Italiani Rugby Associati) vi avevo detto già ieri sera. Ora arriva il comunicato ufficiale e l’associazione dimostra di avere idee molto chiare e di essere decisamente combattiva:
– premette che gli accordi raggiunti sono una sorta di una tantum dovuta all’eccezionalità del caso
– il giochino di cambiare la ragione sociale, rimanendo però se stessi per cancellare eventuali condizioni debitorie è una cosa che non deve accadere
– il taglio medio degli stipendi sarà del 20% e non del 50% come detto da alcuni organi di stampa
– si parla di “totale rientro delle retribuzioni maturate (…) senza svincolo di fidejussioni già prestate a garanzia”. Evidentemente qualche debito gli Aironi ce l’hanno, nonostante quello che il presidente Melegari va dicendo da qualche mese.
Di seguito il comunicato…

Accordo Aironi-Associazione Giocatori sui tagli ai contratti. E un dubbio grosso così

Metto assieme un po’ di pezzi. Iniziamo con questo stralcio di un articolo pubblicato oggi da La Gazzetta di Mantova a firma di Leonardo Bottani.

Risolto, proprio nelle ultime ore, il nodo cruciale del taglio degli stipendi dei giocatori con l’accordo trovato con i procuratori di oltre la metà della rosa. Oggi o domani un’apposita commissione federale esaminerà il tutto e sabato il Consiglio della Fir dovrebbe dare il via libero definitivo. «Un’apertura decisiva – ha commentato il presidente -che ci ha consentito di sostenere il budget. Alla fine ci sarà una riduzione media dei compensi del 30%».  All’inizio, ai big azzurri rientrati dai club stranieri era stato chiesto un sacrificio maggiore, attorno al 50%. Invece a nessuno verrà dimezzato lo stipendio ma ci sarà una riduzione generale che comunque inciderà in modo pesante sull’intero bilancio, salvando il futuro della franchigia. (…) Alla fine forse uno dei pochi big che potrebbe andar via è Andrea Masi, il più penalizzato dal taglio visto che ha ancora due anni di contratto: «Nelle ultime due stagioni mi sono sentito bene e credo di aver giocato il mio miglior rugby. Cerco di trovare un accordo ma non nascondo che ho ricevuto alcune offerte dall’estero e ci sto pensando».

Bene, conferme in questo senso sono arrivate anche a Il Grillotalpa: domenica c’è stato un lungo incontro a Viadana tra una delegazione di giocatori, il presidente degli Aironi Melegari, il direttore sportivo Franco Tonni e Federico d’Amelio in rappresentanza della Giocatori Italiani Rugby Associati (GIRA, la nuova associazione di categoria dei giocatori). Un vertice al termine del quale si è trovato un accordo del quale non sono stato autorizzato a svelare i dettagli (lo farà mercoledì un comunicato ufficiale), ma che ha reso possibile al Viadana la presentazione del bussiness plan alla FIR per ottenere la licenza celtica.
Un’unica cosa, una curiosità e un dubbio in realtà grande come una casa: nel vertice si è parlato anche di rientro di stipendi arretrati. Ma gli Aironi non hanno sempre detto di non avere debiti?

Melegari tra proclami e bacchettate ai suoi Aironi nei giorni dell’attesa

Intervista tratta dal settimanale Parmapress24 ad opera di Caterina Zanirato e pubblicata sulla pagina facebook degli Aironi (scarica il pdf del settimanale)

Quando l’arbitro ha fischiato la fine della partita di sabato scorso, allo Zaffanella di Viadana, è finito ben più del campionato della Celtic League. Tutti, dai giocatori ai tifosi, dallo staff tecnico agli addetti stampa, erano ben consapevoli che da quel momento nulla sarebbe stato più come prima: gli Aironi hanno smesso di volare. La società sarà infatti sciolta. Il personale lasciato a casa. E poi, si vedrà. Se nel futuro della Celtic League ci sarà ancora la squadra di Viadana, dipende solo ed esclusivamente dal “vil denaro”: se i giocatori accetteranno di vedersi diminuire lo stipendio anche del 50% (il compenso di un campione di rugby, nazionale e con parecchia esperienza va dai 200 ai 300mila euro l’anno, ma c’è anche chi prende molto ma molto meno) e la Fir considererà la società “affidabile” si proseguirà, in un clima di austerity. Altrimenti, anche gli Aironi entreranno a far parte della storia passata. E’ finita.

Per Silvano Melegari, presidente degli Aironi e protagonista in questi mesi della rivoluzione dei neroargento, è stata comunque un’annata positiva, almeno dal punto di vista sportivo.

“Sono soddisfatto perché siamo riusciti ad avere un progress continuo in questa stagione – commenta Melegari -. Abbiamo vinto 4 partite e ottenuto 7 punti di bonus, ovvero in quelle partite in cui abbiamo perso di misura senza scarto: la squadra evidentemente si è consolidata e migliorata. I giocatori hanno creato un amalgama di gioco. Nonostante il campionato fosse denso di impegni: una Coppa del mondo e il Sei nazioni. Insomma, delle due stagioni questa è sicuramente la migliore”.

Ma Melegari vuole anche bacchettare i suoi giocatori, non abbandonandosi a sentimentalismi:

“Da parte dei giocatori nazionali, in cui nutrivamo le aspettative maggiori, abbiamo ricevuto invece prestazioni negative, soprattutto a inizio campionato, anche se sono consapevole che dopo il rientro dalla Coppa del Mondo erano molto stanchi. A Monza per la coppa abbiamo attirato 20mila spettatori, quindi il risultato è positivo anche in termine di pubblico. Fa parte del gioco: il primo anno è stato di start up, ora stavamo per diventare grandi”.

Peccato però per le difficoltà economiche, che hanno comportato una difficile prosecuzione nel campionato, tanto che la Fir ha revocato agli Aironi la licenza di giocare in Celtic League fino al 2014. Di qui la decisione di partecipare ancora una volta al bando presentando una nuova franchigia con Colorno (escludendo così le socie parmigiane che hanno fatto negare l’appoggio).

“La nuova società dovrebbe essere composta da Viadana e Colorno, visto che è la squadra capofila degli Aironi. Il nome lo definiremo, al momento ci chiamiamo Viadana, ma il mio obiettivo sarebbe quello di mantenere nome Aironi, non per la società, ma come marchio, perché ormai è un brand a livello internazionale. La nostra candidatura si poggia sulla rimodulazione di un nuovo budget: ho già fatto una ricognizione con i procuratori per capire come comportarmi. Il 70% dell’incidenza del budget è lo stipendio dei giocatori: ovvio che con queste cifre la situazione non può più reggere. E’ necessario quindi un taglio fino al 50% soprattutto per i più onerosi, per poterci garantire la continuità all’interno della Celtic Leauge senza sorprese. Se i giocatori non saranno disponibili a giocare per meno soldi dovrò sciogliere la riserva e comunicare alla Fir che non ce la faremo e farà la sua franchigia, come già aveva anticipato”.

Ovvio che il malumore dei giocatori potrebbe rovinare le prestazioni in campo, condannando così la squadra a sopravvivere sì, ma con scarse soddisfazioni:

“L’ho messo in conto – rivela Melegari – ma ritengo che siano dei professionisti e che daranno comunque il massimo in campo come sabato scorso. Purtroppo gli Aironi sono morti, quelli che erano una volta almeno. Il giorno in cui la Fir ci ha escluso dal campionato sono terminati tutti i contratti. Ho ritenuto di fare una proposta nuova secondo le nostre nuove entrate: una proposta umana, per garantire una continuità, ma sono comunque liberi di trovare alternative se non gli andasse bene”.

Una situazione che penalizzerà non solo gli atleti, ma tutti i lavoratori a marchio “Aironi”:

“Lo staff sarà ridotto – ammette Melegari – Per quanto riguarda lo staff tecnico, arriverà quello concordato con la Fir, è tornato sereno almeno su quello. Tutti i lavoratori, dagli uomini di campo ai colletti bianchi, sono in discussione: non possiamo più permetterci spese, tutti i compensi saranno ridimensionati e lo staff sarà minimale, ridotto di un terzo di sicuro”.

Al momento, quindi, la franchigia Aironi si trova in un limbo, da cui non sa se uscirà vincente o sconfitta:

“Non ho ancora ricevuto risposte da nessuno – afferma Melegari -. Io mi trovo però a essere presidente di una nuova società, con un budget da presentare entro il 14 maggio: quindi mi aspetto una risposta rapida, che dovrà essere sottoposta al vaglio della federazione. Entro quella data devo sapere chi ci sta o no.

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