Roberto Roversi per Il Gazzettino di Rovigo
La mossa del Benetton Treviso sulle prossime elezioni della Fir ha sparigliato le carte e adesso la contesa potrebbe diventare incandescente, molto lontana dalle assemblee di stampo «bulgaro» che dal 1996 hanno rinnovato per quattro volte il mandato al presidente Giancarlo Dondi. Al momento ci sono due candidati ufficiali alla presidenza: il bresciano Gavazzi, indicato direttamente da Dondi nel segno della continuità, che si presenterà ufficialmente domani a Parma, e il catanese Gianni Amore, che predica il cambiamento. La curiosità maggiore, però, è tutta per la terza ipotesi, quella che dovrebbe arrivare dal Benetton Treviso che, dopo aver lanciato il sasso, vorrà sicuramente mostrare anche la mano.
Di fronte a questi scenari sarà interessante vedere come si muoverà la Femi-Cz Vea
Rovigo cui, non è un mistero, non dispiacerebbe tornare ad avere una rappresentanza nel
consiglio federale. L’ultimo rodigino a farne parte è stato Giorgio Ferrari, ma parliamo
della metà degli anni ’90, quando il presidente della Fir era Maurizio Mondelli. Prima di
Ferrari era stata la volta di Antonio Cappellini, preceduto da Vittorio “Ciò” Cogo, il quale
per alcuni anni aveva ricoperto anche l’incarico di vice-presidente delle federazione. Da quasi vent’anni, quindi, la società di viale Alfieri non ha un suo uomo nel consiglio della Fir. In questo periodo ci sono state diverse vicissitudini e parecchi problemi per il club rodigino,
ma è sempre apparso piuttosto strano che una delle società storiche del rugby italiano, con
68 campionati consecutivi nella massima serie e 11 scudetti, non riuscisse ad esprimere un
proprio rappresentante in un consiglio federale dove, con tutto il rispetto, ci sono esponenti di territori rugbystici di minor tradizione rispetto a quello polesano.
Le premesse della nuova tornata elettorale, però, potrebbero rappresentare l’occasione
buona per rivedere un esponente del rugby polesano nel consiglio federale. In questa prospettiva diventa determinante la scelta che farà la Femi-Cz Vea Rovigo nel decidere quale candidato sostenere. Appoggerà Gavazzi, mantenendo la linea «filo-governativa» degli ultimi anni, o sceglierà di mettersi in contrapposizione? La protesta del presidente Francesco Zambelli contro il comportamento della Fir nella gestione della nuova franchigia federale ha rappresentato un segnale di insofferenza significativo, ma non è detto che debba essere interpretato come uno strappo con il «palazzo». In viale Alfieri è pensabile che vogliano vedere tutte le carte sul tavolo prima di decidere da che parte schierarsi in questa contesa che si preannuncia molto combattuta. Scegliere il cavallo sbagliato potrebbe rivelarsi un grave errore.




