Dondi attacca Treviso e gli oppositori: “Non sarebbero in grado di guidare la federazione”

Umberto Nalio, Il Resto del Carlino – Rovigo

GIANCARLO Dondi, presidente uscente della Fir, ieri pomerìggio, in quel di Parma, ha lanciato ufficialmente la campagna elettorale a favore di Alfredo Gavazzi. Un incontro all’Hotel Villa Ducale al quale erano stati invitati, oltre alla stampa, i simpatizzanti dell’Emilia, prima tappa di una serie che precederà il consiglio federale del 20 luglio, nel quale si deciderà la data delle elezioni. (…)
Gli stadi pieni in occasione degli incontri della Nazionale continuano ad essere per il suo gruppo il miglior biglietto da visita. Tanto da portalo a fare il paragone con quanto avveniva 16 anni fa nel Veneto, quando, ha detto, si faceva fatica a fare il tutto esaurito in strutture minori. Le sue parole sono state seguite da quelle del vice presidente Antonino Saccà e poi da quelle del candidato Gavazzi. Ancora una volta però la parte del leone l’ha fatta Dondi che dimostra chiaramente di non aver gradito le alzate di scudi arrivate dal Veneto, e non solo. Si è dimostrato alquanto contrariato per le crìtiche ricevute. Alcuni in sala hanno anche provato a chiedergli di ritornare sulla sua decisione, ma Dondi ha ribadito il suo abbandono, precisando però a caratteri cubitali che da parte sua ci sarà il pieno appoggio a
Gavazzi e company, dicendosi sicurissimo che il tutto si tradurrà in una vittoria certa della cordata da lui sostenuta.(…)
E poi, per finire, una frase che è sembrata quasi un pesante monito agli avversari elettorali:
«Non si rendono conto che, se anche dovessero vincere, nessuno di loro sarebbe in grado di condurre la federazione, non fosse altro per i tanti intrecci e rapporti che consentono di portare avanti il tutto». A questo punto sarebbe interessante sentire cosa ne pensano Amore e i trevigiani, le due realtà che hanno lanciato pubblicamente il guanto della sfida. E siciliano già dalla prossima settimana inizierà il suo tour elettorale, prima al sud e poi in tutto il nord, Rovigo compreso.

Rassegna stampa: la presentazione di Gavazzi a candidato presidente FIR

Simone Battaggia per La Gazzetta dello Sport

Non è un caso che il lancio della candidatura di Alfredo Gavazzi alla presidenza Fir avvenga a Parma. Giancarlo Dondi è a suo fianco e si commuove. «Dopo 16 anni sento di aver fatto qualcosa, anche se è stato il movimento a raggiungere gli obbiettivi. Sosterrò Gavazzi e sarò a sua disposizione per un aiuto, un consiglio». Si snocciolano l’entrata nel Sei Nazioni, i 70.000 dell’Olimpico per Italia-Scozia, la solidità finanziaria (bilancio di 37,5 milioni di €, ma meglio non chiedere se si renderà pubblico, come fanno le grandi federazioni mondiali ma anche Fidal e Fip), i 90.000 tesserati «quando nel 1996 erano 26.000, e alcuni scritti in matita». Anche i 90.000 dichiarati oggi andrebbero spiegati — i seniores non superano un terzo, e a fronte del boom nel minirugby c’è la difficoltà delle giovanili — ma si è in campagna elettorale, sebbene non si sappia quando si voterà né come (il regolamento è vincolato al nuovo Statuto, in mano al commissario ad acta).
Prime scaramucce. C’è da battere Gianni Amore, siciliano in tour per l’Italia, ma soprattutto lo spauracchio veneto, regione che dal 1927 non ha mai espresso un presidente
ma che ora sembra unita dietro la sfida lanciata da Treviso. «Io non mi sono mai candidato contro qualcuno — punzecchia Dondi —. Gavazzi non ha fatto ancora i conti ma io sì, e so che vincerà». (…)

Giorgio Sbrocco per QS

UN BRESCIANO alla guida del rugby tricolore dopo Aldo Invernici? Ieri presso l’hotel Ducale di Moletolo di Parma il presidente uscente Giancarlo Dondi, «ci sono troppe cose che non sono più disposto a tollerare, perciò esco di scena», ha presentato il candidato Alfredo Gavazzi, consigliere federale, bresciano come Invernici, imprenditore di successo e fondatore del Calvisano campione d’Italia. «Si tratta di una candidatura nella quale credo fermamente – ha dichiarato Dondi – e che in caso di successo garantirà credibilità e linearità nelle direzioni di marcia del rugby italiano». La presenza di Dondi al fianco di Gavazzi e dell’avvocato livornese Nino Saccà, vice presidente Fir, fotografa la linea di condotta che
il presidente uscente (membro dell’esecutivo Irb) intende adottare in vista della prossima tornata elettorale (settembre?). Il prestigio personale e le ampie quote di consenso sul territorio riconducibili a Dondi sono da considerarsi, da ieri, virtualmente “trasferite”
in capo al candidato Gavazzi.
IN FORZA di un procedimento che appare politicamente credibile, probabilmente non “automatico”, forse vincente. Perché di tanta credibilità ci sarà bisogno per contrastare e battere la cordata made in Benetton che si propone di mettere in campo, dietro a un
candidato di alto profilo (Zatta, Biagini?), un “pack” capace di sovvertire un risultato che sembrava scontato. Corsi e ricorsi storici: il fronte del Veneto, che si sgretolò (Treviso e Rovigo da una parte, Padova dall’altra) nel 1984 ai tempi della successione a Invernici -vinse Maurizio Mondelli-, sembra sul punto di presentarsi compatto alle urne. In uno scenario, però, profondamente cambiato: la Nazionale è nel Sei Nazioni, San Siro e L’Olimpico fanno sold out per gli azzurri, due squadre professionistiche disputano la Celtic e nelle casse federali girano 40 milioni di euro l’anno (attività internazionale e diritti ad esse collegati), che fanno della Fir la seconda federazione più ricca dello sport italiano. (…)

Gianluca Barca per Il Giornale di Brescia

PARMA Dopo l’ufficialità del comunicato, per la candidatura di Alfredo Gavazzi a presidente della Federazione Italiana Rugby è arrivata quella dei fatti. Nel senso che anche la coreografia vuole la sua parte e ieri, in un albergo di Parma, a sostenere pubblicamente il fondatore del Calvisano si sono presentati il presidente uscente Giancarlo Dondi e il vicepresidente vicario Nino Saccà. Un «endorsement» plasticamente forte, con i tre seduti allo stesso tavolo a ribadire unità assoluta di vedute sul futuro del movimento ovale italiano, continuità della linea politica espressa in questi anni («ce la chiedono i nostri partner internazionali» ha spiegato Dondi) e volontà di consolidare i traguardi raggiunti, come ha sottolineato Gavazzi. Insomma, lo slogan di questa campagna elettorale, per la corrente riunita ieri Parma, potrebbe essere «continuità e consolidamento», anche se lo stesso Dondi ha ribadito che il programma di Gavazzi non è il medesimo del presidente uscente, «ma contiene elementi di rinnovamento, perché i tempi si evolvono e bisogna sempre adattarsi alle novità».
Quanto a Dondi, a farlo recedere dall’ipotesi di candidarsi per un quinto mandato, oltre «al desiderio di dare finalmente spazio ai vice», è stato anche il disappunto per il comunicato
della Benetton che pochi giorni fa ha dichiarato di cercare «soluzioni alternative all’attuale dirigenza federale». «Io mi sono sempre candidato per qualche obiettivo, mai contro qualcuno», ha spiegato Dondi, seccato. Per i non addetti ai lavori, l’appoggio a Gavazzi da parte di Dondi e Sacca è come se alle prossime politiche il candidato primo ministro Alfano avesse il sostegno di Monti e Bersani (è una forzatura giornalistica, sia chiaro). Il che ha fatto dire al presidente uscente che «Gavazzi vincerà in carrozza», a prescindere dagli eventuali rivali (al momento c’è solo il siciliano Amore). (…)
La data delle elezioni sarà decisa nel consiglio federale del prossimo 20 luglio. Dal momento della pubblicazione del bando dovranno trascorrere come minimo 30 giorni.

Paolo Mulazzi, La Gazzetta di Parma

Dopo 16 anni di presidenza Dondi si può dire che è comunque il nuovo che avanza il 62enne Alfredo Gavazzi, secondo candidato ufficiale alla presidenza Fir dopo Gianni Amore.
Uomo federale per tutti e quattro i mandati di Giancarlo Dondi, deus ex machina del Calvisano, Gavazzi fu uno dei propugnatori dell’entrata italiana in Celtic già sette anni fa. A tirargli la volata, fatto piuttosto insolito e da leggersi come una replica all’aperta dichiarazione di sfiducia annunciata da Treviso, il gotha ha della federazione stessa ovvero presidente, Dondi, e vice, Nino Saccà. I tre hanno tenuto ieri una conferenza stampa a
Parma. «Dovevamo far vedere al movimento, ma soprattutto ai soci del Sei Nazioni e ai celtici, un’unità in federazione dopo la decisione di non ricandidarsi da parte del presidente che ringrazio per avermi individuato comesuo successore» è l’incipit di Gavazzi. Un presidente che ha quasi monopolizzato la scena incalzato dalle domande della platea,
talvolta rispondendo per il suo candidato. Visibilmente commosso all’inizio e graffante alla
fine, Dondi ha sottolineato i risultati ottenuti nel corso dellasua epopea e non ha risparmiato
frecciate all’indirizzo di Treviso.«Il programma federale c’è, è molto chiaro, ambizioso ed è noto a tutti; mi fa strano – incalza Dondi – che chi dice di essere al vertice del rugby italiano faccia finta di non sapere. Mi sarei aspettato lealtà e confronto. Naturalmente alcune cose potevamo farle meglio e non ci siamo riusciti, ma le sistemeremo. Io non mi sono mai candidato contro qualcuno». Riguardo agli obiettivi, Dondi ha ribadito quello di entrare nelle prime otto del ranking «entro due anni», Gavazzi si è soffermato sulla necessità della crescita dei settori giovanili italiani e dei loro tecnici. (…)

Elezioni FIR: Bilanci e Statuto, due domande al candidato Gavazzi

Nel pomeriggio, a ridosso della presentazione alla stampa della candidatura di Gavazzi a presidente FIR, ho ricevuto questa lettera di Roberto Zanovello, Presidente del CUS Padova Rugby. Ve la giro perché tocca due punti nevralgici del momento che stiamo vivendo. Grazie ancora a Roberto. E io sono a disposizione di qualunque candidato…

La Candidatura alla Presidenza della FIR.

Alcune domande …….

Non entro in merito alla questione dell’utilizzo di ruoli (in qualità di attuale Presidente FIR e di Vice Presidente) per presentare un candidatura “amica”, “concordata” e/o funzionale ad un progetto di mantenimento del governo della FIR. Queste valutazioni fanno parte di un etica di comportamenti  che o c’è ( e non mi sembra ) o non c’è (ed è così da molto tempo!).
La conferenza stampa di presentazione del candidato Gavazzi, offre invece la possibilità di porre alcune domande all’interessato. Spero che qualcuno magari le riprenda e le formalizzi.
Gavazzi dice sostanzialmente di rappresentare il rinnovamento nella continuità. Prendiamo atto di queste affermazioni e gli chiediamo:

  1. La FIR attraverso i suoi organi (Consiglio Federale e/o Comitato esecutivo) ha chiesto e sta definendo con il Commissario ad Acta nominato dal CONI, i contenuti del nuovo Statuto della Federazione.  Statuto che sarà approvato dallo stesso Commissario. Ricordo che è da metà del 2010 che la FIR “doveva modificare “ questo importante strumento di vita associativa. In questo nuovo statuto saranno inseriti “i principi informatori” deliberati dal CONI e saranno modificati alcune elementi importanti della vita della FIR, in particolare le modalità del “Voto plurimo” alla prossima Assemblea Elettiva . In pratica a due mesi dalla scadenza degli organismi si stanno modificando alcune regole della “partita”,  che ci porterà alla elezione dei nuovi organismi federali. Il Consiglio Federale dovrà immediatamente dopo l’approvazione dello Statuto da parte del Commissario ed entro la fine di agosto, approvare il “Regolamento Organico” di attuazione dello stesso  statuto.
    Domanda : il candidato Gavazzi è disponibile (visto che è consigliere federale e può contare dell’appoggio di Dondi e Saccà) a mettere a disposizione  del movimento i contenuti di tale modifiche,  prima che vengano approvate, visto che le “regole” dovrebbero essere un patrimonio condiviso da tutte le società affiliate alla FIR?

  1. Candidarsi a governare una Federazione come quella della FIR,  significa avere conoscenza “analitica “ delle risorse economiche a disposizione e di quelle spese ed investite negli anni precedenti. Gavazzi come consigliere federale uscente e come candidato sostenuto dal Presidente Dondi e dal Vicepresidente Saccà, gode di un situazione di conoscenza di tali dati che non è in possesso di nessun altro, visto che i bilanci FIR degli ultimi  otto anni (!!) non sono mai stati messi a disposizione delle Società Affiliate. E’ dunque in una situazione “assimetrica” e di notevole vantaggio, rispetto a chi vuole candidarsi ed è al di fuori di questo contesto di ruoli (Consigliere federale) e di rapporti ( sostegno esplicito e dichiarato della presidenza uscente della FIR).
    Domanda : Il Consigliere Gavazzi è disponibile (visto che è consigliere federale e può contare dell’appoggio di Dondi e Saccà) a far mettere a disposizione, come contributo al confronto con il movimento,  i bilanci consuntivi degli ultimi otto anni ed il bilancio preventivo 2012 approvati dallo stesso Consigli Federale?

Credo che avute queste risposte,  potremo e dovremo cominciare a discutere e confrontarci sui progetti di chi intende proporsi alla guida del movimento rugbystico per  il prossimo quadriennio.

Roberto Zanovello
Presidente CUS Padova Rugby
27 giugno 2012

Elezioni FIR: Gavazzi presenta la candidatura (con Dondi presidente onorario, se vince)

Alfredo Gavazzi ha presentato la sua candidatura alla presidenza della FIR in una conferenza stampa svoltasi a Parma alla presenza del presidente uscente, Giancarlo Dondi, e del vicepresidente vicario, Nino Saccà, che gli hanno entrambi espresso il loro appoggio. A  metà luglio un consiglio federale fisserà la data dell’assemblea. L’altro candidato per ora in lizza è Gianni Amore, presidente del Comitato siciliano della Fir, mentre si attende l’annuncio del candidato di Treviso.
A Parma, Dondi ha messo in evidenza il frutto del proprio lavoro, dall’aumento dei tesserati a quello del bilancio, dall’ingresso nel Sei Nazioni a quello nel comitato esecutivo dell’Irb. ”Sosterrò la candidatura di Gavazzi, nel segno della continuità e perché credo sia giusto lasciare a chi mi è stato vicino in questi anni ed ha creduto nel progetto che ci ha visti crescere”, ha detto Dondi. Certo che proprio vicino al presidente uscente Gavazzi in questi anni non è stato, anzi. Un riavvicinamento tra i due c’è stato solo negli ultimi mesi.
Gavazzi ha tratteggiato il programma per il prossimo quadriennio: ”Un programma che potrà incidere, visti i tempi, non sulla Nazionale in prospettiva 2015 ma, piuttosto, in chiave 2019. Vogliamo continuare a spingere in avanti il movimento. Settore giovanile, rapporti con i club, formazione dei tecnici, dei dirigenti e degli arbitri sono tutti aspetti su cui intendiamo lavorare. Sono onorato dell’appoggio di Dondi, che ricoprirà il ruolo di Presidente onorario in caso di mia elezione e mi aiuterà in altri ruoli, in primis con la propria presenza all’IRB, fondamentale per noi”.
Gavazzi ha poi commentato le candidature di Amore e di un probabile esponente di una cordata alla Benetton Treviso: ”Sarei contento ed entusiasta che Benetton evidenziasse un candidato, oltre ad Amore che già si è candidato, sia perché la pluralità delle candidature è sinonimo di democrazia ed aiuta a crescere sia perché permetterà, nel caso, di verificare le forze non solo a parole”.

Di candidature, conferenze stampa, appoggi istituzionali ed elezioni FIR

Mercoledì pomeriggio a Parma ci sarà la presentazione in pompa magna del candidato alla presidenza FIR Alfredo Gavazzi. Al suo fianco siederanno l’attuale numero uno federale Giancarlo Dondi (che non si ricandiderà dopo 16 anni di mandato) e il vicepresidente Nino Saccà. Tutto bene, ma anche no. Perché forse sono l’unico a pormi questo problema, ma non credo che un presidente federale per quanto dimissionario ma ancora in carica sia nella posizione più adatta per fare campagna elettorale per chicchessia. Trovo che sia eticamente sbagliato. Insomma, chiamatemi “anima bella”, ma penso che Gavazzi, Gianni Amore e chi verrà con loro, abbiano il diritto/dovere di far conoscere quelli che sono i piani, gli obiettivi e le priorità del loro possibile mandato. Un presidente federale (chiunque esso sia! Che si chiami Dondi, Gavazzi, Amore o Piripallo non cambia niente) però rappresenta un intero movimento, non una parte di esso, fosse anche maggioritaria. Quindi o si candida per una conferma oppure si fa da parte e lascia il campo agli altri contendenti.

Trovo non corretta anche la semplice indicazione di preferenza per un nome piuttosto che un altro, ma quantomeno è un po’ più comprensibile. Li però bisognava fermarsi, si era già andati un po’ oltre. Prendere parte invece a quelli che sono invece veri e propri appuntamenti elettorali a favore di uno specifico candidato – e quindi necessariamente “contro” tutti gli altri – è invece sbagliato e a dirla tutta poco corretto. La FIR con la sua struttura e i suoi rappresentanti dovrebbe essere arbitro, non parte in causa. Oppure vale tutto?