Aironi e Treviso: ecco tutte le “modifiche migliorative” della FIR

Andrea Passerini per La Tribuna

«Zatta non può dire di non sapere quale sia la riforma del protocollo Celtic e di attendere
comunicazioni: gli è stata inviata il 2 marzo, la conosce bene. Dispiace: come Fir facciamo un ulteriore sforzo per accogliere le istanze delle squadre a beneficio del movimento italiano, privilegiando gli aspetti tecnici a quelli economici, come dire la sostanza delle questioni »
Nino Saccà, vicepresidente della Fir ambasciatore nei rapporti con Treviso e Aironi, mette i puntini sulle «i». La conferma che il clima fra Fir e Treviso è tornato… nuvoloso, dopo la
parvenza di una tregua molto distesa. Ma torniamo alla riforma. Ecco i punti salienti.
Liste e minutaggi addio.
Scompaiono i tabulati delle polemiche e il tetto dei minuti: semplificazione. Rose da 42.
Il forfait. Contributo da 3 milioni: 2 come indennizzo per l’impiego dei giocatori in nazionale, 1 per la soprattassa chiesta dal board della Celtic.
Lo staff gratis. L’unica norma decisa dal consiglio Fir venerdì: comprende 1 o 2 tecnici,
un general manager, un medico, un «fisio» e un preparatore atletico (cadeau da 600 mila euro almeno). Fra i tecnici papabili, anche «Toni» Green.
Permit players. La Fir conferma le norme. Ma consentirà alla franchigia che presti più di
10 giocatori alla nazionale di utilizzare, nel Sei Nazioni, fino a 5 stranieri.
Mercato e trasferimenti. La Fir chiede ai club di venir informata per tempo sui passaggi di giocatori azzurri o emergenti fra le due selezioni. Invoca un e principio di equilibrio nelle distribuzione dei giocatori nei vari ruoli fra le due piazze. Vedi il caso del pilone De Marchi, che voleva venire a Treviso da Viadana. Ma si annunciano casi
anche in terza e nelle mediane.
Giovani. Chi esce dalle Accademie sarà seguito due anni: se però in una franchigia dovessero giocare poco (qui sì torna un minutaggio), avrà diritto a cambiare squadra. Norma per i vari Esposito, Campagnaro, Morisi.
Equiparabili subito italiani. Se una franchigia tessererà eleggibili di interesse nazionale (leggi Ambrosini), essi potranno giocare subito in Celtic come italiani, senza aspettare la convocazione azzurra

McCaw e Carter a Treviso, perché è molto più di un sogno

D’accordo, il primo aprile è piuttosto vicino e tutti alla lettura della notizia abbiamo pensato a uno scherzo. Al più a un sogno irraggiungibile. Perché vedere Richie McCaw e Dan Carter con addosso una maglia di un club italiano, ancorché per un periodo limitato di 5 mesi, è roba da quasi fantascienza. Quasi, appunto. Perché in realtà il progetto è molto più concreto e avanzato di quanto non si creda: i soldi – tanti – necessari arriverebbero da alcuni sponsor, Canterbury – la province neozelandese nella quale giocano i due all blacks – è disponibile, i giocatori pure. Intendiamoci, non c’è nessuna ufficialità e in società a Treviso le bocche sono cucitissime, non passa nemmeno uno spiffero, se si chiede qualcosa la risposta è il silenzio più totale e assoluto.
Però qualche rumors c’è, voci che raccontano di una trattativa iniziata parecchi mesi fa e che ora però sarebbe in un momento di stand-by. Non c’è nessun ripensamento in corso da parte dei diretti interessati, ma a frenare è la situazione “politica” italiana. L’incertezza sulle regole della prossima stagione avrebbe spinto Crusaders e Benetton ad attendere l’evolversi della situazione, visto che al momento mancano i presupposti per siglare un accordo quasi pronto.
Ovvio che nella Marca si speri in una rapida soluzione. E non solo per la vicenda Carter-McCaw, ma per la programmazione della prossima stagione: siamo a metà marzo e regna ancora troppa incertezza. Le principali squadre europee sono al lavoro da almeno un paio di mesi per la costruzione delle rose del 2012/2013, in Italia invece le cose vanno a rilento. Treviso ha rinnovato il contratto per due anni a tutto lo staff tecnico, alla fine tutti i “big” richiesti all’estero dovrebbero rimanere (Zanni, Ghiraldini, Cittadini), ma per le altre mosse si attende che la situazione venutasi a creare con la federazione si chiarisca. Al più presto possibile, e comunque è già tardi. Certo, gli Aironi in questo sono messi peggio, ma la cosa non fa felice proprio nessuno. Insomma, se Atene piange Sparta di certo non ride.

Tornando a Carter e McCaw, va da sé che saremmo davanti a un’operazione di livello internazionale dai molteplici effetti. Quello prettamente sportivo, con il portare in Italia due dei più forti All Blacks di sempre quando ancora sono nel pieno della loro carriera. Quello mediatico/commerciale, con stampa e sponsor che per qualche mese letteralmente assedierebbero Treviso.
Ma forse l’aspetto più importante e di lunga durata sarebbe quello pedagogico: per 5 mesi giocatori e giovani in biancoverde potrebbero vivere fianco a fianco, dividere allenamenti e spogliatoi con due dei giocatori più forti degli ultimi decenni. Una fonte di insegnamento che vale molto di più dei (tanti) soldi necesari per portare i due in Veneto. Il vero surplus dell’operazione sarebbe questo.
C’è infine un ultimo aspetto che non va dimenticato, più politico-diplomatico: se l’accordo andasse in porto Treviso “riabiliterebbe” da quelle parti (la Nuova Zelanda) il nome dell’Italia, che dopo la vicenda FIR/Auckland Blues non è che proprio brilli sotto la voce “affidabilità”.

Treviso chiama, la FIR non risponde: “Ancora nessuno ci ha detto nulla…”

Andrea Passerini per La Tribuna

«Aspetto carte o passi ufficiali, leggiamo quello che è uscito sui giornali, ma nessuno ci ha ancora chiamato…». Amerino Zatta ieri era all’Olimpico, a vedere l’Italia vittoriosa sulla Scozia. Ma non è stato avvicinato né dal presidente federale Giancarlo Dondi né da altri
consiglieri, in primis il vicepresidente Nino Saccà, o dal responsabile dell’alto livello, Carlo Checchinato. La rivoluzione varata venerdì dal consiglio federale per Treviso e Viadana, con le nuove norme per la Celtic 2012/2013, non è ancora stata illustrata ai club. Ed è facile intuire che alle due franchigie italiane non è piaciuto vedere, al di là del merito dei provvedimenti, le anticipazioni. Basti dire che anche sulla norma che sembra ora favorire gli Aironi, la Fir offre gratis uno staff completo a chi lo chiede – c’è già un preciso avvertimento di Silvano Melegari, presidente degli Aironi: «Non vogliamo gli scarti di Brunel…».
Se a Treviso la scomparsa delle liste e il forfait di 3 milioni possono anche andare bene,
certo Zatta e Munari non gradiscono la voglia di interventismo federale sulla trattative di
mercato, alla ricerca di un maggiore equilibrio tra i convocati azzurri fra le due franchigie.
Traduciamo con esempi concreti: Roma non vorrebbe troppi mediani, flanker e piloni del Benetton in nazionale e vorrebbe riequilibrare il tutto. Così come già fatto per De Marchi (avvertimento: stai a Viadana, non passare a Treviso) si profilano altri interventi per portare in riva al Po uno fra Gori e Semenzato, almeno una terza linea, per non parlare dei
giovani emergenti (Treviso avrebbe già opzionato Morisi, Campagnaro e il trevigiano
Esposito, la Fir vorrebbe una loro distribuzione). Facile capire la rotta di collisione con contratti , strategie e autonomia di Treviso e Viadana.
«Vedremo quali saranno le proposte – ribadisce Zatta – l’importante è che ci siano
tempi stretti, perché in questa condizioni non possiamo certo programmare la prossima
stagione». E l’offerta dello staff gratuito? «Ribadisco che abbiamo appena confermato il nosto, e non vediamo certo motivi per cambiarlo, visti i risultati di questa due stagioni». (…)

McCaw e Carter a Treviso. Un folle sogno? Forse…

Andrea Passerini per La Tribuna

Dan Carter e Richie McCaw con la maglia del Benetton? Non è fantarugby. Ma il sogno – non proibito – della società biancoverde per il 2012/2013. A novembre i due campioni degli All Blacks godrebbero di uno speciale anno sabbatico da parte delle federazione neozelandese. Non una stagione intera, ma 5 mesi di assoluta libertà, da novembre a marzo, in cui staccare dal super 15 e dagli All Blacks. E Treviso ci prova. Da mesi e
mesi, muovendosi agli antipodi ma anche in Italia e in Europa, sta creando sponde, eventi, partnership in grado di sostenere dal punto di vista finanziario e mediatico questa opportunità straordinaria. Carter e McCaw, apertura e terza linea della Nuova Zelanda, rispettivamente 30 e 32 anni sono semplicemente le icone del rugby moderno, non
solo i campioni del mondo in carica.
E’ un’operazione planetaria. Fatte le proporzioni, è come se Messi e Iniesta venissero contemporaneamente tesserati da un club portoghese… La rete diplomatica è già stata
buttata dal presidente Amerino Zatta e dal direttore generale Vittorio Munari. Sul piatto il Benetton una valanga di soldi – si parla di una cifra vicina al milione di euro – ma
anche il sostegno di sponsor di altissimo livello, per un colpo che non avrebbe precedenti, almeno nella storia recente del rugby italiano. Da decenni ormai le grandi star mondiali non
svernano nel nostro paese. E dall’altra parte, c’è la voglia di Dan Carter di svernare in Italia, in particolare a Treviso. Proprio durante i mondiali dello scorso autunno, l’apertura aveva dichiarato in un’intervista pubblicata dalla rivista della Air NewZealand, la compagnia aerea nazionale che era fra i sostenitori tecnici della Coppa del Mondo: «Treviso è la città in cui
mi piacerebbe vivere al di fuori della nuova Zelanda – aveva detto – sono stato lì alcuni giorni, e ho visto unarealtà bellissima…».
Il riferimento era alla breve vacanza in occasione della sua esperienza a Perpignan, nel
2010. Il campione aveva visitato gli impianti della Ghirada un match di Heineken: era infortunato, si è trattenuto in città.

Sei Nazioni 2013 ancora all’Olimpico. E sul Consiglio Federale… (la versione della Gazzetta dello Sport)

da La Gazzetta dello Sport

Anche il 6 Nazioni 2013 si giocherà all’Olimpico di Roma: ieri Fir e Coni Servizi hanno firmato l’accordo. La Fir vorrebbe che il test del 17/11 contro la Nuova Zelanda si
giochi a San Siro, ma attende la risposta dal Comune; arrivasse il sì, il test con Tonga (10/11) andrebbe al Centro-Sud (Ascoli Piceno? Reggio Calabria?); con gli All Blacks a Roma, invece, Italìa-Tonga si disputerebbe a Torino (Comunale). L’Australia giocherà a Bologna (24/11).
Per il resto, ieri dal Consiglio Federale è uscito un documento sibillino. Per la Celtic si parla di «modifiche migliorative» al capitolato e di uno «staff tecnico federale gratuito al completo» per chi lo vuole. Traduzione: la Fir propone alle franchigie di far scomparire le liste degli atleti di interesse nazionale, sulla base delle quali oggi paga il 60% degli stipendi, passando a un fisso di 2 milioni di euro a franchigia, più il milione a testa di tassa di partecipazione. Si rafforzerebbe il controllo Fir sui giocatori. I trasferimenti tra franchigie (vedi De Marchi) sarebbero approvati dalla Fir, che deciderà anche sugli atleti in uscita dall’Accademia per le due stagioni successive (come Campagnaro, centro dato già a
Treviso). Quanto allo staff, è un messaggio agli Aironi: «Puoi usare la guida dell’Italia, con
Brunel capoallenatore: paghiamo noi, ma farai ciò che vogliamo». Si attendono repliche.