Vespe e Saraceni per preparare i leoni di Treviso

dal sito del Benetton Rugby

Benetton Rugby comunica di aver definito con lo staff tecnico e le altre società coinvolte, il proprio programma di allenamenti ed incontri amichevoli per la fine della stagione 2011/2012 e l’inizio della stagione 2012/2013.
I giocatori hanno osservato due settimane di riposo assoluto al termine del RaboDirect PRO12 e hanno poi ricominciato ad allenarsi nella giornata di mercoledi 23 maggio.
Nelle prime settimane e fino al 7 giugno sono state effettuate visite ed accertamenti e si è proceduto a stilare il programma di allenamenti individuali e collettivi.
Dall’8 giugno all’8 luglio i giocatori avranno un periodo di vacanza e di riposo attivo.
I giocatori impegnati con la Nazionale Italiana invece inizieranno il riposo al termine del tour estivo il 24 giugno e fino al 21 luglio.
Tutti i giocatori non impegnati con la Nazionale riprenderanno ufficialmente l’attività per la nuova stagione lunedi 9 luglio 2012.
Il 21 luglio e fino al 27 ricominceranno, invece, gli Azzurri, prima di una nuova settimana di riposo assoluto dal 27 luglio al 5 agosto.

Venerdi 10 agosto è previsto il primo incontro amichevole a Treviso, presso lo Stadio Monigo, con calcio d’inizio alle ore 20:30, contro la formazione inglese dei London Wasps.

Il secondo incontro amichevole è in programma una settimana dopo, venerdi 17 agosto, sempre a Treviso presso lo Stadio Monigo con identico orario, contro un’altra formazione inglese, quella dei Saracens, già affrontata nel corso dell’anno in Heineken Cup dai Leoni.

La formazione inglese dei Saracens sarà a Treviso dal 13 al 21 agosto e, oltre all’incontro amichevole, svolgerà con il Benetton Treviso diverse sedute di allenamento nell’ottica di una sempre più intensa, proficua e reciproca collaborazione.

Il RaboDirect PRO12 inizierà nel fine settimana del 1 settembre, mentre l’Heineken Cup in quello del 12-13-14 ottobre, con i Leoni inseriti nel girone 2 con Tolosa, Leicester Tigers ed Ospreys.

La campagna abbonamenti dovrebbe essere definita nel dettaglio a breve ed essere attiva attorno alla prima decade di luglio, in concomitanza con l’inizio degli allenamenti della squadra.

Heineken Cup, i sorteggi: durissima per Treviso, un po’ meglio le Zebre

Si sono svolti a Dublino, all’Aviva Stadium, i sorteggi per la fase a gironi dell’Heineken Cup 2012/2013. Per Benetton e Zebre due gironi di ferro, ma è andata peggio ai biancoverdi

Pool 1: Munster, Edinburgh, Saracens, Racing Metro

Pool 2: Tolosa, Leicester Tigers, Ospreys, Benetton Treviso

Pool 3: Biarritz, Harlequins, Connacht, Zebre

Pool 4: Northampton Saints, Ulster, Glasgow Warriors, Castres

Pool 5: Leinster, Clermont, Scarlets, Exeter Chiefs

Pool 6: Cardiff Blues, Tolone, Sale Sharks, Montpellier

Heineken Cup 2012/13 – le date

Round 1  12/13/14 Ottobre 2012
Round 2  19/20/21 Ottobre2012
Round 3  7/8/9 Dicembre 2012
Round 4  14/15/16 Dicembre 2012
Round 5  11/12/13 Gennaio 2013
Round 6  18/19/20 Gennaio 2013
Quarti di finale 5/6/7 Aprile 2013
Semifinali 26/27/28 Aprile 2013
Finale 18 Maggio – Aviva Stadium, Dublino

Saccà bacchetta Rovigo e avverte: “Regole? Ce ne sono troppe…”

Ivan Malfatto su Il Gazzettino

«La federugby e il movimento italiano hanno la necessità che i migliori giocatori vadano a misurarsi con l’alto livello. Non capisco perciò la presa di posizione del Rovigo. Anche se mi sembra più una reazione, uno sfogo, che una protesta. E ritengo sia già stato superato».
Fa sentire la sua voce il numero due della Fir, il vice presidente vicario Nino Saccà. Colpito negativamente dal duro comunicato emesso dalla Rugby Rovigo lunedì in merito alle «pressioni e prevaricazioni» messe in atto dalla franchigia federale di Pro12 (ufficializzata, si chiamerà Zebre) per portarsi via Andrea Bacchetti e Filippo Cristiano, dopo Davide Giazzon. La presa di posizione ha colpito tutto il mondo federale, perchè siamo nell’anno elettorale e viene da un importante club d’Eccellenza ritenuto politicamente allineato. Anche perciò sarebbe in programma un vertice fra i presidenti Francesco Zambelli (FemiCz Vea) e Giancarlo Dondi (Fir).
Intanto il vice Dondi “bacchetta” (gioco di parole visto il nodo del contendere) Rovigo.
«Ricordo che l’88% del bilancio della federazione direttamente o come indotto deriva dall’attività internazionale – spiega Sacca – Dei fondi di tale bilancio beneficiano anche i club d’Eccellenza come Rovigo. Ad esempio con i soldi girati dalla Fir per le coppe europee (circa
400mila euro, ndr), cosa che in altre union affiliate all’Erc non avviene. Non ci può essere
quindi concorrenza fra federazione e club. C’è il perseguimento di un obiettivo comune. Consiste nell’alimentare le due franchigie di Pro12, che a loro volta alimentano la nazionale.
Non si può pensare che se c’è un atleta di interesse nazionale non debba salire di livello. È un bene di tutti che ciò avvenga».
Quello che chiede Rovigo, però, è che ciò avvenga con regole, tempi e modalità precise. Non attraverso pressioni. Regole invocate dallo stesso Benetton Treviso, che ha dimostrato di pensarla come i rossoblu. «Non sono d’accordo perchè le regole ci sono, anzi forse ce ne sono troppe – contesta Sacca – Non bisogna sempre e solo invocarle, ma essere concreti. E sono dispiaciuto che tale critica venga anche da Treviso, partner della Fir come
franchigia, col quale i rapporti sembravano normalizzati».

Rovigo vs FIR, è solo l’inizio? I rossoblu rimarranno soli?

Editoriale di Umberto Nalio su Il Resto del Carlino

MA NON si era detto che Bacchetti aveva firmato il contratto con la FemiCz Vea? E Cristiano non era in procinto di trasferirsi a Calvisano? Oppure gli accordi con questi due giocatori prevedevano una clausola che li voleva liberi se fosse arrivata la chiamata da parte della nuova franchigia? In un caso o nell’altro, il Rovigo avrebbe dovuto pensarci bene prima di mettere insieme un comunicato di questa portata. Si perché queste sono le regole, giuste o sbagliate, che tutte le società dell’Eccellenza hanno accettato da sempre.
La Fir, verso la quale, anche da Rovigo, è sempre stata ‘portata l’acqua con le orecchie’, da diversi anni fa il bello e il cattivo tempo, indipendentemente dagli interessi della base. Prima andava bene spingere sugli oriundi, ed ecco che tante formazioni di tutte le categorie si sono sentite autorizzate a presentare dei XV che di italiano avevano ben poco. Poi, primo freno all’apertura delle frontiere, con limitazioni assurde, ma sempre e solo in direzione dei club, tendenti, secondo gli intendimenti federali, a far crescere la base, senza però considerare che il materiale umano a disposizione era numericamente insufficiente.
Come dimenticare poi lo smantellamento della Lire, messo in atto con una scientificità certosina. Poi ci fu il tempo dei giocatori di formazione, seguiti dalla brillante idea delle franchigie, che in ogni caso sono state costrette a rispondere alle cannonate celtiche con dei moschetti in stile prima guerra mondiale (numero di stranieri schierati). Senza dimenticare la sentenza dell’Alta Corte di Giustizia del Coni, in merito alla limitazione dei giocatori di formazione, puntualmente disattesa dagli organi federali. Per finire con la farsa dell’esclusione degli Aironi e l’alquanto discutibile allestimento della franchigia federale.
Da anni tutta l’attenzione della Fir sembra indirizzata solo verso la Nazionale maggiore e l’Under 20, «quelli dell’alto livello», come vengono etichettati i due XV azzurri e le due
franchigie. La Fir continua a proclamare il proprio interesse per l’Eccellenza, ma i fatti dimostrano il contrario. Lo sfogo del Presidente Zambelli avrebbe un senso solamente se poi fosse seguito da fatti concreti di protesta, e se oltre al Rovigo a protestare fossero anche altre società, di qualsiasi categoria. Invece ecco che una telefonata ed un comunicato bastano ad sistemare le cose, con buona pace di tutti. Allora non era meglio contare fino a
cento, prima di certe esternazioni che poi vengono puntualmente rimandate al mittente?

Caso chiuso tra Rovigo e Fir? “Neanche per sogno”, parola di presidente rossoblu

Ivan Malfatto per Il Gazzettino. Dove anche Vittorio Munari ribadisce cose dette anche al Grillotalpa

La grana franchigia federale è scoppiata prima ancora di nascere ufficialmente. In una
decisa presa di posizione espressa in comunicato dal titolo già emblematico, “Si chiede rispetto anche per il lavoro delle società”, la FemiCz Vea Rugby Rovigo denuncia pressioni e prevaricazioni della Fir sui giocatori rossoblu da portare in Pro 12.
«In questi ultimi giorni i responsabili della franchigia hanno contattato Andrea Bacchetti e Filippo Cristiano – afferma il Rovigo – per convincerli ad entrare in franchigia; in precedenza era stato tenuto lo stesso comportamento con Giazzon. I due giocatori sono comprensibilmente in difficoltà e combattuti tra il rispetto della parola data (Bacchetti ha firmato con Rovigo, Cristiano aveva raggiunto un accordo di massima) e aderire a un’esperienza così importante. Con molta probabilità le “pressioni” esercitate dai rsponsabili della franchigia porteranno i due lontano da Rovigo e ben poco potrà fare la
FemiCz Vea». Tale comportamento è ritenuto «profondamente ingiusto, irrispettoso
del ruolo delle società di base; mette in risalto la prevaricazione da parte della federazione
che sembra lanciare il messaggio, sbagliato, che il campionato di Eccellenza non meriti la
dignità di annoverare giocatori e sponsor di prima fascia».
La Fir punta sul vivo replica: «L’Eccellenza rappresenta un imprescindibile patrimonio e tale continueremo a considerarlo. In merito ai contatti con i giocatori siamo certi che si sapranno comprendere le necessità e le urgenze della situazione contingente; ogni
possibile fraintendimento con Rovigo è stato chiarito in giornata ed eventuali incomprensioni sono state superate».
Caso già chiuso? Neanche per sogno. Il patron rossoblu Francesco Zambelli conferma «la sua posizione critica sull’atteggiamento». Il grido di dolore del Rovigo è il primo a levarsi, ma fotografa una situazione generale. Ed è sintomatico che giunga da un club ritenuto allineato alla Fir. Pressioni sarebbero state rivolte anche ad Andrea Lovotti per passare dal Calvisano alla franchigia, con possibili ritorsioni sulla maglia azzurra. Dal Petrarca e altri club stanno per essere presi giocatori. Ad atleti del Benetton è stato chiesto di spostarsi alla franchigia federale. In base a quali regole? Nessuna. Qui viene al pettine il nodo di una partecipazione dell’Italia al Pro12 costruita male fin dall’inizio. «Sui movimenti dei giocatori – dice il dg del Benetton Vittorio Munari – non vedo una regola chiara, rispettosa delle parti e possibilmente condivisa per tutta la filiera del rugby italiano, dalla base ai vertici. Nel progetto iniziale di Celtic non si parla di ciò. Andrebbero stabilite norme che tengano conto degli interessi di tutti: giocatori in primis, nazionale, Pro12 ed Eccellenza».