Video: gli highlights della finalissima Francia-Nuova Zelanda. Quella del 1987

Francia e All Blacks, piccole schermaglie in tinta. Questioni di maglie

Con grande anticipo sul resto della stampa italiana la scorsa settimana – era il 12 ottobre – le nostra Stefania Mattana e la sua rubrica “Uenuku” avevano dato la notizia che la Francia – in caso di raggiungimento della finalissima di Auckland – avrebbe lasciato agli All Blacks l’onore di indossare la loro prima maglia. Francia e Nuova Zelanda hanno conquistato la possibilità di giocarsi il titolo mondiale, e con ogni probabilità vedremo i neozelandesi in nero e i galletti in bianco.
Dico con ogni probabilità perché con l’avvicinarsi del fischio d’inizio dallo staff francese qualche mugugno inizia a sentirsi.
A prendere la decisione di lasciare la prima maglia ai padroni di casa era stato Jo Maso, al seguito della nazionale transalpina: la scelta per prassi spetta alla squadra ospite. La Nuova Zelanda aveva fatto lo stesso nel 2007 proprio con i francesi, quando ai quarti aveva lasciato il “bleu” ai padroni di casa indossando invece un – orribile – grigio.  Maso ha restituito la cortesia, ma alcuni giocatori hanno espresso qualche critica. A parlare sono stati Lionel Nallet e Aurélien Rougerie che sostanzialmente hanno detto “i tifosi ci incitano dicendo Allez les bleus, non Allez les blancs. Ma non importa, conta solo uscire dal campo con la maglia sporca”. Sulla stessa linea d’onda, per una volta, anche il ct Lievremont: “Avremmo preferito giocare con la nostra maglia tradizionale, certo, ma è un dettaglio. Avremmo potuto giocare in rosa o in viola”.

 

Finale RWC 2011, Parigi come Cardiff?

Sabato scorso al Millenium Stadium si sono presentati in 61mila e rotti per assistere alla semifinale tra Galles e Francia proiettata su una serie di maxi-schermi.
Domenica mattina si bissa, ma a Parigi: lo Stade de France sarà infatti aperto a tutti i tifosi che vorranno sostenere i bleus – e perché no, gli All Blacks – dalla periferia della capitale francese. Le porte verranno dischiuse alle 9 del mattino. Ovviamente tutto gratis, ma bisogna prima registrarsi sul sito dello Stade de France.

Uenuku – Brad Thorn: “Il mio ascensore? I fan!”

di Stefania Mattana

Sarà la sua ultima partita a livello internazionale, quella che qualche testata ha definito un “Canto del cigno”. Eppure, la parabola discendente di Brad Thorn è sembrata poco discendente durante la semifinale contro l’Australia. Sta di fatto che dal 23 ottobre prossimo, la maglia che Big Bad Thorn ha vestito per tanti anni andrà sulle spalle di qualcun altro. E lui non sembra essere troppo preoccupato: “Qualunque cosa accada, questa sarà la mia ultima partita in maglia tuttanera. Andrò a giocare in Giappone, è un bel posto.”

Dalla sua prima meta con gli All Blacks nel 2003 è passato qualche anno e una montagna di botte e di sfide. Un passato da stella nella League e poi l’approdo in Union, i successi con i Crusaders e i Tri Nation vinti. Alla variegata bacheca di coppe portate a casa da Thorn manca solo quella più importante, quella che manca anche alla Nuova Zelanda, da 24 anni. Ma lui non sembra soffrirne la pressione.

Thorn chiacchiera con i giornalisti parlando dei suoi comportamenti in campo a volte un po’ borderline – giustificandosi perché lui è un tipo sanguigno – del lavoro in mischia e dell’importanza dell’essere una vera squadra quando ci si trova a costruire una buona contro ruck, oltre ad analizzare i loro prossimi avversari francesi. A 36 anni suonati, un veterano come Thorn potrebbe anche discutere di meno dell’aspetto tecnico e dell’esperienza in campo, ma il tempo sembra essersi davvero fermato per lui, nonostante tutto. Anzi, rimane ancora affascinato dal popolo di fan che lo acclama, allo stadio così come per la strada. E la gente lo sa: Thorn è uno degli All Blacks preferiti e acclamati dalla folla.
“Da Steward Island fino alla North Island, ho visto un sacco di gente che ci aspettava per salutarci mentre lasciavamo l’hotel per lo stadio. Qualcuno dice che i fan ci creano troppa pressione. Per me il loro supporto è come un ascensore.” – ha detto Thorn – In Nuova Zelanda tutti amano la Coppa del Mondo, e per questo vogliono che noi facciamo il nostro meglio per portarla a casa.”

Un gigante cattivo in campo, Thorn, che diventa amorevole e affettuosissimo con i suoi fan. Il motivo non risiede solo nel ruolo privilegiato che ricopre, ma c’è anche una motivazione personale che spiega tutta questa sua empatia, come una sorta di trasfert.
“Da quando avevo 8 anni ho vissuto in Australia, e anche io tifavo gli All Blacks durante i mondiali, e so quanto si possa tifare per gli All Blacks. Quando vedo i fan mi ricordo di quando anche io ero uno di loro, e mi relaziono con loro di conseguenza. Quando sono con loro mi godo il momento e basta.”

Domenica sarà l’ultima partita per Brad Thorn. Forse la sua preoccupazione maggiore sarà quella di perdere i suoi adorati fan, più che non giocare più per la Nuova Zelanda. Ma noi siamo convinti che i fan continueranno ad adorarlo. D’altronde, un All Black rimane All Black anche se indossasse sempre e solo il kimono.

La Francia non cambia nemmeno per la Finale

Il ct transalpino Marc Lievremont ha annunciato il XV che scenderà in campo domenica sera ad Auckland (in Italia sarà mattina) per la finalissima del Mondiale con la Nuova Zelanda. Confermata in mediana la coppia Parra-Yachvili. I panchinari verranno invece annunciati venerdì.

France: 15 Maxime Médard, 14 Vincent Clerc, 13 Aurélien Rougerie, 12 Maxime Mermoz, 11 Alexis Palisson, 10 Morgan Parra, 9 Dimitri Yachvili, 8 Imanol Harinordoquy, 7 Julien Bonnaire, 6 Thierry Dusautoir (c), 5 Lionel Nallet, 4 Pascal Papé, 3 Nicolas Mas, 2 William Servat, 1 Jean-Baptiste Poux.
Replacements: To be confirmed by 21:00, Friday 21 October.