Celtic League: Warriors-Benetton 25-17

Dall’ufficio stampa Benetton Rugby

Continua a farsi attendere il primo successo lontano dall’Italia nella nuova avventura in Magners League per il Benetton Treviso, sconfitto al Firhill Stadium.

Dieci minuti di studio iniziale tra le due squadre, in un incontro importante per entrambe e che le compagini intendono vincere.

Il primo pericolo per la difesa biancoverde arriva all’11’ con un’azione efficace sull’asse Stortoni-O’Hare che porta l’ala ad una decina di metri dalla linea di meta ospite, ma Gonzalo Padrò è determinato e placca, portando in rimessa laterale l’avversario.

Il terza linea si fa, però, notare soprattutto un paio di minuti più tardi, quando sfrutta al meglio le idee di Willem De Waal per creare il break. Il sostegno di Nitoglia è fondamentale per far arrivare palla al largo, dove si trova Michele Rizzo che realizza la prima meta dell’incontro.

I primi venti minuti vedono poche emozioni, con i Warriors che provano a costruire gioco ed il Benetton che domina davanti, ottenendo ben tre calci di punizione da falli in mischia.

Da uno di questi nasce la seconda occasione per muovere il punteggio per la formazione ospite, con Willem De Waal che non fallisce il tentativo da poco fuori dei ventidue avversari.

Nei minuti conclusivi, Lineen prova a cambiare l’inerzia della sfida e la sorte sembra sorridergli. L’inserimento di Eddie diventa quasi subito decisivo con una bella iniziativa del giocatore che sembra arrivare in meta, ma viene tenuto alto.

Dalla mischia successiva, un fallo del Benetton concede la prima occasione ai Warriors, che trovano i tre punti con un difficile calcio del mediano di apertura Weir.

Il finale della frazione di gioco è tutto a favore dei padroni di casa, con Muldowney che crea la prima breccia e gli altri avanti a cercare di supportare l’azione.

Gregor detta perfettamente i tempi di uscita della palla e consente a Welsh di rompere il placcaggio di Willem De Waal e siglare il pareggio, grazie anche alla trasformazione di Weir.

I quaranta minuti iniziali si concludono, così, in perfetto equilibrio sul 10-10.

Treviso resta, però, negli spogliatoi e appena comincia il secondo tempo subisce un colpo da ko. Due buchi in una difesa sinora assolutamente impeccabile, regalano altrettante mete in prima fase a Muldowney e Dunbar nei primi cinque minuti. Parziale 22-10.

La voglia di reagire e la determinazione, tuttavia, non mancano ai Leoni. Da una palla persa e lasciata senza controllo da parte dei Warriors, irrompe come un fulmine Ludovico Nitoglia, che galoppa per quasi l’intera lunghezza del campo e segna in tuffo.

I padroni di casa protestano per un fallo ma l’arbitro Clancy concede la meta e con la trasformazione di De Waal, i trevigiani si portano sul 22-17.

La partita sembra accendersi e le due squadre giocano a viso aperto. L’occasione capita nuovamente sui piedi di Weir che fallisce dalla distanza. Il mediano di apertura non si ripete, tuttavia, nel finale, portando oltre il break i suoi.

Il risultato non cambia più. I Warriors vincono 25-17, togliendo anche un prezioso punto di bonus alla squadra di Franco Smith.

MARCATORI: pt 13′ Rizzo meta tr. De Waal; 23′ De Waal p.; 36′ Weir p; 40′ Welsh meta tr. Weir; st 3′ Muldowney meta tr. Weir; 5′ Dunbar meta; 10′ Nitoglia tr. De Waal; 32′ Weir p.
GLASGOW WARRIORS: Stortoni; O’Hare, Aramburu (st 24′ Horne), Murchie, Dunbar; Weir, Gregor; Beattie, Wilson, Harley; Ryder (pt 34′ Eddie), Muldowney; Low (st 27′ Tkachuk), Thomson (st 24′ MacArthur), Welsh (st 16′ Grant). A disp.: Fusaro, Pyrgos, McCall. All. Lineen.
BENETTON TREVISO: Williams; Sepe, Nitoglia, Pratichetti, De Jager (st 10′ Galon); De Waal, Botes; Filippucci (st 6′ Vosawai; st 11′ Picone), Padrò, Vermaak; Van Zyl, A. Pavanello (st 6′ E. Pavanello); Di Santo (st 27′ Cittadini), Sbaraglini, Rizzo (st 24′ Muccignat). A disp.: Ceccato, Marcato. All. Smith.
ARBITRO: Clancy della Federazione Irlandese.
NOTE: pt 10-10; spettatori: 1369; calciatori: Glasgow Warriors (Weir 4/6), Benetton Treviso (De Waal 3/3); punti in classifica: Glasgow Warriors 4, Benetton Treviso 0.

Rugby a 13: vademecum per una finale di Coppa Italia

di Matteo Visonà Dalla Pozza

La Coppa Italia dell’Italia Rugby Football League vede chiudere la sua prima stagione a Roma, il 20 marzo 2011. Gli ultimi 4 team si daranno battaglia nelle semifinali per guadagnare la possibilità di disputarsi il titolo di Campioni. Le due semifinali e la finale stessa verranno giocate sul campo dell’Hotel la Borghesiana dove le nazionali di Calcio e Rugby Union si allenano e preparano i test match a Roma – alla compagnia s’aggiunge ora pure l’Italia RFL

Uno special Guest alle finali sarà l’ex giocatore professionista di NRL Nick Zisti che ha giocato, tra il 1991 e il 1998, per i South Sydney Rabbitohs, St George Illawarra Dragons, Hunter Marines e Cronulla Sharks dopo oltre 8 anni di carriera professionistica australe sbarca nel Superleague britannico e gioca nei Bradford Bulls. Nel 1999 esordisce in campo Union direttamente con l’Italia, gioca nella Rugby Roma Olimpic vincendo il campionato nel 2000. I momenti salienti della sua carriera sono l’esordio contro l’Inghilterra nel Coppa del Mondo a Twickenham, la finale dell’Australian Rugby League tra i Dragons (segnando la loro unica meta), il 6 Nazioni del 2000. Nick Zisti ha deciso di entrare a far parte dell’Italia RFL dopo aver discusso a lungo delle proprie competenze e delle possibilità concrete di aiutare la crescita del Rugby League italiano. Noi Tutti siamo molto lieti di averlo a bordo.

La Coppa Italia è un torneo ad eliminazione che è stato giocato in gironi zonali durante la stagione Union nelle pause dei campionati da club amatoriali che ora possono vantare un lato Union e uno League. Questi club si configurano come squadre di base per la franchigie (per quanto piccole, la struttura voluta dall’Italia RFL per i team che disputeranno il campionato vuole essere questa ndt) degli Spartans Catania e Gladiators Roma.

L’inaugurale Coppa Italia del 2011è stata giocata da 8 team che si sono battuti secondo il seguente schema:

Umbria: Grifoni Perugia 26 – 36 Etruschi Perugia 4 febbraio 2011
Umbria: Etruschi Perugia 36 – 38 Grifoni Perugia 11 febbraio 2011

Gli Etruschi Perugia superano il turno grazie a 8 punti di differenza.

Sicilia 01: Fenice Belpasso 26 – 10 Briganti Librino XIII 16 febbraio 2011
Sicilia 01: Briganti Librino XIII 14 – 16 Fenice Belpasso 12 marzo 2011

La Fenice Belpasso supera il turno grazie alle due vittorie

Sicilia 02: Catania Rugby 2009 8 – 14 CUS Catania 08 marzo 2011* **

Lazio: Rugby Roma 2000 36 – 24 Corsari Roma 08 marzo 2011 ***

La Rugby Roma 2000 accede alle semi finali

* A causa dell’infortunio di un elevato numero di giocatori di Catania Rugby 2009 il match di ritorno non si è potuto disputare in tempo per le finali
** I Briganti Librino XIII accedono alle semifinali causa rinuncia del CUS Catania
*** A causa di alcuni problemi con la concessione dei campi il match di ritorno tra Corsari Roma e Rugby Roma 2000 non è stato giocato

In un gran giorno per l’Italia Rugby Football League, le fasi finali verranno giocate in un pomeriggio: le semi finali saranno giocate su due tempi da 40 minuti e la finale su due tempi da 60 minuti  – un altro storica sorpresa potrebbe essere giocata prima della finale.

Le finali della Coppa Italia saranno giocate domenica 20 marzo, dalle ore 14.00 partendo dalla prima Semi Finale, quindi la seconda Semi Finale attorno alle 15.20, la partita d’esibizione. Alle 17.00 andrà in scena la Finale per il primo e secondo posto.  I contendenti a scendere in campo saranno Etruschi Perugia XIII (Umbria), Fenice Belpasso (Sicilia), Briganti Librino XIII (Sicilia) e Rugby Roma 2000.

Val la pena ricordarlo. Non si vedeva giocare a Rugby League d’inverno – in Italia – dal 1961, abbiamo dovuto aspettare a lungo ma alla fine ce l’abbiamo fatta. La nostra più grande soddisfazione e quella di aver visto circa 130 nuovi giocatori divertirsi, 8 nuovi team coinvolti, gioco vero, terra, sudore e passione.

Website – www.irfleague.it
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Twitter – http://twitter.com/italiarl

I due piedi sinistri di Andrea Masi

Right Rugby ha pubblicato una intervista all’aquilano. Una bella chiacchierata, ne propongo uno stralcio

Andrea Masi. Orgoglio aquilano, 30 anni il 30 marzo, approdato a 60 caps, azzurro più giovane a esordire nel dopoguerra, in meta contro la Francia, Man of The Match e in lizza per il titolo di miglior giocatore del torneo (insieme a Fabio Semenzato,Toby Flood e Chris Ashton: ma Andrea inizia il week-end finale con il numero di voti più alto). Quasi un predestinato.
«No, semplicemente ha vinto tutta la squadra. Io sono particolarmente contento del mio Sei Nazioni perché ho giocato spesso fuori ruolo, sia all’ala sia estremo, mentre io per esperienza e attitudine mi vedo meglio centro. Tuttavia giocare estremo mi piace davvero».
Si ispira a qualcuno? In Francia ha giocato a Biarritz, dove Serge Blanco è diventato un “15” da leggenda.
«No, no, impossibile paragonarsi a lui, quello è un mostro sacro».

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Un incubo chiamato Cucchiaio di Legno

Stefano Semeraro per La Stampa

L’Orrenda Stoviglia non è roba nostra, non ci compete, non ce la meritiamo. E che non si azzardino i britannici a sostenere il contrario. Domani la nazionale gioca la sua ultima partita di questo folle Sei Nazioni a Edimburgo, contro la Scozia. In classifica Parisse & Co hanno due punti, gli highlander zero e vincendo potrebbero raggiungerci e scavalcarci per via della differenza punti, ma il Wooden Spoon, il Cucchiaio di legno, quest’anno, è una minaccia solo per loro.

Sul più malinconico dei tanti trofei, concreti e virtuali, che ogni anno il Torneo mette in palio, in realtà da anni si agita la vexata quaestio: tocca a chi perde tutte le partite, o a chi semplicemente arriva ultimo? La tradizione indica la prima versione, e quindi attribuisce solo 4 cucchiai all’Italia; i parvenu delle statistiche la seconda, e agli azzurri ne rifilano 8. La soluzione del dilemma va cercata però nello spirito del gioco, oltre che nella storia del torneo. Il Wooden Spoon originario non aveva nulla a che fare con lo sport, era una sorta di «maglia nera» lignea, enorme e con dedica in greco antico, consegnata sin dal XVIII secolo al peggiore degli studenti del terzo anno di matematica a Cambridge: modo goliardico e scaramantico (per gli inglesi toccare legno è come per noi toccare ferro) di augurare miglior fortuna a uno studente che, comunque, gli esami gli aveva passati. Dalle aule lo sberleffo tracimò, molto britannicamente, sui campi di gara.

A Cambridge l’ultimo a riceverlo, nel 1909, fu Cuthbert Lempriere Holthouse, canottiere del St. John’s College, dove la reliquia riposa in una teca, ma già nel 1884 il rugby aveva copiato l’idea. Allora il Torneo riguardava solo le quattro «Home Unions» – Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda – e si tramanda che durante una trasferta nel Cantone dei Grigioni sia stato William Bolton, ala inglese e futuro eroe della guerra anglo-boera, ad acquistare un souvenir in stile elvetico da consegnare agli irlandesi, sempre sconfitti nella prima edizione del 1883. Dal 1909 il Cucchiaio original è misteriosamente scomparso, qualcuno sostiene sia custodito in una abbazia delle Orcadi, ma l’award (virtuale) alla broccaggine assoluta è rimasto.

Il torneo nel frattempo si è allargato prima a Cinque (nel 1910 con Francia), poi a Sei Nazioni, includendoci nel 2000. A lungo non ha avuto una classifica ufficiale, fino al 1993 non disponeva, materialmente, neppure di un trofeo da consegnare ai vincitori. Solo nel ’94 è stata introdotta la differenza punti, estranea alla tradizione ma utile al marketing, per decidere il vincitore in caso di parità in classifica. Però da sempre il Grande Slam va a chi vince tutte le partite, la Triplice Corona alla squadra britannica che batte tutte le altre tre: giusto e logico che il Cucchiaio di legno, che esisteva prima della classifica, vada attribuito solo all’eventuale perdente «totale». Adeguarsi alla differenziazione, introdotta burocraticamente nel 2000, fra il “whitewash” (tutte perse) e il “wooden spoon” (ultimo in classifica) costringerebbe peraltro a riscrivere la storia e a ritrovarsi davanti a casi paradossali. Nel 1973 tutte le nazioni arrivarono a pari punti: tutte vincitrici e tutte col Cucchiaio? No, cari scozzesi, il triste utensile l’abbiamo scansato battendo la Francia. Ora tocca a voi evitarlo, se ne siete capaci.

Mallett guarda la Scozia: “E’ una grande squadra”

Si chiude in Scozia, domani alle 14.30 locali (15.30 italiane, diretta Sky Sport 2HD e differita La7), l’RBS 6 Nazioni 2011 dell’Italia: una settimana dopo aver sollevato nel cielo di Roma il Trofeo Garibaldi, superando 22-21 la Francia, gli Azzurri di Nick Mallett sfidano gli highlanders di Andy Robinson sul prato di Murrayfield nella quinta, conclusiva giornata del Torneo.

E’ il diciassettesimo scontro diretto tra le due Nazionali, ed il bilancio parla di sei vittorie italiane e dieci scozzesi, con l’Italia che ha vinto tre degli ultimi quattro incontri disputati nel Torneo e che quattro anni fa, nella capitale scozzese, si impose per 17-37 conquistando la prima vittoria esterna nel 6 Nazioni.

Un’impresa che il XV del CT Mallett e di capitan Sergio Parisse vuole ripetere domani pomeriggio. Oggi, intanto, l’Italia ha svolto all’ora di pranzo l’allenamento di rifinitura a Murrayfield e, sempre nello storico impianto, CT e capitano dell’Italrugby hanno tenuto la conferenza stampa della vigilia.

“Lo staff ci ha chiesto di dimenticare già da lunedì la partita contro la Francia, noi lo abbiamo fatto e ci siamo concentrati esclusivamente sulla preparazione a questa partita” ha detto ai giornalisti capitan Sergio Parisse. “Siamo qui per continuare a progredire, ma sappiamo che troveremo davanti a noi una Scozia che insegue ancora la sua prima vittoria in questo 6 Nazioni e che darà tutto per ottanta minuti. Conosciamo gli scozzesi, giocheranno con tutto il cuore possibile e, soprattutto da un punto di vista fisico, ci impegneranno dal primo all’ultimo minuto. Se riusciremo a stare a contatto nel punteggio, credo che nell’ultimo quarto d’ora potremo sfruttare una maggiore freschezza atletica: abbiamo lavorato bene questa settimana con il nostro preparatore atletico Alex Marco per poter essere efficaci sino alla fine”.

“Sento tanto entusiasmo intorno alla squadra – ha dichiarato il CT azzurro Mallett – ma noi dobbiamo rimanere con i piedi per terra dopo la vittoria sulla Francia, non possiamo permetterci di volare alto con l’immaginazione. Abbiamo fatto un buon torneo quando abbiamo giocato in casa, ma a Twickenham abbiamo concesso otto mete e nessuna altra squadra ha avuto un passivo pesante come il nostro in Inghilterra. Anche domani dobbiamo essere realisti, consapevoli che affrontiamo una grande squadra che forse non ha ancora vinto una partita in questo Torneo ma che nell’ultimo anno ha battuto due volte l’Argentina fuori casa ed il Sudafrica campione del mondo qui ad Edinburgo. Avevo detto prima dell’inizio di questo Sei Nazioni che l’Inghilterra sarebbe cresciuta di qualità e la Francia avrebbe fatto un passo indietro, mentre Italia, Irlanda, Galles e Scozia sarebbero state tutte sullo stesso piano. Non cambio la mia opinione alla vigilia dell’ultima partita, ci aspetta una grande battaglia”

“Abbiamo lavorato molto sulle rimesse laterali in settimana – ha ripreso Parisse – apportando alcune variazioni ed inserendo alcune novità per fronteggiare una delle migliori touche del torneo. Vogliamo garantirci dei possessi di qualità per andare a costruire il nostro gioco”.

Un cambio dell’ultima ora nel XV scozzese, con Walker che rileva all’ala Evans, non pienamente recuperato da un infortunio alla caviglia.


Edinburgo, Murrayfield Stadium – sabato 19 marzo 2011, ore 14.30 (15.30 in Italia)

RBS 6 Nazioni, V giornata – diretta Sky Sport 2HD/differita La7

Scozia v Italia

Scozia: Paterson; Walker, Ansbro, Lamont, Danielli; Jackson, Lawson; Brown, Barclay, Hines; Kellock (cap), Gray; Cross, Ford, Jacobsen

a disposizione: Lawson, Murray, Vernon, Strokosch, Blair, Parks, De Luca

all. Robinson

Italia: Masi; Benvenuti T., Canale G., Sgarbi, Bergamasco Mi.; Burton, Semenzato; Parisse S. (cap), Derbyshire, Zanni; Geldenhuys, Del Fava; Castrogiovanni, Ghiraldini L., Perugini S.

a disposizione: Festuccia, Lo Cicero, Bernabò, Barbieri R., Canavosio, Orquera, McLean

all. Mallett

arb. Walsh (Nuova Zelanda)