Spot Nike: le tardive scuse della federazione inglese

Da la Gazzetta dello Sport

La federazione inglese si è dovuta scusare, ieri, con quella irlandese, dopo che sul web è iniziato a girare lo spot che la Nike aveva preparato per il Grande Slam degli uomini di Johnson. Il video, che ha tra i protagonisti Flood, Ashton e Foden, era stato girato per motivi commerciali alla vigilia della partita di sabato, che i Verdi hanno vinto 24-8, negando quindi lo Slam all’Inghilterra. «Non abbiamo sottovalutato l’Irlanda – ha scr i t to in un  c omunicato la Rfu – siamo stati battuti da una squadra che ha giocato meglio di noi e abbiamo un grande rispetto per il  tecnico Kidney e per i suoi giocatori»

Questo il video “incriminato”

Rugby Roma, cose (brutte) che succedono

Il bravo collega Roberto Parretta firma questo articolo sull’edizione romana de La Gazzetta dello Sport di oggi

Ci sono i giocatori che si infortunano in partita e che nessuno si preoccupa di accompagnare in ospedale. Ci sono giocatori infortunati che si curano da soli. E che pagano le visite di tasca loro. C’è una squadra che per le ultime 6 partite della stagione (in queste condizioni pensare di andare ai playoff fa paura) avrà a disposizione una sola muta di gioco. E’ la situazione che vivono oggi alla Rugby Roma. Perché, ormai è lampante, il presidente Abbondanza si sta sganciando dal rugby. E i dirigenti che lui stesso ha nominato aspettano.
Sintomatico quello che è accaduto domenica: Rodriguez durante la partita con la Lazio si infortuna al ginocchio e a fine partita ad accompagnarlo in ospedale per la risonanza non è un dirigente, ma il vice capitano Saccardo. E non ci si può certo aspettare che a farlo sia il team manager, prima e dopo le partite alle prese con mille grane burocratiche. I giocatori devono fare tutto da soli. C’è Myring che per la frattura al malleolo è andato da solo al pronto soccorso e per avere un tutore ha aspettato 10 giorni. De Gregori ha speso dei soldi per curarsi, ha conservato gli scontrini dei farmaci e aspetta ancora notizie sul rimborso. C’è chi pur di giocare si sottopone a infiltrazioni di antidolorifico e ovviamente paga da solo.
Almeno la squadra è tornata a ricevere con regolarità gli stipendi e in campo, peraltro, inciampo di L’Aquila a parte, continua a rispondere con cuore e tecnica e ad inseguire le semifinali scudetto. (…)

Sei Nazioni 2011: le statistiche finale

Tutto quello che c’è da sapere sul torneo appena concluso lo trovate a questo link.

Pensieri e parole da allenatori…. da leggere!

Eric Janssen, del Telegraph Sport, ha scritto un breve articolo molto divertente. Qui di seguito trovate la traduzione pubblicata dal sito dell’Under14 dell’Asti Rugby (curato da Monica Besussi). E ne approfitto per ringraziare Antonio Falda della segnalazione. Ecco il pezzo…

La maggior parte degli allenatori di rugby di oggi sono esperti massmediologi e dalle loro labbra escono tante dichiarazioni pro forma su che cosa è andato bene e cosa no dopo ogni singolo match.
Allo stesso modo, provate a chieder loro che cosa c’è bisogno di fare prima della Coppa del Mondo e non andrà meglio: “Dobbiamo essere più freddi, dobbiamo imparare a fare possesso, dobbiamo imparare a segnare più punti dell’avversario…”.
In privato però, ciò che segue è quello che forse stanno davvero pensando, a soli sei mesi dal calcio d’inizio della RWC.

Martin Johnson: Come impedisco ai miei giocatori di sembrare degli opossum immobili alla luce dei fari dell’automobile non appena vengono veramente messi sotto pressione? A parte l’Australia, l’abbiamo fatto contro Nuova Zelanda, Sud Africa e ora Irlanda. Come impedisco a Chris Ashton di sprecare passaggi cruciali e come insegno a Ben Youngs ad agire quando la mischia sta indietreggiando? Molto, molto lavoro da fare… non siamo nemmeno vicini ad essere bravi quanto alcuni giocatori e alcuni tifosi pensavano che fossimo.

Declan Kidney: Come faccio a manipolare l’elenco delle partite dei gironi e delle finali in modo da giocare sempre e solo con l’Inghilterra? E’ l’unica squadra con cui i miei ragazzi riescono a farcela.

Marc Lievremont: Devo chiamare più spesso i miei giocatori ‘codardi’, sembra che funzioni perfettamente. Allenarsi è un optional.

Warren Gatland: io mi sono divertito, ma in questo modo di certo usciremo presto dalla Coppa del mondo e ad ottobre mi ritroverò a spedire in giro il mio curriculum. Devo anche ricordarmi di tenere giocatori e staff tutto il tempo lontani dai bar.

Andy Robinson: Continuerò a parlare in modo positivo e forse questo indurrà la gente a credere che siamo ancora in ascesa. A proposito di questo, siamo imbattuti dall’ultima sconfitta. E abbiamo battuto l’Italia, che ha quasi battuto l’Irlanda, che ha battuto l’Inghilterra… per cui questo fa quasi di noi i campioni del Sei Nazioni. Sicuramente segno di gloria nella Rugby World Cup.

Nick Mallett: Facciamoci due conti… siamo grandi al Flaminio ma miseri in qualsiasi altro posto. Chiediamo all’International Rugby Board di spostare i Mondiali a Roma. Come persona esperta e navigata, Silvio Berlusconi è l’uomo perfetto alla guida del progetto.

Tuttineri, ma anche un po’ rossi

Un gesto simbolico, ma di quelli che faranno rumore. perché la divisa degli all blacks è quella e basta. Maglia nera, calzoncini e calzettoni della stessa tinta. Unico altro colore autorizzato il bianco: per la felce (anche argentata), simbolo neozelandese, o magari il colletto. Al massimo. Ma ai prossimi mondiali la Nuova Zelanda con ogni probabilità scenderà in campo con una tenuta che avrà anche un tocco di rosso, anche se forse solo per una partita.
La felce, come potete vedere nella foto, sarà in tinta cremisi in onore di Christchurch, che per via di un terribile terremoto ha sofferto centinaia di vittime, gravissime distruzioni e perso la possibilità di ospitare le 7 gare qui previste per il torneo iridato (due quarti di finale e Australia-Italia incluse).
Che dite, vi piace?