Video: il backstage dell’anti-spot irlandese contro l’Inghilterra

SA Rugby Academy: date e info per i giovani rugbisti

Una esperienza unica per i ragazzi tra i 14 e i 18 anni, appassionati di palla ovale: dieci giorni a Stellenbosch – Sudafrica – a “imparare” il rugby nella patria dei Maties Rugby Club, con 53 squadre e piú di 1.300 tesserati che partecipano al campionato interno, certamente uno dei piú grandi e competitivi club del mondo. Fino ad oggi ha fornito agli Springboks 169 giocatori.

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Video: la puntata di “Palla Ovale” del 23 marzo

Per Andrea Masi un futuro in riva al Po con gli Aironi?

Leonardo Bottani per La Gazzetta di Mantova

La sua grinta e la sua potenza, che a Viadana ricordano ancora bene, gli hanno fatto conquistare uno dei più prestigiosi riconoscimenti: Andrea Masi è stato eletto miglior giocatore del 6 Nazioni appena concluso. Mai un italiano era arrivato a fregiarsi di tale titolo. E il migliore del più importante torneo continentale potrebbe tornare proprio a Viadana, con la maglia degli Mps Aironi. «Non è escluso» ha risposto ieri dalla Francia l’aquilano. «Vediamo — ha continuato Masi, che il 30 marzo compirà 30 anni —. Il mio agente si sta muovendo e potrei anche tornare a Viadana». Dopo 3 stagioni in riva al Po, dal 2006 al 2009 Andrea è stato al Biarritz per poi passare al Racing Metro, club al quale è tornato dopo il 6 Nazioni e dove deve smaltire una forte contusione alla coscia.
(…) Certo che su di Masi si stanno probabilmente posando anche gli occhi di club di alto livello che potrebbero offrire un contratto più allettante. Ma si spera che, eventualmente, possa pesare la componente affettiva. A Viadana, comunque, il giocatore sarebbe ben accetto. «Masi è uno degli azzurri che la Fir punta a far rientrare — afferma il general manager degli Mps Aironi, Franco Tonni —. Se deciderà di tornare in Italia, la destinazione degli Aironi è di certo plausibile (…)

Masi, un campione fin troppo umile

Carlo Gobbi è uno dei decani del giornalismo sportivo italiano. E un profondo conoscitore del rugby. Così saluta oggi dalle pagine della Gazzetta dello Sport il premio ad Andrea Masi, quale miglior giocatore del Sei Nazioni 2011

Andrea Masi ha mostrato le sue doti sin dal primo cap del 1999 contro la Spagna nella sua L’Aquila (con tanto di meta). Stazza da decathleta, potente, veloce, aggressivo, irruente, coraggioso, resistente, con colpo d’occhio, presa al volo e capacità di coprire il campo. Che si vuole di più da un estremo? Una grande squadra comincia da lì, sosteneva Pierre Villepreux. Masi non sempre è stato ben sfruttato. Troppo duttile e umile nell’accettare qualsiasi ruolo per il bene della squadra. Centro, e ci siamo. Ala, sprecato. Apertura, sbagliato. Andrea è un combattente, testa alta e pedalare, pronto a inventare cambi di direzione che sconvolgono la linea avversaria. Come ha fatto nelle due ultime partite di questo Sei Nazioni. Da quel 1999, da quando 18enne venne lanciato da Massimo Mascioletti, quanta strada avrebbe potuto fare. Dai tempi di Fabrizio Gaetaniello, ultimo vero estremo azzurro di ruolo dopo Lazzarini, Modonesi e Caligiuri, l’Italia ha cercato un n. 15 all’altezza. Era lì, bastava crederci, dargli fiducia. Compie trenta anni il 30 marzo. Ora ha anche l’esperienza. Ora è un campione vero.