Roma Rugby, storia di harakiri?

Dal blog di Alessandro Fusco

Un suicidio perfetto. La conferenza stampa indetta al Tre Fontane dalla Rugby Roma – nella persona del Direttore Generale Corrado Capradossi – si è rivelata un clamoroso autogol. La società aveva inteso rispondere ad una serie di articoli comparsi sulla stampa nei giorni scorsi che hanno descritto la situazione in cui versa la gestione della squadra. Scarsa, o inesistente, assistenza sanitaria ai giocatori infortunati soprattutto nelle cure post-infortunio, poca cura nei rapporti tra società e giocatori, latitanza dei dirigenti sia in occasione degli allenamenti che delle partite (nessun dirigente presente alla finale del Trofeo Eccellenza vinto dalla Rugby Roma e definito in conferenza stampa “… sì, un torneino così …”), insomma allenatori e giocatori abbandonati a loro stessi da una dirigenza che non pare avere nella competenza specifica la propria dote migliore.

Una situazione cui si arriva dopo un cammino che la storia e la tradizione della Rugby Roma, che lo scorso ottobre ha compiuto 80 anni, non merita. (…)

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Il mondo ovale si mette in mostra a Padova

Raccontare i valori, la storia, i campioni e le tecniche del rugby attraverso le immagini. E’ l’obiettivo della prima grande mostra in Italia dedicata al mondo della palla ovale, che aprirà i battenti al Centro Culturale San Gaetano venerdì prossimo, 25 marzo. “Il Petrarca e il rugby. Un mondo di passioni e di valori” è un progetto articolato che si propone di consolidare,nei molti appassionati, il loro senso di appartenenza a questo straordinario universo di valori, ma soprattutto di incuriosire e di affascinare quantiancora non lo conoscono.La mostra si inserisce in un momento di grande espansione per il rugby italiano, una crescita iniziata con l’ammissione della nazionale azzurra al torneo del Sei Nazioni. Per dare un’idea di questa trasformazione, basti pensare che i tesserati della Federazione Italiana Rugby sono passati, in quattro anni, da 44mila a 76mila. Sulle dinamiche di questo sport, passato dal rango di “minore” a fenomeno mediatico, sono stati scritti i questi anni numerosi saggi scientifici. Si indaga sul rapporto fra la tecnica di gioco e la capacità di fidarsi dei compagni, di lavorare in gruppo, di dominare la propria aggressività. E di seguire i capricci di una palla imprevedibile. Forse per questo, i rugbisti, più degli altri sportivi, servono da esempio a manager e a formatori. Nel panorama nazionale, il rugby vanta a Padova radici particolarmente profonde. Inevitabile quindi, parlando di palla ovale a Padova, ripercorrere le vicende del Petrarca Rugby, la società che più di ogni altra ha intrecciato la propria storia con quella della città. Lo testimoniano – tra le altre cose – gli undici scudetti e i numerosi campioni dati alla nazionale italiana e alle squadre internazionali. Ma al San Gaetano saranno presenti anche le altre squadre padovane –Cus Padova, Selvazzano Rugby, Rubano Rugby e Valsugana Rugby – e gli avversari storici del Petrarca: Benetton e Rovigo. Perché l’obiettivo della mostra non è quello di celebrare una squadra, ma di aprire una finestra sul rugby e sui valori che rappresenta: lealtà, rispetto, coraggio, generosità, condivisione. Il progetto nasce da un lavoro di raccolta dell’archivio storico di Padova e delle Società di rugby, che ha coinvolto esperti sportivi e di comunicazione. Le immagino sono state selezionate tra migliaia di foto messe a disposizione da Piero Rinaldi e da Elena Barbini e Federico Fusetti ha realizzato il nuovo video. Tutto il materiale è stato rielaborato e riadattato con le migliori tecniche per dare un’immagine moderna e coerente dell’evoluzione del rugby e della città. In mostra ci saranno anche oggetti d’epoca e materiali tecnici. La mostra è strutturata in diversi filoni: “Padova, il rugby ed il Petrarca dal 1928 ad oggi”, “Le glorie e gli stranieri a Padova”, “Le compagini padovane e le grandi venete”, “La Nazionale: Sei Nazioni e Mondiali”, “Il futuro e la giovanile”. La mostra è realizzata in collaborazione con il Comune di Padova e ha il patrocinio della Regione Veneto, della Federazione Italiana Rugby e del Coni. L’organizzazione è della Alberto Sichel sas Comunicazione& Marketing, con la collaborazione tecnica di Federico Fusetti. L’allestimento è curato dagli Architetti Enrica Campaci e Luca Ferigo e l’aspetto grafico da Andrea Martinis. La mostra rimarrà aperta dal 25 marzo al 25 aprile, dalle 10.00 alle 19.00

L’ingresso è gratuito. Per ulteriori informazioni info@albertosichel.it

Il Leicester festeggia i 10 anni della sua prima Heineken Cup

Maggio 2001, finale di Heineken Cup. Al Parco dei Principi di Parigi si affrontano lo Stade Francais e il Leicester Tigers, freschi campioni del campionato nazionale. Una partita tanto bella quanto combattuta che alla fine arride agli inglesi, vincitori per 34-30.
Il prossimo maggio saranno 10 anni da quella storica vittoria, e la squadra britannica ha deciso di celebrare la ricorrenza riunendo sul campo di Welford Road quella squadra. Una giornata di festa che vedrà la partecipazione anche dell’attuale ct della nazionale inglese Martin Johnson, in campo una decade fa nella capitale francese.

Tv & rugby: il ritorno di School Of Hard Knocks

Mettere assieme un gruppo di disoccupati londinesi e trasformarli in una squadra di rugby. Questo in soldoni il plot di School Of Hard Knocks, che dopo il successo dello scorso anno torna con la sua seconda edizione. Ecco il primo episodio

Rugby Roma: Abbondanza lascia, ma solo a metà

La notizia ormai era un mezzo segreto di Pulcinella, ma ora che c’è l’ufficialità è comunque di quelle che fanno rumore. Oggi pomeriggio il direttore generale della Rugby Roma Corrado Capradossi ha annunciato che Paolo Abbondanza non sarà più il presidente della società capitolina a partire dalla prossima stagione. Abbondanza già da tempo aveva abbandonato di fatto ogni ruolo concreto, lasciando però un preoccupante vuoto di poteri dove alcuni dirigenti e i giocatori si erano di fatto autogestiti, costretti dagli eventi.
Non sarà più presidente quindi, ma Abbondanza rimarrà il proprietario del club. Una decisione quest’ultima che potrebbe generare nuovi conflitti interni e rendere paradossalmente la situazione ancora più caotica. Staremo a vedere