Video: skills, ecco gli All Blacks de noantri…

Arriva la parodia italiana ai funambolici tuttineri… forse un po’ troppo simile a quella dei Brumbies, ma comunque molto divertente. Bravi

Aironi e Robertson, “una vittoria attesa 8 mesi”

Allenamento congiunto con il GranDucato anche ieri settimana per i Montepaschi Aironi, che al Lavadera Village hanno di nuovo provato le situazioni tattiche assieme all’Hbs in vista della partita di sabato pomeriggio allo Zaffanella alle 15,30 contro i Glasgow Warriors.

Una partita in cui, per centrare il secondo successo consecutivo, gli Aironi potranno contare nuovamente su Kaine Robertson, che contro Connacht ha aperto le marcature grazie alla prima meta di una stagione a lungo segnata, per l’ala azzurra, dall’infortunio subito alla spalla in precampionato.

“Sabato era importante vincere. Abbiamo aspettato 8 mesi, ma è già da tempo che siamo sempre lì con le avversarie. Abbiamo rischiato di vincere a Dublino con il Leinster, potevamo vincere anche a Belfast e a Galway se avessimo avuto un pizzico in più di fortuna. Mancava un po’ di approccio mentale, mentre sabato siamo usciti consapevoli di quello che volevamo e dovevamo ottenere e abbiamo portato a casa la vittoria. Sono contento anche della meta: merito del grande lavoro dei compagni che hanno messo grande pressione costringendo il Connacht a sbagliare, io ho sfruttato l’occasione e ho segnato. Un ringraziamento va anche a tutti i fisioterapisti che mi hanno permesso di superare un problema fisico avuto in settimana che rischiava di non permettermi di giocare”.

Fondamentale per la prima vittoria in Magners è stato andare subito avanti nel punteggio, ribaltando il trend delle ultime partite quando il Montepaschi ha pagato gli iniziali vantaggi delle avversarie: “Dobbiamo ancora mettere a posto certe cose – continua Robertson -. Abbiamo iniziato molto bene, però dopo le due mete abbiamo mollato un po’ e abbiamo fatto rientrare in partita il Connacht. A questo livello non deve succedere, perché se alla ripresa nel secondo tempo avessero segnato una meta, ci saremmo trovati addirittura sotto. Dobbiamo mantenere la concentrazione per tutti gli 80 minuti, ma nel complesso è andata molto meglio delle scorse settimane”.

Con Glasgow sabato, come detto, gli Aironi non vogliono fermarsi e cercheranno il secondo successo consecutivo sfruttando nuovamente la spinta dello Zaffanella: “Credo che Glasgow farà rientrare tutti i nazionali – mette in guardia Robertson – quindi saranno un’altra squadra rispetto agli ultimi mesi. Sarà una partita difficile. Loro verranno a Viadana per fare risultato perché anche loro hanno bisogno di raddrizzare la propria classifica, e quindi cercheranno di portare a casa la vittoria. Sarà una partita molto dura ma daremo tutto per fare risultato in casa”.

 

Crusaders-Sharks a Londra e poter dire “io c’ero”: il diario di Marco Turchetto

Marco Turchetto è un fotoreporter appassionato di rugby. La scorsa domenica era a Twickenham per la partita di Super XV tra Sharks e Crusaders. E per il Grillotalpa ha scritto questo articolo bello bello. Ah, pure le foto sono sue…

Vola l’emisfero sud. Volano gli Aironi. Un fine settimana da incorniciare: ho prenotato il volo alle 11.30 per andarmene a Twickenham dove alle 16 domenica si disputa quello che è stato definito il super clash del Super XV, Crusaders contro Sharks. Tutto sembra perfetto: arrivo in tempo a Linate per scegliere un posto nella fila dell’uscita di emergenza, quella che mi consente di allungare le gambe senza dover fare dello stretching aggressivo una volta atterrato. Un gruppo di escursionisti, con i loro pantaloni della tuta nera e la polo bianca, è in coda per il check-in per rientrare con un volo dell’AerLingus. Ben messi fisicamente, cuffiette, facce da sonno, per nulla felici: sono i giocatori del Connacht Rugby. Quelli che ieri le hanno prese a Viadana, di brutto. Conor McPhilips, il loro video analyst mi dice che non capiscono cosa sia successo, vengono in Italia e giocano male. Era già successo in passato, non c’è qualcosa di preciso che non abbia funzionato, non si spiegano bene il tutto. Beh, è semplice, gli dico: gli Aironi hanno preso a volare!

Volo ad Heathrow e, una volta atterrato, mi dicono che servono tra le 40 e le 55 sterline per andare in taxi a Twickenham: Come si dice pirla in inglese? Quelle mi servono per la birra! Metropolitana fino ad Hounslow, dependance dello stato indiano alle porte di Londra, e da lì in autobus allo stadio. Un ragazzo, 40-43 anni, pelato, indossa la maglia dei Crusaders e stringe la mano di una formosa mora, dall’incarnato pallido, che indossa la felpa degli Sharks. Il rugby vola nel double-decker. Pochi minuti dopo sono all’interno della Web Ellis House per ritirare l’accredito: Graham Henry, allenatore dei mitici All Blacks, mi dice che si trova in Europa da un paio di giorni per alcune iniziative di marketing legate al nuovo sponsor svizzero. Basilea non lo fa impazzire, ma, dice, mica mi hanno mandato in miniera. Eh già. Vola anche il marketing nel rugby.

Due ore prima della partita non c’è un gran afflusso di tifosi. I parcheggi dei famosi picnic sono chiusi. Assenti parecchi chioschi per il succo di luppolo, peccato. Non mancano, però, mille van della federazione inglese per la vendita dei propri gadgets. Pensavo avrei comperato qualcosa di relativo al Super XV, il fantastico campionato dei mostri della palla ovale. Ma non c’è nulla. Nella sala dei fotografi hanno preparato un’ottima zuppa di pomodoro e ci sono una dozzina di tramezzini con pane nero: poverini gli altri, cosa mangeranno? Stomaco pieno e super obiettivi pronti. Si entra a Twickenham. E’ la prima volta che calpesto il prato di questo meraviglioso posto. Emozionato e contento, scelgo la mia postazione: sotto la tribuna centrale all’altezza dei 22. Cammino attorno al perimetro di gioco per vedere i circa 30mila spettatori che cantano e si divertono. Tra i tifosi neozelandesi e sudafricani, mille sono le ragazze bionde bionde, davvero bionde, che partecipano a questo evento eccezionale. In fondo siamo tutti qui per manifestare l’amore per il rugby e per sostenere gli amici di Christchurch vittime del terremoto. Lo spirito del rugby vola a Twickenham.

La partita fa vedere pezzi di tecnica ovale da maestri, piloni che corrono come pazzi, placcaggi, off-loads, sostegni, mete in tuffo. Ma anche mille sorrisi tra i mostri sacri del rugby che si godono la trasferta londinese. Termina l’incontro e i Crusaders vincitori fanno il giro del campo per ringraziare e salutare tutti i presenti. Poi si fermano per le foto con i tifosi e si ride e si scherza. La squadra degli Sharks dovrà rientrare già stasera in Sudafrica ma i neozelandesi hanno tempo per rilassarsi. Dan Carter sorridendo mi dice che Milàn l’è un gran Milàn e che conserva bellissimi ricordi dei giorni all’ombra della Madonnina. Io mi porto via le emozioni di questa giornata ovale dove tutti ci sentiamo cittadini dello stesso unico paese. Il rugby mi fa volare.

22.572, il numero della felicità. A volte essere francesi è proprio bello

Non è un record e non è la prima volta che succede, ma è sempre bello leggere certe cifre. Lo scorso fine settimana in Francia il numero medio di spettatori paganti per la giornata di Top 14 è stato di 22.572 unità, mentre il totale ha sfondato quota 158mila. La Ligue 1 (la Serie A di calcio transalpina) è stata costretta ad arrancare alle spalle, con una media-giornata che per la stagione in corso è di 19.400 circa spettatori, un po’ meno dello scorso anno.
La media del Top 14 per la stagione in corso è di circa 11mila spettatori a partita, ma il rugby “paga” strutture più piccole. E quando si sposta in stadi più grandi li riempe praticamente sempre. Gli ultimi due esempi? Bayonne-Tolosa giocata a San Sebastian (Spagna) allo Stadio Anoeta con il sold-out dei 32mila posti disponibili e quello dello scorso fine settimana, con gli 80mila che hanno riempito completamente lo Stade de France per Racing-Tolosa.

Video: gli highlights della storica vittoria degli Aironi su Connacht