Le cose migliori che il Sei Nazioni lascia all’Italia? L’U20, le ragazze e l’aver perso con la Scozia

ph. Fotosportit/FIR

Un torneo, il terzo consecutivo che chiudiamo senza nemmeno una vittoria, in cui c’è qualche luce, ma non così forte da superare i tanti, troppi, segnali negativi. E se sabato avessimo battuto la Scozia tutto sarebbe stato messo in un cassetto 

Probabilmente non sarò molto popolare ma credo che il ko con la Scozia alla lunga ci farà meglio di quanto non ci avrebbe fatto una vittoria.
Fermi tutti: vincere non mi fa schifo, tutt’altro, però cerchiamo di essere un po’ freddi e razionali, di usare il buon senso. Il nostro Sei Nazioni di quest’anno ci dice che nel complesso qualche passo avanti rispetto al 2017 è stato indubbiamente fatto ma abbiamo comunque infilato la 17a sconfitta consecutiva, sono tre (lo scrivo pure in numero: 3) edizioni abbondanti che non vinciamo una partita e mi chiedo se questa cosa nella secolare storia del Quattro/Cinque/Sei Nazioni sia mai accaduta. Un dato che assieme al 100° ko di Sergio Parisse in carriera (protagonista di un torneo al di sotto dei suoi standard, ma giocatore immenso) dà la misura delle difficoltà ormai pluriennali del nostro movimento. E sorvolo sul fatto dimenticato un po’ da tutti, e davvero grave e significativo, che non avevamo nessun nostro arbitro nel panel del torneo.
Una vittoria contro la Scozia non avrebbe cambiato nei contenuti le statistiche qui appena elencate e sarebbe stata brandita come una mascella d’asino come fece Sansone contro i Filistei per dire che tutto sommato va bene così, che era la prova provata che nonostante i gufi di professione da noi le cose iniziano a funzionare davvero.

Magari mi sbaglio, ma credo che tra l’avere finalmente imboccato una strada che ha un senso (en passant: quanto ci abbiamo messo? Era lì, da tempo indicata…) ma che necessita ancora di molti aggiustamenti e il dire che le cose iniziano a funzionare davvero, beh, c’è in mezzo magari non un oceano ma comunque un mare bello grosso.
Una vittoria contro la Scozia avrebbe fatto morale? Probabile, ma la prossima partita della nazionale è a giugno, quello hai tutto il tempo di ricostruirlo. Conoscendo le abitudini italiche vincere sabato all’Olimpico avrebbe dato un colpo di spugna sulle settimane precedenti e fatto dimenticare il pregresso, per poi ritrovarsi tra qualche mese al solito punto.
Avete presente la vittoria storica sul Sudafrica, no? Bella, bellissima, ma come sono andate le cose dopo? Vi ricordate quel clima di esaltazione collettiva? Ai tanti che hanno detto/pensato “abbiamo finalmente svoltato”? Invece.
Quante partite abbiamo giocato e quante ne abbiamo vinte dopo? Sicuri che nessuno di voi farebbe cambio tra quell’exploit isolato – perché quello è stato – e un percorso magari meno “storico” e “glorioso” ma di crescita più solida e continua? Io non ci penserei nemmeno per un secondo e lo farei immediatamente.

Perché sì, con la Scozia l’Italia ha giocato finalmente bene per almeno un’ora ma poi ci siamo fatti togliere il match dalle mani da una Scozia tutt’altro che irresistibile (anche per merito nostro, s’intende. Ha comunque vinto, alla fine). La dico ancora più facile: l’Inghilterra ci ha battuti giocando da Inghilterra solo negli ultimi 20 minuti di gara e siamo tornati negli spogliatoi con un -31 sul groppone. L’Irlanda quest’anno era fortissima, vero, ma noi a Dublino in campo quasi non ci siamo scesi. Poi abbiamo perso contro una Francia battibile, contro un Galles B battibile e contro una Scozia battibile.
Se qualcosa di positivo c’è stato in questo torneo – e c’è stato – non è paragonabile a quello che non ha funzionato. La somma algebrica pende tutta da una parte, purtroppo. Vincere con la Scozia avrebbe fatto passare tutto questo in secondo piano, quindi alla fine meglio così.

I sorrisi veri del Sei Nazioni 2018 ce li regalano la nazionale U20 e le ragazze, che chiudono entrambi al quarto posto. L’Italdonne dovrà confermare nel tempo una inversione di tendenza rispetto alle ultime stagioni, ma non si può non essere ottimisti visti che anche l’attività extra Sei Nazioni è stata ripresa dopo l’incredibile e inconcepibile stop negli anni prima dell’ultimo Mondiale.
Bene, benissimo, anche l’U20 che manca ancora di cinismo ma che coglie un quarto posto storico e che si prende una sola imbarcata in un torneo in cui le asfaltate erano quasi la regola. Se si tratta di un paio di annate fortunate o di una vera inversione di tendenza ce lo dirà il tempo. Oggi gli azzurrini sono in grado di fare ciò che pare essere impossibile alla nazionale maggiori, ovvero di approfittare delle manchevolezze degli avversari, ma non va dimenticato che il vero gap tra il nostro movimento e quello delle altre partecipanti al Sei Nazioni viene scavato nei 2/3 anni successivi alla U20. Il nostro vero banco di prova è quello di dimostrare con i fatti di aver creato un percorso in cui le differenze quantomeno non si acuiscano, non più di tanto. A oggi ho parecchi dubbi in proposito, ma come ho spesso scritto: se sarò smentito sarò il primo a compiacermene.

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44 risposte a "Le cose migliori che il Sei Nazioni lascia all’Italia? L’U20, le ragazze e l’aver perso con la Scozia"

  1. superignazzio

    Buongiorno Paolo

    sono d’accordo con praticamente quasi tutto quello che scrivi

    giusto un paio di note personali:

    galles B? scherziamo vero? Faletau, North e Williams sono il galles B? non è che solo perchè giocava Anscombe apertura era il galles B… e sono comunque arrivati secondi nel torneo quindi parlare di galles B secondo me non è vero

    Irlanda fortissima ma noi non siamo scesi in campo… contro questa irlanda anche se scendevamo in campo come contro la scozia cambiava poco, sono dominanti in tutte le fasi

    Francia battibilissima se fossimo riusciti come il galles a muovere il pallone con qualità andando almeno a pareggiare la strabordanza fisica francese nelle collisioni, si poteva fare di meglio ma penso che alla fine il risultato non sarebbe cambiato

    per il resto ho visto veramente una bella partita con la scozia, squadra abbastanza importante in ambito internazionale, e sono fiducioso per ciò che riguarda i veri obiettivi del 2018 ovvero Giappone e Georgia

  2. Mr Ian

    L unica partita che mi è piaciuta quest anno dell Italia è stata contro l Inghilterra, non che con la Scozia ha giocato male, anzi; però quella di sabato era una partita da vincere, senza se e senza ma!
    Le vere protagoniste di quest anno sono senza dubbio le ragazze, a differenza della U20, vivono un contesto di completa amatorialità, quasi fossero figlie di un dio minore. A conferma di avere un grandissimo allenatore, che ha saputo gestire un cambio generazionale raccogliendo pure le vittorie.
    Bene anche la 20, mi rimane sempre il dubbio che le nostre prestazioni siano inflazionate da differenze fisiche molto importanti tra noi e almeno tre squadre delle Unions, penso a Irlanda, Scozia e Galles…non è la prima volta che si vince contro la Scozia o il Galles, ma il vero scoglio da superare sarà il futuro prossimo di questi ragazzi appena escono dalle under, questi sono giorni di mercato per il rugby, mi aspetto che tanti di loro possano approdare alle franchigie per poi magari trovare spazio nelle eccellenti, le famose riforme..
    Quanto ad O’Shea, di sicuro non è un 6N dove si può dire che abbia raggiunto la sufficienza, ma di sicuro ha fatto tutto ciò che ha potuto, magari un pò di coraggio in più o una migliore rotazione degli uomini a disposizione non sarebbe stata una cosa così malvagia….

  3. Secondapescatrice

    Appoggio l’articolo appieno!
    Quante volte la sola vittoria sulla Scozia veniva vista come il “compitono” che veniva svolto e di cui essere orgogliosi.
    Se il Gavazzi dopo la Francia aveva dichiarato:”potevamo vincerla”come dire che siamo tornati competitivi…figuratevi voi dopo una vittoria sulla Scozia che dichiarazioni trionfalistiche che faceva!

  4. Sergio Martin

    Sono un umile abbonato alle partite del 6n, e dal mio posto dei Distinti nord (quest’anno), penso di poter dire questo;
    1) Goosen ti stimo, ma se vogliamo provare ad avere una difesa rocciosa come quella irlandese, dobbiamo ingaggiare qualcun altro ai livelli delle altre squadre; e magari- anzi più di magari – aggiungere anche un tecnico dei punti d’incontro;
    2) dobbiamo trovare un paio di seconde linee che spingono in mischia e nei drive avversari; perché
    3) sui drive ci hanno fatto male un po’ tutti e questa cosa dobbiamo metterla a posto;
    4) Sergione va centellinato, non può essere fatto più giocare 7/7 per 80’. Entra quando e quanto serve.
    5) Venditti può ancora essere molto utile, quando c’è da “menare”. E sfatiamo il mito che non abbia buone mani, perché è molto migliorato da questo punto di vista.

  5. fracassosandonà

    Paolo, sottoscrivo dalla prima all’ultima riga…
    lo stesso successe quando l’Italia di Brunel ruppe un digiuno di 15 (?) sconfitte consecutive rischiando la rimonta dalle Fiji che ad un certo punto giocavano in 11 per la sommatoria dei cartellini gialli… una sconfitta in quella partita sarebbe stata più salutare…
    l’Italia quest’anno ha tre partite da vincere, bene arrivarci affamati piuttosto che appagati… e l’anno prossimo è già l’anno del mondiale…

  6. MaxS

    meglio aver perso senza arrampicarci sugli specchi, ma cose positive si sono viste. Un miglioramento rispetto agli ultimi due anni c’è stato soprattutto nella maggiore propensione a giocare la palla e nel numero di occasioni e mete costruite, cose che in passato eravamo quasi nulli. La differenza punti -111 è migliore degli ultimi tre anni (-151 -145 -120 rispettivamente) Di contro siamo più deboli in difesa e nell’uno contro uno ma questo aspetto secondo me è recuperabile con una maggiore attenzione alla preparazione fisica e di convinzione. Abbiamo utilizzato molti giocatori con pochi caps e pochi naturalizzati rispetto al passato e molti infortunati tra i più validi che abbiamo.

    1. fracassosandonà

      pochi naturalizzati?
      non farti trarre in inganno dai cognomi: Chistolini, Negri e Polledri l’italiano non l’hanno neanche mai studiato e infatti non lo parlano…
      Budd e Hayward sono neozelandesi, McKinley è irlandese, Allan è per metà italiano ma ha imparato a giocare a Rugby tra scozia e saf, lo stesso dicasi per Biagi…
      l’italianissimo Pasquali è andato in inghilterra giovanissimo… probabilmente ne dimentico pure qualcuno (il luhandre luus che non mi è mai piaciuto)…
      non ne faccio una questione di nazionalità o passaporto, ma di merito formativo… qualche anno fa i fenomeni venivano dal Petrarca (Bergamascos, Bortolami, Ghiraldini) o da altri club italiani (penso a Zanni, Perugini, Lo Cicero…) L’ottimo Charly Trussardi è stato un nazionale U20 italiano ma è un JIFF (giocatore di formazione francese)…
      se Lozowski si fosse ricordato di avere anche una madre italiana a quest’ora avremmo risolto anche il problema del 10 con un giocatore meraviglioso, ma non si potrebbe parlare di una filiera che funziona…

      1. jacoponitti

        Fracasso i numeri parlano chiaro e ti danno torto. Anche quest’anno (per il terzo anno di fila) abbiamo utilizzato in media circa il 25% di giocatori di formazione straniera nei 23. Negli anni di Mallett eravamo al 50% e, in generale, ci aggiravamo intorno al 35%. Ognuno può trarre le proprie conclusioni (pro o contro il Sistema Accademie), ma non si può negare quella che è una verità matematica

      2. MaxS

        Condivido quello che dici e confermi il fatto che abbiamo perso molto potere a livello di club e di campionato italiano che non è più in grado di sfornare giocatori forti al livello di quelli che hai citato. Tuttavia è evidente la propensione di puntare sui giovani delle franchigie e in qualche caso di Eccellenza piuttosto che andare a cercare qualche discendente di antenati all’estero. Mi riferisco al fatto che ora schieriamo per l’intera trequarti e in prima linea tutti giovanotti italiani. E ce ne sono altri 7/8 infortunati. Probabilmente qualche anno fa (prima di Brunel) non sarebbe accaduto e non ne avevamo la possibilità.

  7. Giovanni

    Io mi chiedo una cosa: com’è possibile assistere ad una simile trasformazione nel giro di una settimana? Com’è possibile che gli stessi elementi passino dallo scendere in campo a Cardiff come scolaretti timorosi che non hanno ripassato a sufficienza la lezione a leoni motivati e convinti dei propri mezzi dei primi 50′ minuti di sabato scorso? Stiamo parlando degli stessi giocatori (a parte Polledri): cosa è scattato improvvisamente che prima non si era visto manco alla lontana? Non che siano stati perfetti – vedasi difesa e mischia – ma si è visto fin dai primi minuti un attegiamento ed un piglio nettamente superiori. Ed allora, perchè non lo si è tirato fuori negli incontri precedenti?
    P.S.: come ricordato, abbiamo appena concluso il terzo 6N consecutivo senza vittorie, ma c’è un dato a mio avviso peggiore: l’ultima vittoria in casa risale al Marzo 2013. Cinque anni che gli appassionati vengono all’Olimpico per vedere sempre e sole sconfitte.

  8. Antonio

    Scusate , ma sul fatto che l’Italia non riesca a gestire partite con vantaggio di doppio break O’Shea e staff non hanno alcuna responsabilità ?
    Concordo sul fatto che la vittoria sarebbe stata “Paper over cracks” come dicono gli inglesi .
    Sulla U20 ci sarebbe da riflettere sul fatto che l’eccellenza è comunque molto più formativa delle strutture federali .

  9. A mio parere il Galles e Francia che abbiamo incontrato, non sono battibili x noi.. mentre la Scozia con una prima linea dei “titolari” non informissima, con la mancanza di un paio di trequarti infortunati(+ un Finn Russel da manicomio) e terze linee che erano praticamente alla frutta(non hanno ricambi adeguati).. rimangono l’unica squadra alla nostra portata in questo 6n, le altre hanno almeno 2-3 squadre superiori alla nostra titolare.. sull’U20 contento x le vittorie, ma come scrivi sarà da rivedere i giocatori fra 2-3 anni.. qua sono passati ex baby books/u20 aussie e giocatori italiani, fisicamente o con skill importanti a questa età.. ma se poi vai a vedere negri e polledri, che fino lo scorso anno, hanno giocato in terza o quarta serie inglese.. vengono qua e ti fanno la differenza.. viene quasi da pensare che sia meglio pagare borse di studio x college che spedirli in eccellenza o franchigie..

  10. MF

    sono d’accordo, la sconfitta contro la Scozia ci sarà di maggiore “aiuto”, anche se ogni tanto una gioia non guasta.
    Condivido l’analisi fatta da superignazzio, a volte tendiamo a sottovalutare e/o a non comprendere appieno le forze in campo.
    A dire il vero condivido grosso modo i commenti di tutti quelli che mi hanno preceduto.
    Aggiungerei solo una cosa in merito al nostro immenso capitano.
    La sua gestione dovrebbe passare non solo dai minuti da fargli giocare in nazionale, ma anche da una gestione oculata dei minuti da fargli giocare durante tutto lo spazio temporale che ci divide dal mondiale, come fanno ad esempio in Irlanda con Sexton (tanto è vero che lo hanno riportato in patria levandolo da quel massacro che è il campionato francese). Discorso da estendere anche a Ghiraldini e per altri versi a Campagnaro e Sarto.
    Ma so che ciò non è possibile, miracoli permettendo, perché certe cose vanno pianificate da dirigenti di spessore……

  11. Ferdinando

    Andrebbe pianificato è programmato meglio lo step under 20- prima squadra (Italia emergenti??); in genere il gap importante nasce proprio in quegli anni… dopo aver superato la quota dei 20 anni i ragazzi che non vengono subito chiamati in prima squadra necessiterebbero di una struttura di affiancamento e che li abitui agli standard europei, altrimenti molti giocando in eccellenza rischiano di perdere certe attitudini, come il confrontarsi con dei loro coetanei abituati ai palcoscenici europei e mondiali

  12. kinky

    D’accordissimo su tutto l’articolo. L’ho pensato anch’io tornando da Roma che quasi quasi, visto l’ottima prestazione è stato meglio perdere…sembra un controsenso ma meglio così. Qualcosa si è intravisto….certo la strada è lunga, tortuosa e difficilissima ma io sono con O’Shea. Unica cosa che veramente non capisco dello staff è il non aver voluto dare minuti importanti ad un giovane come Ruzza. Quasi quasi, questo 6nazioni ha fatto meglio a Lazzaroni che ha giocato tutte le partite da titolare al Benetton (tranne l’ultima, ma ci sta) che a Ruzza il quale si è solo praticamente allenato. La rosa si sta allargando, a Giugno prevedo nuovi inserimenti ed eccellenti ritorni (Riccioni, Trussardi, Sisi, Lazzaroni, Fuser, Morisi e Campagnaro…e io proverei Makelara se da qui a fine anno mette sù minuti), per poi averne altri tra Novembre 2018 e 6Nazioni 2019 (gli U20 ’97 e ’98 che riusciranno ad imporsi bene nelle franchigie). Insomma il cantiere è aperto, di nuove facce ne vedremo e non è difficile ipotizzare che la squadra del mondiale sia abbastanza diversa da questa e sensibilmente migliorata.

    1. fracassosandonà

      basta con Sisi…
      è inaccettabile dover pensare di rifondare la nazionale su di un giocatore che abbiamo ingaggiato solamente perché a casa sua era rimasto senza contratto (significa lasciato a piedi da almeno 24 squadre): è un insulto all’intelligenza degli avversari ed è soprattutto un insulto per i nostri ragazzi…
      che serve impegnarsi se poi nelle franchige ed in nazionale ti preferiscono il primo scappato di casa con un antenato italiano?

      1. kinky

        Ciao Fracasso, sinceramente della sua situazione prima dell’ingaggio con le Zebre poco mi interessa. Io mi metto nei panni di uno staff e sinceramente sulla base delle sue prestazioni di quest’anno, sapendo che ha pure doppio passaporto spiegami perché non lo devo valutare? Mi sembri un pelo esagerato quando scrivi che non si deve “rifondare” la squadra su Sisi, ti pare? Ovvio che non rifonda su un solo giocatore, dove sta scritto? Semplicemente è un’altro giocatore da valutare visto che fino a prima del piccolo infortunio è stato nettamente la migliore seconda linea tra le due franchigie. Anzi se a Giugno al posto di Budd e Zanni mi chiamano Sisi e Lazzaroni sarei solo che contento….non perché non mi convincono loro due ma perché così possono valutare a livello internazionale altri due giocatori.
        Quando prima ho scritto che la squadra ora del mondiale 2019 potrebbe cambiare ancora faccia, guarda che pensavo proprio a loro due….non sono così convinto che siano due pedine inamovibili. Personalmente, del gruppo che ha affrontato questo 6nazioni, di sicuri sicuri non ne conto più di 18/19!!! Piccolo esempio: Lovotti pilone sx titolare è uno dei sicuri (sempre secondo me sia chiaro)….dove sta scritto che il suo backup sia Zani o Quaglio? Ora di 16 mesi si potrebbero mettere in corsa anche Zanusso oppure Traorè ma soprattuto chi mi dice che l’anno prossimo non abbia un exploit Fischetti (avete visto come gioca nell’under?….da paura) o Rimpelli che sono giovani ed hanno tutte le carte in regola per affermarsi?

      2. kinky

        Ciao Giovanni,
        anche a me ha sorpreso Mancini Parri, non me lo aspettavo così performante visto che comunque l’anno scorso non è mai stato preso in considerazione nemmeno dopo l’infortunio di Zilocchi preferendogli Gravilita. Ha disputato un grandissimo 6nazioni. Però tra i due oggi vedo più un futuro quasi assicurato o meglio più immediato “alla RiccionI” per Fischetti. Comunque Mancini Parri verrà subito messo alla prova l’anno prossimo, che da quel che ho “udito”, dovrebbe essere al Petrarca!
        Ragazzi….tra i ’97 i ’98 e (a quanto pare guardando la prima linea di quest’anno) i ’99 di giocatori di prima linea di qualità ce ne sono a iosa….speriamo che maturano il più possibile tutti quanti che poi per altri 10 anni ci potremmo divertire come hanno fatto in passato Castro&Co

  13. gian

    mi hai convinto, sono dell’idea che vincere sia sempre meglio, ma se è una stazione di un percorso, se dev’essere solo la mascherina di un brutto momento, meglio continuare a perdere.
    la situazione migliorerà con il rientro di tanti ragazzi, ma il sistema non può puntare su 15 campioni e il nulla dietro, la nostra opzione B non sembra fare passi avanti ed, inoltre, non serve per provare diverse alternative.
    sul discorso agonismo, quanto è che ne parliamo?
    alle ragazzi ed ai giovanotti solo complimenti, per le fanciulle l’augurio di mantenere a questi livelli ed avere la possibilità di andare a fare le pro, per i giovanotti il problema inizia adesso, la speranza è che tanti abbiano la possibilità di confrontarsi subito con i “grandi”, magari con le migliori eccellwnti, facendo minuti per almeno un anno, e quelli che paiono già performanti, vadano in fretta in pro14 a dimostrare se valgono il livello (poi il giorno che avremo il doppio tesseramento…)

  14. Capisco il ragionamento di Paolo e di chi ha commentato ma “secondo me” era molto meglio vincere.
    Era meglio per i tifosi, ne avevamo proprio bisogno.
    Era meglio per i giocatori, sono uomini anche loro non robot.
    Ma soprattutto era meglio per il CT !
    ..scusate ma qualcuno ha ancora dei dubbi che sia lui la “bestia sacrificale” ? il presidente ha parlato l’altro ieri : “i risultati nell’U20 si stanno cominciando a vedere, il campionato d’eccellenza è il migliore campionato possibile per far maturare la crescita fisica di questi ragazzi, le franchigie stanno giocando meglio ecc..ecc..”
    quindi ? quindi era meglio vincere.

    1. Andrease

      e allora continuiamo ad andare avanti con 1 vittoria ogni tanto che riempie la pancia e la bocca di un presidente sempre più convinto di essere un fenomeno. No, io credo che il discorso di Paolo sia fondamentalmente giusto se vogliamo una crescita reale del movimento.
      Concordo pienamente con quanto scritto da @gian.

      1. Massimiliano

        Non sono daccordo sul presidente. Tempo fa ti avrei dato pienamente ragione, adesso comincio a pensare che sappia esattamente quello che combina, ed e’ questa la cosa veramente grave

  15. Mamo

    ..”Oggi gli azzurrini sono in grado di fare ciò che pare essere impossibile alla nazionale maggiori, ovvero di approfittare delle manchevolezze degli avversari, ma non va dimenticato che il vero gap tra il nostro movimento e quello delle altre partecipanti al Sei Nazioni viene scavato nei 2/3 anni successivi alla U20”.. .

    E’ vero.
    E’ vero che la under di oggi regge perfettamente il confronto con le avversarie (e non mi affligge la batosta contro i francesi perché a vent’anni se una partita nasce storta – nonostante le palle dei nostri giovanotti – è lecito che non si riesca a raddrizzarla).
    E’ anche vero che ora inizia il periodo più delicato per la loro crescita, quei 2/3 anni di cui parli tu, Wilhelm.

    Potremmo pensare che non sia più sufficiente farsi le ossa in Eccellenza perché i fatti dimostrano che non lo è stato (salvo eccezioni), verrebbe quindi logico pensare che i ’98, i migliori di loro – ci sono tanti “migliori” in questa squadra – inizino subito un percorso nelle Franchigie.
    Io, che sono un ignorante, ci proverei.

    Il Presidente Gavazzi è di diverso avviso.
    Nell’intervista a RugbyChannel dice chiaramente che noi italiani siamo diversi dagli altri perché maturiamo più tardi .. e che Minozzi è un’eccezione perché è fatto così di carattere, perché è uno che sfida etc etc etc.

    Se posso copio il link dell’intervista:

  16. Giovanni

    Si parla tanto e giustamente di Minozzi, allora posso approfittarne per dire una cosa che lo riguarda? Già due anni fa nell’under20 si notava che era forte, ma il vero salto di qualità lo ha compiuto la scorsa stagione, sotto le cure di Brunello. Ecco, a mio avviso, di cosa in questo momento avrebbe bisogno il rugby italiano: di tanti Brunello. Non dimentichiamo che per le sue mani son passati anche Riccioni e Giammarioli.

  17. venezuela

    continuo a non capire il rimarcare della vittoria con il SA come una cosa più dannosa che non….quel giorno il SA era battibile e noi con una buona partita ne abbiamo approfittato punto. Quella dopo con Tonga l’abbiamo persa, polli noi e bravi loro. Non penso che a vittorie (o sconfitte) invertite sarebbe cambiata una virgola nel nostro processo di crescita.
    U20 che continua piano piano a crescere, scorso 6N, mondialino ed ultimo 6N dimostrano una crescita costante e quarto posto arrivato con merito e non per demeriti altrui.

    1. quello no, però la partita contro Tonga avrebbe potuto dare quella “continuità” di prestazione ( che ci manca ancor prima di ambire ai risultati ) che avrebbe tolto ogni dubbio sul fatto che stiamo crescendo.

  18. Paolo (da Brandizzo)

    Buongiorno a tutti,

    in riferimento ai 2/3 anni dopo la U20 i nostri ragazzi dove giocheranno? Ad adesso dove giocano? Qui….
    Di seguito la formazione dell’Italia Under 20 contro la Scozia.

    15 Michelangelo BIONDELLI (Rugby Viadana 1970)*
    14 Alessandro FORCUCCI (Fiamme Oro Rugby)*
    13 Andrea DE MASI (Rugby Mogliano)*
    12 Damiano MAZZA (Rugby Parma)*
    11 Albert Einstein BATISTA (Rugby Etruschi Livorno 1995)
    10 Antonio RIZZI (Petrarca Padova)*
    9 Luca CROSATO (Lafert San Donà)*
    8 Antoine Kouassi KOFFI (Amatori Parma Rugby)*
    7 Michele LAMARO (Petrarca Padova)* – capitano
    6 Davide RUGGERI (Rugby Como)*
    5 Edoardo IACHIZZI (Usap Perpignan, FRA)
    4 Niccolò CANNONE (Petrarca Padova)*
    3 Michele MANCINI PARRI (Accademia Nazionale Ivan Francescato)*
    2 Matteo LUCCARDI (Patarò Calvisano)*
    1 Danilo FISCHETTI (Patarò Calvisano)*

    A disposizione:

    16 Samuele NGENG (Federazione Italiana Rugby)
    17 Guido ROMANO (Rugby Colorno)*
    18 Matteo NOCERA (Modena Rugby 1965)*
    19 Matteo CANALI (Rugby Colorno)*
    20 Enrico GHIGO (Accademia Nazionale Ivan Francescato)*
    21 Leonardo BACCHI (Rugby Viadana 1970)*
    22 Filippo DI MARCO (Accademia Nazionale Ivan Francescato)*
    23 Alessandro FUSCO (Rugby Napoli Afragola)*

    Credo di non sbagliare che si tratti di club di Serie A ed Eccellenza, e qualcuno di serie B.
    A confrontarsi in campionati domestici come i nostri la possibilità di crescita è limitata. Io prevederei già un salto almeno tutti in eccellenza se non addirittura PRO14.
    Farli maturare piano piano per non bruciarli porta a non averli pronti a riaffrontare gli stessi avversari a 23/24 anni in Nazionale Maggiore.

    1. superignazzio

      di rizzi ne parlano anche all’estero bene, non è passato inosservato… speriamo anche qui gli si possa proporre un percorso serio già da luglio

      1. Massimiliano

        Si dice che Rizzi Lamaro e Cannone e forse un altro ancora da identificare passeranno a Treviso. Piu’ in alto si parla di Mancini Parri a Padova, Canali va a Rovigo -per poco, questo sara’ tanto trattenerlo in Italia- e Iachizzi sembra non restera’ negli espoirs francesi…Fischetti speriamo non faccia altra muffa in Eccellenza per il comodo del Padrone. Dai, qualcosa si muove stavolta

  19. Rabbidaniel

    Tanto con le due vittorie nell’U20 si è già convinti di avere l’infornata per vincere il 6N 2022. Si vive di illusioni e di disincanti. I risultati si lasciano agli altri.

    1. wolframius

      Dei vari siti/blog che frequento nessuno ha detto che vinceremo il 6N 2022. C’è invece ottimismo per queste due annate che hanno portato risultati leggermente sopra la media, ma soprattutto hanno fatto vedere un buon gioco e delle skill a cui di solito non siamo abituati.

      1. Rabbidaniel

        Anni fa, quando il 6N non esisteva, ma non ere geologiche fa, mi ricordo di giovanili che battevano Irlanda, Scozia ecc. Parlo di anni 80-90. Il problema è sempre stato dopo. Niente mi fa pensare che ridurremo il gap a breve.

  20. Ginger

    Si dovrebbe parlare anche dei ragazzi dell’U20 2016-2017 che oggi giocano in squadre di eccellenza o, come Trussardi, all’estero per capire se possono andare in una celtica e magari poi in nazionale.

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