Giallo a Rovigo: a rischio l’elezione di Salvan?

Alice Sponton per Il Gazzettino di Rovigo

Secondo indiscrezioni i voti conquistati da Lello Salvan come rappresentate dei tecnici di Rovigo per le prossime elezioni Fir potrebbero essere invalidati. Il dubbio riguarda la norma relativa allo statuto, recentemente pubblicato, secondo cui possono votare «i tesserati in attività», mentre nel vecchio regolamento, in aggiunta si parlava di «attività svolta negli ultimi 12 mesi». Non è specificato cosa debba intendersi per attività. Salvan però non si dice preoccupato: «Sono sereno. Sono tesserato in regola sia con le indicazioni del nuovo che vecchio statuto».

L’italiano d’Australia: intervista a Fabio Nannini, a metà tra due emisferi

Intervista di Analia Pavan, argentina di stanza in Nuova Zelanda che ha incontrato l’atleta azzurro

Fabio Nannini sta per concludere la sua esperienza australiana con All Saints Liverpool, dove gioca anche con Matthew Sands, e tornerà in Italia per la partita contro la Russia, quando la Azzurra viaggerà a Mosca per la Shield Cup. Dopo l’8 settembre Nanno rimarrà a Firenze per seguire le sue attività con Unione Rugby Prato Sesto e continuerà a pensare alla RLWC dell’anno prossimo, obiettivo prefissato da tempo.

“Questa è la prima volta che esco dall’Italia per giocare”, racconta Nanno spiegando che “sono andato a fare qualche corso in Europa, ma mai per un’esperienza come questa. Ho trovato che qua tutto è lasciato all’allenamento individuale, gli allenamenti sul campo sono solo due a settimana in quasi tutte la categorie tranne la NRL, c’è tanto lavoro in palestra e sulla parte individuale, c’è tanta cultura di fare la parte fisica da soli per cui si lavora tanto sulla parte tecnica e quindi il livello si alza immediatamente”.

Con più di qualche kilo in meno e anche partite disputate per il Knox Rugby Hornsby Union, il pilone azzurro spera di riuscire a portare in Italia tutte le sue nuove conoscenze: “Ho fatto un corso d’allenatore di due giorni con la Federazione Australiana che la squadra mi ha gentilmente offerto. Purtroppo a Firenze manca una squadra F.I.R.L. per cui spero di poterla organizzare il prossimo anno io stesso, magari con qualche aiuto, e così dare una mano ai ragazzi lì. Spero avere ancora tanti anni da giocatore, ma allo stesso tempo spero poter trasmettere tutto questo”.

Ma non è questo l’obiettivo più vicino …
“No, penso che quello lo farò più avanti, adesso l’obbiettivo più vicino è essere nella rosa di quelli che andranno al mondiale. Spero di dimostrare che posso esserci nella RLWC con questa partita contro Russia per la Shield Cup, o se ci sarà modo anche durante la European Cup od altrimenti durante il campionato italiano. Penso che dopo questa esperienza qualcuno possa interessarsi a me come allenatore e quindi continuare questa esperienza che mi piace molto, altrimenti darò vita a una squadra e porterò la mia esperienza a queste persone”.

Quanto bello sarebbe poter raggruppare i giocatori più tempo prima delle partite, proprio adesso che si sta cercando la rossa ed il gioco giusto per la RLWC?
“Sarebbe la cosa più giusta da fare ma purtroppo ci sono degli ostacoli logistici importanti e non ultimo la distanza. Oggi il grosso dei giocatori che andranno al mondiale stanno giocando in Australia mentre tutti i giocatori che partecipano al campionato italiano di Rugby League giocano Rugby Union, molti dei quali lo fanno al primo livello, tutti in squadre che si allenano tre o quattro volte a settimana, quindi non si può chiedere a questi giocatori stipendiati di andare via due o tre settimane prima di una partita, di lasciare tutto per andare a giocare League perché alla fine è come andare a giocare un altro sport. Questo è completamente un’altra gestione, per cui è difficile di fare una cosa del genere, sarebbe giusto, sì, ma sarebbe una scelta di vita, la gente dovrebbe mollare, come ho fatto io quest’anno, il Rugby Union e dedicarsi ad altro. Per me era facile perche non ero stipendiato ed è stata una scelta ma non tutti possono farlo”.

Ormai è quasi finita la stagione, adesso tornerai in Italia per la prossima partita contro Russia, e dopo?
“Il campionato che sto giocando adesso con gli All Saints Liverpool finisce una settimana dopo la partita contro Russia ma l’8 di settembre sarò a Mosca per cui non farei in tempo ad essere a Sydney per tornare per l’ultima gara. Per il dopo ci sarebbe la possibilità di tornare, nel senso che loro sarebbero lieti di riavermi, ma io ho un lavoro in Italia e devo riprendere … si tratterebbe di lasciare il lavoro per un altro anno e dopo ritornare in Italia ma ormai senza quello. Per questo mi sembra che, purtroppo, la mia esperienza australiana finirà ad agosto, mi son divertito tanto ma in Italia sto proprio bene, ho troppi interessi là. In Australia comunque il fatto economico è un po’ bassino perche c’è tanto livello ma poco professionismo, quello è lasciato solo alle prime due categorie: la NRL e le sue riserve”.

Quanto ti è costato prendere questa decisione?
“Se fosse successo ai 18 anni non ci avrei pensato un attimo, adesso ne ho quasi 28, me la son goduta tanto ma adesso bisogna tornare a casa. Mi porto via solo cose positive, mi porto tutta questa esperienza al mondo del Rugby Union che è sempre stato il mio mondo (dove ricomincerò a settembre con Rugby Prato Sesto), ho conosciuto un sacco di amici nuovi in Australia ma più di così non posso fare. A casa alleno ragazzini, c’è il lavoro, ho la mia casa, la macchina, la moto … è vero, sono cose che potrei avere anche in Australia, ma adesso sono là, ho gli amici e torno a casa, dove sempre mi sono trovato bene. Avevo l’interesse di fare una nuova esperienza, l’ho fatta e porto a casa solo lati positivi”.

Dopo la vittoria dell’Italia contro Germania per la Shield Cup, come ti sembra che sarà la partita contro Russia?
“Purtroppo l’ultima volta che Italia ha giocato contro Russia io non ero in campo, ero fuori per motivi personali, non ero nella rossa dei convocati per la qualificazione al mondiale. Ovviamente essendo in Australia non ho potuto vedere tutta la partita contra Germania ma ho parlato con i ragazzi e so che è stata una bella partita e che hanno giocato bene anche se probabilmente l’avversario non era all’altezza della rosa che abbiamo presentato noi. Sono molto contento perché hanno segnato tante mete, anche i ragazzi alla prima o seconda esperienza con la Nazionale in Rugby League. Questo mi fa piacere, io non ho mai segnato ma so quanto una meta possa cambiare anche l’animo. Contro la Russia sarà diversa, adesso andiamo a casa loro, non sarà facile e c’è anche il viaggio da affrontare. Comunque se la rosa sarà competitiva non penso che ci saranno grossi problemi”.

Tra questi nuovi giocatori (o comunque quelli del campionato locale), c’è qualcuno che ti ha sorpreso e pensi possa essere parte della rosa per il mondiale?
“Non conosco tutti quindi mi posso solo fidare di quello che mi hanno raccontato. Conosco invece Drake Muyodi, un buon giocatore con buon fisico, ha giocato in Francia ed ha tanta esperienza da offrire. Poi ho visto che si è aggiunto anche Michele Sutto, gran esperienza nel Top Ten, e ho sentito di Niccolò Fadalti. I giocatori di prima categoria del Rugby Union non differiscono tanto fisicamente dei giocatori del NRL. C’è più di uno che è papabile: Andrea Sola, che si sta allenando proprio per cercare di entrare nella rosa del mondiale. Spero che ce la faccia, così come io sono venuto in Australia per quello e quindi spero di farcela. Ma se ragazzi pari ruolo del campionato australiano sono in lista è bene che giochino loro perché le partite sono fatte per essere vinte e non per dimostrare che siamo bravi. Per vincere bisogna giocare con i più forti”.

Adesso con l’inverno da queste parti ed il caldo a casa, non c’è niente che ti manca?
“Io soffro il caldo ma mi mancano gli Strani Tipi, mi mancano gli amici, il beach rugby, non il caldo ma l’ambiente. Quando sono partito per l’Australia avevo deciso di stare fino a settembre quindi sapevo che non sarei stato con loro quest’anno. Posso farlo l’anno prossimo e sono contentissimo della mia esperienza, era ovvio che era la scelta giusta da fare, ma là c’è il beach e qua c’è il vento che non ti lascia camminare … mi manca tanto, molto più della pastasciutta e della pizza”.

Ct azzurri ma non italiani: al cuore del problema

Enrico Borra per La Meta

Gli allenatori d’elite italiani sono validi tanto quanto i colleghi stranieri? Potrebbe oggi un tecnico nostrano prendere il posto di Jacques Brunel sulla panchina della Nazionale? Una domanda da un milione di euro. Almeno in prima analisi. Partiamo dal presupposto che
non trovo il quesito “interessante”: in un mondo in cui ad allenare l’Australia e il Galles ci sono due allenatori neozelandesi e sulla panchina della Scozia siede un inglese, non trovo infatti per nulla scandaloso che la ben più modesta (per predisposizione storica e socio-culturale) nazionale italiana sia affidata a suafricani o francesi. Il focus è e deve rimanere concentrato sui risultati. Proprio in base a questo indiscutibile criterio, al momento, gli allenatori italiani non possono nemmeno pensare di potersi avvicinare alla poltrona di ct
Azzurro. Non possono infatti dimostrare un “vissuto” vincente (cosa che, al contrario quasi tutti i nostri passati ct possono fare). Ma c’è dell’altro. Pensate a Rowiand Phillips e, oltre al lavoro fatto con un gruppo costantemente ‘ in divenire ‘ (pensate a che squadra il tecnico gallese si era trovato tra le mani a metà della prima stagione e a quella che ha avuto a
disposizione nel suo ‘secondo mandato’) analizzate il modo pacato e sempre tra le righe con cui ha difeso un club con mille problemi, capace di vincere pochissimo e di collezionare anche un 82 a 0 con tanto di critiche pubbliche (e completamente fuori luogo) del neo ct
Azzurro Brunel. Ora pensate se al suo posto ci fosse stato, per esempio, Andrea Cavinato (solo per nominare il tecnico che quest’anno ha vinto tutto quello che c’era da vincere in Italia). Ricordate le sfuriate contro Gavazzi ai tempi del passaggio alla Rugby Parma? O, più recentemente, le esternazioni durante e dopo la Junior Rugby World Cup dello scorso anno? Ecco, vi siete fatti un’idea di quello che intendo. Per chi invoca un ct italiano alla
guida della nazionale dico questo: non siamo pronti.

(…) il compito di formare tecnici di élite internazionale torna esclusivamente tra le mani
della FIR. Preso atto di questo, si dovrebbero allora scegliere altri due tecnici da affiancare a Gianluca Guidi (che al momento rimane l’unico allenatore italiano di formazione federale) e sui quali investire pesantemente nei prossimi otto anni. Io due nome li avrei: Umberto Casellato e Filippo Frati. Giovani, con curricula di tutto rispetto, grande passione, voglia di
aggiornarsi e, soprattutto, una spiccata predisposizione per il rugby totale tanto caro ai rinnovati vertici dell’International Board.

Video: così i Rebels salutano Stirling Mortlock. GENIO!

Crusaders-Bulls e Reds-Sharks: solo due posti per le semifinali di Super Rugby

CRUSADERS-BULLS

Crusaders: 15 Israel Dagg, 14 Adam Whitelock, 13 Robbie Fruean, 12 Ryan Crotty, 11 Zac Guildford, 10 Dan Carter, 9 Andy Ellis, 8 Richie McCaw (captain), 7 Matt Todd, 6 George Whitelock, 5 Samuel Whitelock, 4 Luke Romano, 3 Owen Franks, 2 Corey Flynn, 1 Wyatt Crockett.
Replacements: 16 Quentin MacDonald, 17 Ben Franks, 18 Tom Donnelly, 19 Luke Whitelock, 20 Willi Heinz, 21 Tom Taylor, 22 Sean Maitland.

Bulls: 15 Zane Kirchner, 14 Akona Ndungane, 13 JJ Engelbrecht, 12 Wynand Olivier, 11 Bjorn Basson, 10 Morné Steyn, 9 Francois Hougaard, 8 Pierre Spies (captain), 7 Dewald Potgieter, 6 Jacques Potgieter, 5 Juandré Kruger, 4 Flip van der Merwe, 3 Werner Kruger, 2 Chiliboy Ralepelle, 1 Dean Greyling.
Replacements: 16 Willie Wepener, 17 Frik Kirsten, 18 Wilhelm Steenkamp, 19 Deon Stegmann, 20 Jano Vermaak, 21 Louis Fouché, 22 Francois Venter.

Date: Saturday, July 21
Venue: AMI Stadium, Christchurch
Kick-off: 19.35 (07.35 GMT)
Expected weather: Mostly cloudy, but little chance of rain. Light winds. High of 12°C and a low of 3°C
Referee: Jaco Peyper (South Africa)
Assistant referees: Keith Brown (New Zealand), Glen Jackson (New Zealand)
TMO: Garratt Williamson (New Zealand)

REDS-SHARKS

Reds: 1. Greg Holmes, 2. Saia Faingaa, 3. James Slipper, 4. Rob Simmons, 5. Adam Wallace-Harrison (vc), 6. Jake Schatz, 7. Liam Gill, 8. Scott Higginbotham, 9. Will Genia (c)
10. Ben Lucas, 11. Digby Ioane, 12. Mike Harris, 13. Anthony Faingaa, 14. Dom Shipperley, 15. Luke Morahan.
Replacements: 16. James Hanson, 17. Ben Daley, 18. Radike Samo, 19. Beau Robinson, 20. Jarrad Butler, 21. Nick Frisby, 22. Ben Tapuai.

Sharks: 1. Tendai Mtawarira , 2. Bismarck du Plessis , 3. Jannie du Plessis , 4. Willem Alberts , 5. Anton Bresler , 6. Keegan Daniel (Captain) , 7. Marcell Coetzee , 8. Ryan Kankowski , 9. Charl McLeod , 10. Frederic Michalak , 11. Lwazi Mvovo , 12. Tim Whitehead , 13. Paul Jordaan , 14. JP Pietersen , 15. Louis Ludik
Replacements: 16. Craig Burden , 17. Wiehahn Herbst , 18. Steven Sykes , 19. Jacques Botes , 20. Cobus Reinach , 21. Meyer Bosman , 22. Odwa Ndungane

Match No.121:Reds versus Sharks
Date Saturday 21 July, 2012
Venue : Suncorp Stadium, Brisbane, Australia
Kick Off local: (1940 local, 2140 NZT, 1940 NSW/ACT, 1140SAT, 0940 GMT)
Referee: Jonathan Kaplan
Assistant Ref 1:Craig Joubert
Assistant Ref 2: James Leckie
TMO : Matt Goddard