Rovigo (e il Veneto) con quell’idea celtica

Andrea Nalio per Il Resto del Carlino – Rovigo

ECCELLENZA o Super 12 che sia, la nuova composizione dei massimo campionato nazionale, decisa sabato ai termine della due giorni di consiglio federale, dovrebbe essere l’ennesima provvisoria costituzione di un campionato destinato a mutare ancora tra 12 mesi. Il torneo, che partirà il prossimo 22 settembre, vedrà infatti ai nastri di partenza le 12 squadre già annunciate da tempo, che il consiglio federale ha solamente reso ufficiale. Viadana reintegrato e Fiamme Oro ripescate, con torneo che rimarrà a girone unico, come una sola sarà la squadra retrocessa. Ma il futuro destino del campionato dipenderà anche
(e soprattutto) dall’esito delle prossime elezioni federali, programmate per la metà di settembre.
Amerino Zatta, presidente del Benetton Treviso ed in lizza per lo scranno federale assieme a Gavazzi ed Amore, al momento dell’ufficializzazione delia sua candidatura (il 5 luglio scorso), indicò un aspetto importante circa gii sviluppi conseguenti ad una sua eventuale elezione. «È opportuno qui chiarire che in caso di mia elezione il Benetton Rugby rimetterà la gestione delia franchigia partecipante ai RaboDirect Pro 12, a disposizione dei rugby italiano». Il che, tradotto, significa un possibile (in caso di vittoria alle urne) ritorno tra i confini nazionali anche del Treviso. Il che aumenterebbe a 13 le componenti del campionato, considerato che il consiglio federale ha già disposto per l’imminente stagione una retrocessione soltanto. Quindi? Quindi non è fantasioso ipotizzare un nuovo ripescaggio al termine del prossimo torneo, che diventerebbe pertanto a 14 squadre. Non è da escludere, comunque, che alcune compagini scelgano di unirsi per tentare l’avventura celtica, lasciando così il campionato come avvenuto due stagioni fa con Viadana e Treviso (sfruttando il posto lasciato libero da quest’ultima nel caso di elezione di Zatta).
A tal proposito, a Rovigo si discute da diverso tempo circa l’opportunità di creare una selezione per affrontare il torneo oltremanica (con altre compagini venete). Da capire, tuttavia, se a ciò si affiancherebbe un saluto definitivo al campionato nazionale per i colori rossoblu oppure rimarrebbe invariata la possibilità di partecipare comunque al torneo nazionale con una squadra. Scenari, comunque, che potrebbero verificarsi solo dopo un’eventuale elezione di Zatta come presidente federale.

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5 thoughts on “Rovigo (e il Veneto) con quell’idea celtica

  1. Matteo

    se proprio la famiglia Benneton dovesse lasciare il pro 12 spero che arrivino i dogi ma fatta come una vera collaborazione di intenti per lo sviluppo sia sportivo che economico magari prendendo dentro anche piazze che storicamente hanno vinto tipo Treviso, Rovigo, Padova, San donà, Mogliano e inglobare piazze meno vincenti ma di grande tradizione tipo Belluno, Alpago, Vicenza, Lemene, Verona, Casale e magai allargandosi al Udine (insomma il CIV) tutte socetà che negli anni hanno dimostrato di lavorare bene e ma conoscendo qualche “campanile” veneto la vedo vera veramente dura.

    1. 5regg

      L’idea di una franchigia che possa raggruppare le piazze storiche del Veneto è entusiasmante e stimolante. Mi chiedo e chiedo, se Benetton, unico in questo momento nel panorama nazionale ad investire nel rugby, lascia o si defila, come potrà economicamente sopravvivere la nuova entità?
      Le società venete non navigano nell’oro e questo può rappresentare uno scoglio non indifferente alla creazione di una nuova squadra e non è nemmeno immaginabile che il costo lo possa sostenere la Fir che già oggi come oggi ha il suo bell’impegno con le Zebre.
      Quindi se si risolve il problema “soldi” ( che non è di poco conto) allora si può fare, si può fare………..

  2. Veritas

    ma ai rossoblu la CL non va giù… oppure è quella degli altri che non va giù.
    Perchè quando si sogna (perchè di sogno si tratta) di andare loro in CL, allora va bene. Magari con i soldi degli altri.
    Infatti Rovigo sta ancora cercando soldi per non chiudere in rosso l’anno passato e radobbiare il debito quest’anno.
    Oppure faranno una società nuova?

  3. Matteo

    so benissimo che i soldi vengono prima di tutto e senza quelli non si pone neanche la questione, e su questo non ci sono dubbi, io parlavo più che altro della complessità di mettere assieme un progetto che deve unire squadre che sul campo si scornano da più di cinquant’anni. se ci riuscissero sarebbe bellissimo ma allo stesso tempo difficilissimo. comunque per chiudere il discorsi sugli euri sognare non costa nulla…. almeno per ora

    1. 5regg

      E’ vero che da sempre si scornano, è altrettanto vero che mai si sono trovate d’accordo nel sostenere un candidato per la presidenza Fir, eppure questa volta il miracolo è avvenuto con la candidatura di Zatta. Se ci sono riusciti una volta perchè non pensare che si possa ripetere un’altra volta? Questi problemi di aggregazione per me sono superabili, più difficile trovare la quadratura economica.

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