Video: Dondi spiega il perché della sua non ricandidatura

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13 risposte a Video: Dondi spiega il perché della sua non ricandidatura

  1. ma l’intervistatore è dell’istituto Luce ? sembra un filmato del duce .
    sarà un caso ????

  2. giorgione ha detto:

    apprezzabile che ometta di parlare della campagna elettorale o di togliersi qualche sassetto dalla scarpe…

    • Rabbidaniel ha detto:

      Giorgione dicci che ruolo hai in Federazione, o quanto ti pagano per scriverne bene nei blog. Facciamo un’operazione trasparenza. Glasnost’.

  3. Rabbidaniel ha detto:

    L’intervistatore pare sia stato cooptato in fretta e furia da un bar fuori Moletolo. Intervista degna della CT URSS, della TASS, dell’Istituto luce del ventennio.
    Sempre i soliti 4 slogan ripetuti fino alla nausea.
    Caro Dondi, poi, per precisare, l’IRB ti dà i soldi per fare le accademie, ma non ti dice per filo e per segno COME farle.
    Ma pensa di parlare con una manica di cretini?

  4. gsp ha detto:

    E’ una intervista da Tg1. roba per le quali non servono i giornalisti, bastano gli addetti stampa.

    Se Dondi si fosse dimesso 12 anni fa, avrebbe evitato altri 4 anni, non tanto a tirare a campare, ma a circondarsi di troppe mezze e losche figure. Il lavoro che ha fatto in prima persona, il lavoro politico e d’immagine e’ andato bene. gliene do credito e me ne prendo la responsabilita’.

    ma ha tralasciato la base e molto il merito. non e’ rincoglionito, ne’ stupido, ma sembra ormai incapace di tenersi al passo col mondo del rugby che cambia, e di testare il polso del movimento. Fa bene a lasciare.

    Sulle accademie, dice una cosa importante. sembra voler dire che buona parte dei fondi viene dall’IRB e per fare le accademie, cioe’ sono ‘ring-fenced’ (ma l’aveva detto anche Munari). quindi le accademie vanno cambiate ma all’interno di paletti delimitati dal contratto con l’IRB e che come al solito sono conosciute da pochi.

    sulle accademie, e’ vero che le celtiche e le nazionali sono piene di accademici. ma le accademie non formano i giocatori da sole, ma con i club che ci lavorano prima e dopo. ma e’ normale che sia cosi’.

    Se Gori, benvenuti, favaro, Venditti, Morisi, Campagnaro, d’apice, furno vengono dalle accademie vuol dire che qualcosa da salvare c’e’, e che per alcuni il meccanismo club/accademie/club funziona. Pero’ se gli accademici individualmente non fanno male, come squadre i risultati delle Under sono sotto gli occhi di tutti, e quello e’ un problema enorme per le accademie e per le nazionali.

    • Rabbidaniel ha detto:

      Ognuno, com’è giusto, ha la propria opinione sull’operato di Dondi. A livello politico è stato molto abile. Indubbiamente ha saputo vendere un prodotto. È altrettanto indubbio che abbia fatto della FIR una cosa sua, estremamente accentrata e oligarchizzata, badando principalmente alla nazionale e poco alla crescita quotidiana del movimento. Psicologicamente penso che si senta LA Fir, non a caso le attività principali si stanno svolgendo tutte a Parma (con tutto il rispetto per Parma e la sua tradizione, ma non credo che sia l’unico posto in cui si faccia rugby…).
      Molte cose che dice sono propaganda pura. Ok, siamo tra le 10 nazioni che contano, ma il rugby non è il calcio e le unions che contano sono veramente poche e sono quelle, in sostanza, che partecipano ai grandi tornei, di nazionale e di club.
      Sulle accademie, è vero che ci sono i vincoli dell’IRB, ma non mi pare che ovunque funzionino come in Italia. Basta guardare all’Irlanda, dove le accademia sono provinciale e strettamente legate alle squadre di Celtic.
      Hai ragione Gsp, ormai Dondi è fuori passo rispetto al rugby moderno, ma penso lo sia da qualche anno, lui e il suo sinistro codazzo.

      • gsp ha detto:

        @rabbi, il punto delle accademie era per puntualizzare una cosa. s’e’ letto molto di recente sul cancellare le accademie e delegare la formazione ai club. bisogna vedere che cosa c’e’ scritto negli accordi con la IRB e quali sono le condizioni per l’utilizzo dei fondi. per carita’ siamo liberissimi di eliminarle del tutto, pero’ perderemmo anche i soldi IRB.

        magari le facessimo all’irlandese, sarebbe riformarle (che per me e’ necessario), invece di cancellarle.

  5. Picco ha detto:

    Tutta l’intervista è di una tristezza sconsolante!
    Il tono, le domande del tribuno di turno, ci manca solo il bianco e nero.
    E’ il segno della benedetta fine politca di un vecchio tiranno che ha imposto con dispodismo un’idea di gestione sportiva vecchia di almeno trent’anni.
    E (forse!) si è reso conto solo ora del fallimento.

  6. gino(monza) ha detto:

    non era necessario guardare

  7. gian ha detto:

    solo una domanda, chi ha distribuito/prodotto questa intervista? perchè dipende molto per darne un giudizio oggettivo, se è farina fir, vabbè è il coccodrillo di dondi preparato ed interpretato ad arte, se è fatto da qualche sedicente giornalista è veramente penosa (nonchè assolutamente inutile dato che si sa’ da tempo che se ne’ va); boh?!

  8. Asr ha detto:

    Gianfranco Belle’ Dell ufficio personale di Dondi

    • gian ha detto:

      ah va bene, ottimo coccodrillo, solo un piccolo appuntino a questo signore, se metti un gobbo con i punti principali delle risposte, mettilo vicino all’intervistatore che vedere dondi che quando riceve una domanda si gira da una parte e quando da’ la risposta si gira dall’altra guardando chiaramente qualcosa, è proprio bruttino bruttino (al più spiega a dondi di guardare sempre il gobbo), se me ne sono accorto io che con l’ambiente televisivo/giornalistico, non centro niente è veramente un errore grave!

  9. Stefo ha detto:

    Tralascio i contenuti di questa intervista-propaganda che si commenta da sola.
    Sono l’unico che pensa che Dondi, Gavazzi e soci stiano giocando tatticamente la partita dell’elezione con Gavazzi che non parla e se viene chiamato per un’intervista come da Paolo da risposte vaghe senza sbilanciarsi troppo (se non nell’essere “poco piacevole” nei confronti del giornalista) lasciando che siano altri a scoprirsi? Dondi ormai ha dichiarato di andare in pensione e da allora parla molto…lancia attacchi (non sarebbero in grado di gestire la Fir), offese (le canottiere) si autoproduce un’intervista propaganda come questa e riceve spazi da parte dei media con lui schierati ripetendo all’infinito i due risultati -senza dubbio buoni- che in 16 anni ha raggiunto: gli stadi pieni per la Nazionale ed i soldi che la Fir ha, media che poi gli regalano anche editoriali che attaccano i media che non sono schierati accusandoli di essere un’emanazione.
    Dondi non e’ stupido ed e’ piu’ furbo che santo (16 anni al comando senza essere furbo non li faceva) e la tattica mi sembra sia ormai chiara: Dondi si ritira ed affinche’ Gavazzi non si sporchi le mani in questa campagna e’ Dondi che fa il lavoro sporco, spara un po’ di cose aspettando di vedere cosa resta attaccato al muro che sara’ poi ripreso da Gavazzi quando questo parlera’…il silenzio in termini di programma (“cambiamento nel segno della continuita’” non e’ un programma ma uno slogan) da parte di Gavazzi e’ ormai assordante soprattutto visto come Amore e Zatta subito abbiano presentato programmi veri (poi posson o piacere o meno, si puo’ preferire uno o l’altro ma entrambi sono programmi veri).

    Chiudo concordando su gsp sul fatto che Dondi senza dubbio delle cose buone le ha fatte, nel primo mandato e forse anche nella prima parte del secondo, ha saputo concretizzare alcune cose su cui chi l’aveva preceduto aveva gettato le basi politiche, a mio avviso ha gestito nell’unica maniera possibile il passaggio al professionismo cosa a cui l’Italia non era pronta (nell’emisfero nord lo erano solo la Francia e l’Inghilterra -piu’ la prima che la seconda inizialmente- ed anche Scozia, galles ed Irlanda hanno sofferto molto il cambiamento dovendo poi unire le corze nella CL per sopravvivere prima e crescere poi), ha saputo continuare il alvoro di chi l’ha preceduto sul piano politico internazionale…purtroppo si e’ circondato di persone sbagliate in posti chiave e non ha avuto la forza o la voglia di cambiarle affinche’ cose piu’ importanti (lo sviluppo della base, la creazione di una “path” efficace per los viluppo dei giocatori, lo sviluppo di un sistema di formazione di tecnici di alto livello ecc ecc).

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