Non solo Grande Milano, anche l’ASR spera nel ripescaggio

Giorgio Sbrocco su QS

C’È ANCHE la milanese Asr fra le società retrocesse in serie B nella passata stagione che sperano nel ripescaggio. Lo rende noto lo stesso club del presidente Romeo Cremascoli che in questi giorni ha definito lo staff tecnico della prima squadra e delle altre formazioni che, a partire dalla categoria under 6 (allenata da Erminio Barbati, Marco Sterpi e Simone Caldara) svolgono attività agonistica.
La panchina della formazione senior è stata affidata a Massimo Cozzaglio e all’italo argentino Ignacio Merlo, mentre Ivano Bonacina assume il ruolo di Directorof rugby.

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18 thoughts on “Non solo Grande Milano, anche l’ASR spera nel ripescaggio

    1. Matteo

      Nel senso che il responso del campo non vale proprio niente ho già detto in qusto blog che il responso del campo, ovviamente per mè, vale più di tutte le carte bollate per fare ricorsi di questo mondo.
      Sono retrocessi bene l’anno prossimo non possono fare il campionato dell’anno precendente.Se nel frattempo una o più squadre voglio ritirarsi sono liberissime di farlo vuol dire che si farà un campionato com meno squadre con retrocessioni e magari più promozioni per tornare allo stato pregresso. Le cose se hai giocato a rugby te le deivi guadagnare non puoi approffittare delle disgrazie altrui fuori dal campo per fare vedere agli sponsor che sei in A2 in questo senso hanno perso una occasione per stare zitti. ogni socetà allora vorrebbe stare in A2 ma magari non hanno i soldi. Hai i soldi per stare in A2? benissimo allora guadagnati sul campo il Diritto di giocarci.

  1. zeman71

    Complimenti a l’ASR per l’impegno sempre dimostrato sopratutto a livello giovanile e societario, ma credo che sia veramente ora di finirla con i vari ripescaggi motivati da sempre più strane motivazioni!

  2. Rabbidaniel

    Non entro nel merito del ripescaggio o della società. Mi permetterei di osservare come la formula della seria A italiana sia davvero cervellotica. Formalmente sono due gironi con una divisione gerarchica (a1 e a2), ma una squadra può fare un doppio balzo in avanti (a2-eccellenza) o un doppio capitombolo indietro (a1-b). Forse sono solo io a essere limitato, ma questo sistema mi sembra follia pura.

    1. Matteo

      In effetti non ha molto senso ma in ogni caso se lo sono meritato stà poi alla socetà dimostrare che (in caso di retrocessione) che non merita il livello (o in caso di promozione) che merita di stare in eccellenza e poi non credo che per qualche socetà una retrocessione è una sconfitta (economicamente parlando)

      1. Rabbidaniel

        Non parlo del caso specifico, parlo proprio della formula. Ho chiesto a molti, ma nessuno mi ha spiegato la ratio di questa posticcia gerarchia fra le due categorie. È come se, nel calcio, una squadra di c1 spareggiasse con una di c2 per non andare in serie D, e una di c2 spareggiasse con una di c1 per andare in B. Ok, i livelli sono diversi, però le motivazioni mi sfuggono davvero.

  3. Paolo

    Questo articolo scaturisce solo dalla volontà del club di fare alcune precisazioni visto le inesattezze riportate nell’articolo riguardante la Grande Milano. Ivano Bonacina è il Director of Rugby e la prima squadra è stata affidata a Massimo Cozzaglio e ignazio Merlo.
    La richiesta di ripescaggio è scontata a causa del regolamento e non voleva certo essere la notizia più importante. E’ un modo per significare che il club accetta il livello di campionato guadagnato sul campo in funzione di una graduatoria predisposta dalla federazione. L’ASR, ad oggi, parteciperà al prossimo campionato di serie B cercando di riguadagnarsi la A2 come fatto la scorsa stagione sul campo e non a tavolino come successo ad altri nel passato. Se la Federazione deciderà, di inserirla in A2 a causa di defezioni, affronterà con pari entusiasmo la categoria maggiore ma sempre con la consapevolezza dei suoi limiti e dei suoi obiettivi principali che non sono il puro successo sportivo ma, sopratutto, la trasmissione di profondi valori etico sportivi a tutti i suoi giocatori a partire dal minirugby ai seniores.

  4. Matteo

    @ rabbidaniel parte tutto, da come ricordo io, che il campionato di serie a diviso in due gironi geografici si incontravano formazioni con valori in campo e fuori troppo diversi allora si è “furbescamente” deciso di creare 2 gironi di merito basati sulla classifica dell’anno prima dando a tutte le formazioni la possibilità di salire nella massima serie e allo stesso modo riretrocedere , per capire meglio cosa ne penso di cotale meccanismo vai a vedere il film di fantozzi nella scena in cui gli chiedono cosa ne pensa della corazzata potemkin di Ejzenštejn

  5. teddy

    Per quel che so ha ragione Matteo. formalmente la serie A è una divisa in due gironi per cui tutte le partecipanti hanno il diritto all’eventuale promozione in eccellenza ed il rischio dell’eventuale retrocessione in serie B. La cosa è senz’altro discutibile ma resta il fatto che ad esempio l’anno scorso l’Amatori Milano, ultima di A1, ha perso lo spareggio con il Rubano (quart’ultima di A2) ed è retrocessa e quest’anno entrambe le ultime di A1 hanno perso gli spareggi e vanno direttamente in B. Forse i valori non sono così diversi fra i due campionati

  6. manuel

    Si a prima vista non sembra avere tanto senso un campionato così formulato. Ma chiedetevi com’è andata quest’anno.Livorno e grande Milano (ultima e penultima della serie a girone 1) perdono gli spareggi play out con Avezzano e paese (rispettivamente quart’ultima e terz’ultima della serie a girone 2 in teoria più scarso..). Meritano di rimanere in serie a?? E chiedete a quelli del grande Milano in che modo hanno perso la partita di ritorno con paese dopo che il primo tempo vincevano 15 a 0…

      1. Rabbidaniel

        È evidente che se le squadre di A2 vincono con quelle di A1 la differenza qualitativa è minima o inesistente. Allora mi chiedo ancora di più quale senso abbia questa gerarchizzazione mascherata di due categorie di fatto omogenee. Capisco che il criterio geografico creerebbe gironi infernali al nord e gironi più semplici al sud, ma questa formula è veramente ridicola.

    1. Matteo

      @rabbidaniel credo si impari di più giocando partite punto a punto che vincere 90 -0 in più non credo che milano e livorno fossero pronosticabili in b all’ inizio anno secondo me hanno sofferto un anno con pochissime soddisfazioni a livello di classifica per questo sono retrocessi

  7. poesiamore

    Non é ridicola, a me piace tanto, e l’ho seguita durante il campionato, vi ho pensato e la trovo affascinante. Da l’opportunitå ad una squadra forte, arrivata in A2 di vincere, sul campo, la promozione in Eccellenza (ed il titolo di campione italiano di serie A). Inoltre fa si che se in seria A1 rimangono squadre diventate molto deboli, sempre dovuto ai risultati sul campo, vengono retrocesse in serie B, lasciando spazio in A (1 e 2) a squadre piü forti.

    Chi gioca in A1 gioca un campionato di forza decente con diverse squadre forti, un buono spazio di prova ed esperienza per la squadra che verrå promossa in Eccelenza, la squadra dell’accademia ma anche per le tutte le squadre di A1 che sono il vivaio dei futuri giocatori dell’Eccellenza.

    1. manuel

      ,@poesiamore mi trovi d’accordo. L’ unica o una pecca del campionato di serie a ter(parlo soprattutto del girone 2,) sono le trasferte. Non si possono fare,2 trasferte in Sardegna una a Catania una a Benevento una ad Avezzano una a Roma su 11 partite in trasferta di campionato!! E’ un impegno economico troppo oneroso per certe società. Io parlo perché milito in una squadra del nord ma vale anche per queste squadre del sud. Dico che bisognerebbe fare al max. 3 trasferte di questa portata su 6…almeno il resto dei Soldini si possono utilizzare per impiegarli in altre cose. Dividere i gironi nord e sud non sarebbe corretto (e premetto che le squadre del sud non sono x niente scarse anzi..) ma dimezzare le trasferte si. Oggi tra le altre cose ho letto con soddisfazione il programma di zatta tiene conto di questo. Speriamo sia tutto vero, ci sarebbe bisogno anche di questo.

  8. poesiamore

    Ciao Manuel, interessante il tuo commento, soprattutto perché viene da uno che vive la situazione dall’interno. Sî, é un problema quello che descrivi; forse una parziale soluzione potrebbe essere uno stanziamento economico ad hoc per l’A2, e magari anche l’A1, per coprire parte dei costi delle trasferte; difatti la A1 ed A2 sono serie/gironi affascinanti anche perché sono a base nazionale e non regionale o zonale.

    Ci sono altri aspetti positivi del sistema di A1-A2 del rugby italiano, che non son stato a descrivere nel commento prima perché chi é interessato, ed ancora non lo conosce, puø studiarsi come avvengono le promozioni, retrocessioni, play-out e play-off. Vorrei perø qui aggiungere che questo sistema da anche un senso al fatto che i campionati si chiamino Serie “A1” e Serie “A2”, perché poi c’é una congiunzione tra le due serie/gironi, mentre in altri sport una serie A1 e serie A2 sono di fatti due serie separate, non “comunicanti”, quindi pare che il nome “A” sia semplicemente utilizzato per una maggiore visibilitå e come specchietto per il reperimento degli sponsor.

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