Dondi si difende dalle voci

L’intervista al presidente Dondi su “La Meta”

(…) Chiudo il mio quarto mandato con risultati storici che il movimento italiano non vede o, forse, che è troppo abituato a godere, e mi ritrovo invischiato in polemiche che non mi piacciono. E’ sparito lo spirito costruttivo, la voglia di fare. Effettivamente in questi ultimi mesi se ne sono lette di tutti i colori… Ci sono un bel po’ di falsità che sono state diffuse sulla stampa e sul web e che mi hanno parecchio infastidito, non lo nego, ma alla mia età e soprattutto dopo quello che ho fatto per il movimento italiano, non è certo quello il motivo alla base della mia decisione. Con i risultati ottenuti in questi anni credo di non dover dimostrare più nulla a nessuno. Non so in quanti possano permetterselo.
Si riferisce alla campagna denigratoria messa in atto da una certa area veneta?
Mi riferisco ad alcune voci che mi hanno riportato e che mi hanno fatto capire che c’è un disegno molto più complesso dietro.
Tipo?
Tipo il fatto che secondo qualcuno io non avrei concesso un incontro a Luciano Benetton, per esempio. Si… va bene, ma i Benetton mica sono stupidi… l’avranno capito che il presidente di una Federazione sportiva ha tutto l’interesse di incontrare una delle
famiglie più iniuenti del nostro Paese… non trovi?
Si, immagino di si.
Però mi ha molto seccato e, in fin dei conti, io Luciano Benetton non l’ho incontrato, quindi chi ha messo in giro questi voci, probabilmente, ha ottenuto quello che voleva. Si capisce che c’è un certo entourage che ha obiettivi che vanno ben al di la dell’interesse del movimento nazionale. Sono poi gli stessi che hanno messo in giro la voce che l’Italia non conta nulla in ambito internazionale…
Quella dell’incontro che lei avrebbe rifiutato a Luciano Benetton è arrivata anche a Brescia, quest’ultima, onestamente, è la prima volta che la sento… ma non credo che anche questa possa essere un problema… gli italiani non sono sprovveduti e i progressi “politici” compiuti del nostro movimento negli ultimi anni sono sotto gli occhi di tutti… 
Dici? Credo che oggi la cosa importante sia aprire la bocca in maniera aggressiva. I risultati si difendono da soli ma con il giusto atteggiamento tutto diventa criticabile. Se penso alle condizioni in cui versava il rugby italiano quando ho iniziato a lavorare con l’allora presidente Mondelli e a dove siamo oggi, quasi non ci credo. Mi sembra un sogno.
(…)
Ma quali sono i problemi, allora?
Il problema è che il rugby di vertice, che ha fatto e continua a fare da locomotiva per tutto il movimento, si è staccato dai vagoni e questo ha creato una serie di scompensi. E’ un passaggio naturale quando si prende una scelta importante come quella del professionismo. La crisi economica ha acuito i problemi (…)
E a chi chiede più soldi per la base, cosa risponde? Credo che dal punto di vista economico si possa fare qualche miglioramento ma non si deve cadere nell’assistenzialismo, perché l’assistenzialismo porta alla distruzione totale di ogni cosa.

39 pensieri riguardo “Dondi si difende dalle voci”

  1. a fine intervista dondi ha lanciato 5 volte il bastoncino e dato che l’editorialista l’ha riportato subito, gli ha dato un bel biscottino…………battute a perte: se è pur vero che per Lei, sig presidente, sarebbe sciocco non incontrare una delle famiglie più importanti d’italia (magari era meglio dire l’unico finanziatore serio di rugby pro, faceva meno politica/interessi e più sport, ma questo per Lei è secondario), per una persona della posizione di luciano benetton farsi usare per queste beghette è conveniente, non credo, quindi posso dirle che credo che probabilmente non sia esattamente come la racconta Lei; “i risultati si commentano da soli” esatto! Le concedo risultati politici, economici e di marketing (stadi pieni e tv ad alti ascolti), sono importantissimi, ma solo se a questi corrisponde una crescita tecnica e qualitativa del movimento e “i risultati si commentano da soli”, prima o poi la gente si stuferà di perdere, la televisione comincerà a trattare il 6N e i test match come fa con il PRO12 e allora il giocattolo si romperà del tutto, caro presidente, continui a pare la sua campagna elettorale con programmi e promesse, ma smetta di dire cavolate!

  2. Sì ma va bene il successo di pubblico ma i risultati della locomotiva? Al sei nazioni regolarmente le pigliamo in saccoccia da anni, salvo spot con gli scozzesi e imprese una tantum. Le under 20, derivazione dell’Accademia FIR, retrocede e risale ad anni alteri dal mondiale “senior”, avevamo due club prof. in Celtic e uno è fallito, per altro entrambi i due originariamente scelti (l’altro erano i pretoriani) sono falliti o mai nati. Questo è il nostro rugby di elite che andrebbe bene?

    Poi quanta protervia: a volte servirebbe anche ammettere non dico tutti gli errori ma almeno UN errore…

  3. è incredibile come il buon giancarlo si proclami ogni giorno come l’unico fautore dei risultati, ok che ha fatto cose buone per il rugby italiano ma non è tutta farina del suo sacco, se fosse stato per lui saremmo ancora a partecipare alle coppe europee con il semplice rimborso spese…

  4. dondi no si deve difendere !!! se sta zitto è meglio ! si potra consolare nelle coline parmensi e vdere l ultimo obbrobrio che ha partorito ( le zebbre) e spero che i miei amici di Viadana facciano il resto , quei pochi voti che avevi ancora in Lombardia non li vedra dondi . Non si fa cosi caro dondi ! non si fa cosi ! e tu hai giocato anche a Rugby ||| Vergogna !!! Io da veneto sto male per quello che fatto agli Aironi . Spero che si INCAZZINO di brutto . iL RUGBY è RISPETTO nelle diversita di Maglia , di Ruolo, di Condizione Sociale e tu NON sei degno di farne parte .

  5. A me quel che colpisce di più è la parte finale dell’intervista, dove fa cenno ai vagoni che si sono staccati dalla locomotiva. Un movimento, come la penso io, dev’essere coeso, soprattutto quando deve affermarsi. In breve, non me ne faccio niente dei soldi se poi non produco una squadra competente e, senza l’appoggio di tutto il movimento (dalla piccola alla grande realtà) dove vuoi andare? Dove arriva la nazionale se, in 12 anni, non hai prodotto un settore giovanile di livello?

    Da

  6. Caro Dondi, si uno degli effetti del professionismo e’ proprio che l’elite si stacca dal resto del mvimento in termine di seguito e uadagani ma il passo successivo dovrebbe essere che tali guadagni superiori vengano reinvestiti in parte nella base nel resto dei vagoni che si sono staccati perche’ non possono generare gli stessi interessi e ritorni economici dell’elite…si chiama la base questa area…dove in altri paesi (prendiamo la IRFU?) vengono investiti piu’ di 10 milioni ogn anno, soldi che vengono prodotti dall’elite ed in particolare dalla nazionale!
    Presenti i bilanci degli ultimi 8 anni caro Dondi e ci faccia vedere come e dove i soldi generati dalla locomotiva sono stati investiti…

      1. Guarda gli posso anche concedere che l’Italia nel 1995 non era pronta al professionismo e che il vero salto nel professionismo e’ avvenuto dopo, non sarebbe l’unico anche le altre celtiche hanno faticato e non poco nel salto al professionismo e si son dovuti coalizzare per sopravvivere…ed anche le altre celtiche hanno dovuto mettere sull’altare del professionismo lo sviluppo di un campionato professionistico senior interno ma l’ammontare (sia in valore assoluto che relativo) di quello che reinvestono nella base e’ molto cospicuo ed i bilanci sono consultabili in maniera da poter valutare come reinvestono quanto producono.

    1. @stefo sono assolutamente daccordo. e la cosa peggiore e’ che le proposte dei candidati al momento sono quantomeno inefficaci. si vede da come parlano d’eccellenza senza darci un’idea programmatica.

      gavazzi, vuole che vada piu’ gente a vedere l’eccellenza, ma quello che risolverebbe? se il problema e’ la competitivita’ del compionato e dei giocatori italiani che vi giocano, avere 2000 appasionati invece che mille, che cosa cambierebbe?

      anche Munari, parlando a titolo personale, nel tinello ammicca e sfotte, ma non ha il coraggio di dire che l’eccellenza e’ quella, ed in termini di risorse potrebbe attirarne un po’ di piu’, ma sarebbero cmq limitate. pero’ non ha neanche il coraggio di dire che invece vorrebbe una eccelleza quasi professionistica, alla quale si potrebbe subito ribattere che ci deve anche spiegare perche’ irlanda e galles hanno capito che non e’ possibile e non hanno le risorse ed invece dovrebbe essere possibile in italia. e quando dice che ‘e’ impossibile la pianificazione di quattro anni’ non ci dice nemmeno come? soldi pubblici, niente retrocessioni?

      Amore, parla di tutto, incluso Haka ed Ipads, ma non di eccellenza.

      manca un candidato che abbia il coraggio di dire, che le’ccellenza puo’ solo rimanere un campionato low cost. le societa’ diventeranno profittevoli solo producendo e creando giocatori, e quella sara’ la valuta corrente, lautamente retribuita da nazionali e celtiche.

      Almeno un quarto dei soldi deve andare alla base, che non e’ l’eccellenza.

      1. Quindi caro Gsp, aiutami a capire e correggimi se sbaglio, tu lavori per la FIR ma alla base.
        La giovanile no, anche perche’ racchiude 5 o 6 annate e non ho ancora capito come funziona.
        Quindi scuole e minirugby?
        I soldi dovrebbero andare in quella direzione?

      2. @peter, mi sa che sei un po’ confuso o confondi con qualcun’altro. io non lavoro alla FIR, vivo all’estero, il rugby lo seguo e basta. penso che gli aiuti all’eccellenza si potrebbero anche dare, ma non vedo come possano cambiare la situazione in modo drammatico.

        di certo si deve iniziare dalle scuole, spendere di piu’ nelle aree periferiche, e soprattutto in infrastrutture e fomazione di tecnici.

        sento che non condivido quello che ho detto. ne vuoi discutere, parlare?

      3. 2000 spettatori per partita e cambierebbe tutto, altro che. Di cosa stiamo parlando? Quando ci sono 3-4-500 spettatori è grasso che cola, e spesso sono biglietti omaggio o, addirittura, l’ingresso è libero e pubblicizzato. Mi pare che si dia i numeri del lotto.

  7. Un uomo fuori dal mondo. Quello che fa più rabbia però è che lui parla senza contraddittorio, molta gente leggerà la sua intervista pensando che veramente è un illuminato vittima di un complotto segreto orchestrato da malvagi avidi di potere.
    La storia del mancato incontro con Benetton mi mancava onestamente. Il fatto che sia falsa credo sia indiscutibile. Ma è talmente ridicola che probabilmente l’ha messa in giro proprio lui…

  8. Bello spottone elettorale, niente da dire.
    D’altra parte sono 16 anni che porta in giro i giornalai italiani pagandogli alberghi, cene e voli.
    Che dissenso crediate si sia mai creato?
    La colpa è di tutti: per una caramella ci siamo venduti l’anima.

  9. l’ho già detto il signore ( ???? !!!!) ha l’alzheimer :
    prima dice :
    Tipo il fatto che secondo qualcuno io non avrei concesso un incontro a Luciano Benetton, per esempio. Si… va bene, ma i Benetton mica sono stupidi… l’avranno capito che il presidente di una Federazione sportiva ha tutto l’interesse di incontrare una delle
    famiglie più iniuenti del nostro Paese… non trovi?
    poi afferma :
    Però mi ha molto seccato e, in fin dei conti, io Luciano Benetton non l’ho incontrato, quindi chi ha messo in giro questi voci…..

    ora in questa malattia viene innanzitutto coplita la memoria breve quella che non ti fa ricordare quello che hai appena fatto o detto .
    Purtroppo ho grande esperienza di questa malattia e la so riconoscere.

      1. Anche essere cosi’ servi e’ una malattia purtroppo seria…

  10. Caro presidente, quando Gavazzi sara’ eletto si sbarazzera’ di lei come si fa con un insetto sul risvolto della giacca.

    1. non penso scalmana, han fatto sicuramente un patto!gavazzi all’estero è meno di zero e gli serve dondi..al contrario qui da noi..

  11. Che tristezza leggere solo commenti negativi e denigratori all’intervista, sarà che avendo giocato a rugby ho imparato a vivere e soprattutto a ragionare da rugbista e per quanto mi è possibile cerco di applicare nella mia vita quotidiana quelle poche ma semplici e fondamentali regole che ho tanto amato…la prima che mi viene automaticamente è guardare avanti…non indietro…aggiungo anche che in campo l’unico a poter aprire bocca è il capitano…quello che dice il capitano merita il massimo rispetto almeno fino alla fine della partita…infine ricordo che ad una scorrettezza non bisogna necessariamente rispondere con un’altra scorrettezza…un placcaggio fa molto più male di un pugno…chi ha veramente giocato a rugby penso capisca che sto parlando semplicemente di onore e lealtà.
    Detto questo non mi schiero dalla parte di nessuno, lo ritengo poco opportuno e troppo personale, ma sono costretto, mio malgrado, a dover accettare che da quando nel rugby sono arrivati i “soldi” (a ruota la “politica” nel senso brutto del termine) e la “popolarità” (nel senso della massa) lo sport che ho tanto amato e amo tutt’ora stia perdendo (se non ha già perso) tutta la sua genuinità ed assomigli sempre più a quello sport dove 22 scimmiette corrono dietro a una palla rotonda…di conseguenza credo che molte di quelle persone in precedenza abituate a parlare al bar di come avrebbero fatto il gol o di come lo avrebbero parato siano “migrati” verso il rugby…la massa ci cui sopra.
    Un vecchio detto ormai (purtroppo) caduto in disuso dice: chi sa fa, chi non sa insegna…
    Mi scuso anticipatamente se con le mie parole posso in qualche modo aver urtato la sensibilità o l’orgoglio di qualcuno ma questo è ciò che penso e mentre lo scrivo provo veramente molto molto dispiacere. Ho 35 anni e comincio purtroppo a capire perchè in Italia nulla riesce a restare puro e disinteressato…che tristezza!
    Vittorio

    1. Scusa ma non capisco il senso del tuo discorso, a parte che questo paragone fra calcio e rugby, riproposto in Italia ogni dove, mi sembra uno stereotipo privo di fondamento che andrebbe superato. Il calcio è uno sport come lo sono gli altri, può piacere o meno, ma quando si parla della indiscussa superiorità e purezza del rugby mi pare davvero un’osservazione superficiale che cerca un’essenza dove non c’è. Semmai si potrà dire che il calcio ha subito molto di più e da molto più tempo gli effetti negativi del professionismo, di un professionismo che ha perduto i propri limiti ed il senso del giocare, e qui sono d’accordo. Però porre gli sport di squadra su una scala di valori per me non ha alcun senso, sono semplicemente diverse espressioni del gioco di squadra e lo dico da appassionato di rugby, che ha giocato a rugby, e non di calcio. Secondo poi il discorso del capitano è un pò inquietante, vogliamo paragonare la gestione di un movimento pubblico con una squadra di rugby? Cos’è dovremmo eleggere una dittatura federale renderla immune da ogni altro potere e inattaccabile? Penso che ognuno invece dovrebbe esprimenre la propria opinione, valutare e giudicare l’operato della federazione e poi dire cosa è che va e cosa non va. A me i Benetton non stanno affatto simpatici per vari motivi, ma ciò non significa che uno debba essere d’accordo con l’operato e con la struttura del movimento create da Dondi o con la volontà dei primi. Ricorda che, volendo rimanere sul paragone rugbystico, quando sei in campo hai sempre la facoltà di agire in un qualche modo con il corpo, in una questione politica (intendo di scelte e di discussione dei problemi che un gruppo di persone affronta) invece quello che è più importante è che tu possa prendere la parola ed esprimerti liberamente valutando, giudicando e scegliendo, senza che questo si trasformi nel voler fare violenza a qualcuno. Il silenzio e l’obbedienza a qualcuno non giovano mai quando c’è da esprimere la nostra volontà. Così come il corpo (nella tua distinzione fra un pugno e un placcaggio) anche la parola può essere utilizzata in modo meramente retorico ed aggressivo o in maniera aperta e costruttiva.

      1. Ciao Ludwig, il senso del mio discorso si riassume nel vecchio detto che ho citato (chi sa fa, chi non sa insegna) ed è piuttosto chiaro il riferimento al fatto che è troppo facile giudicare senza sapere di cosa si stia parlando esattamente. Come avrai letto ho scritto testualmente che per quanto mi riguarda personalmente “non mi schiero dalla parte di nessuno, lo ritengo poco opportuno e troppo personale” perchè non essendo mai stato in vita mia Presidente Federale della Fir non saprei neanche da dove cominciare. Ritengo quindi che giudicare un avvenimento (peraltro non concluso ma ancora in essere) prima che lo stesso si concluda o abbia una evoluzione sia assolutamente sterile ma non per questo non legittimo (anzi viva la libertà di espressione e di pensiero!). Per quanto riguarda il calcio lo ho usato come paragone “negativo” del modo di vivere uno sport da appassionato / tuttologo…la battuta sulle 22 scimmiette era assolutamente gratuita. Invece riguardo il capitano credo tu abbia frainteso io ho semplicemente elencato tre cose a mio avviso fondamentali (ce ne sarebbero altre indubbiamente) in una squadra di rugby (e per quanto mi riguarda anche nella vita). Ribadisco comunque che un capitano o chiunque sia investito di una carica di “comando” meriti rispetto durante il suo operato e lodi o critiche quando il suo mandato abbia raggiunto il termine (e non prima) certo che democraticamente, ma nelle dovute sedi e tempistiche, trovo importante confrontarsi per migliorarsi ma questo è comunque un compito che spetta a chi è preposto a ciò (vicecapitano, consiglieri, ecc). Infine il silenzio e l’obbedienza a cui hai fatto riferimento talvolta sono migliori del parlare e disubbidire pur di dire la propria opinione anche se giusta. Ho parlato di tristezza ed è così che mi sento: triste. Triste ed avvilito nel vedere questo meraviglioso sport costretto a subire compromessi e logiche economico / finanziarie (come il calcio) e perdere la cosa più bella del mondo: la purezza…

    2. anch’io ho calcato qualche campetoo ai tempi, e un po’ di tristezza mi viene, ma quando si giocava, se ti cadeva la palla in avanti non davi la colpa al compagno, se ti aravano in mischia non davi la colpa all’arbitro, se buttavi via le partite non te la prendevi con l’allenatore, se ti cambiavano non insultavi i tuoi compagni…..il capitano è il solo che può parlare? sì, se fa il bene della squadra, ma quando faceva cavolate, dopo, i vaffa se li prendeva anche lui, il rugby è un gioco di squadra ed ogniuno si deve prendere le sue responsabilità, ammettere i propri errori e collaborare con gli altri, scusami tanto, ma questo dondi & co non lo stanno facendo!

  12. Qualcuno che gli voglia bene lo fermi, per quanto non mi sia mai stato simpatico mi dispiace profondamente una fine come questa della sua carriera dirigenziale. Di grande livello. Umiliante, per tutti, come siamo ridotti, tra pizzini e messaggi trasversali. Umiliante anche di più che si scriva Parma Zebre. Umiliante per la volgarità insita nel volersi appropriare di tradizioni altrui, come se soldi e potere potessero comprare tutto, anche la dignità e la memoria. Da parmigiano.

  13. Il presidente Dondi ripete che in 16 anni ha fatto i miracoli per il nostro sport, ma allora mi deve spiegare cosa è successo in Argentina in questi anni. Visto che tra prima, seconda squadra e under 20 raccolgono solo successi.

  14. Dico solo una cosa: io sono trevigiano, abito a 500mt dal Monigo, giocavo, tifo la Benetton che seguo sporadicamente anche in trasferta.
    In tribuna al Monigo non sono mai mancato, eppure Dondi non l’ho mai visto.
    Mentre allo Zaffanella c’era spesso, lo inquadravano pure…
    E non mi si venga a dire che si muove poco, perché a Dublino c’era con Abbondanza (bleah! mi fa schifo persino scrivere quel nome)
    Quindi non faccia la vittima! Lui sarà pure vecchio, ma noi siamo adulti a sufficienza per capire.

  15. Fa la conta di quelli a cui l’hai messa laggiù, di tutti gli idioti che hai messo sotto contratto,del vero pensiero che hanno di te i tuoi collaboratori compreso Gavazzi il delfino,tutte le vittorie e tutte le sconfitte di una vita,tutti i fischi che hai ricevuto al tuo ingresso dei campi del nord,tutte le diaboliche risate dei presidenti delle altre Unions ai discorsi post- gara,e tutti quelli che hai tradito veramente,per vedere se il bilancio si colora di rosso o no.

  16. Non riesco nemmeno a commentarlo. Fuori dal mondo. La Meta sempre più “voce del padrone”, ha lo stile del tg4 dei bei tempi andati.

    1. Almeno il Tg4 era dichiaratamente di parte, borra si professa come l’unico settimanale e mensile libero in italia oltre all’unico competente… Borra comunque tu sai bene a chi dovresti ringraziare per la tua fortuna, non certamente la bravura… dovresti però avere il coraggio di ammetterlo ogni tanto..

  17. Si riferisce alla campagna denigratoria messa in atto da una certa area veneta?

    E questa sarebbe una domanda fatta da un giornalista serio?

    1 Asserisce che esista una campagna denigratoria, quando mi par di capire che qualsiasi soggetto che ha a che fare con il rugby in Italia si sia un scocciato vagamente.

    2 Asserisce che vi sia un piano preciso, quando leggendo i blog si capisce che qualsiaso soggetto che ha a che fare con il rugby in Italia si sia un scocciato vagamente.

    3 Usare termini come ‘certa’ denigra una parte del movimento ed insinua sospetti anche se sembra che qualsiaso soggetto che ha a che fare con il rugby in Italia si sia un scocciato vagamente.

    4 Usare espressioni come Certa area veneta usa una tecnica linguistica di bassa lega per screditare una regione italiana quando mi par di capire che che qualsiaso soggetto che ha a che fare con il rugby in Italia si sia un scocciato vagamente.

    Patetico…

  18. Leggendo i toni a volte velenosi dei commenti sui vari blog sono portato a pensare che, alla fine, il presidente Dondi non ha tutti i torti.

    La FIR ha fatto e fa degli errori, (uno per tutti una crescita numerica ma non altrettanto qualitativa) ma non se ne può più di questa storia ripetuta come un mantra …la perfida FIR contro i buoni “grandi” club…pur di attaccare la Federazione si nega o si banalizza quello che è sotto gli occhi di tutti: che il rugby cresce in maniera esponenziale, che comunque rimaniamo a ridosso di Nazioni con rugby evoluto e che il rugby si diffonde in tutto il nostro Paese (questo forse non fa piacere). Solo 10 anni fa era impensabile vedere ragazzi giocare sulla spiaggia col pallone ovale, oggi succede senza suscitare grandi sorprese; questi sono grandi successi, negarlo non solo è ingeneroso, è poco intelligente. Può non piacere, ma la FIR ha fatto crescere il rugby nel nostro Paese e di questo l’ambasciatore è e rimane la tanto bistrattata Nazionale (e magari, prima di criticare, si guardi in casa propria ed ai risultati imbarazzanti delle squadre di club appena mettono il naso fuori dalla propria provincia).

    In conclusione, è normale che ci sia una dialettica tra federazione e club, ma con questi continui attacchi a tutto quello che è “Federale” non si va avanti, non va avanti il movimento rugbistico Italiano… non si può non capirlo, e quindi mi viene da pensare che forse dopotutto, agli autori di questi attacchi del movimento rugbistico Italiano non interessa proprio nulla.

    Questo si che è patetico

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