Rassegna stampa: la presentazione di Gavazzi a candidato presidente FIR

Simone Battaggia per La Gazzetta dello Sport

Non è un caso che il lancio della candidatura di Alfredo Gavazzi alla presidenza Fir avvenga a Parma. Giancarlo Dondi è a suo fianco e si commuove. «Dopo 16 anni sento di aver fatto qualcosa, anche se è stato il movimento a raggiungere gli obbiettivi. Sosterrò Gavazzi e sarò a sua disposizione per un aiuto, un consiglio». Si snocciolano l’entrata nel Sei Nazioni, i 70.000 dell’Olimpico per Italia-Scozia, la solidità finanziaria (bilancio di 37,5 milioni di €, ma meglio non chiedere se si renderà pubblico, come fanno le grandi federazioni mondiali ma anche Fidal e Fip), i 90.000 tesserati «quando nel 1996 erano 26.000, e alcuni scritti in matita». Anche i 90.000 dichiarati oggi andrebbero spiegati — i seniores non superano un terzo, e a fronte del boom nel minirugby c’è la difficoltà delle giovanili — ma si è in campagna elettorale, sebbene non si sappia quando si voterà né come (il regolamento è vincolato al nuovo Statuto, in mano al commissario ad acta).
Prime scaramucce. C’è da battere Gianni Amore, siciliano in tour per l’Italia, ma soprattutto lo spauracchio veneto, regione che dal 1927 non ha mai espresso un presidente
ma che ora sembra unita dietro la sfida lanciata da Treviso. «Io non mi sono mai candidato contro qualcuno — punzecchia Dondi —. Gavazzi non ha fatto ancora i conti ma io sì, e so che vincerà». (…)

Giorgio Sbrocco per QS

UN BRESCIANO alla guida del rugby tricolore dopo Aldo Invernici? Ieri presso l’hotel Ducale di Moletolo di Parma il presidente uscente Giancarlo Dondi, «ci sono troppe cose che non sono più disposto a tollerare, perciò esco di scena», ha presentato il candidato Alfredo Gavazzi, consigliere federale, bresciano come Invernici, imprenditore di successo e fondatore del Calvisano campione d’Italia. «Si tratta di una candidatura nella quale credo fermamente – ha dichiarato Dondi – e che in caso di successo garantirà credibilità e linearità nelle direzioni di marcia del rugby italiano». La presenza di Dondi al fianco di Gavazzi e dell’avvocato livornese Nino Saccà, vice presidente Fir, fotografa la linea di condotta che
il presidente uscente (membro dell’esecutivo Irb) intende adottare in vista della prossima tornata elettorale (settembre?). Il prestigio personale e le ampie quote di consenso sul territorio riconducibili a Dondi sono da considerarsi, da ieri, virtualmente “trasferite”
in capo al candidato Gavazzi.
IN FORZA di un procedimento che appare politicamente credibile, probabilmente non “automatico”, forse vincente. Perché di tanta credibilità ci sarà bisogno per contrastare e battere la cordata made in Benetton che si propone di mettere in campo, dietro a un
candidato di alto profilo (Zatta, Biagini?), un “pack” capace di sovvertire un risultato che sembrava scontato. Corsi e ricorsi storici: il fronte del Veneto, che si sgretolò (Treviso e Rovigo da una parte, Padova dall’altra) nel 1984 ai tempi della successione a Invernici -vinse Maurizio Mondelli-, sembra sul punto di presentarsi compatto alle urne. In uno scenario, però, profondamente cambiato: la Nazionale è nel Sei Nazioni, San Siro e L’Olimpico fanno sold out per gli azzurri, due squadre professionistiche disputano la Celtic e nelle casse federali girano 40 milioni di euro l’anno (attività internazionale e diritti ad esse collegati), che fanno della Fir la seconda federazione più ricca dello sport italiano. (…)

Gianluca Barca per Il Giornale di Brescia

PARMA Dopo l’ufficialità del comunicato, per la candidatura di Alfredo Gavazzi a presidente della Federazione Italiana Rugby è arrivata quella dei fatti. Nel senso che anche la coreografia vuole la sua parte e ieri, in un albergo di Parma, a sostenere pubblicamente il fondatore del Calvisano si sono presentati il presidente uscente Giancarlo Dondi e il vicepresidente vicario Nino Saccà. Un «endorsement» plasticamente forte, con i tre seduti allo stesso tavolo a ribadire unità assoluta di vedute sul futuro del movimento ovale italiano, continuità della linea politica espressa in questi anni («ce la chiedono i nostri partner internazionali» ha spiegato Dondi) e volontà di consolidare i traguardi raggiunti, come ha sottolineato Gavazzi. Insomma, lo slogan di questa campagna elettorale, per la corrente riunita ieri Parma, potrebbe essere «continuità e consolidamento», anche se lo stesso Dondi ha ribadito che il programma di Gavazzi non è il medesimo del presidente uscente, «ma contiene elementi di rinnovamento, perché i tempi si evolvono e bisogna sempre adattarsi alle novità».
Quanto a Dondi, a farlo recedere dall’ipotesi di candidarsi per un quinto mandato, oltre «al desiderio di dare finalmente spazio ai vice», è stato anche il disappunto per il comunicato
della Benetton che pochi giorni fa ha dichiarato di cercare «soluzioni alternative all’attuale dirigenza federale». «Io mi sono sempre candidato per qualche obiettivo, mai contro qualcuno», ha spiegato Dondi, seccato. Per i non addetti ai lavori, l’appoggio a Gavazzi da parte di Dondi e Sacca è come se alle prossime politiche il candidato primo ministro Alfano avesse il sostegno di Monti e Bersani (è una forzatura giornalistica, sia chiaro). Il che ha fatto dire al presidente uscente che «Gavazzi vincerà in carrozza», a prescindere dagli eventuali rivali (al momento c’è solo il siciliano Amore). (…)
La data delle elezioni sarà decisa nel consiglio federale del prossimo 20 luglio. Dal momento della pubblicazione del bando dovranno trascorrere come minimo 30 giorni.

Paolo Mulazzi, La Gazzetta di Parma

Dopo 16 anni di presidenza Dondi si può dire che è comunque il nuovo che avanza il 62enne Alfredo Gavazzi, secondo candidato ufficiale alla presidenza Fir dopo Gianni Amore.
Uomo federale per tutti e quattro i mandati di Giancarlo Dondi, deus ex machina del Calvisano, Gavazzi fu uno dei propugnatori dell’entrata italiana in Celtic già sette anni fa. A tirargli la volata, fatto piuttosto insolito e da leggersi come una replica all’aperta dichiarazione di sfiducia annunciata da Treviso, il gotha ha della federazione stessa ovvero presidente, Dondi, e vice, Nino Saccà. I tre hanno tenuto ieri una conferenza stampa a
Parma. «Dovevamo far vedere al movimento, ma soprattutto ai soci del Sei Nazioni e ai celtici, un’unità in federazione dopo la decisione di non ricandidarsi da parte del presidente che ringrazio per avermi individuato comesuo successore» è l’incipit di Gavazzi. Un presidente che ha quasi monopolizzato la scena incalzato dalle domande della platea,
talvolta rispondendo per il suo candidato. Visibilmente commosso all’inizio e graffante alla
fine, Dondi ha sottolineato i risultati ottenuti nel corso dellasua epopea e non ha risparmiato
frecciate all’indirizzo di Treviso.«Il programma federale c’è, è molto chiaro, ambizioso ed è noto a tutti; mi fa strano – incalza Dondi – che chi dice di essere al vertice del rugby italiano faccia finta di non sapere. Mi sarei aspettato lealtà e confronto. Naturalmente alcune cose potevamo farle meglio e non ci siamo riusciti, ma le sistemeremo. Io non mi sono mai candidato contro qualcuno». Riguardo agli obiettivi, Dondi ha ribadito quello di entrare nelle prime otto del ranking «entro due anni», Gavazzi si è soffermato sulla necessità della crescita dei settori giovanili italiani e dei loro tecnici. (…)

33 pensieri riguardo “Rassegna stampa: la presentazione di Gavazzi a candidato presidente FIR”

  1. «Dopo 16 anni sento di aver fatto qualcosa, anche se è stato il movimento a raggiungere gli obbiettivi. Sosterrò Gavazzi e sarò a sua disposizione per un aiuto, un consiglio».

    Riguardo agli obiettivi, Dondi ha ribadito quello di entrare nelle prime otto del ranking «entro due anni», Gavazzi si è soffermato sulla necessità della crescita dei settori giovanili italiani e dei loro tecnici.

    AMICI DEL BOG…BASTANO QUESTE 2 FRASI….PER CHI CONOSCE I PRINCIPI BASILARI DI QUESTO SPORT…non mi dilungo o scriverei fino a domani mattina…ma ci rendiamo conto da chi siamo stati “governati”? no comment….andate a prendere per il sedere altri non noi…

    1. Ma dai tutti voi che scrivete nei blog siete ”Munari” che usa vari pseudonimi.
      Non e’ mica possibile che tutta la base sia davvero incazzata in questa maniera….

      Dai smettila Vittorio !!!

      E dalla sponda Fir Gsp spin doctor della FIR…

      hhiihihhihiihihihhihiihihihhihihiihhihihihihihihihihi

  2. Cominciamo male nel paese del conflitto d’interessi: uno del Calvisano vs uno del Benetton. Al di là della rispettabilità e della buona fede dei candidati in questione, per prima cosa dovrebbero dimettersi dal club di provenienza…almeno per la gente che vede.

    1. @ofillighan scusa ma treviso di uomo del suo staff non ha ancora presentato nessuno, e non credo lo farà, e se appoggiasse un esterno che gli va bene non penso ci sarebbe nessun conflitto di intaressi, anche se è chiaro che chi appoggia il vincitore otterrà piaceri e voce in capitolo, ma questo vale per chiunque, amore compreso

  3. settori giovanili e formazione tecnici..è già campagna elettorale!sarebbe opportuno farglielo mettere per iscritto, la memoria dei politicanti è noto essere moooolto corta!e per entrare nelle prime 8 significa battere costantemente samoa e scozia oltre che una tra argentina ed irlanda, cosa che allo stato attuale è pura utopia!

  4. A questo punto spero che chi vuole veramente cambiare si presenti con programma e candidato credibile. Mi auguro ( sono di Padova) che i veneti dimostrino di avere, almeno in questa occasione, una veduta comune per un interesse generale di tutto il movimento e non particolare.

    Sè ciò non fosse perchè tizio e caio hanno votato per la continuità per una manciata di euro è meglio che anche da noi ( veneto) ci sia un forte cambiamento.

    1. Io sono di Treviso e sinceramente il candidato del “Benetton” spero tanto che non sia un dirigente della Società, mi piacerebbe tanto che fosse uno di Padova o Rovigo, Treviso lo devo ammettere non ha mai fatto molto gioco di squadra con le altre venete e sarebbe un segnale per cercare di creare un po di collaborazione.

    2. anch’io sono di padova e tra noi, in veneto, mai nessuna delle tre grandi ha fatto squadra in maniera solida e continua con le altre due, forse qualcosina con le minori (rovigo con badia e lendinara, padova con rubano, mirano e selvazzano e treviso con mogliano, tarvisium e paese), ma non sempre con continuità e creando un progetto serio di sviluppo. solo a leggere questi nomi e tralasciando le altre, non offendetevi esclusi ma la lista sarebbe lunghina, si vede la potenzialità di un serio progetto unitario che potrebbe competere, se non subito presto, con altre realtà a livello europeo. se lo capiamo possiamo spazzar via qualsiasi concorrenza, altrimenti ben venga gavazzi, perchè non ci meritiamo niente!

    3. io sono di rovigo…direi che è giunta ora di mettere da parte tutti i dissapori del passato per mandare a casa questa gente.. e pertanto ben venga un candidato comune che unisca le 3 venete e tutte le minori per cambiare registro a questa dittatura.. che poi possa essere veneto.. o Amore o chiunque ..l’importante che abbia un programma credibile per tutto il movimento…cominciando dalle giovanili…alle serie minori alle accademie al super 10 (12?) alle celtiche e per finire alla nazionale(… qui SERVE DISCONTINUITA’! non continuità con i soliti incuci..serve TRASPARENZA!solo così si può vedere dove vanno a finire i soldi..come sono gestiti..dove si può migliorare..dove si può tagliare etc etc etc….Personalmente mi viene il TERRORE a sentire Gavazzi che parla di amicizia con i vertici di Rovigo… cercheremo di far capire alla società che NON E’ COSA GRADITA…

  5. Chiedo a paolo ( vista la confidenza) di invitare Munari a far si che si cambi pagina nella gestione Fir, sia come persone che dirigenti. Sè veramente ama il rugby deve usare tutte le sue armi e conoscenze per portare aria nuova in FIR.

  6. TRA LE PRIME 8 ENTRO DUE ANNI?????????
    Solo questa affermazione basterebbe per non votare gente che non ha il minimo contatto con la realtà. Per la programmazione il pasticcio Zebre e la gestione Accademie (Under 20 retrocessa) sono sufficienti a delineare la solidità e la validità dell’operato federale. Se tanto mi dà tanto si prospetta una situazione agghiacciante: un primo biennio celtico a Viadana (soldi pubblici investiti nelle strutture), per poi portare a 20 km da Viadana la terza espressione celtica del nostro rugby (sistemando Moletolo con altri soldi pubblici) e poi magari porteremo tutto a Calvisano (ovviamente con altri soldi pubblici) per l’ultimo(?) atto della barzelletta ovale italiana.

  7. Sia di dove sia ma deve essere Veneto , trovo giusto che sia o di Padova o di Rovigo che sono state le prime città a inseganre il rugby nel veneto e avanti con il nuovo.

    Poi vogliamo vedere i BILANCI degli ultimi 10 anni dove sono andarti afinire i soldi !!!!!

    Niente piu accademie FEDERALI !!!

    1. il presidente piò anche essere da Avellino ma deve essere espressione di un programma chiaro e naturalmente condiviso.

  8. bravo dondi tu fai i conti ma sai in che anno siamo ???? 2012 e sai quanti anni hai tu ??? è ora che andiate a CASA !!!! Tutti !!!!

    GERIATRICO

  9. Il Veneto, cuore rugbistico d’Italia, non esprime un presidente dal 1927? Forse è ora di fare fronte comune, di fare massa critica, di aprire le finestre e di far entrare un po’ di aria fresca. Certo, chi sosterrà Gavazzi avrà un bel coraggio e, probabilmente, 30 denari in tasca.

  10. Munari for president e…..se facesse le riunioni federali per gl’alpeggi di Bassano,con la fida Rosy, ancora meglio.

  11. non capisco su quali numeri dondi conti per la sua, pardon di gavazzi, certa rielezione:
    sud: amore non sarà una corazzata, ma secondo me giù ed al centro consensi gliene toglie non pochi, anche perchè magari poi li potrebbe girare a qualcun altro più pesante, non dico credibile per rispetto ad amore, in cambio di una voce in capitolo quando e se si renderà conto di non poter vincere;
    centro: bel bacino per dondi, ma anche lì di gente con le scatole girate se ne trova parecchia, nonostante i trascorsi;
    nord ovest: lì sì è forte, ma quanti sono? tanti, non tantissimi;
    nord est: se esce un candidato veneto friulano, qui c’è il deserto e di voti in questa zona ce ne sono tantissimi;
    emilia lombardia: parma sì calvisano sì, reggio emilia e dintorni sì, viadana e amici non credo proprio;
    io ho capito che non sa’ contare (due anni per entrare nelle prime 8, ahahah!), ma credo la faccia un po’ troppo semplice

    1. @gian, se non c’e’ l’altro candidato e’ difficile fare i conti.

      poi sai com’e’, se non c’e’ un altro candidato votano tutti gavazzi, come hanno tutti votato dondi 4 anni fa, complesi i cavalieri del rinnovamento e treviso.

    2. @gps siamo d’accordo, ma come ho già scritto qui e da altre parti, dondi stà facendo i conti senza l’oste, se, come ormai è probabile visto l’arrivo sulla scena anche di zanovello, esce un candidato di peso, le affermazioni fatte sono assolutamente esagerate; se ci sono mille voti a disposizione, sai di averne di sicuro quattrocento e corri da solo o contro uno che ne può prendere max cento è un discorso, ma se sai che ne può arrivare uno che ne avrebbe sicuramente anche lui quattrocento, dire che vinci facile mi pare una sparata poco realistica, e questa, a parte i numeri che ho usato solo a scopo esplificativo, è la realtà attuale, se non se ne rendono conto hanno dei seri problemi di valutazione dei fatti!

      1. @gian, che vincono facile, e’ una sparata elettorale. non dimentichiamoci che siamo in campagna elettorale. pero’ secondo me ad oggi, senza terzo candidato, vicono facile di sicuro.

        poi sai io leggo altri commenti, sempre di commentatori di area di treviso che sembrano certi ci che il candidato di treviso non ci sara’. stiamo a vedere. certo il comunicato della discesa in campo della benetton parlava chiaro di cambiamenti, ma non di una nuova presidenza. puo’ essere che fosse una affermazione per lasciare aperti entrambi gli scenari.

      2. @gps in questi termini non posso che darti ragione; ma treviso è un’entita, la più potente ed in vista, di tutta una zona dove c’è padova, rovigo, san donà e anche udine, non è che il candidato debba per forza essere espressione diretta di treviso, ma di una zona (ad es lorigiola come era stato detto) che condivida il progetto ed il modo di fare di treviso, e che voglia riportare il movimento triveneto ai livelli che gli competono nel panorama del rugby italiano ed ecco che hai creato una corazzata; che l’unico attacco politico serio lo abbia fatto un padovano, zanovello, dovrebbe far pensare

  12. Voglio esprimere un mio pronostico: vincerà Gavazzi. E vi spiego perché: non penso che qualsiasi altro candidato che si presenterà (Amore e quello scelto da Treviso) avrà i numeri per superare la maggioranza dei voti che Dondi può ottenere. La cosa non mi piace ma la vedo come soluzione finale, a meno di sorprese..

    Da

  13. Gavazzi si è prodigato per far entrare i club italiani nella Celtic Leaugue ???? Certo infatti con il suo inglese ………..fluente ………puo intattenere una piacevole converzasione ……..pardon CONSERVAZIONE…….con qualsiasi interlocutore della IRB. I miei amici brescaini dicono che parla male anche nella lingua natia.

    Dove era GAVAZZI al momento della nascita dei Pretoriani ?

    Non so quante volte sia venuto a Treviso ( sono venesiano ) a vedere le partite di Celtic League , ma io credo di averlo mai visto.

    Per cui da veneziano : A CASA E DI CORSA !!!

  14. Che bello sentire la propaganda 70000 all’olimpico 37 milioni di euro …. Nessuno dice che non vanno più a vedere il campionato della retrocessione dell’u20 come pensano di entrare tra le prime 8 se i giovani non vincono oggi contro fiji?e poi accademie che solo loro sono in grado di produrre giocatori di alto livello, un campionato di eccellenza senz programmazione, senza regole sicure senza sapere chi giocherà socetà che in serie b-c falliscono si fondono controvoglia magari con i nemici di sempre solo per far giocare i giovani e poi nessuno sà questi 37 miloni di euro a chi vanno e in che maniera non è che hanno investimenti in tanzania anche loro?si possono pure fare investimenti sbagliati ma è giusto che chi sbagli paghi non puó esistere tutta questa omertà sui soldi e fare i gradassi così a caso

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