“Il meglio e il peggio” di Planet Rugby stronca l’Italia U20 (ma non solo)

Una nota rubrica di Planet Rugby, uno dei più conosciuti e apprezzati siti web di tutta Ovalia. “Who’s hot… and who’s not!” ci pettina così…

Italy U20s: The future doesn’t look great for Italian rugby after their Junior side came stone last at the World Champs, losing to Fiji on the final day. When that result is compared to the regress being made by Argentina, their should be some worried administrators in Rome.

Credo non serva la traduzione, purtroppo

34 pensieri riguardo ““Il meglio e il peggio” di Planet Rugby stronca l’Italia U20 (ma non solo)”

  1. Certo che abbiamo la memoria corta, due anni fa con la nazionale under 20 dei Benvenuti, Venditti, Benettin Furno ettc eravamo esattamente dove siamo oggi e cioè nel pool B.

  2. trovo molto sorprendente che non ci sia stata nessuna autocritica/presa di posizione da parte della federazione. ed anche gli altri candidati alla presidenza non hanno proposto alcuna soluzione.

    1. tutto normale amministrazione. il fallimento ed anche il fatto di buttare sempre tutto in politica, e niente nella pratica.

  3. Piccola differenza quelli vinserero la pool B e ci portarono in pool A che l’anno seguente disputammo in Veneto salvandoci all’ultima partita, mentre questi ci riportano in pool B.
    comunque il livello è quello 11° o 12°, dove per altro si ritrova anche la nazionale maggiore.
    Cambiano allenatori e staff ma il risultato non cambia, forse è ora che chi da decenni fa applicare le sue teorie (leggi prof. Ascione) e resta sempre in sella finalmente se ne vada seguendo nell’oblio il suo tutore Dondi.

      1. Non intenedevo dire che sono migliori poco cambia, il risultato è il galleggiamento tra 11° e 12° per tutto il movimento quindi i colpevoli sono quelli che hanno programmato questo risultato.

    1. non è che in veneto abbiano fatto miglior figura l’anno scorso..concordo su ascione, ho avuto modo di sentire le sue abominevoli teorie sulla costruzione dei giocatori ( famigerato progetto “statura”) con le mie orecchie (perugia e alghero)..un ribrezzo assoluto!!!quanto all’ultima frase dell’articolo vorrei aggiungere qualche sinonimo di worry: anxious, perturbed, troubled, upset, distressed, distraught, disquieted, uneasy, fretful, agitated, nervous, tense, stressed, strung out; apprehensive, fearful, afraid, frightened, scared; a bundle of nerves

  4. 6 cose da fare subito, IMHO:

    Pigiama a strisce, palla al piede e zappa in mano a Dondi & Co.;
    un quintale di cenere sulla testa dei dirigenti di Treviso che l’hanno votato sin qui;
    niente progetto Zebre (ridicolo in qualsiasi paese degnamente rugbystico);
    soldi e solo per due anni alla Benetton per il Pro12, via ogni vincolo su stranieri, italiani, azzurri, rigati ed a pois, poi dal campionato 2014 – 2015 mostri di saper far da sola anche economicamente;
    il resto dei soldi solo ai settori giovanili, perché migliorino le strutture e si procurino tecnici (anche stranieri) che sappiano far crescere giocatori e che non siano solo capaci di selezionarli per peso e altezza;
    Munari commissario della Federazione con pieni poteri e per almeno 5 anni.

    Il resto è accontentarsi di vincere una partita l’anno del Sei Nazioni e di prenderle dall’Argentina sempre. Entrambe le cose per vent’anni almeno.

    Augh, ho detto!

    🙂

    1. diciamo che la figura di mmm….a piu’ grossa che una federazione puo’ fare e’ non presentare una squadra a due mesi dall’inizio del campionato. quello sarebbe molto piu’ ridicolo e soprattutto una garanzia di cacciata tra due anni. un pro12 ad 11 squadre sarebbe una figura di palta per tutte le federazioni coinvolte.

      sulla Benetton senza soldi della FIR, non so. i contributi federali mi sembrano giusti e se fossero anche un po’ piu alti non avrei niente da ridire. la Celtic e’ un campionato delle federazioni, dove va la FIR, e la FIR decide di farsi rappresentare dalla FIR. il contributo e’ un modo per ripagare la Benetton delle rogne rispetto al limite di numero stranieri ad esempio.

      se la benetton non vuole rogne e niente a che fare con la federazione, la Celtic non e’ il campionato giusto.

      1. Dici alcune cose che condivido: un campionato a 12 che si gioca in 11 fa ridere, così come un campionato a 12 dove 1 squadra perde sempre e con tutti ed è inoltre destinata al fallimento economico.
        Quanto ai soldi FIR alla Benetton, nemmeno io sono contrario “a prescindere”, e appunto credo che si dovrebbero usare un paio di stagioni per lasciare il tempo alla Benetton di decidere come provvedere autonomamente, ed in cambio lasciarle maggior libertà regolamentare sui giocatori.
        Sul fatto che il Pro12 sia un “campionato delle federazioni”, questa è un po’ la sua tara di nascita: lo sport professionistico è gestito da leghe, il resto (quello “propagandistico”) dalle federazioni.
        Purtroppo in Europa (e nel rugby soprattutto, essendo il professionismo ancora giovane) le cose si confondono: a regola, ad esempio, un campionato federale ha promozioni e retrocessioni, uno “di lega” no (perché lì sono investiti soldi privati in piani pluriennali).

        Non è bello dirlo, ma se vogliamo lo sport davvero professionistico, non possiamo averlo fino a quando il governo di quello stesso sport viene sancito da un’assemblea di cui fanno parte squadre non professionistiche, come è appunto nel caso della Federazione italiana. Soluzioni “miste” comportano comunque situazioni spiacevoli e spesso non favorevoli alla crescita di quella disciplina.

      2. @wf2, seriamente, io penso che sia meglio una squadra che magari vince una partita all’anno e si prepara per l’anno prossimo, piu’ che non presentarla del tutto. le federazioni celtiche hanno tutte esperienze di progetti nuovi, e di progetti che falliscono. la situazione aironi, nella sostanza (un po’ meno nei modi) non e’ una novita’ nella lega celtica.

        sulla struttura della celtic, e quindi del campionato delle federazioni, nasce non tanto dalla giovane eta’, quanto dal fatto che secondo me nessuna delle celtiche puo’ permettersi un campionato professionistico con promozioni, retrocessioni, e con almeno 10 squadre professionsitiche. neanche galles ed irlanda che in termini di tradizioni, numeri, professionalita’ e molte piu’ risorse delle nostre, possono sostenere un campionato professionistico.

      3. La questione di fondo è capire qual’è la finalità del tutto.
        Un campionato professionistico (quelli americani, nel bene e nel male) è fatto per rendere economicamente e, se non si regge, chiude o si trasforma.
        Se l’obiettivo è un campionato in cui “far crescere i giovani”, “creare giocatori per la nazionale” ecc. ecc. allora bisogna partire dal concetto che può essere finanziariamente in perdita, e dunque bisogna fare in modo di garantire che COMUNQUE una franchigia potrà sopravvivere almeno un numero “n” di anni.
        Mi pare che il Pro12 cerchi di mettere insieme queste due opposte idee, il che complica tutto.
        Detto questo, un campionato deve partire con “condizioni a contorno” che siano analoghe per tutte le squadre: avere team completamente appartenenti alle Federazioni ed altri privati con contributi federali è un’incongruità che si paga (ed in tempi rapidi, mi pare), ancor più se i due casi avvengono nello stesso Paese.
        Ovvio che se la disparità comincia così, come si può chiedere alle diverse franchigie (che “franchigie” in senso professionistico neanche sono) di obbedire alle stesse regole su formazione, roster ecc.?

        Forse (e dico “forse”, perché non è un problema banale) sarebbe opportuno costituire un campionato professionistico reale, dove le federazioni investono finanziando le singole squadre un certo numero di anni, terminati i quali quella società deve rendersi autonoma.

      4. @vf, a quello che ha scritto stefo aggiungo che gli irlandesi non potrebbero essere piu’ soddisfatti per i risultati delle provincie, i gallesi per quelli della nazionale. Gli scozzesi nonostante tutto hanno portato a casa risultati decenti, tra secondi/terzi/quarti posti, vediamo quanti Lions piazzano. Penso i celtici siano soddisfatti col formato celtic.

    2. @ wf2

      scusa ma non mi pare che nella situazione Celtic League Irlanda, Galles e Scozia abbiano avuto problemi a sfornare giovani di altissimo livello con continuita’, si sono internamente ristrutturati per mettere che dalla base ampia che hanno fin dalle giovanili ad ogni stadio emergano i migliori da selezionare e portare avanti nel percorso che porta al professionismo…la produzione di questi 3 paesi negli anni mi sembra sia indiscutibilmente ottima.
      I problemi dell’Italia nascono dall’assenza di una base larga e solida come quella degli altri paesi e di una struttura a contorno che regga oltre al fatto che in Italia si sta provando ad imiare i paesi celtici ma allo stesso tempo si sta provando a tenere in piedi un campionato professionsitico interno cosa che gli altri paesi non fanno. Il prezzo di questa profesionalizzazione estrema e’ stato lo svuotamento del domestic rugby ma da sle signolarmente queste 3 realta’ non erano in grado di sostenere la profesionalizzazione dove con questa parole si deve intendere club sostenibili che fossero in grado di permettere ai iocatori di essere atleti professionisti di alto livello.

      1. Hai ragione, e appunto noi non siamo messi come loro.
        Il Pro12 va bene a loro ed anche a noi (se per noi intendiamo la Benetton), ma creare una squadra che non farà altro che prenderle non credo ci consentirà di “sfornare giovani di altissimo livello”.
        Piuttosto, una volta identificati chi siano i giovani da far crescere, perché non “offrirli” alle squadre di Pro12, magari pagando la FIR metà del loro ingaggio?
        Avessi 18/20 anni e non interessassi alla Benetton, mi farebbe meglio andare agli Ospreys, a Glasgow (magari a giocare minuti e non partite intere) o stare nelle Zebre a prenderle di santa ragione in una bella atmosfera da ultimi della classe?
        Meglio maturare dove si vince o giocare dove si perde, dove non sai se ti pagheranno lo stipendio, dove ti allena gente che nessun altra squadra sarebbe disposta a pagare per i propri servigi?

      2. @wf2, al netto della passione per l’italia e che ti piace vivere in italia, agli Ospreys dovresti andarci a piedi anche se la Benetton volesse darti la luna.

      3. @ gsp

        guarda che e’ quello che wf2 dice…piuttosto che alle Zebre meglio agli Ospreys o altre dle Pro12 con la fir anche che ne paghi parte dello stipendio.

        @ wf2

        il problema e’ capire se l’Italia esclusa la Benetton era pronta a questo salto…probabilmente no, per quanto fosse l’unica via per far crescere l’elite il prezzo da pagare (e che pagano tutte le celtiche nel domestic) era troppo alto per l’Italia che non aveva ed ha la base e la struttra/percorso di formazione che le altre celtiche gia’ avevano…preciso che fin dall’inizio sono stato assolutamente a favore della CL negli utlimi mesi incomincio a domandarmi se escludendo Benetton non si sia fatto il passo piu’ lungo della gamba…ancor peggio non si e’ ristrutturato tutto il movimento in maniera che dalla base alla CL e poi NAzionale ci fosse un percorso o path come la chiamano gli anglofoni che partisse e puntasse forte sulla base con una selezione passo dopo passo dei migliori atleti.

      1. @federico, pero’ il problema e’ proprio che l’eccellenza d’alto livello non abbiamo le risorse per farla. o vogliamo davvero credere che e’ stato Dondi ad impedire che la nostra eccellenza divenisse un campionato come la championship o la prod2?

        certo potremmo accusare dondi di non aver fatto il pronto soccorso per l’eccellenza, e che un po’ piu’ competitiva si poteva renderla.

  5. …poveri ragazzi…hanno dato l’anima per arrivare a vestire quella maglia e l’anima per ogni istante di gioco giocato…ma il pesce puzza dalla testa. Io mi occupo solo di giovani U20 e da pochi anni, forse ora mi occuperò di U23…sempre giovani sono nella testa e se facciamo squadre un tanto al kilo, ma non curiamo la loro crescita mentale agonistica, avremo solo dei ragazzi potenti che non sanno come usare la loro potenza….una ferrari che lascia le gomme sul terreno e non traduce la potenza in velocità

    1. e allora, con tutto il rispetto per il vostro impegno e per quello dei tuoi ragazzi, avete sbagliato tutto! quando potevo permettermi di giocare, ricordo di squadre estremamente fisiche battute, magari non facilmente, ma con regolarità, da squadre inferiori “muscolarmente”, ma decisamente superiori sul piano tecnico, perchè il fatto di sapere come, ad esempio, entrare in mischia o prendere il contatto sull’aperta, compensava assolutamente la superiorità fisica dell’avversario; era forse un’altro rugby, ma ad imparare dalle esperienze passate non dovrebbe essere un tabù.

  6. Bisogna fare pressione ai vertici affinchè facciano il passaggio dello scettro a chi è più competente? Voi chi piazzeresti ai vertici del FIR?
    Dobbiamo anche accontentarci della materia prima..a volte penso che questo meccanismo sia voduto anche al fatto che si voglia primeggiare in tutto, al tempo un mio caro amico che giocava a rugby mi aveva detto che c’è pure un’altro fattaccio.. le scuole calcio fanno di tutto affinchè giovani talenti siano attratti dallo sfavillante mondo del pallone sferico a discapito di quello ovale

  7. qualsiasi cosa dica sia chiaro una cosa, i ragazzi che vanno in campo avranno sempre e comunque il mio appoggio e la mia stima, anche nel caso li critichi, perchè a prendere botte per 80 min ci vanno loro e so quanto è dura, sopratutto quando si perde!

  8. movimento da rifondare…dalla testa ai piedi.
    1)Servono i fondamentali. Punto. Non c’è scusa che tenga. Questa è la differenza tra noi e le squadre europee degne di nota.
    2) Progetto Aironi-Zebre…completo fallimento. In due anni una squadra di “nazionali” è stata capace solamente di giocarsi i derby con treviso ( e se ricordo bene nemmeno tutti).
    3) Basta dondi e co. Se i risultati non arrivano, è giusto che ti fai da parte.
    4) Finanziare Treviso (che è l’unico movimento che conta) e cercare di fare delle Federazioni con degli allenatori stranieri e dei selezionatori che vanno sui campi di tutta italia per cercare chi merita, non per cercare chi è alto o chi è biondo
    5) invece di investire nei progetto zebre (che credo durerà un anno al massimo due) mandiamo i nostri giovani a giocare fuori, a farsi le ossa per davvero… Non cresci se giochi in una squadra che si trova ad un livello nettamente inferiore delle altre. Quello significa solamente “prendere gli schiaffi”.
    6) prendere spunto dalle altre nazionali/nazioni. Prendiamo il galles: squadra che nelle ultime tre partite ha giocato bene(se non alla pari) con l’australia; inoltre è riuscita nel giro di tre/quattro anni a sfornare giovani di qualità notevoli. Prendiamo la francia: gioco alla mano perfetto (o quasi) da anni; giovani promettenti a bizzeffe. Inghilterra: (a mio parere) gioco penoso ma efficace. Giovani…giusto qualche nome: Farrell è un ’91, Ashton è ’87. Youngs è ’89!!!!
    Irlanda: nazionale che va spesso a momenti e che non ha avuto un cambio generazionale idoneo tanto quanto le altre. Però..earls è un ’87,McFadden ’86…
    E non prendiamo come esempio l’ultima partita dell’italia dove giocavamo con una linea di 3/4 di età media di 22 anni. Purtroppo, e mi spiace affermalo, i nostri giovani non sono all’altezza dei coetanei europei; inoltre non penso che questa schieramento ricapiterà spesso.

    1. @stefano, mi sa che ti devo correggero. Gli aironi l’anno scorso in casa se la sono giocata quasi sempre. Ed almeno un paio di partite sono letteralmente sfumate per decisioni molto discutibili. Le zebre non le abbiamo ancora viste.

      Sul paragone eta’ e qualita’ metti i due i piani insieme. Diciamo allora che dati alla mano la nostra nazionale non e’ vecchia, e al mondiale era esattamente nella media. Il problema rinnovamento e gioventu’ non esiste.

      Se parli di qualita’ allora parliamo di quella, e l’eta’ non centra.

      Il pro12 in 11 non si poreva fare. E’ una proposta assurda secondo me.

      Va benissimo, facciamo come gli altri, ma come?

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