Benetton-FIR, la rassegna stampa

Antonio Liviero, Il Gazzettino

(…) Di sicuro Treviso non è solo. Da tempo si tesse nel triangolo VenetoLombardia-Lazio, le regioni decisive alla scalata della federazione. Ma ancora non c’è un candidato presidente. Tempo fa era circolato il nome di Elio De Anna, ex bandiera del Rovigo e della nazionale, attuale assessore allo sport in Friuli, ma ultimamente ha preso quota quello di un’altra bandiera del rugby italiano, l’ex presidente del Petrarca Fulvio Lorigiola che ha chiesto la riabilitazione dopo la radiazione del 2004 per contrasti con lo stesso Dondi. C’è chi pensa
anche che potrebbe essere lo stesso presidente del Benetton Amerino Zatta a scendere in
campo. E non si esclude nemmeno un candidato forte romano col sostegno del veneto.
Ieri nessun commento da parte di Zatta che giovedì aveva anticipato di persona a Dondi la decisione. Silenzio anche da Parma, quartier generale del presidente Fir. Anche Dondi deve
prendere una decisione: se ricandidarsi per il quinto mandato o lasciare il campo a un delfino. Comunque vada per il rugby italiano si prepara un’altra estate di fuoco.

Andrea Bongiovanni, La Gazzetta dello Sport

«Premesso che non c’è nulla di personale col presidente Dondi e il suo consiglio perché chi lavora si rispettato — dice il presidente Amerino Zatta—c’è da più parti la volontà di cambiare. La Fir deve essere al servizio dei club, non viceversa. Le Zebre saranno inevitabilmente contrapposte a noi, franchigia privata, anche se gli interessi dovrebbero essere comuni. Un candidato? E’ prematuro, abbiamo solo esternato uno stato d’animo».

Roberto Roversi, Il Gazzettino di Rovigo

«Prendo atto della posizione del Benetton Treviso, però credo ci sarà tempo in futuro
p er discutere della questione, magari sulla base di un programma». Non aggiunge altro il presidente della Femi Cz Vea Rovigo, Franecsco Zambelli, sulla decisione del club trevigiano di verificare la presenza di alternative all’attuale dirigenza federale in previsione delle prossime elezioni. Dopo la protesta, che per Zambelli aveva la volontà di salvaguardare il patrimonio rugbystico rodigino, pa r t i ta proprio da Rovigo contro i comportamenti della nuova franchigia federale, anche da Treviso arrivano adesso segnali di insofferenza verso l’attuale vertice Fir.

29 pensieri riguardo “Benetton-FIR, la rassegna stampa”

  1. Della proposta di Amore non ne parla nessuno…
    Il Benetton che si ‘muove’ allo scoperto solo adesso perchè ha paura della concorrenza sleale delle Zebre…
    Fulvio Lorigiola, un personaggio tutt’altro che limpido…
    Bah, non è che sia tanto rosea, la situazione. Ci aspetta davvero una bella estate.

  2. Beh la Benetton mica si muove solo perchè ci sono le zebre, se pensate questo siete proprio fuori strada!!
    Amore? mah rispetto per lui ma non mi sembra nè un candidato forte, nè che abbia tutti sti gran contatti…

  3. No, veramente su Facebook compare qualcosa di Amore. C’è anche la pagina “stati generali del rugby italiano, c’è anche un’ipotesi di spot in favore del rugby…
    Forse sta puntando troppo sui social network e trascura i media “tradizionali”… dovrebbe puntare di più sulla stampa

    1. Amore, contattato personamente, e’ purtroppo un Don Chisciotte, non ha nessuno che gli finanzia la campagna elettorale e a quanto mi ha riferito si paga di tasca propria tutta l’attivita’. Encomiabile , ma penso non possa essere sufficente visti gli interessi in ballo.

    2. Io ho letto con attenzione il programma di Amore. In generale lo trovo ricco di spunti, ma al contempo dispersivo. Le idee ci sono, ma dovrebbe essere raffinato. Certo che se come dice fangoria non ha un team e quel minimo di danaro per muoversi la vedo dura.

  4. Poi, scusate ma su Lorigiola nessuno ha il coraggio di dire nulla.
    Siamo proprio così contenti dei suoi anni di presidenza del Petrarca? Pensiamo che migliori diventando presidente della FIR?
    Occhio a non cascare dalla padella nella brace…

  5. “la FIR deve essere al servizio dei club, non viceversa”. In movimenti simili al nostro, cioe’ quelli celtici, sono le federazioni al servizio dei club o viceversa?

    1. Diciamo che c’e’ una stretta collaborazione e la cosa e’ talmente reciproca che non si intravede questa differenza, sono dei vasi comunicanti. Indubbiamente gli organigrammi delle Federazioni Celtiche sono composti da persone capaci, in tutti i sensi e quindi viene meno questo senso di contrapposizione. Che poi in Italia l’attivita’ della Fir sia mooolto incentrata solo sulla nazionale e poca attenzione al movimento di base, beh penso sia sotto gli occhi di tutti. Anche dal punto di vista meramente commerciale, per esempio, Azzurro XV rappresenta più un iniziativa adatta ai club che non alla Nazionale, la “filosofia” e’ sbagliata.

      1. @divino, come scritto ieri la carta azzurro XV mi lascia indifferente. pero’ non capisco perche’ non sia adatta alla nazionale. o la nazionale deve fare le cose meno professionalmente per adegurasi al livello dei club?

        nelle federazioni celtiche non vorrei passasse la sensazione che tutte le decisioni siano prese con l’accordo dei club, anche piu’ gloriosi e vincenti dei nostri.

        sulla poca attenzione al movimento d base siamo daccordo. vediamo le proposte ce verranno fuori.

      2. senza poi tenere in conto che la carta azzurrixv, rende piu’ facile l’acquisto dei bilgietti, risparmi carta e spese di spedizione. facilita identificazione e fidelizzazione. sono cose diffusissime nel mondo. davvero non vedo perche’ dovrebbe essere una cosa non consigliabile per la nostra federazione.

    2. @ gsp

      c’e’ una differenza fondamentale coi movimenti celtici, fatta la scelta celtica chi piu’ chi meno ha portato il domestic rugby a livello amatoriale al massimo semi-pro per regolamento (lasciamo perdere che poi qualcuno paghi i giocatori sottobanco e non ufficialmente) mentre in Italia non si e’ di fatto passati a sposare completamente tale modello cercando di mantenere in vita un campionato nazionale professionistico.
      Secondo, i paesi celtici le federazioni spendo un bel po’ piu’ che neanche un milione di Euro per la base e questo pur partendo da un livello della rugby alla base nettamente superiore a quello italiano.
      E potrei andare avanti all’infinito…e’ fondamentalmente inutile dire “nei paesi celtici” perche’ hanno livelli di diffusione e struttura del rugby enormemente diversi da quello italiano e francamente non e’ neanche detto che il loro modello che per loro funziona possa funzionare anche in Italia (senza lo school rugby che in quelle Nazioni e’ fondamentale viene a mancare gran parte delle fondamenta di quel modello).

      1. @gsp in merito al paragone con le Fed Celtiche ha risposto Stefo per mio conto, nel senso che condivido totalmente.

        Azzurro Xv : non voglio essere frainteso , non ho detto che è un’iniziativa inutile, ma solo che in questo momento dà un ulteriore segnale della centralità del Club Azzurri sul resto. E’ un discorso politico di indirizzo e priorità. Penso che oggi, le priorità siano altre , poi risolte queste, verrà da solo che la Nazionale sarà al centro dell’attenzione di tutti.

      2. @stefo, ho fatto pochissimi paragoni.

        Partivo dall’affermazione di Zatta. In federazioni simili alla nostra, come quella scozzese, si puo’ dire ‘che la federazione e’ al servizio dei club’? Si puo’ dire per quella gallese? Per quella irlandese?

        Ed a Divino rispondevo in modo semplice dicendo che impossibile un sistema federazione/club dove tutti sono daccordo su tutto. Non esiste in nessun posto del mondo. Il che non vuol dire giustificare la nostra conflittualita’ intena.

      3. @ gsp

        scusa ma se scrivi “in movimenti simili al nostro, cioe’ quelli celtici” stai scrivendo che i movimenti sono simili quando non lo sono minimamente perche’ le fondamenta che hanno le celtiche ai loro movimenti l’Italia oggi come oggi se le sogna, i movimenti celtici e l’Italia non sono movimenti simili.

      4. Ripropongo la domanda. Si puo dire per le altre federazioni che sono a servizio dei club?

        Va benissimo anche fare le cose in modo diverso e trovare una via italiana, basta esserne consapevoli.

        Io penso, che federazioni francesi e forse inglesi, per nessun’altra federazione tra quelle a noi simili si puo’ dire che sono a servizio dei club.

      5. @ gsp

        ancora con sto federazioni “simili”…l’Italia non ha nulla di simile alle altre federazioni celtiche se non di essere entrata due anni fa nella Celtic League. Non ha i numeri alla base, non ha la scuola, non ha il know how, non ha nulla di quello che le altre federazioni avevano ed hanno…l’Italia non e’ simile in nulla per nulla alle altre federazioni se non il partecipare allo stesso campionato ed e’ qua che tu continui a sbagliare.
        Detto questo in Irlanda comunque vengono investiti dalla IRFU piu’ di 10 milioni in progetti grassroots e development che sono progetti alla base.
        Due la IRFU non pretende che affianco alle realta’ ultraprofessionistiche delle provincie i rugby clubs facciano rugby professionistico, e se proprio vogliamo e’ una delle cose che certi clubs non sono contenti di vedere, vorrebbero poter scheirare i POC, i BOD, i ROG.
        Tre le federazioni celtiche quando hanno fatto la scelta celtica la facevono contando comunque su un sistema di sviluppo dei giocatori e numeri alla base ben diversi da quella italiana e non hanno messo sulle spalle dei clubs le pretese di cercare di fare del professionismo…e qua e’ la grossa differenza.
        La Fir non ha sposato il modello celtico in tutto per tutto ristrutturando tutto il sistema, ma ha tentato di mantenere in vita due modelli, quello celtico (e da quest’anno con un’entita’ federale ed una privata in chiaro conflitto) e quello piu’ vicino al modello dei clubs francesi ed inglesi…per carita’ avendo in mano un accordo quadriennale con il board celtico non poteva sbilanciarsi troppo ma questi due modelli insieme non possono coesistere, come e’ assurdo pensare di avere le due celtiche senza legare a loro le Accademie come succede altrove.
        C’;e’ chi ha fatto una scelta diversa come l’Argentina che invece di puntare tutto su un professionismo estremo ma ha puntato sulla base, sui clubs locali e la formazione di giocatori di qualita’ che poi emigrano…sono i celtici piu’ simili come movimento nel suo insieme che gli argentini?

      6. @stefo, grazie per la risposta.

        La riaposta infatti e’ no. A parte francia ed un po’ ING le federazioni non sono assolutamente al servizio dei club. Per l’argentina, la
        Federazione s’appoggia e demanda la formazione ai club, e di certo non e’ al servizio dei club.

        Adesso, da italiani abbiamo inventiva e la capacita’ di progettare e soprattutto raddrizzare situazioni complicate. Basta essere chiari che il punto centrale del programma benetton e’ di certo una novita’ rispetto nel panorama internazionale, per una nazione del nostro livello. Aspettiamo un programma coerente, incentrato su questa novita’.

    3. @ Gsp

      scusa ma sai quanti soldi la UAR mette a disposizione dei clubs?
      Gsp senza offese ma non credo tu abbia molto chiaro cosa succede all’estero o forse intendiamo com “al servizio dei club” qualcosa di diverso…una federazione che punta alla base, che invesdte molti soldi su progetti alla base (non meno di un milione di euro quindi) per forza di cosa lo deve mettere anche i clubs al centro dei suoi progetti perche’ progetti scuola non bastano se non sono supportati da clubs che possano continuare lo sviluppo del giocatore.

  6. continuo a vedere questa discesa in campo come l’exit strategy ideale di benetton dal rugby. mi candido per cambiare le cose, non ci riesco, vuol dire che il mio modello non è condiviso e me ne vado. in ogni caso, una brutta cosa per il rugby italiano

    1. guarda, se Ciano e Gilberto ragionano come hanno fatto col basket e volley, non serve alcuna exit startegy, smettono e basta semplice semplice. Non hanno bisogno di fare questi giochetti “politici” semplicemente perchè sono imprenditori e misurano tutto in base ai ritorni che possono avere .

  7. @prb: sì, ma almeno forse è la volta buona che a treviso la finiscono di lamentarsi di tutto, da Munari a Zatta.

  8. A me sembra un po’ forzato, il ragionamento di “prb”.
    Il comunicato lo ha scritto la società.
    Il Benetton è lo sponsor.
    Non ci vedo nessuna exit strategy. Credo semmai che sia il preludio per un impegno anche maggiore. Se si intravedono spiragli per il salto di qualità, per me Benetton allarga i cordoni della borsa. Se invece tutto rimane com’è, anche la sua sponsorizzazione rimane uguale. Non vedo perché dovrebbe finire…

  9. @gsp ma tu lo sai il grado di intervento delle Unions scozzesi e irlandesi in termini di denaro,strutture ,collaborazione e sopprattutto rispetto delle varie identita’? Informati e poi potrai parlare ancora di FIR il baraccone di inetti ridicoli

    1. @federico, io non ho preso minimamente in conaiderazione la FIR. Pensi che la federazione scozzese sia a servizio dei club?

  10. Ma chi vi fa sprecare tante energie nello scrivere tutte codeste cazzate! Tempo perso…date retta a me! In F.I.R fanno come hanno sempre fatto!… solo i cazzi loro.

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