Tonni a Il Grillotalpa: “Ci hanno voluto far fuori”. E Viadana presenta ricorso contro l’esclusione dal Pro12

“Di errori ne abbiamo fatti, certo. Ne ho fatti personalmente, non mi tiro certo indietro. Però diciamo che eravamo in compagnia di chi oggi passa come un salvatore”. Franco Tonni  degli Aironi era il direttore sportivo e in questa intervista rilasciata a Il Grillotalpa si sbottona e dice la sua: “Quando sono iniziati i veri problemi? No, non quando MPS se ne va, come pensano in molti. Le cose sono iniziate a crollare quando il presidente Melegari è andato a chiedere aiuto alla FIR. Se fossimo rimasti zitti fino a maggio oggi le cose sarebbero molto diverse. Avrebbero magari sbuffato, ma tutto sarebbe andato a posto. Il debito vero lo stanno creando ora. Hanno voluto ammazzare gli Aironi”.
L’impressione che ho avuto, almeno da un certo punto in poi, è che si sia deciso di pilotare la crisi verso questo sbocco.
“E’ la verità. Avevamo dei problemi, sì, ma nulla di insormontabile. Leggo certe cifre sui nostri debiti  che sono fantasiose. E poi debiti, bisogna chiarirsi: se un socio decide autonomamente di andarsene quello non è un debito, non avevamo l’obbligo di ridare le quote versate. Se poi uno lo vuole definire debito, allora è un’altra storia”.
Capitolo stipendi, si mormora che siano stati pagati fino a marzo…
“Certo, ci hanno buttato fuori il 6 di aprile. E’ chiaro che aprile, maggio e giugno non sono stati pagati, ma lo saranno. Noi abbiamo fatto un accordo con i giocatori che in caso di difficoltà economiche gli ultimi stipendi sarebbero stati pagati spalmandoli su più mesi, mi pare fino al 15 ottobre o 15 novembre, ora non ricordo. Tanto è vero che nessuno si è rivolto alla federazione per lamentare il mancato pagamento. L’accordo l’abbiamo fatto con la GIRA e l’avvocato D’Amelio era molto soddisfatto”.
Parliamo dei rapporti con la FIR e della famosa fideiussione
“Parliamone. Il controllo sulla fideiussione chi l’ha fatto? La FIR prima e la Deloitte per conto del board celtico poi. La fideiussione era a regola ed escutibile. Certo il presidente Melegari non ne ha fatto un casus belli, ma quello è un altro discorso…
La FIR, che dire. In fretta e furia ci hanno buttato fuori e in fretta e furia ci voleva riportare dentro. Credo che ci si poca serenità e lungimiranza, ma vorrei che una cosa fosse chiara: tutta questa vicenda non è imputabile, almeno inizialmente, nella volontà di Dondi. Sono persone a lui molto vicine, vicinissime, che hanno spinto per questo tipo di soluzione, è stata una forzatura di alcune persone. Non dico altro”.
Una delle accuse che vi vengono rivolte è di aver accettato contratti troppo onerosi per giocatori non più di primo pelo
“Chi ci critica dovrebbe avere la possibilità di leggere il capitolato. Si, abbiamo agito con troppo zelo. Io ho agito con una dedizione fuoriluogo, seguendo però delle precise indicazioni  da parte della FIR e di Dondi. Per entrare in Celtic League il board ha fatto delle richieste alla federazione, che ha girato alle realtà che sarebbero poi state coinvolte. Il primo giocatore che abbiamo messo praticamente sotto contratto, un preaccordo più che altro, è stato Marco Bortolami. Sai quando è successo? Novembre 2009, prima di Italia-All Blacks, molto prima che l’ingresso dell’Italia tra i celti venisse ufficializzato. E chi ci chiedeva di fare di tutto per riportare al di qua delle Alpi il maggior numero possibile di giocatori? La federazione, perché sapevano che questo avrebbe facilitato il via libera del board internazionale. E’ stato un concorso di colpe. Ma certe cose devo dirle: prendete la mia storia professionale e non troverete mai un contratto triennale. Mai. Io non li facevo, ma qualcuno me lo ha chiesto. Il primo anno ho buttato giù un sacco di rospi: chiedevo ai miei referenti federali se erano davvero sicuri di quello che facevano e loro mi dicevano di sì. Salvo poi lamentarsi un anno dopo.  Come nel caso di Sole e Robertson, che sono due ragazzi a cui voglio un sacco di bene, intendiamoci. E poi…”
E poi?
“C’è stato il caso Gower. Aveva un sacco di problemi alle ginocchia ma volevano che lo prendessi. Un contratto da 240mila euro. Io ho detto di no, ne avevo abbastanza e quella roba lì non l’avrei fatta. E Gower non arrivò”.
Dopo Bortolami a chi toccò?
“A Carlos Nieto. Era primavera e trovai l’accordo con lui e con i Saracens, ma all’ultimo non se ne fece nulla perché a Londra avevano avuto una serie di infortuni e Nieto aveva ancora un anno di contratto con loro. Si scusarono ma il giocatore doveva rimanere in Inghilterra. Capita. Allora ho preso Aguero e Perugini. O forse prima Totò, non ricordo…
Comunque tutti i contratti più onerosi sono stati formalizzati dalla FIR, a sbagliare eravamo in due. Io parlavo con gli agenti dei giocatori assieme a Checchinato in rappresentanza della FIR. Se non avessero voluto farli quei contratti lo avrebbero detto. O no?”
Si parla di un contratto molto oneroso per Tyson Keats
“Ho letto. Due cose da dire: stiamo parlando di uno che comunque aveva giocato con Crusaders e Hurricanes. E le cifre circolate (180mila euro lordi) riguardavano i due anni di contratto, non uno. Non pochi soldi, lo so, ma un buon mediano di mischia quanto credete che costi?”.
Farete l’Eccellenza?
“Non credo, non c’è una grande volontà, anzi… Nella vita si vince e si perde, ma quando ti accorgi che c’è un disegno per farti fuori… Deciderà il presidente, ma siamo molto arrabbiati, molto”.
In conclusione…
“Ce l’avremmo fatta. Avremmo dovuto stringere la cinghia, risistemare il piano economico, avremmo ridotto il nostro budget, ma lo avremmo portato al punto in cui io volevo portarlo sin dal primo anno. Sarebbe stato un budget ridotto, molto semplice e lineare, ma totalmente coperto. Non hanno voluto, non ce lo hanno fatto fare”.

Questa la mia chiacchierata con Franco Tonni. Tutto qua? No, perché da Viadana arrivano rumors di un ricorso presentato alla FIR per impugnare l’esclusione dal torneo celtico. Il ricorso sarebbe stato inviato sabato. Nulla di ufficiale, ancora. Probabilmente è arrivato sui tavoli della federazione già ieri. Estate calda, caldissima…

30 risposte a "Tonni a Il Grillotalpa: “Ci hanno voluto far fuori”. E Viadana presenta ricorso contro l’esclusione dal Pro12"

  1. Ale

    finalmente un po’ di chiarezza. Per mesi si è detto tutto e il suo contrario, ora qualche pezzo del puzzle in più c’è e se non dovessero arrivare dalla FIR smentite o precisazioni, vuol dire che il quadro delineato da Tonni è reale e quanto mai preoccupante. Che senso ha cancellare quanto fatto per ripartire da zero ancora se le condizioni erano queste… Qualcuno da Roma dovrà dare spiegazioni.

  2. Ma'aRhuffi

    da trevigiano,questa intervista rispecchia l’idea che in molti si sono fatti su questa triste storia messa in piedi dai federali,bene a fatto Treviso a tenerli a distanza,attegiamenti che con il rugby centrano poco,mi spiace poichè se non si cambia rotta non faremo molta strada,penso a tutti quei consiglieri federali veneti che imputavano ai Benetton di non fare squadra…ma per fortuna da tempo si sà di che gamba sono zoppi in federazione…Tonni sbaglia solo a pensare che ci fosse un disegno,troppo complesso per le loro capacità e per quel poco cervello che si ritrovano,questa è la conseguenza di chi naviga a vista sbagliando continuamente rotta!!

  3. gsp

    piu’ leggo tonni e melegari, piu’ mi convinco che la decisione sia stata giusta. sul piano sostanziale, mia personalissima opinione.

    pero’ se pensano di aver subito torti dal punto di vista legale, fanno benissimo a fare il ricorso.

  4. MArko the beast

    Ongaro 300 mila euro lordi, perugini 300 mila euro lordi Bortolami 300 mila euro lordi. Del fava 250 mila euro lordi… ecc ecc ecc…Grillotalpa ma chi ti da le notizia false su Keats??? Non sarà proprio l’uomo di M , futuro team manager della franchigia?
    Fabio Ongaro Vergognati, leccuculo

  5. “[…]ma vorrei che una cosa fosse chiara: tutta questa vicenda non è imputabile, almeno inizialmente, nella volontà di Dondi. Sono persone a lui molto vicine, vicinissime, che hanno spinto per questo tipo di soluzione, è stata una forzatura di alcune persone. Non dico altro”
    …che parli di “A.G”??? comunque lancia il sasso e nasconde la mano…doveva farli dei nomi…

  6. Ale

    GSP, Da quello che si legge mi sembra che continuare a buttare la croce addosso ai viadanesi diventi una questione di antipatia personale e dunque discorsi da bar. Tanto è vero che non argomenti minimamente il fatto che Melegari e Tonni (e tutti i tifosi gialloneri di conseguenza) meritino lo scippo federale che ad oggi sta portando solo ombre e nessuna luce sul movimento ovale italiano

    1. gsp

      @ale, io ho assoluto rispetto per tutti i tifosi viadanesi, ritengo che viadana sia un’isola felice del rugby italiano. ho anche rispetto per la passione e l’onesta di melegari e tonni. la devozione e passione dei viadanesi e’ encomiabile.

      pero’, c’e’ un problema oggettivo di finanze (secondo me). che non ricade sulla simpatia/antipatia/bravura, ma e’ un fatto oggettivo. per fare la CL ci vogliono almeno 4mln che non ci sono (come non ci sono in nessun altra parte d’italia).

      e ti diro’ di piu’, io ho sempre pensato che la soluzione ideale fosse lasciare la squadra a Viadana almeno per i prossimi, con Melegari che diventava sponsor, garantendo investimenti pubblici e la permanenza del grande rugby. invece la strategia di melegari e’ stata del tutto assurda e controproducente. per il bene di Viadana, lui avrebbe dovuto mettere da parte aspettative personali. Non aveva bisogno dimostrare che di rugby ne capisce, perche’ quello non era il suo ruolo.

    2. gsp

      aggiungo, come in ogni societa’ se tonni e melegari diventano un criticita’ del rugby a viadana e’ bene che si facciano da parte. perche’ il bene della squadra, intesa come collettivita’, vengono sempre prima. l’immedesimazione non puo’ essere totale ed assoluta.

  7. Ale

    Power. I nomi sono usciti da soli: Nino Saccà e Alfredo Gavazzi. Il primo era nella commissione ed il secondo è l’unico federasta uscito sui giornali spiegando senza ovviamente dire nulla cosa è successo. Il patron di Calvisano ha vissuto questi due anni di Aironi covando rabbia ed invidia e alla prima occasione…ha dato la spallata. Nessuno va a vedere i conti degli altri club: Parma e Livorno in primis, come mai?

    1. ciao Ale la mia era una domanda retorica…leggendo quello che scrivi posso immaginare che quando alle prossime elezioni (uso le tue parole perché dove vivo io è pericoloso pronunciare quel nome) “il secondo è l’unico federasta uscito sui giornali spiegando senza ovviamente dire nulla cosa è successo” diventerà il nuovo presidente della F.IR. ti gireranno ancora di più le “odd shaped balls”

  8. Gacri

    Si tutto bello Tonni,
    Ma ti dimentichi una cosa importantissima. Per entrare nei canoni per presentare una franchigia, c’era un minimo di budget. Se lo abbassi, potevano esserci altre 2/3/5/10 altre società che si presentavano.

    1. san tommaso

      non direi visto che non si è presentato nessuno a rilevare gli aironi, e la nuova franchigia federale a detta fir verrà fatta sui giovani proprio per risparmiare . leggendo Tonni si intuisce che l’operazione sia stata pilotata proprio perche la fir vuole farsi la franchigia su misura come a fatto in serie a con l’accademia

  9. Rabbidaniel

    Come risultato ci sarà una bella franchigia Federale a Parma, a casa di Dondi, gratuitamente, dopo che le parmensi si sono ritirate dagli Aironi per problemi finanziari.
    Parma, why Parma?
    Ma quante ne devono fare Dondi & Co. perché la gente ne abbia ribrezzo?

    1. M.

      Quanto ci costerebbe in penali non presentare la squadra? Ecco sarebbe allo stato attuale la cosa migliore. Chi può vada all’estero, gli altri Aironi in Eccellenza così forse facciamo qualche figura un filo meno barbina in Challenge e la Fir e i suoi personaggi da baraccone fuori dai danni che possono fare in questa nuova squadra.

  10. Ale

    @M. E quanto ci costerà tenere in vita una franchigia federale senza appeal, già antipatica prima di avere un nome e un’identità e con atleti che ci sono e non ci sono perchè stanno scappando ben lontano? La scelta meno costosa e che evitava la figura di merda di tutto il movimento italico era mantenere il tutto a Viadana e iniziare a preparare l’ingresso nel secondo quadriennio. ma questo significa programmare e in FIR è un termine che non conoscono. Il danno ora è irreparabile, in un colpo solo si sono buttati nel cesso due anni di esperienza preziosissima in CL, un club importante come Viadana e ci si farà ridere dietro da gallesi irlandesi e scozzesi nei prossimi 2 anni. In più dubito che rinnoveranno – dopo questa bella figura di merda – la possibilità all’Italia di partecipare in futuro. Sono catastrofico? Spero tanto di essere smentito

  11. M.

    Caro Ale non solo concordo ma aggiungo che se la questione era veramente solo economica la Fir avrebbe chiaramente dato l’aiutino che Melegari chiedeva in prestito, anche un nano da giardino capisce che era meglio spendere quella cifra (per altro per poi riaverla indietro) piuttosto che spendere 10 volte tanto per la squadra federale.
    Ma la questione non era evidentemente di quel genere: visto il disastro che stanno facendo meglio fare un passo indietro, se possiamo, iscrivere in Celtic solo Treviso, se ce lo permettono, lasciare liberi i giovatori di accasarsi in Eccellenza e all’estero, mandare in Heineken la prima dell’Eccellenza e usare i soldi che si dilapiderebbero in questa fantoamtica squadra federale per aiutare il nostro campionato e il rugby di base. Sarebbe una solizione imbarazzante per il movimento nazionale ma forse meno che vedere la nuova franchigia in mano a chi sappiamo, senza pubblico, senza squadra, senza dirigenza e staff definito a giugno andare a pigliare scoppoloni dalle seconde squadre celtiche…

  12. Picco

    Questi federali totalmente incompetenti prima non volevano Treviso, e ora hanno ucciso Viadana.
    Meditate gente, meditate!

  13. superpeppe

    io non capisco come qualcuno a partire dall’intervistatore possa pensare che ci sia del dolo da parte di fir, federazione additata come esempio dal CONI, ricca e relativamente felice, in questa faccenda. errori, probabilmente sì. ma premeditazione, addirittura il complotto ordito nell’arco di due anni per fottere melegari&co mi sembra veramente qualcosa di molto vicino alla paranoia. la fir mi sembra quella che, da questa faccenda, prende solo oneri e nessun onore. ma a sparare su chi governa, in questo paese, sono sempre stati capaci tutti.

    1. M.

      Carissimo superpeppe:
      perché mai la Fir non ha accettato di aiutare una franchigia avviata, che dava i primi risultati, con campo, tifoseria, tecnici consolidati (e per quanto mi riguarda tecnici pure capaci). Perché non ha accettato di aiutare spendendo (anzi prestando) un decimo di quanto spenderà imbarcandosi in un’avventura insensata, perdendo tra l’altor i giocatori nazionali per cui si era aperta l’avventura celtica. Se rispondi a questa domanda allora ti do ragione.

  14. superpeppe

    non credo – ma posso sbagliare – che fir potesse “prestare” denaro agli aironi. non credo sia possibile che una federazione presti denaro ad una squadra (se sbaglio correggetemi) e di certo fir non poteva fare due pesi e due misure con treviso (bravissima a lamentarsi attraverso i suoi giornalisti amici…) che avrebbe a sua volta rivendicato altri aiuti. di certo come dici tu a viadana c’era un bel pubblico, i miclas, complessivamente un buon ambiente ed un allenatore che aveva fatto discretamente come phillips ma è anche vero che come ammette tonni stesso che i debiti c’erano, tanto che si era deciso di tagliare gli stipendi e di spalmare su sei mesi tre mensilità. questo mi sembra già un indice di non sostenibilità importante. due pesi e due misure, poi, la fir li avrebbe fatti anche accettando una diminuzione del budget viadanese. metti che il budget fosse stato ridotto a 4,5 milioni di euro: prato, per dire, avrebbe potuto dire di poter mettere a disposizione un budget di cinque milioni, e di avere più diritto di viadana/aironi a partecipare.
    inoltre non credo che una federazione ricca, ma di certo non ai livelli della federcalcio, esulti all’idea di spendere cifre importanti per garantire la partecipazione di una seconda franchigia sapendo soprattutto di non poter mettere in campo una squadra di imberbi accademici facendo una figura barbina (a proposito, Barbini va a treviso o alla franchigia fir?) agli occhi di Pro12.
    non capisco nemmeno i lai di treviso che, a mercato chiuso, per il solo gusto di attaccare fir, dice di non poter fare la squadra quando ha già preso chi doveva prendere perché, e questo è giusto dirlo, non mi sembra che fir stia negando i nullaosta a chi li sta chiedendo per andare a treviso forzandoli a rimanere nella nuova squadra. tutti poi si dicono sicuri che si giocherà a parma, ma a parma il campo risponde ai requisiti di pro12? non mi pare, quindi mi sembra solo uno strumento ulteriore per buttare fango su dondi.
    io non conosco di persona dondi, e di certo se è lì da vent’anni avrà il suo pelo sullo stomaco e saprà fare politica, ma pensare che l’unico suo scopo fosse farsi la squadra a parma mi sembra improbabile. o meglio, avesse voluto farlo l’avrebbe fatto due anni fa, al momento dell’ingresso in pro12. perché complicarsi vita e credibilità nell’anno delle elezioni quando, per definizione, bisogna accontentare tutti? se ci fosse stata la possibilità, o solo la voglia di autoconservare la propria posizione, non sarebbe stato più facile per dondi far saltare fuori magicamente i soldi per gli aironi, prendere i voti di viadana e della lombardia in un sol colpo ed andare tranquillo tranquillo verso le elezioni invece di impegolarsi in questa faccenda che rende lui e la fir invisi a buona parte della gente. mi sembrano tutte valide argomentazioni a sfavore dell’ipotesi del complotto e della volontà di fir di farsi questa squadra a tutti i costi?

  15. M.

    Il prestito: io non credo che Benetton avrebbe avuto chissà che da ridire tanto più che erano soldi richiesti a “tempo”. Non so se la Fir poteva farlo, certo era nell’interesse del nostro movimento che lo facesse. Avrebbe speso meno e avrebbe salvato il cumulo di esperienze e di progressi degli Aironi. Oltre che tutta la spesa fatta per aggiornare lo Zaffanella.
    Debiti: da parte viadanese sono negati e si dice che le difficoltà erano rispetto al chiudere l’anno al meglio e per programmare solidamente il futuro. Non a caso hanno pagato fino a marzo, non mi pare un ritardo così abissale. Andrei a vedere cosa succede in Eccellenza ma pure in molte squadre all’estero se pagano a 60 giorni ad es.
    Budget: se riducevano e avevano lo stesso una squadra competitiva non andava bene? Tanto più che i giocatori stessi erano arrivati con la proprietà, tramite loro sindacato, ad un accordo. Tanto più che sono i giocaotori i primi che non firmano con la Fir, una ragione ci sarà. O magari preferiscono andare a fare la 3-4 scelta in Inghilterra piuttosto che fare i titolari nella nuofa squadra.
    Treviso: si lamentano e più che a ragione. Gli cambiano un anno sì e l’altro pure le regole in corsa su stranieri, dove metterli, quanti metterne, gli bloccano i trasferimenti (è stato ufficializzato mi pare solo Ambrosini e La Grange, giusto? Le altre per ora sono voci). E su De Marchi quante storie hanno fatto, per dire?
    Dondi: i voti della “Lombardia-Emilia” li ha anche se mette i presidenti nel consiglio della franchigia, se fa giocare a Calvisano o Brescia (Giavazzi è il “commissario” per risolvere la cosa, giusto?) o Monza o Piacenza o Reggio (di cui ha preso Ds): perso il sostegno di Viadana ha accontentato tante altre bocche.
    Complotto: non so se si tratti di questo, a me però pare che si è agito in maniera sconsiderata, contro gli interessi del movimento, ritrovandosi poi col cerino in mano e facendo una figura di m di dimensioni non indifferenti. Mi pare poi che il senso per cui era nata la Celtic (far rienrtare i nazionali, far crescere la competitività delle squadre d’elite) sia miseramente crollato. In cambio abbiamo una Fir che straspende per una squadra in fieri e certamente non competitiva e l’Eccellenza ancora più indebolita a fare ridere in Challenge. Per non palrare del rugby di base cui viene desinato una percentuale ridicola del bilancio Fir.

  16. Signori, più leggo e più penso che il problema non sia o meno il complotto, quanto il disegno politico miope e becero. E più vado avanti e più credo che ci siano una serie di personaggi, come Checchinato per esempio, capaci di tramutare in m tutto quello su cui addirittura posano gli occhi. Ben venga chiunque alla presidenza FIR, ma Dondi mobbastaveramenteperò.

  17. Picco

    Due errori fondamentali.
    Il primo:
    pensare che la FIR abbia premeditato.
    Ciò dimostrerebbe una visione strategica che Gargamella & poltrone varie non hanno mai avuto.
    A riprova di ciò la continua ricerca del cambiamento di rotta, senza un progetto definito.
    Semmai la FIR ha provato a cavalcare il momento con la solita autoritarietà scambiata per autorevolezza.
    Il secondo:
    pensare che Benetton avrebbe avuto bisogno di denaro.
    I soldi qui a Treviso non mancavano e non mancano, vedasi la recente campagna acquisti.
    Semmai tutta questa faccenda si rivela un meraviglioso “scacco matto ” politico di Treviso alla FIR.
    Cosa che vi confesso riempie le mie serate trevigiane di gioia infinita!

  18. Pingback: Viadana fa ricorso contro l’esclusione | rugbymercato.it

  19. un abbonato

    Finalmente una voce. Fino ad ora nessun commento da politici da tifosi organizzati da societa’ sportive da giocatori. Ma le sorti del rugby a Viadana non interessano piu’? Tutto cio’ che e’stato fatto dalla fondazione deve andare perso?

  20. Pingback: Ragionamenti ad alta voce sulla Cosa Federale – _Campionato Italiano Rugby Eccellenza... e non solo!Campionato Italiano Rugby Eccellenza… e non solo!

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