Italia-Tonga a Brescia. Forse: il Comune non ne sa (quasi) nulla e lo stadio Rigamonti…

dal Giornale di Brescia

È ufficiale, la Federazione italiana rugby ha assegnato a Brescia, allo stadio Rigamonti, il primo test match d’autunno della Nazionale. Ma ciò non significa automaticamente che vedremo allo stadio di Mompiano la partita Italia-Tonga il prossimo 10 novembre. Il consiglio della Fir si è riunito ieri mattina a Parma ed ha «risolto» la questione della sede del primo test match d’autunno (gli altri due erano già assegnati a Roma, Italia-Nuova Zelanda il 17 novembre, e a Bologna, Italia-Australia il 24 novembre). In lizza per ospitare
il match contro gli isolani del Pacifico c’erano Bergamo, Monza, Ascoli, Reggio Calabria e, appunto, Brescia. Alla fine la decisione ha privilegiato la nostra città, lasciando piuttosto sorpresi un po’ tutti.
La candidatura dello stadio Rigamonti era stata proposta alla Fir dalla GSport di Montichiari, società che si occupa di pubblicità e cura la Nazionale di rugby e anche lo stadio di Brescia. Non risulta che prima del consiglio federale di ieri ci siano stati contatti con chi dovrà concedere lo stadio e soprattutto far sì che sia all’altezza di un match internazionale di rugby. In pratica nessuno aveva chiesto nulla al Comune di Brescia, proprietario della struttura, e nemmeno al Brescia calcio di Gino CorionI che, pur con qualche problema, gestisce il Rigamonti.
Tuttavia i consiglieri federali hanno scelto Brescia ed ora si tratta di vedere se è possibile davvero che Parisse e compagni giochino contro i tongani al Rigamonti. Perchè così com’è lo stadio di Mompiano non sembra proprio all’altezza. Attualmente è omologato per 16mila spettatori, troppo pochi per una squadra come la Nazionale di rugby che fa il pieno o quasi, in qualsiasi stadio giochi.
Certo Tonga non è la Nuova Zelanda che è facile prevedere possa fare il tutto esaurito all’Olimpico il 17 novembre, ma anche se il match non ha l’appeal da 80mila spettatori, potrebbe tranquillamente richiamarne 25 o 30mila. Ma al Rigamonti non ci stanno.
È vero che le norme per le partite di rugby sono meno rigide di quelle del calcio, non sono richieste zone cuscinetto e divisioni tra le tifoserie: ciò potrebbe far aumentare la capienza, ma non di molto. Con qualche intervento si potrebbe arrivare a 22mila, forse a 25mila. Ma in Comune ieri hanno confermato che i soldi non ci sono per fare qualsiasi ritocco allo stadio di Mompiano. E poiché da anni si chiacchiera del nuovo stadio, si annunciano progetti anche faraonici, ma poi risulta che mancano i soldi anche per interventi minimi, non vorremmo che ancora una volta la nostra città si riveli di fatto inospitale per un grande appuntamento sportivo. Era già accaduto 14 anni fa, nel 1998, quando fu Gino Corioni, presidente del Brescia a dire «no» alla partita Italia-Argentina che fu poi giocata a Piacenza. Ora pare che Corioni non possa più mettere veti, ma questo non rende più rosee le prospettive.

Per lo stesso quotidiano Nuri Fatoiahzadeh ha intervistato l’assessore allo Sport della città lombarda. Eccone uno stralcio:

Certamente una «bella notizia». Certamente «un’opportunità per la città». Certamente «si farà il possibile». E altrettanto certamente, però, «se le condizioni restano queste, Brescia si vedrà costretta a dire no». L’assessore allo Sport di Palazzo Loggia commenta così, con un entusiasmo smorzato sul nascere, la scelta della Fir di eleggere il Rigamonti a palcoscenico del primo test match della Nazionale di rugby.
Due i nodi principali da sciogliere: il primo legato agli interventi strutturali («attualmente lo stadio è omologato per 20mila spettatori al massimo»); il secondo al capitolo fondi. «Se effettivamente i 25mila posti sono una prerogativa inderogabile ci troviamo in grosse difficoltà, perché di sicuro non riusciamo a garantirli – spiega l’assessore -. Nonostante
l’impianto di Mompiano sia di fatto da Serie A, non può permettersi di andare oltre i 16-20mila spettatori per via delle ultime normative in materia di sicurezza. Superarli comporterebbe lavori strutturali pesanti, che non potrebbero portare ad altro se non ad un abbattimento della struttura per poi ricostruirla ex novo. Ed è un’operazione impossibile».
Impossibile tanto per il fattore tempo, quanto per il solito ritornello: la spesa.
Già, perché se è vero che il problema concessione non esiste («il Brescia Calcio di
certo non potrebbe opporsi a prestare la struttura, visto che non solo il contratto
per la stagione in corso non è ancora stato siglato, ma neppure ha ancora versato
l’affitto per la scorsa stagione»), ad essere più concreta è l’incognita costi. «Il Comune non ha risorse. Gli unici fondi appostati a bilancio erano pensati per la manutenzione delle diverse strutture sportive, ma non si tratta di grandi somme». (…)

8 pensieri riguardo “Italia-Tonga a Brescia. Forse: il Comune non ne sa (quasi) nulla e lo stadio Rigamonti…”

  1. Cioè… questi assegnano la sede prima di aver raggiunto un accordo con l’amministrazione? Senza parole…

  2. Che la FIR cambi nome in FNIR (Federazione Nord Italia Rugby).. dal Sud un profondo VAFFANCULO a Dondi & Co!!! Scusate la volgarità ma anche al Sud esiste il rugby ed esistono i rugbysti e anche noi con tutti i sacrifici che facciamo per poter mandare avanti le giovanili o una semplice squadra vorremo vedere l’Italia giocare da noi!!!

    1. Caro presidente Dondi, sarebbe opportuno che Lei in prima persona e senza delegare alcuno, rendesse pubblica la motivazione che ha portato “verso” Brescia la decisione di assegnare alla stessa l’organizzazione dell’evento. Voglio continuare ad illudermi che nello sport, e nel nostro in particolare, certe manovre (o giochi) stanno alla larga; ma quasi certamente così non è. Voglio inoltre dirLe che comunque vanno le “cose” IO Amo il Rugby………………….e Lei????????

      1. Sei O:K:. ma troppo gentile dopo Milano Torino ora Brescia capisci in che mani siamo???????

  3. il rugby va giocato dove è seguito e dove si sa che cosa sia!!!!! è giusto che si giochi nei fulcri rugbystici e non dove le persone non sanno neanche distinguere questo sport dal football americano!!! (se sanno cos’è!). quindi rugby nel nord italia per forza!

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