Il “no” di Torino a Italia-Tonga: assessori e signori del calcio, almeno non perculateci

Lo so, l’espressione non è esattamente signorile, ma a volte te le tirano davvero fuori. Quindi scusatemi, ma questo non è un articolo ma uno sfogo.
Perché io posso capire che  il calcio in Italia è un qualcosa di intoccabile, nonostante tutto, per ragioni economiche ed elettorali. Però non pigliateci in giro, trattateci da persone adulte. Diteci che così avete deciso e che così deve essere. Punto. Preferisco un atto di arroganza e di ignoranza sportiva piuttosto che essere trattato come un deficiente.
Perché non potete dirci che “non sappiamo se ci sarà il tempo per una eventuale rizollatura”, perché appunto è eventuale e perché se dopo nemmeno una settimana annunciate che uno dei prati negati all’Italrugby – in questo caso San Siro – verrà ricoperto con un manto sintetico, beh un po’ presi in giro abbiamo tutto il diritto di sentirci.
Perché non potete accampare a scuse di calendari, che ancora non sono stati stilati.
Perché non capisco che differenza possa esserci tra Milano e Roma, due squadre di calcio in entrambi i casi che giocano nello stesso stadio e che hanno anche “l’ingombro” delle coppe europee, ma da una parte la soluzione la si trova e dall’altra nemmeno ci si prova.
Perché a Torino non c’è nemmeno la scusa della coppa europea.
Perché non è possibile che l’amministratore delegato della società che gestisce lo stadio di San Siro (50% Inter e 50% Milan, lui in quota nerazzurra) tutto candido arrivi a dire “volevamo chiedere agli All Blacks di spostare la partita di una settimana ma ci è stato detto che non era possibile”, chi diavolo vi credete di essere? Bastava una breve ricerca su Google per scoprire in pochi minuti che i calendari li fa l’IRB e sono stati stilati due anni fa e capire così subito la stupidità della contro-proposta.
Perché non è possibile che questa idiozia venga detta dall’amministratore delegato di cui sopra e che un paio di mesi più tardi venga ripetuta da un assessore di Torino.
Basta. Diteci che non ve ne frega nulla. Diteci che a Milano lo stadio lo pagano Inter e Milan e che quindi ci fanno quello che vogliono, diteci che a Torino i tifosi granata sono più importanti di quelli del rugby perché possono decidere o meno una rielezione. Saranno motivazioni discutibili ma sono dei perché. Ma non pigliateci in giro, non lo meritiamo.

24 pensieri riguardo “Il “no” di Torino a Italia-Tonga: assessori e signori del calcio, almeno non perculateci”

  1. Paolo scusa tu che sei più aggiornato di noi, Italia-Australia che si dovrebbe giocare a Bologna è confermata oppure è in forse anche questa? Visti i no che continuano ad arrivare. Grazie.

      1. Condizionale d’obbligo? Speriamo vamolà, non vorrei vergognarmi anche della mia città;-(

  2. Non poteva essere diverso. Da una parte la spocchia sabauda, é emersa completamente.
    Come astigiano e quindi, a detta del Carducci, repubblicano, non mi freno nel dichiararla.
    Dall’altra il volersi allineare alle decisioni meneghine, quasi a mostrare un comportamento univoco di un certo mondo, che ama strizzare l’occhio al mondo “rotondo” per i più svariati motivi.
    Il fatto della rizzollatura poi, mi fa ridere e scompisciare. Come se al posto di trenta giocatori, per ottanta minuti sul manto erboso dello stadio, facessero prove di “Carica !” Il “Savoia Cavalleria” e i “Lanceri di Montebello”.

    Se all’Avvocato, fosse piaciuto il rugby, piuttosto che la “Juve”, avremmo avuto gli AB, tutti gli anni o quasi.

  3. è evidente che oggi, per quanto una partita di rugby può offrire in termini di lascito sportivo e di capacità di produrre un evento positivo, fa paura a molti…

  4. A me sembrerebbe ancora più ovvio che, prima di annunciare la sede di una partita, ci si sia già preoccupati di mettersi d’accordo col padrone del campo. Che ha, ovviamente, i ca##i suoi da smazzare visto che non ci coltiva patate. Capisco che il buon senso sia merce rara, ma non credevo così introvabile.

  5. va bene…tutti avete detto una verità…ma io mi chiedo ” meriti a parte” la FIR che corno fa e che cosa fa per evitare questi inconvenienti ???
    Non una parola IN GRANDE sui giornali per denunciare la posizione morale di questi ammalati del calcio…(perchè quella materiale forse la potrebbero anche avere.i gestori degli impianti)
    Non un commento sulle TV ( ci sarà una che si presta,no?) Parlano tutti in questo paese, anche per dire,o solo per dire,delle grandi fesserie politiche;possibile che non ci sia un membro della Direzione FIR che vada e dica qualcosa ?
    Cosa serve dircelo qui tra noi ????
    Piangiamoci pure addosso e poi andremo a votare ( mi riferisco alla FIR,naturalmente !)
    salve
    p.s. se qualcuno sa cosa è successo con la trasmissione della seconda semifinale dell’ Eccellenza prevista con grande magnanimità dalla RAI per sabato sera in differita, e sparita nel nulla

  6. “Perché non capisco che differenza possa esserci tra Milano e Roma, due squadre di calcio in entrambi i casi che giocano nello stesso stadio e che hanno anche “l’ingombro” delle coppe europee”… la Roma è matematicamente fuori sia dalla Champions che dall’Europa League, le due milanesi invece saranno entrambe in coppa (una in Champions e l’altra quantomeno in EL).

    1. quando si è deciso il “trasloco” degli All Blacks la Roma calcio era ancora in corsa per l’Europa. Ma l’Olimpico è diverso, è di proprietà del CONI, non deve chiedere il permesso a nessuno, nemmeno fossero tre le squadre di calcio coinvolte

  7. Ah, dimeticavo…con Italia-Tonga a Torino lo stadio mica l’avrebbero riempito, da un’altra parte (Reggio Calabria? Pescara? Ancona? Ascoli? Palermo?) magari sì. Meglio così.

  8. ormai e’ il test di stupidita’. quando qualche politico locale chiede ‘si puo’ spostare la partita’? il risultato e’ assolutamente positivo.

  9. Che cosa fa la FIR…bella domanda, in particolare cosa fanno le strutture Marketing, Organizzazione Grandi Eventi, Consulente Commerciale, della F.I.R.?!?!? Uno staff di una decina di persone (andate a vedere l’organigramma sul sito F.I.R.) a cui si aggiungono società specializzate esterne amici degli amici che ad oggi, da quando sono state divulgate le date degli incontri (estate scorsa), non sono ancora state in grado di individuare gli stadi dove svolgere i T.M., contattare le amministrazioni comunali o gestori di competenza, predisporre la relativa documentazione e contrattualistica, sviluppare un piano marketing e di sviluppo commerciale!!!

    E come non dimenticarci le “eccellenti” organizzazioni dei T.M. del 2010 e con quali e quanti ritorni economici per la F.I.R.!!!

    I funzionari di quei famosi uffici FIR, invece, indicano luoghi e sedi di T.M. e Finali Nazionali, senza aver mai contattato chi di dovere o visitato i luoghi!!! Come non ricordarsi, tra le tante chicche, la decisione di organizzare la finale del campionato italiano di Eccellenza all’Arena Civica di Milano!!!

  10. La Federazione Italiana Rugby esprime la propria sorpresa per l’imprevedibile indisponibilità della Sede di Roma per i prossimi Test Match. Le strutture Marketing, Progetto Panza e Statura, Organizzazione Grandi Eventi, nonché i relativi parenti e appaltatori, hanno infatti verificato la temporanea inagibilità dell’impianto “Anfiteatro Flavio”. Tale inagibilità non è stata accertata direttamente causa mancanza di sufficiente numero di biglietti per la delegazione ma risulta tuttavia autorevolmente confermata da alti gradi dell’esercito presenti nelle immediate pertinenze, riconoscibili nella foto di gruppo dall’elmo e corazza. Nel prossimi giorni è convocato il Consiglio Direttivo presso la trattoria “La pajata” per deliberare sulle sedi alternative secondo gli Scopi Federali.
    L’Ufficio Pianificazione Logistica della Federazione Italiana Rugby.

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