Giovanelli getta il sasso-franchigia nello stagno di Parma. E manda Morisi a Treviso

Michele Ceparano per La Gazzetta di Parma

Qualcuno lo ha definito il «miglior acquisto» dei Crociati. E’, comunque, innegabile che quando Massimo Giovanelli, a fine gennaio, ha assunto l’incarico di direttore sportivo della
società presieduta da Luigi Villani la squadra gialloblù ha ricevuto una salutare sferzata culminata nella salvezza arrivata sabato a Prato al termine di una stagione davvero travagliata. Il «Giova», da sergente di ferro quale è, ha portato grinta. E soprattutto idee, come la trasmissione da lui «inventata» in onda il lunedì sera su Tv Parma, che ha riportato il rugby nelle case dei parmigiani. Inoltre, a breve, illustrerà nuove iniziative per coinvolgere la città. Fermarsi, quindi, è vietato. Nemmeno per festeggiare lo scampato pericolo. (…)
«Certamente dall’inizio del campionato molto è stato affrontato non con sufficiente accortezza dal punto di vista gestionale. Infatti, sia i punti di penalizzazione arrivati per la
nota questione delle sostituzioni contro il Reggio sia la squalifica che ha colpito alcuni giocatori che sarebbero dovuti andare in forza ai reggiani, sono sintomi di una gestione un po’ difficoltosa dal punto di vista organizzativo. Ma la crisi economica non ha colpito solo noi;
ha morso a livello globale. E’ ovvio che nell’ambito sportivo ha creato non poche difficoltà».
Leviamoci subito il dente. Voi, come Crociati, avete dei contenziosi ancora aperti per
quanto riguarda gli stipendi?
«Che ci siano difficoltà economiche nel rugby italiano è sotto gli occhi di tutti e il caso degli
Aironi lo dimostra. Problemi ne hanno, però, anche i club che si stanno disputando lo scudetto: anche tra loro c’è chi è in ritardo di mesi sul pagamento degli stipendi. E’ una situazione diffusa che non deve, però, diventare una scusante per una cattiva gestione. Qui da noi, comunque, sono state assunte delle responsabilità che ora vanno onorate, sapendo però che le tempistiche saranno un po’ più lunghe. Ma è un fatto fisiologico dovuto a una situazione economica difficile».
Lei, a fine campionato, oltre alla sua, ha anche ringraziato le altre società del territorio.
«Ringraziare è poco. Senza l’apporto logistico di Amatori, Rugby Parma, Noceto e Colorno i
Crociati non sarebbero esistiti e non sarebbero arrivati in fondo a questo campionato. Devo dire che, oltre al supporto logistico, è stato fondamentale anche quello morale che hanno dato alla squadra. Negli ultimi due mesi c’è stata quasi una gara a esserci vicini. E’ un segnale forte che dimostra che oggi i Crociati rappresentano tanto per il nostro territorio».
E’ possibile allora una realtà allargata anche ad altri? In altri termini, torna alla ribalta la fusione tra tutti i club?
«Il termine fusione crea ancora un po’ di difficoltà. E poi i tempi non sono ancora maturi. Ma lavorare a progetti comuni si può. Noi ci proponiamo di rappresentare Parma in Eccellenza, ma con la collaborazione di tutte quelle società che hanno scritto la storia del nostro rugby. Al di là della prima squadra, infatti, è fondamentale la presenza sul territorio. E i Crociati hanno senso di esistere se rappresentano al massimo livello tutto ciò che si muove nel territorio parmense. Qui il rugby ha il potenziale per diventare il secondo sport dopo il calcio. Ma bisogna lavorare per portare i Crociati anche nei centri non canonici della provincia».
Ora, comunque, c’è da costruire la prossima squadra di Eccellenza. I pezzi migliori come Morisi rimarranno?
«Morisi è un permit player, ha grandi qualità tecniche e una strada già spianata con il Benetton Treviso. E’ ovvio, però, che se vuole rimanere con noi a fare esperienza per un altro anno va benone. Il caso di Morisi mi permette di affrontare il tema del futuro dell’Eccellenza che deve essere una sorta di cuscinetto tra il rugby di base, che forma i giocatori, e le franchigie che si esprimono ad alti livelli. A questo scopo sarà fondamentale anche la sinergia con le Accademie». (…)

La ricostruzione degli Aironi? Tagli di spesa, Gajan e Troncon. Se ci sarà…

Leonardo Bottani per La Gazzetta di Mantova

Aironi 2, il rilancio. Non è il titolo di una squadra di rincalzi a caccia di riscatto ma la prospettiva che sta prendendo corpo per il futuro della franchigia di rugby.
L’incontro di ieri in Regione, con Melegari e Dondi faccia a faccia, ha acceso l’ipotesi della
partecipazione della società di Melegari al bando per l’assegnazione della poltrona celtica
tolta il Venerdì di Pasqua dalla Fir. In un comunicato congiunto si legge, tra l’altro, che c’è «la volontà di continuare a lavorare in questi giorni per trovare u na soluzione che permetta agli Aironi di continuare l’attività a Viadana, tutelando gli importanti investimenti messi in campo». Obiettivo comune, permettere agli Aironi di «ripresentare la propria candidatura per l’assegnazione della licenza Celtic League a pochi giorni dalla scadenza (ovvero domani, 25 aprile, ndr) del Bando indetto dalla Fir».
Dondi quindi ha riaperto ufficialmente il dialogo con Melegari per trovare una soluzione.
Si tratta essenzialmente, come si evince dal comunicato stesso, di lavorare «a un piano di
contenimento dei costi di gestione» per garantire la stabilità economica necessaria a continuare l’avventura dopo il tradimento di alcuni soci parmigiani e di Mps. Tagli, quindi: si lavorerà per ridimensionare in primo luogo i contratti dei giocatori e dello staff tecnico.
Quest’ultimo, come da più parti si ventila da giorni, pare sempre più destinato a essere modificato con l’innesto dell’ex azzurro Alessandro Troncon e del tecnico francese Christian
Gajan mentre la Fir dovrebbe coprire gli stipendi di tutto il nuovo staff. (…)

Aironi, tra schiarite con la FIR e pizzicotti alla RAI (giustificati…)

Alessandro Soragna per La Gazzetta dello Sport

Schiarite in vista per il futuro degli Aironi in Celtic League. L’incontro di ieri da franchigia, Regione, Fir e comune di Viadana, ieri al palazzo Lombardia di Milano, ha portato a un comunicato congiunto che sottolinea «la volontà di continuare a lavorare per
trovare una soluzione». Una situazione assai differente rispetto alla rottura di inizio mese sull’asse Roma-Viadana. Il 6 aprile scorso, di fronte alle difficoltà economiche e alle richieste d’aiuto della franchigia, il consiglio federale revocato la «licenza celtica» agli Aironi, aprendo un bando per le prossime due stagioni (scadrà domani) e prefigurando un intervento diretto, se non ci fossero, come pare, alternative private credibili. La minaccia di diffida da parte della franchigia, con il rifiuto di rispondere al nuovo bando, avevano poi innalzato i toni. Nel frattempo però è intervenuta la mediazione della Regione, che per l’adeguamento delle strutture viadanesi agli standard celtici ha investito 4,2 milioni, 1,4 dei quali già spesi. Un impegno che, ha fatto capire il Pirellone, sarà rispettato solo in caso di conferma
della licenza a Viadana.
Nel comunicato si fa cenno a un «piano di contenimento dei costi» sul quale gli Aironi
stanno lavorando, in modo da poter presentare la nuova candidatura entro domani, in occasione della scadenza del bando. Il Consiglio Federale convocato a Bologna per venerdì metterà un punto definitivo alla questione.
Il presidente federale Giancarlo Dondi conferma: «C’è la volontà di concludere positivamente la vicenda», spiega, facendo poi eco alle parole espresse dal patron degli Aironi Silvano Melegari dopo la sfida con gli Scarlets su un’altra questione scottante, la copertura tv: «L’intenzione è quella di proseguire con Rai, ma a fronte di maggiori garanzie.
Almeno le partite interne dovranno essere trasmesse in diretta, altrimenti potremmo valutare altre opzioni».

La foto del giorno: perché a volte anche Shakespeare fa l’haka

A fine settembre avevo dato la notizia di un festival teatrale a Londra completamente dedicato a William Shakespeare, con una particolarissima versione di Troilo e Clessidra con tanto di haka… Ora è andata in scena.

Fotogallery: tra Benetton e Warriors spunta Corrado Villarà

Qui le altre foto