Mete al Beccaria, il “derby” particolare tra Freedom Rugby e As Rugby Milano

Stefano Landi su Il Corriere della Sera

“Insegnare l’etica delle botte non è facile in carcere, soprattutto di prima mattina. Nell’ora d’aria si impara a gestire la propria aggressività, a prendere colpi stando nelle regole. Il rugby in questo senso è una scuola di vita”.
Juan Ignacio Merlo ha 30 anni, gioca terza linea e ha preso il patentino di allenatore. Da tre anni ha deciso di insegnare, ogni sabato mattina, rugby ai detenuti del carcere minorile Beccaria a Milano. Per due ore raccoglie i ragazzi in cerchio e, con il fare di chi è cresciuto
a pane e palla ovale a Santa Fé in Argentina, insegna regole e movimenti. «Voglio che i ragazzi si divertano imparando la disciplina», racconta Merlo. Nel 2007, dopo un passaggio in serie A a Benevento, è arrivato all’Às Rugby Milano, con cui porta avanti il «Progetto Ovale» al Beccaria, aiutati dagli sponsor Edison, Iveco, Àdidas e Bananas.
La cosa più difficile è formare un gruppo dato il turnover di chi entra, esce o viene trasferito, ma i ragazzi sono sempre di più, anche 15, di nazionalità diverse. Soprattutto sudamericani, di paesi dove la cultura rugbista sta a zero. Da qualche mese sono una
squadra a tutti gli effetti. Un sondaggio interno ha deciso di chiamarla «Freedom Rugby».
Oggi, per sfidarli, Ignacio ha convocato i compagni dell’As Rugby. Il campo è un po’ spelacchiato, comunque bello. A parte le porte da calcio al posto dei pali per giocare a rugby, c’è tutto. Ogni volta servono casacche più grandi, perché i ragazzi in palestra ci danno dentro e il rugby non è roba da maglietta attillata. Arrivano già cambiati dalle celle, Ignacio fa l’appello come a scuola. Sul registro segna i numeri di scarpe e appena può consegna quelle che attraverso la «campagna dell’usato» sono riusciti a recuperare. Un tifo
disordinato esce da dietro le sbarre. Un ragazzo ha dimenticato il paradenti. Glielo tirano dall’alto di una cella in cambio della promessa di una meta.
Ignacio sembra un Robin Williams molto più largo di spalle sui banchi dell’Attimo Fuggente». Chiede ai ragazzi cosa significhi la parola rugby. E loro rispondono, in coro: «Collettivo, volontà». Ricorda il rispetto delle regole: «Devono capire che come nella vita, l’arbitro è un essere umano che può sbagliare, ma non importa: quello che decide è legge».
Poi prende le maglie e una alla volta le consegna: tutti applaudono, soprattutto i ragazzi che per la prima volta scendono su questo campo.
«Il rispetto della maglia è una cosa fondamentale, anche dentro a un carcere dove il senso di condivisione e appartenenza è cosa rara», spiega. «Loro menano e ci tengono che noi facciamo lo stesso: se non placchi e giochi per finta si offendono», racconta Matteo Mizzon, tra i più attivi nel progetto. Durante la partita Ignacio non smette di allenare i suoi ragazzi anche se ci sta giocando contro. «Voglio che imparino a giocare di squadra. Capisci che stai facendo qualcosa di buono quando li vedi incassare duri colpi sul campo e rialzarsi in silenzio».
Nell’intervallo i ragazzi sono abbracciati in cerchio e lo ascoltano. «Ti ringraziano perché sentono che gli hai dato qualcosa: quando sono venuti in visita al Beccaria alcuni All Blacks (la mitica nazionale neozelandese, ndr), al momento della firma sulle maglie hanno voluto anche la mia all’altezza del cuore».
Per la cronaca, oggi l’As Rugby ha vinto 7 mete a 5, sotto gli occhi felici della direttrice del carcere Daniela Giustiniani. L’ora d’aria sta finendo, c’è spazio solo per un terzo tempo spartano. Basta un tavolino con torte e qualche bibita. Tutti vogliono sapere quando sarà la rivincita. A suon di allenamenti stanno crescendo. Un ragazzo ceceno che ne ha date tante e prese di più si avvicina a Ignacio: «Posso lasciarvi i miei dati, fra un mese sono fuori e voglio ricominciare dal rugby». Lui prende nota ma sa che il reinserimento sarà duro, il rugby è sforzo quotidiano, un atto di fede.

Pro12: squilli esterni per Munster e Scarlets

Il Munster si riprende la seconda piazza vincendo a Connacht 20 a 16 mentre Cardiff deve cedere il passo agli Scarlets che vincono in esterna 26-14.
Leinster praticamente ai play-off, Munster quasi. Poi è bagarre con 5 squadre in lotta per due posti.

FRI – 23RD MAR 12
19:05 RaboDirect PRO12 Leinster 22 – 23 Ospreys
19:30 RaboDirect PRO12 Edinburgh 15 – 29 Newport-Gwent D’gons
19:35 RaboDirect PRO12 Glasgow 29 – 6 Aironi Rugby
SAT – 24TH MAR 12
15:15 RaboDirect PRO12 Benetton Treviso 23 – 27 Ulster
18:30 RaboDirect PRO12 Cardiff Blues 14 – 26 Scarlets
19:45 RaboDirect PRO12 Connacht 16 – 20 Munster
Team Pld Pts
Leinster Rugby Leinster 18 64
Munster Rugby Munster 18 56
Ospreys Ospreys 18 53
Glasgow Warriors Warriors 18 51
Ulster Rugby Ulster 18 50
Scarlets Scarlets 18 50
Cardiff Blues Blues 18 45
Newport Gwent Dragons Dragons 18 33
Benetton Treviso Treviso 18 30
Connacht Rugby Connacht 18 25
Edinburgh Rugby Edinburgh 18 23
Aironi Rugby Aironi 18 19

Top 14: Clermont a ridosso di Tolosa, sorridono anche Tolone, Castres e… Parisse

Dopo la clamorosa sconfitta del Tolosa nell’anticipo del venerdì, il campionato francese registra la pronta risposta del Clermont che batte non senza fatica il Perpignan (29-23) portandosi solo a un punto dalla capolista. Salgono anche Tolone e Castres, che superano rispettivamente Racing e Montpellier. Bene lo Stade Francais che sommerge per 53 a 27 l’Agen (meta anche per capitan Parisse).
Importante vittoria di Biarritz a Lione (17-34), con i baschi che si tirano così fuori dalle sabbie mobili.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Paddy O’Brien detronizzato, mondo arbitrale scosso da un terremoto

Terremoto nel mondo arbitrale. Il boss del fischietti dell’International Board Paddy O’Brien lascia la sua posizione per diventare il responsabile degli arbitri del rugby a 7. Un ruolo importante all’interno del Board, soprattutto in proiezione olimpica, ma innegabilmente un passo indietro.
Un terremoto che colpisce anche il processo di selezione degli arbitri. Al posto di O’Brien infatti viene messo un panel di quattro grandi ex fischietti: Lyndon Bray e Tappe Henning (SANZAR), Donal Courtney e Clayton Thomas (ERC). Il panel si dovrà incontrare almeno quattro volte all’anno con il principale compito di compilare la lista degli arbitri d’elite, ora composta da questi nomi: George Clancy (Irlanda), Jérôme Garcès (Francia), Craig Joubert (Sudafrica), Nigel Owens (Galles), Jaco Peyper (Sudafrica), Chris Pollock (Nuova Zelanda), Romain Poite (Francia), Alain Rolland (Irlanda) e Steve Walsh (Australia).

Fotogallery: un venerdì e un sabato da Super Rugby

Le gare del venerdì

E quelle del sabato