Concertazione, parola sconosciuta nell’Ovalia italica

La rubrica “Mischia aperta”, di Antonio Liviero per Il Gazzettino

Il meraviglioso effetto dei 74mila dell’Olimpico sembra già svanito. Il rugby italiano torna alla dura realtà. Il suo sistema di vertice, ridisegnato in fretta e furia un paio di anni fa con l’ingresso di due squadre professionistiche in Celtic League, scricchiola
pericolosamente.
All’inizio della settimana il primo colpo: la rottura della fragile pace tra Benetton e
Fir, con un secco comunicato della franchigia veneta in cui si respingono le «decisioni
unilaterali» del consiglio federale. Ieri il deflagrare della situazione finanziaria degli
Aironi con le indiscrezioni su dimissioni pesanti ai vertici della Fir: quelle del vicepresidente
Cesare Barzoni, avvocato e uomo politico di Viadana, molto vicino agli Aironi.
Il suo passo indietro, nell’aria da qualche settimana, non trova ancora conferme
ufficiali: ma voci convergenti in questo senso arrivano sia da Viadana che da ambienti federali. E ieri mattina l’interessato, raggiunto telefonicamente dal nostro giornale, non ha smentito le dimissioni, trincerandosi dietro un garbato, ma abbastanza eloquente, “no comment”.
La sua lettera sarebbe stata recapitata al presidente Fir, ma il consiglio non ne sarebbe
ancora stato messo al corrente. In attesa di saperne qualcosa di più, i rumors
attribuiscono il disagio di Barzoni, uno dei due rappresentanti italiani nel Board della Celtic, al rispetto degli impegni nei confronti della franchigia lombarda, in difficoltà economica. Vero che la Fir ha messo a disposizione gratuitamente uno staff tecnico al completo del valore approssimativo di 400mila euro. Che non è poco. Ma a quanto pare non basta, anche
perchè la federazione sarebbe pronta a mettere mano alla fidejussione degli Aironi per fare fronte ad eventuali passivi di bilancio.
Un problema quello economico che ha investito anche i rapporti con Treviso. L’erogazione
del milione della tassa annua di partecipazione alla Pro12 in aggiunta ai 2 milioni per gli ingaggi aveva portato il Benetton al ritiro del ricorso contro la riduzione degli stranieri. Purtroppo la crisi si è di nuovo aggravata. Questioni normative e di metodo. Il club veneto rivendica un coinvolgimento diretto nelle decisioni che lo riguardano, alla luce degli ingenti
costi finanziari sostenuti (oltre il 70% del budget) e della conseguente necessità di rendere
più competitiva la squadra. Nessuno nega l’impegno economico della Fir, ma a Treviso vogliono che venga riconosciuto il proprio, oltre ad una più ampia autonomia nella gestione tecnica.
In Ghirada si chiede un tavolo di confronto franchigie-Fir per concertare le scelte più
importanti. In tutte le parti del mondo le squadre di vertice sono riunite in leghe e
associazioni che ne fanno valere il peso. Il fatto che in Italia i club professionistici
siano stati ridotti a due, non fa venire meno questa normalissima esigenza che può essere
assolta, appunto, dall’istituzione di un tavolo permanente attorno al quale comporre divergenze e concertare strategie comuni. Ho l’impressione che il futuro del rugby italiano passi da qui. Il cerino ora ce l’ha la Fir.

14 pensieri riguardo “Concertazione, parola sconosciuta nell’Ovalia italica”

  1. @Paolo, io farei un post per chiarire, quali erano le richieste di Zatta, quali sono state accettate e quali sono state le nuove richieste.

    sappiamo benissimo che il comunicato della settimana scorsa era una pura cazzata. che le benetton abbia fatto richieste dopo il capitolato lo sappiamo tutti, come sappiamo che si sono incontrati.

  2. Tra l’altro sottolineo ad Antonio liviero, che non considera i costi che la FIR sostiene per il gettone celtic (altri 3 mln all’anno), piu’ viaggi ad arbitri e comitive varie, e produzione delle partite che non prende in considerazione.

    se Treviso vuole togliere il limite al numero degli stranieri, o tenerlo a 5, o prendere due aperture straniere che lo dicano. e spero davvero che la FIR dica di no. perche’ 7/8mln di EUR di soldi pubblici all’anno non si buttano via cosi’, per rimanere col problema del 10 in nazionale per altri 10 anni.

  3. @paolo, dai anche per altro, altrimenti cosa c’era da mettere nero su bianco?

    cmq, ritieni che il post e le fonti che avevi riportato sulle richieste di treviso fosse non veritiero?

    io sto solo cercando di capire, quali sono le richieste.

  4. Un vice Presidente che non ha mai visto una partita della Benetton tranne quella di sabato e cerchi di capire quali sono le richieste!!!! ma dai ma non vedi che di fondo c’è un incapacità manageriale da parte di Fir!!

  5. Oltretutto Treviso ti viene incontro ritirando il ricorso che avrebbe sicuramente vinto e questa è la risposta? Dilettanti sono e vogliono che tutto il movimento torni indietro di quarant’anni, ma per piacere….

  6. Da quello che ho capito in Gennaio Zatta e Dondi si sono incontrati, l’argomento principale era la questione finanziaria poi Zatta deve aver illustrato le idee di Treviso per il resto rimanendo d’accordo che si sarebbero ritrovati a breve per riparlane e decidere insieme cosa e come mettere nero su bianco e proprio qui arriviamo al nocciolo dei problemi venuti fuori nei giorni scorsi.
    Come ha detto Zatta, l’incontro con Saccà doveva essere fatto appunto prima del Consiglio Federale per decidere insieme cosa si sarebbe presentato ma questo non è stato fatto, la Fir è andata avanti da sola presentando il tutto senza prima essersi trovata con Benetton e Aironi.

    1. Zatta ha portato le sue proposte che sono state il larga parte accolte. Che altro vuole?

      Vuole dare l’assenso su tutte le regole? e se benetton ed aironi non sono daccordo che si fa? e se benetton ed aironi insieme vogliono mani libere sugli stranieri, non e’ per niente bene che la federazioni accetti. anzi in quel caso la federazione dovrebbe rispondere a noi.

      1. Un’attimo, prima chiedi quali sono le richieste di Treviso e adesso scrivi che “le sue proposte sono state in larga parte accolte”. Parli per caso delle richieste riportate da Lucchese o a quali richieste fai riferimento?
        Se gli accordi erano di ritrovarsi prima del Consiglio Federale e sono stati disattesi dalla Fir, Zatta ha tutto il diritto di lamentarsi.

  7. A GianniBo io mi riferisco a quelle di Lucchese, se non sbaglio, che erano uscite a Febbraio, relativamente all’incontro con Zatta.

    poi dobbiamo capirci, o Lucchese ha fatto un articolo sul nulla, poi rilanciato da Paolo. o il comunicato della settimana scorsa dice falsita’.

    io voglio solo arrivare al fondo della questione, e del metodo in se non mi interessa molto. ma e’ una mia opinone personale.

  8. comunque sta di fatto che la maggior parte dei giocatori sia di treviso che di viadana non hanno ancora firmato alcun contratto per colpa di questo ritardo da parte della FIR: le stagioni vanno programmate 1 anno prima e non alcuni mesi prima….

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