FIR, Aironi e Benetton, l’incrocio da autoscontro del rugby italiano

Lo scontro con Treviso, la profonda crisi in casa Aironi, la nazionale di Brunel, le elezioni federali. L’impressione – fortissima – è che siamo giunti a un momento davvero delicato per il rugby italiano. I prossimi mesi disegneranno un nuovo scenario, qualunque cosa succeda. Sarà un panorama migliore o peggiore? Difficile dirlo, ma i nodi che da tempo in qualche modo frenano il nostro movimento sembrano essere arrivati al pettine tutti assieme.
I rapporti franchigie-FIR. Per un paio di anni siamo andati avanti dicendo che tra le due squadre celtiche ce n’era una avversa alla federazione (Treviso) e una molto, molto vicina (Aironi). Fotografia non sbagliata, ma le cose in realtà sono un po’ più complesse, con Viadana che per due anni avrebbe fatto in realtà buon viso a cattivo gioco: rapporti con Roma meno buoni di quanto si raccontasse e condizionati da uno sbilanciamento di forze certo non a favore della giovanissima franchigia, debole da un punto di vista organizzativo ed economico. Come tutte le cose appena nate. Rapporti che si sono fatti sempre più tesi, fino a giungere agli scontri dell’ultima settimana. In riva al Po si aspettavano qualcosa di molto diverso da quanto uscito dal Consiglio Federale di venerdì scorso. Più fonti interne agli Aironi mi hanno raccontato la situazione che vi ho appena descritto, fonti che poi mi hanno confermato che fino a ieri sera a Viadana non è stata recapitata nessuna comunicazione con il dettaglio delle “migliorie” al capitolato per il torneo celtico e che le stesse sono state lette da Melegari in giù solo su giornali e siti.

Se poi si entra nel merito le cose non migliorano, con problemi e criticità sul lato economico e sui nuovi paletti per i giocatori, ma quello che ha fatto arrabbiare praticamente tutti agli Aironi è stata “l’offerta” gratuita di un intero staff tecnico. Per i modi e per i contenuti. Il presidente Melegari ha tuonato dai giornali: “non voglio gli scarti della Federazione”. Da Roma avrebbero sondato il terreno per vie traverse per avere chiarimenti sul perché di questa dichiarazione che evidentemente non si aspettavano. Ma Melegari deve aver raggiunto da tempo una sorta di punto di non ritorno e questa volta non è stato zitto.
E la definizione “scarti” non è certo piaciuta nemmeno in ambienti federali, ma di Alessandro Troncon  e Carlo Orlandi (perché è inutile giraci attorno, di loro si sta parlando) il patron viadanese non ne vuole sentire parlare. Brunel infatti avrebbe già comunicato alla FIR che non intende più avvalersi della loro collaborazione: appena arrivato il ct aveva detto che avrebbe preso una decisione in merito al suo staff dopo il Sei Nazioni e ora – a torneo concluso – il duo Troncon/Orlandi non farebbe più parte del suo progetto. L’offerta Fir è stata vissuta come un’offesa fatta agli attuali tecnici delle due franchigie, a prescindere dai risultati tecnici fin qui raggiunti da Benetton e Aironi. E mi permetto di aggiungere che se io fossi uno tra Orlandi e Troncon proprio felice non sarei.

Chiudo con una  battuta che mi è stata riferita da qualcuno interno agli Aironi: “Lo vuoi sapere quante volte in due anni le tre realtà interessate dal torneo celtico (FIR, Treviso e Aironi, ndr) si sono incontrate e sedute attorno a un tavolo per parlare dei problemi, programmare, discutere o anche soltanto litigare? Zero. E non per colpa nostra o di Treviso. Non è mai successo. Né a livello politico con incontri tra i presidenti, né tantomeno a livello operativo e tecnico con i direttori generali. Con una organizzazione così dove vogliamo andare?”.
Parole che, dette nello stesso giorno in cui a Parigi si apre una tre-giorni di discussione plenaria a tutti i livelli del rugby francese, fanno davvero male.

23 pensieri riguardo “FIR, Aironi e Benetton, l’incrocio da autoscontro del rugby italiano”

  1. Non capisco perché il pres. Melegari debba alzare così tanta polvere sulla questione staff gratuito tecnico e manageriale. E’ evidente e pubblico il fatto che ci siano grossissime difficoltà economiche e organizzative all’interno della società viadanese ma si continua a giocare a chi ce l ha più duro senza pensare a quanto sia importante mantenere una franchigia con buone possibilità di crescita in un campionato così importante.
    Ovviamente gli altri club celti hanno già cominciato da 3 mesi a programmare la prossima stagione e questo gli permetterà di concluderà questa senza pressioni, noi invece oltre a terminare questa con notevoli pressioni derivanti da più parti saremo in ritardo sulla prossima stagione e per forza di cose l inizio sarà sicuramente difficoltoso.
    Ce la faremo a cambiare mentalità?

  2. A parte il pilota automatico contro la federazione, ti hanno detto qual’erano le modifiche proposte e volute da melegari?

    O stanno usando queste dichiarazioni per coprire il fatto che melegari ha fallito nel suo compito principale, cioe’ assicurare la stabilita’ finanziaria della franchigia?

    1. Guarda, Melegari ha un sacco di colpe, come tutti. Però la sua posizione è stata forse – paradossalmente – più difficile di quella di Treviso. Di sicuro aveva le mani più legate.

      le proposte degli Aironi sono sostanzialmente quelle del Benetton: una rosa più ampia (dalla Fir ci si è “allargati” da 41 a ben 42. Tieni presenti che Treviso ne chiedeva 49), regole diverse sui permit player, ma soprattutto la certezza delle stesse regole. Negli ultimi due anni le norme sull’utilizzo dei giocatori sono cambiate troppe volte e per di più senza una guida logica. Prendi quest’anno: siamo a fine marzo e le due franchigie non sanno ancora come dovranno comportarsi nella prossima stagione. Come si fa a programmare? Le altre realtà celtiche sono al lavoro ormai da mesi.

      Guarda non c’è nessun pilota automatico contro o a favore di nessuno. Ho le mani e la testa libere, certo ho pure le mie opinioni. Il fatto è che non si capisce mai dove voglia andare a parare la FIR, e questa cosa nel corso del tempo sta crescendo. Dico, l’hai visto il comunicato post-Consiglio Federale? E’ l’apoteosi del non detto, aperto a mille interpretazioni.
      Io voglio una federazione che faccia, che intervenga, che parli con chiarezza e che agisca di conseguenza. Dire “vogliamo il bene del movimento italiano” non significa nulla se poi non parli mai con le realtà principali e quando lo fai è solo per bacchettare o mettere paletti. Ti sembra normale che non si siano mai seduti attorno a un tavolo in due anni? A me no. Lo so che la federazione è un bersaglio molto facile, ma non puoi neanche immaginare quanto mi piacerebbe essere smentito.

      1. Paolo concordo appieno con la tua replica: gli Aironi sono nati in fretta e furia e non è facile creare ed organizzarsi per una competizione internazionale come la CL… inoltre Melegari doveva gestire i rapporti con le varie squadre del parmigiano e si è visto cos’é successo… mettiamoci anche l’uscita di un main sponsor come la Monte Paschi di Siena e la frittata è fatta… Treviso è tutta un’altra realtà, esiste da anni ed è a socio unico con una struttura imprenditoriale… Sulla FIR stendiamo un velo pietoso: è sotto gli occhi di tutti (e quelli che non lo vedono sono totalmente ciechi) che in federazione c’é una gestione schettiniana: si naviga a vista…. Programmazione a medio/lungo periodo inesistente; dialogo con le franchigie inesistente e quel poco che c’é è molto dittatoriale…. Chiaro che è facile andare contro i poteri forti, ma in questo caso è impossibile non andarci…

      2. allora paolo, stiamo sul pezzo, altrimenti facciamo come sempre che e’ colpa di tutti, ovvero di nessuno, indi della federazione.

        il problema e’ che gli aironi non hanno i soldi per l’anno prossimo e per finire la stagione.

        per mesi hai scritto ed abbiamo commentato che gli aironi erano una franchigia federale e questo dava adito a disparita’ di trattamento da parte della federazione. quindi la federazione decide di trattarle esattamente allo stesso modo, dando gli stessi soldi e le stesse regole. ma sembra che non ti vada bene.

        parli di federazione dittatoriale. allora la federazione decide di non imporre assolutamente nulla agli aironi. anzi, gli dice che se trovano i soldi continuano a fare per conto loro, come fa la benetton. se servono i soldi, la federazione alleggerisce di di circa mezzo milione i conti degli aironi utilizzando delle risorse che la federazione gia’ ha. e non ti va bene neanche questo.

        ti chiedo quale soluzione proponi tu e quale propone melegari, ma torni su questioni vecchie. la programmazione, i permit players, le regole non hanno niente a che fare con la situazione economica. a me davvero non interessa niente di federazione, aironi e benetton. ma se discutiamo di problemi, per risolverli dobbiamo capirli ed analizzarli. ma facciamolo.

      3. sulle altre questioni che hai posto. che treviso chieda piu’ permit players e’ lecito, ma non puoi pretendere che venga accolta. anzi l’innalzamento e’ un passo avanti.

        che gli starnieri sarebbero passati a 3 si sapeva ormai da tre anni, quindi la programmazione e’ mancata da parte delle celtiche.

        sul cambio di regole a marzo scorso hai ragionissima, e le regole sono un po’ troppo complesse da applicare (ma secondo me hanno funzionato, vedi Cattina). pero’ io una spiegazione personale, piu’ una sensazione ,me la sono data. a marzo scorso gli aironi lavoravano per tenere in squadra krause, williams e viljoen. la federazione ha fatto benissimo ad intervenire. ci mette 7/8 mln di soldi per fare la celtic e poi un DG qualsiasi si sveglia una mattina e mi mette insieme una terza linea tutta straniera. ma ti sembra una cosa normale?

  3. Tommaso, purtroppo si sta ripetendo la stessa situazione della scorsa stagione: le altre celtiche stanno concludendo il loro mercato di rafforzamento mentre in Italia si sta discutendo le linee guida per la stagione che ormai si può dire sia alla porta…. In un articolo di Stefano il nero si spiega tutto quello che succede alla FIR, ovvero che ogni decisione presa sia dovuta alla politica, ai propri interessi personali escludendo l’interesse del rugby italico…. Comunque, se vero, è triste leggere che in 2 anni di partecipazione alla CL non ci sia mai stata alcuna riunione delle parti interessate…

  4. Mah comunque Melegari è senza soldi e se lo aiutano si lamenta pure? E poi dovrebbe imparare il significato di Rispetto prima di dare dello “scarto” ad altre persone.

  5. “Gli addii si danno alle morose – tira però il preno il DS del club Franco Tonni, raggiunto telefonicamente – Scerzi a parte, il presidente ora sta pensando a ben più gravi questioni. Tornando al rugby l’intenzione di lasciare l’aveva già manifestata in passato, ora non so francamente come si muoverà”.
    Ad ogni modo, tiene a precisare il dirigente, “la società e l’ambiente stanno bene. E’ tutto in ordine e nessuno avanza un euro. Siamo molto sereni anche per quanto concerne la gestione dei giocatori”.
    D’accordo, ma per quanto concerne i rapporti con la federazione? Tonni risponde così: “La collaborazione con la Fir è sempre andata avanti nei modi e nei termini giusti. Ma non è questo il punto, piuttosto credo che probabilmente le parole dei vertici federali siano state disattese dal punto di vista del nostro presidente. Noi però abbiamo sempre fatto tutto ciò che ci veniva detto”.
    Ultima questione quella relativa alla possibile entrata di uno staff tecnico griffato Fir nella franchigia. “E’ stata messa sul tavolo questa opportunità e starà al CdA degli Aironi scegliere di approfittarne o meno. Ma per quanto mi riguarda sono la persona meno indicata a parlarne giacché sono parte in causa. A me piacerebbe continuare con questi uomini anche per le prossime due stagioni…”.

  6. Penso che il problema stia alla base, ovvero la mancanza di regole chiare, la mancanza di prospettive concrete e la mancanza di comunicazione tra celtiche e FiR e tra celtiche e l’Eccellenza.
    Se la Celtic deve considerarsi la punta di diamante del nostro rugby è chiaro che i campionati nazionali vanno strutturati in modo da favorire la crescita dei prospetti e il loro passaggio in Celtic. Le regole, fumose o del tutto assenti, sui Permit P., la gestione federale-privata dell’avventura celtica e la mancanza assoluta di programmazione, fanno sì che le nostre due franchigie partano con una forte penalizzazione rispetto alle altre squadre.
    Detto questo io una franchigia federale non la vorrei, ci sarebbero in mezzo troppi giochi di palazzo, troppe persone che finora non hanno meritato lo stipendio percepito e nessuno realmente responsabile.
    Melegari può piacere o no, probabilmente qualche errore l’ha commesso, ma almeno ci mette la faccia.

    1. Ok ma allora hai poco da gridare aiuto sui giornali dicendo che non hai i soldi e quando arrivano gli aiuti gli snobbi e crtitichi a priori. Cosa voleva Melegari? più soldi dalla Fir e continuare a fare quel che vogliono? eh troppo facile così!

      1. @ GianniBO: mi spieghi che cosa c’entrano le regole sui Permit Players con le difficoltà economiche? Da come ho capito Melegari se l’è presa non tanto per la proposta di uno staff federale gratuito (come ho citato sopra Tonni ha infatti dichiarato: “E’ stata messa sul tavolo questa opportunità e starà al CdA degli Aironi scegliere di approfittarne o meno.”), quanto per la mancanza assoluta di programmazione! Ti sembra giusto che dopo un Consiglio Federale esca uno striminzito comunicato che in realtà non comunica nulla? L’unica vera colpa di Melegari è che si è sempre fidato troppo di certi elementi (Rugby Parma, Montepaschi, FIR) e purtroppo la sta prendendo nei denti. Purtroppo.

      2. Non tifo per gli Aironi e non ho interesse a difendere Melegari. Constato semplicemente che la gestione della Celtic è stata discutibile fin dall’inizio (ricordiamoci dell’esclusione di Treviso). Aldilà degli interessi particolari delle franchigie, non mi pare che la FIR abbia un progetto chiaro, si naviga a vista mettendo toppe. Poi io vorrei che le squadre italiane puntassero alla vittoria in un futuro, non a essere solo il campo di allenamento di nazionali e/o nazionabili.
        Infine io spero vivamente che si eviti la franchigia federale, non credo sarebbe un bene per il rugby italiano. Magari Troncon e Orlandi non sono scarti, ma non vedo perché non si possa cercare un “Brunel” per gli Aironi (Green meglio stia all’U20, serve lì, sta facendo un ottimo lavoro). Di sicuro la federalizzazione non porterebbe una ventata di aria fresca…

  7. @gsp: io santi in giro non ne vedo, non l’ho mai detto o sostenuto. Gli Aironi sono stati una franchigia molto vicino alla FIR? Sì, di sicuro. Il fatto però è che lo sono stati di necessità più che per volontà di Melegari, Tonni, eccetera. Il loro primo torto è stato quello di essere troppo consequenziali a quanto veniva deciso a Roma. Che può andare bene se uno ha la volontà di farlo, quando è una scelta un po’ meno se lo subisci.
    Le regole sono sempre state uguali per Aironi e Treviso, non capisco cosa vuoi dire. E sulle “aperture” FIR…. beh, in federazione sanno benissimo che gli Aironi dopo l’uscita di MPS e delle altre realtà parmigiane non ce la fanno. Sono aperture facili da fare, a questo giro la FIR non impone nulla perché non ne ha bisogno: la storia di “questi” Aironi è segnata. Io lo dico da tempo: la prossima stagione Viadana sarà molto diversa da quella attuale, di sicuro senza Melegari. I soldi in più promessi dalla FIR in realtà sono in gran parte soldi che già dovevano arrivare nelle casse degli Aironi. C’è in più l’offerta di un intero staff tecnico (attenzione, secondo alcune fonti sarebbe compreso anche un dg….), un risparmio di circa 600mila euro secondo alcune stime. Per come la vedo io una offerta che sapevano non sarebbe stata ricevuta: ma è una di quelle offerte che non possono non farti arrabbiare, per l’arroganza con cui è stata presentata e posta. E’ oggettivamente un’offesa per chi lavora oggi a Treviso e Viadana, sia che lo faccia bene sia che lo faccia male. E l’ho pure scritto, lo è pure per Troncon e Orlandi, trattati come dei pacchi postali. Se quei due non ti soddisfano – e se potessi scrivere tutto quello che so… – non sei obbligato a tenerli sotto contratto.
    E tornando ai soldi: la domanda vera potrebbe essere un’altra. Per l’iscrizione alla Celtic non era obbligatoria una fidejussione bancaria proprio per coprire queste eventuali difficoltà?

    Infine: definisci “questioni vecchie” la programmazione, i permit players, le regole che non hanno niente a che fare con la situazione economica. Sono vecchie perché chi doveva prendersi la briga di affrontarle non lo ha mai voluto fare. Sono vecchie, ma fondamentali e determinanti.
    Dovresti avere la possibilità di farti una bella chiacchierata “off record” con alcuni dei protagonisti di queste vicende…

    1. @paolo, non so se le ho definite vecchie, ma volevo dire che non hanno un impatto diretto sui problemi economici, che mi sembrava fosse l’argomento centrale del topic.

      le regole sono sempre state uguali per tutti. quando si pensava che la FIR potesse prendere controllo degli Aironi, molti temevano che la FIR stessa non sarebbe stata piu’ imparziale rispetto alle due. mi sembrava di ricordare che anche tu ne avevi parlato, ma puo’ essere che mi sbagli.

      pero’ il problema rimane. Melegari non ha soldi per finire la stagione e non ne ha abbastanza per l’anno prossimo. che suggerisci che faccia la federazione?

      poi e’ ovvio che tra me e te c’e’ una disparita’ d’informazioni dal momento che sai delle cose che non puoi dire, ed io di te mi fido. Pero’ capisci che a volte e’ difficile seguire non avendo tutte le informazioni a disposizione.

    2. Beh, sull’essere consequenziali alle decisioni romane avrei qualcosa da dire… cosa dovevano fare in più gli Aironi? Hanno sempre rispettato le regole federali, quando c’era il problema dei Mondiali hanno chiesto il permesso di schierare Viljoen e Williams.. si sono persino sobbarcato quel rottame di Bergamasco..

      Piuttosto i problemi veri sono due:

      1. Melegari è un’imprenditore, ma con gli Aironi ci ha messo troppo cuore o poca testa. Risultato: abbandono di Parma e Noceto + abbandono di MPS.

      2. La totale assenza di comunicazione e di ragionare “per tempo” da parte della FIR.

      La tua frase successiva è, per contenuto, molta grave se fosse vera: c’è quindi la volontà federale di affossare gli Aironi? Sinceramente non faccio fatica a crederti. La FIR è piena di soldi, guarda i guadagni che ha col Sei Nazioni e tutti gli sponsor quali Hyundai, Peroni, Cariparma, tra poco l’Adidas.. Non credo che abbia molte difficoltà ad appianare le casse della franchigia.
      Concordo con te sul nuovo mistero della fidejussione. Se questa garanzia non ci fosse stata, allora Melegari, oltre che ingenuo, sarebbe stato anche uno sconsiderato (a maggior ragione, dato che è imprenditore). Spero che questo non sia vero.

      Dato che ti informi in quegli ambienti, non potresti dirci qualcosa di più? Se gli Aironi cessano di esistere io non seguo più il Pro12.

      1. Scenario: Dublino, dove con il rugby professionistico hanno fatto un lavoro di eccellenza, in occasione di Irlanda Italia. Faccio amicizia con un gruppo di rugbisti composta da autoctoni, da Aussie (credo si scriva così, significa australiani) e altri da varie localita’ del mondo.
        Ridi e scherza. Qualche birra. Ok, tante birre.
        E si comincia a parlare. Scopro che ne sanno. Piu’ di noi. Sicuramente piu’ di me. Magari ero fuori, ma tra i vari ricordi che riesco a fissare credo di averne scoperte delle belle. Mi sono anche preso una rivista di rugby che tratta ampiamente, e mi par di capire regolarmente, anche la situazione italiana. Credo che sia tutto legato a quanto discusso precedentemente. O almeno spero siano degli spunti di riflessione.

        1) Sono onesto e ammetto che ho sempre nutrito una profonda avversione per Treviso, magari dettata dall’invidia. Invece qua scopro che per gli stranieri, il rugby italiano e’ Treviso (Sic!). Per gli amanti del rugby dall’altra parte del mondo le citta’ famose in Italia sono Roma, Venezia, Firenze, Pisa e Treviso!!!

        2) Si comincia a parlare di federazioni, di accademie di franchigie (dette “province” nell’Isola di smeraldo). Scopro questi aneddoti:

        2a) Ma sapete chi paga per le 4 franchigie in Irlanda?
        Tutti i “schei” arrivano dalla federazione.
        Tutti. Oltre poi a quelli garantiti dagli sponsor.
        E vengono gestiti dalla societa’. Non so se sia vero, da verificare. Comunque incredibile!

        2b) Ogni provincia ha una accademia per le giovanili e hanno evitato accuratamente una accademia unica federale. Hanno scartato questa ipotesi circa 10 anni fa, quando hanno iniziato con il professionismo. Questo perche’ ogni zona geografica ha delle caratteristiche uniche e peculiari. Quindi i cousin fuckers (credo significhi “i cugini che si accoppiano tra di loro” 🙂 cioe’ quelli dalle parti del Munster dove il rugby e’ proletario – working class) hanno una accademia con regole differenti rispetto ai ladypussy (credo significhi “le fighette” cioe’ il Leinster dove il rugby e’ upper class
        cioe’ per gente ricca e legato ai college). (Chiedo perdono ma le altre due province me le sono perse….)

        2c) Ogni giovane di rilievo intorno ai 18 anni va a svernare per un annetto in Australia o Nuova Zelanda ad imparare a giocare a rugby. Credo abbiano degli accordi tecnici con delle squadre del super XV in questa direzione…

        2d) Il regolamento federale irlandese acconsente di avere al massimo 15 giocatori stranieri nella rosa. Credo che da noi siano 2 o 3. E il motivo, mi spiegavano, e’ che i giovani possono imparare moltissimo dai campioni. Questo fino a quando non ci saranno due giocatori di livello internazionale in sostituzione per ogni titolare della nazionale. Cioe’ usano gli stranieri per formare i giocatori giovani.

        3) Non e’ lusinghiero come parlano della FIR (e della politica italiana in generale… Italia, Mafia, prostitute, Bunga Bunga… preferivo pizza pasta e mandolino). Le parole piu’ usate sono Maffia… E lo dicono facendo il gesto del “che vuoi?”…. Maffia, Vaticano e gesto con la mano…. Mi sono un po’ vergognato. Mi pare di capire che c’e’ un giornalista famoso da ‘ste parti che parla dell’Italiarugby in questi termini.

        Di seguito il video del “che vuoi”… ok, lo usano impropriamente… ma e’ imbarazzante…

        Ed ecco la cosa sconvolgente, che sto cercando di verificare e che sembra veritiera e’: In Italia il bilancio della FIR non e’ pubblicato da 10 anni.
        Ribadisco il concetto: il bilancio della FIR e’ segreto. (SIC!!!!)
        Il budget irlandese e’ bello ricco e ho scoperto che gli appassionati di rugby locali sanno come viene gestito! Compreso le varie parti destinate al sostegno dei club locali, alle scuole, alle franchigie e anche al rugby femminile! Mi hanno anche spiegato che la FIR e’ una delle federazioni italiane piu’ ricche, in Italia.
        Voi che masticate di rugby in Italia potete verificare questa cosa? Qualcuno ha notizie in merito?!

        Per finire, una curiosita’: qualcuno sa come sono strutturate le federazioni in Galles e Francia, oltre che alla mitica Irlanda? Qualcuno e’ in grado di verificare quanto ho
        detto? Grazie

  8. E dire che gli Aironi sono stati la “prima scelta” per andare in Celtic, ma dai!
    Inoltre se la società di Viadana ha problemi finanziari non è certo colpa della Fir, se non sono stati capaci di trovare soci affidabili e gestire il rapporto con il Main Sponsor sono solo colpe loro e adesso che arriverebbero degli aiuti si permettono anche di sputarci sopra con dichiarazioni come “non vogliamo gli scarti”? Melegari vuole fare come vuole ma non ha i soldi? se è coerente allora che molli tutto, spiace ma è così, se la Fir deve darti più soldi è giusto che debbe decidere di più.

  9. Non capisco nulla di politica rugbystica e non conosco alcuno dei retroscena.
    Ma tutta sta cosa, vista da fuori, sembra il preludio di un tiro a segno contro i trampolieri, a vantaggio della costituzione di una riserva protetta per lupacchiotti (capitolini).
    Che poi era anche l’idea di tre anni fa, se i Leoni non si fossero impuntati.

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