McCaw e Carter a Treviso, perché è molto più di un sogno

D’accordo, il primo aprile è piuttosto vicino e tutti alla lettura della notizia abbiamo pensato a uno scherzo. Al più a un sogno irraggiungibile. Perché vedere Richie McCaw e Dan Carter con addosso una maglia di un club italiano, ancorché per un periodo limitato di 5 mesi, è roba da quasi fantascienza. Quasi, appunto. Perché in realtà il progetto è molto più concreto e avanzato di quanto non si creda: i soldi – tanti – necessari arriverebbero da alcuni sponsor, Canterbury – la province neozelandese nella quale giocano i due all blacks – è disponibile, i giocatori pure. Intendiamoci, non c’è nessuna ufficialità e in società a Treviso le bocche sono cucitissime, non passa nemmeno uno spiffero, se si chiede qualcosa la risposta è il silenzio più totale e assoluto.
Però qualche rumors c’è, voci che raccontano di una trattativa iniziata parecchi mesi fa e che ora però sarebbe in un momento di stand-by. Non c’è nessun ripensamento in corso da parte dei diretti interessati, ma a frenare è la situazione “politica” italiana. L’incertezza sulle regole della prossima stagione avrebbe spinto Crusaders e Benetton ad attendere l’evolversi della situazione, visto che al momento mancano i presupposti per siglare un accordo quasi pronto.
Ovvio che nella Marca si speri in una rapida soluzione. E non solo per la vicenda Carter-McCaw, ma per la programmazione della prossima stagione: siamo a metà marzo e regna ancora troppa incertezza. Le principali squadre europee sono al lavoro da almeno un paio di mesi per la costruzione delle rose del 2012/2013, in Italia invece le cose vanno a rilento. Treviso ha rinnovato il contratto per due anni a tutto lo staff tecnico, alla fine tutti i “big” richiesti all’estero dovrebbero rimanere (Zanni, Ghiraldini, Cittadini), ma per le altre mosse si attende che la situazione venutasi a creare con la federazione si chiarisca. Al più presto possibile, e comunque è già tardi. Certo, gli Aironi in questo sono messi peggio, ma la cosa non fa felice proprio nessuno. Insomma, se Atene piange Sparta di certo non ride.

Tornando a Carter e McCaw, va da sé che saremmo davanti a un’operazione di livello internazionale dai molteplici effetti. Quello prettamente sportivo, con il portare in Italia due dei più forti All Blacks di sempre quando ancora sono nel pieno della loro carriera. Quello mediatico/commerciale, con stampa e sponsor che per qualche mese letteralmente assedierebbero Treviso.
Ma forse l’aspetto più importante e di lunga durata sarebbe quello pedagogico: per 5 mesi giocatori e giovani in biancoverde potrebbero vivere fianco a fianco, dividere allenamenti e spogliatoi con due dei giocatori più forti degli ultimi decenni. Una fonte di insegnamento che vale molto di più dei (tanti) soldi necesari per portare i due in Veneto. Il vero surplus dell’operazione sarebbe questo.
C’è infine un ultimo aspetto che non va dimenticato, più politico-diplomatico: se l’accordo andasse in porto Treviso “riabiliterebbe” da quelle parti (la Nuova Zelanda) il nome dell’Italia, che dopo la vicenda FIR/Auckland Blues non è che proprio brilli sotto la voce “affidabilità”.

22 pensieri riguardo “McCaw e Carter a Treviso, perché è molto più di un sogno”

  1. Paolo io penso male. Alla Fir adesso gireranno le p…. a mille. Fanno la figura da barbini.
    Un club che riesce a mandare in porto un’operazione del genere con molti più problemi a livello finanziario, “politico” e umano. Contro una vicenda Fir/Blues in cui sono già stati inquadrati come incompetenti.
    Se i due Faboulos andranno a Treviso si ritornerà alla vecchia moda dei down under degli anni 80 in Italia e sarebbe veramente questa volta una cosa da sfruttare a mille sia a livello tecnico che finanziario.

  2. 5 mesi vanno bene per creare un boost mediatico e commerciale, anche per avvicinare nuovi sponsor a club. valenza “pedagogica” direi ben poca.

    1. Se Carter arriva a Treviso anche solo per 5 mesi, tutti i mediani di apertura Italiani del presente e del futuro devono andare a Treviso e incollarglisi addosso! Iannone, Apperley, Della Rossa, Farolini, Campagnaro, Morisi, tutti quanti! Non devono mollarlo nemmeno per un secondo e imparare tutto quello che possono! 5 mesi con Carter é l’equivalente rugbistico di un dottorato! Discorso sostanzialmente identico per McCaw

    2. 5 mesi a stretto contatto con due così ti sembran pochi?!?!?!
      in 5 mesi un giocatore seriamente motivato, e ovviamente dotato da madre natura, ne risulterebbe tras-for-ma-to!!!

  3. Paolo ultime news dai palazzi romani della FIR: per la stagione 2012/2013 la federazione ha in previsione di mettere alcuni paletti nell’utilizzo degli stranieri, ed in particolar modo si spiffera ‘la franchigia non potrà schierare a 10 un neozelandese e nemmeno in terza linea’….. cosicché l’idea di Dan e Richie tramonta….. AHAHAHAHAHAHAH non so se pubblicarla, magari veramente il ‘cervellone’ dell’alto livello prende spunto…..

  4. Ma ragazzi non dimentichiamoci che in Italia prima del professionismo sono passati tutti i piu’ grandi campioni della storia del Rugby!…si i piu’ grandi!…qualche nome?Piu’ che volentieri:
    David Campese (Petrarca e Milano)
    John Kirwan, Graig Green, Michael Lynagh (Benetton)
    Danny Gerber,Rob Louwe!!!…Frano Botica!!(L’aquila)
    Zinzan and Robin Brooke (Roma e Brescia)
    Etc…etc..insomma niente male!
    Oggi certo due nomi del genere fanno spavento, pero’ non dimentichiamo che queste cose sono gia’ successe nei nostri campionati, e francamente a parte il prestigio hanno portato poca robba al rugby italiano che secondo me deve cercare di spronare di piu’ i giovani nelle accademie e trovare giovani campioni che praticano altri sport come calcio (o’Gara)e il basket( Lund) e farli confluire nel rugby.Insomma facciamoci furbi!!!…rubiamo giovani talenti da altri sport!!;-)
    Costerebbero molto meno!;-)
    Buonagiornata Grilli-Talponi !!!

    1. Quel che dici é vero, peró eravamo nell’epoca del pre-professionismo. Dal professionismo in poi, mai nessuno dei grandi é piú venuto in Italia a giocare

  5. ricordiamoci anche di un certo Naas Botha al Rovigo…. con l’avvento del professionismo i campioni dell’emisfero sud sono andati dove c’erano tanti din din…. se tutto ciò si realizzasse sarebbe un grosso colpo per treviso ma anche per il rugby italiano….

  6. E’ vero grandi campioni dopo l’avvento del professionismo non sono piu’ arrivati!
    Pero’ diamine!C’abbiamo giocato anche contro nei Test Match…e poi l’italia sono 12 anni che e’ nel 6 nazioni!..la Heineken Cup…insomma occasioni ci sono state!
    Abbiamo avuto i coach piu’ bravi del mondo e le aperture piu’ oriunde che mai…quando alla fine Bettarello la sua storia l’ha fatta…
    Investiamo per salvare i vivai di Rovigo,Padova, dell’Aquila, Catania che li qualche bel missile esce sempre fuori!E’ ora di pensare in grande e controtendenza!Salviamo l’italia!
    W il rugby!

    1. sono daccordo con te, noi pensiamo sempre a Rovigo,Padova,Aquila, ma non dimentichiamo mai chi siamo, perchè queste non sarebbero niente senza le piccole società che tanto danno al rugby italiano.
      Queste devono essere aiutate, in Italia si và avanti riempiendosi la bocca di 6 Nazioni, ma il rugby da noi è fatto solo da volontari e appassionati. Purtroppo questo non basta, se vogliamo fare un passo avanti dobbiamo strutturare prima le basi, abbiamo costruito un edificio senza prima pensare alle fondamenta, ho paura che prima o poi collasseremo sotto il nostro peso se non ci saranno ristrutturazioni volte a far crescere il rugby in modo omogeneo sul territorio.

  7. A proposito di grandi giocatori del passato, ricordo a tutti anche Tian Strauss, prima Springbok poi campione del Mondo con Australia.

  8. mmm c’è qualcosa che non quadra… cosa c’entrerebbe la Canterbury nella pool degli sponsor? Non sponsorizza Treviso( Errea), non sponsorizza Crusaders,All Blacks nè gli stessi giocatori, tutti brandizzati Adidas…Perchè sarebbe interessata a portarli a TV??

      1. So bene che Canterbury è la provincia NZ dei Crusaders, ci son pure stato 🙂 ma tanto li le province contano come il 2 di spade quando briscola è bastoni, lì dirige tutto la federazione! 😀

  9. Da rodigino non posso che congratularmi con treviso per quello che ha fatto e stà facendo, devo dire che mi mancano i derby e gli sfottò con gli “odiati rivali di sempre”.
    Sono anni che oramai si sono attrezzati a questa situazione, non hanno improvvisato nulla e non hanno lasciato niente al caso, quando venivano a giocare a Rovigo li vedevi da quando scendevano dal pulman che davano un senso di società seria e preparata, il fatto che due campioni del calibro di Mccaw e Carter abbiano pensato di venire in un club come Treviso non è altro che la conferma ed il riconoscimento del lavoro serio e preparato che il club ha fino ad oggi dimostrato.
    La F.I.R. deve avere l’umiltà di imparare la lezione, gli unici risultati positivi di questi anni sono venuti solo da Treviso, Nazionale e Viadana sono lo specchio del lavoro dei “politici romani” basta guardare la situazione stadio, siamo gli unici che girano come il circo per poter giocare, basta pagliacci e disonorevoli sconfitte!!!!
    Ps: quando che el Treviso el vegneva a Rovigo el ciapava dei robaltoni da paura.
    Comunque forza Treviso!

  10. El rovigo gà a mischia antica, ma che cassa el tanganika. Da trevigiano massimo rispetto per gli avversari di sempre. Spero che questi due mostri arrivino. È dai tempi di linagh che non so vedono stranieri decenti

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