Sogno, illusione e realismo: verso Italia-Inghilterra

Gianluca Barca per Il Giornale di Brescia

Un fantasma si aggira per l’Europa del rugby insieme alla neve e al gelo di questi giorni: è la convinzione che quella di sabato sia la migliore occasione possibile per l’Italia di battere finalmente l’Inghilterra. Su un’idea così William Shakespeare ci avrebbe scritto una commedia: Sogno di una notte di mezzo inverno.
Tanti infatti devono essere gli equivoci e i fraintendimenti perché un risultato talmente clamoroso accada. Vabbè, nevica a Roma, e questo, se non impedirà lo svolgimento della
partita, come qualcuno teme, è già un fatto eccezionale. Tuttavia non si può dire che gli inglesi siano meno attrezzati degli Azzurri a fronteggiare il gelo. In compenso, l’Inghilterra
vista vincere sabato a Edimburgo contro la Scozia (13-6) è parsa piuttosto ordinaria, «stuffy, but unexciting», supponenti ma poco eccitanti, come li ha definiti qualcuno. Per contro, l’Italia di Parigi (12-30 contro la Francia) è sembrata ancora acerba. Anche se i -18 (punti non gradi centigradi) rimediati allo Stade de France alla fine sono risultati più sopportabili di altre occasioni. La classica differenza tra freddo reale e freddo percepito.
E allora perché l’Inghilterra dovrebbe perdere a Roma, visto che contro di noi non è mai successo, in tanti anni di sfide?
Primo, perché dal Mondiale gli inglesi sono usciti conl e ide eunpo’ confuse, indisciplina e notti brave, e come primo atto di redenzione hanno cacciato Martin Johnson, l’ex capitano,
campione del mondo nel 2003, su cui si voleva investire come coach e al quale invece non è stata concessa nemmeno la prova di appello. Al suo posto è stato messo Stuart Lancaster, l’ex allenatore del Leeds, sì proprio quello che nel 2006 si rifiutò di far giocare la sua squadra sul campo ghiacciato di Calvisano, In Heineken Cup. Corsi e ricorsi storici: si
vede che tocca sempre a lui venire in Italia quando si gela. A Lancaster però è stata data la qualifica di «provvisorio», un aggettivo che sui giornali britannici accompagna sempre e inesorabilmente il titolo di ct dell’Inghilterra. Anche per lui non deve essere facile lavorare da precario. Un ruolo in cui ovviamente non si annoia.
(…) Insomma se di occasione si tratta, i nostri dovranno saperla cogliere. Brunel rispetto alla sfida con la Francia ha cambiato due giocatori: fuori Sgarbi e VanZyl, dentro Canale e Bortolami. In panchina si rivede Mauro Bergamasco. Gli altri sono gli stessi di Parigi, compreso Cittadini fra le riserve.
A Wembley quando un mezzo cross di Chinaglia consentì a Fabio Capello di realizzare il gol che diede all’Italia la prima vittoria della storia contro gli inglesi era il 14 novembre del
1973: ci provavamo da quarant’anni. Sul campo di rugby, la prima sfida ufficiale è del ’91. Dovremo aspettare altri venti per toglierci lo sfizio di un successo?

2 pensieri riguardo “Sogno, illusione e realismo: verso Italia-Inghilterra”

  1. l’inghilterra non è forse nella condizione migliore.
    ma questa l’abbiamo già sentita diverse volte negli ultimi anni. e diverse volte ci siamo illusi (penso ad esempio all’ultima di Troncon a Twickenham) per poi rimanere fregati.
    insomma, in tutta onestà mi pare un’esagerazione pensare che questa italia possa battere gli inglesi: Brunel ha iniziato un buon lavoro, ma anche per essere il migliore è solo all’inizio.
    la squadra vista a Parigi ha ancora molto lavoro da fare. auguriamoci quindi che sia una buona partita, in cui gli azzurri facciano passi avanti, senza pretendere risultati al di fuori della nostra portata.
    se dopo i fatti dovessero smentirmi, ne sarò più che felice.

Scrivi una risposta a redpoz Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.