Arbitri, una questione anche di soldi

Mourad Boudjellal ha chiesto che gli arbitri del Top 14 diventino professionisti, che al momento “fanno un lavoro di merda pagato male”. Parole sue. Al di là delle dichiarazioni folcloristiche il presidente del Tolone ha dato il via a una discussione sul ruolo dei fischietti. Sulla stampa francese sono state pubblicate anche le cifre, che sono diverse a seconda dello “statuto”. E cioè, se sono internazionali (in Francia sono quattro: Poite, Berdos, Garcès e Gaüzère) possono arrivare a guadagnare 4mila euro nei mesi più impegnati;  per gli altri invece ci si ferma a 420 euro mensili più un rimborso di 39 centesimi per ogni chilometro percorso.

E in Italia? Da noi c’è solo un fischietto “professionista”, Carlo Damasco, gli altri sono dilettanti.
Per tutti non c’è un fisso mensile ma un rimborso spese che deve però rispettare delle tabelle messe a disposizione dalla federazione: mi spiego, gli alberghi o sono prenotati direttamente dalla FIR o c’è un rimborso che prescinde dalla qualità dell’albergo. Se la FIR mette a disposizione – ad esempio 100 euro – ma l’arbitro vuole andare in un 5 stelle la federazione “copre” soltanto la cifra stabilita dalle tabelle.
Boudjellal chiedeva un compenso mensile per gli arbitri del Top 14 tra i 7mila e i 10mila euro, con premi in base alle prestazioni.

La foto del giorno: e dal New Mexico un calendario…. atomico!

Uno scatto dal calendario delle Atomic Sisters Rugby Club di Albuquerque. E grazie a Lorenzo Cirri per la segnalazione.
Se volete, il calendario lo potete comprare qui

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