«Nessuno vuole escludere Treviso dalla Celtic. Ma è chiaro che la federazione non può investire milioni e avere una nazionale e due franchigie che parlano linguaggi diversi, che non hanno lo stesso gioco. Siamo i primi a voler risolvere con il buonsenso i problemi». E’ un presidente Dondi distensivo quello che interviene nella querelle che da settimane vede avversari la Fir e Treviso, divisi su stranieri, soldi e sul rispetto delle condizioni fissate a suo tempo dal capitolato. Un documento – di fatto la Costituzione della Celtic per le due italiane – tuttora coperto da segreto di Palazzo. Perché non partire da quello che è scritto nel documento, reso finalmente pubblico? Dondi smentisce ogni personalismo (lui e Munari sono agli antipodi nella visione del rugby italiano) : «Spiace vengano fuori cose non vere, in consiglio non ho affatto sostenuto che la vicenda con Treviso sia politica e non tecnica, figuratevi se il nostro rugby ha bisogno di queste cose, c’è bisogno di unione di intenti e di lavoro in sinergia, l’ultima cosa che ci serve sono le polemiche – ribadisce il presidente Fir – siamo i primi a sapere quello che hanno fatto i Benetton per questo sport, non possiamo che apprezzare ed essere loro grati».
Tutto è rinviato a fine novembre: il 24 la giustizia sportiva si pronuncerà sul ricorso di Treviso contro la norma limitante il numero di stranieri (da 5 a 3). Ma soprattutto dopo il 20 si incontreranno le delegazioni ufficiali di Benetton (il presidente Zatta e digì Munari) e Fir (vicepresidente vicario Sacca e responsabile alto livello Checchinato). Dovranno cercare un accordo che ponga fine alla querelle. (…)
Se il tavolo salta, Treviso rischia davvero grosso. Dal Veneto a Roma, ha molti nemici. Intanto, è stato molto distensivo alla Ghirada il primo summit tecnico fra il nuovo ct azzurro Jacques Brunel, accompagna to da Alessandro Troncon, e il coach biancoverde Franco Smith con il suo staff. Sul tavolo la gestione dei nazionali e i nuovi nomi per l’Italia dopo il fallimentare mondiale che ha chiuso l’era Mallett. Se il buongiorno si vede dal mattino…
Mese: novembre 2011
Jonah Lomu parla della sua malattia: “Sono stabile” (con video)
“Se c’è qualcuno che può diventare l’ambasciatore della salute, beh, mi sa che io potrei esserlo…”. Scherza sulle sue condizioni di salute Jonah Lomu, l’ex All Blacks che durante i Mondiali è stato ricoverato d’urgenza e che necessita di un nuovo trapianto di reni (è stato messo nella lista dei richiedenti, insieme ad altri 600 neozelandesi).
Lomu ha parlato con i media alla presentazione del Fight for Life, l’evento pugilistico di beneficenza che si terrà ad Auckland ad inizio dicembre e che avrebbe dovuto vederlo protagonista (lui avrebbe voluto incrociare i guantoni con Sonny Bill Williams).
Sulle sue condizioni è stato abbastanza laconico: “Al momento sono stabile, il pensiero della malattia c’è sempre, ma la vita va avanti”.
CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO CON L’INTERVISTA A JONAH LOMU
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Rugby a 13: Italia RFL riconosciuta dal CONI
Il rugby a 13 in Italia è, al momento, un fenomeno di nicchia. Ciononostante quel piccolo mondo è spaccato in due: da una parte la FIRL, dall’altra Italia RFL. Due federazioni in guerra negli ultimi anni. Ora il Coni ha fatto la sua scelta: che succederà?
Di seguito il comunicato
L’Italia RFL è stata riconosciuta dal CONI come organo federativo ufficiale ed esclusivo di promozione e sviluppo del Rugby League (o Rugby a 13) in Italia.
La federazione raggiunge quindi l’obiettivo che si era prefissata la FIAG13 nel 1960, il riconoscimento del maggior organo sportivo italiano, membro del CIO e arbitro della vita sportiva del nostro paese. Raccogliamo quindi l’eredità dei pionieri del 13 italiano sperando di aver maggior fortuna e di contribuire alla crescita ovale e sportiva dell’Italia.
L’accettazione della nostra richiesta passa attraverso la valutazione delle reali forze in campo, dei team e del numero dei partecipanti convolti e tesserati da parte di una commissione del Comitato. Nei prossimi mesi i rapporti tra l’Italia RFL e il CONI porteranno al regolare e completo riconoscimento del Rugby League come Disciplina Sportiva Associata nel novero delle Federazioni affiliate al Comitato Nazionale. La nostra associazione raggiunge le altre 19 della medesima categoria: Disciplina Sportiva Associata al CONI a fianco di sport quali il Cricket, Pallamano, Football Americano e il Rafting.
Sono quindi giorni di intenso lavoro per la preparazione statutaria della nostra associazione per aderire ai dettami e regolamenti che il CONI prevede per i propri associati. Il neopresidente David Massitti ha commentato soddisfatto: “Raggiungere il riconoscimento ufficiale da parte del CONI è, oltre un onore, anche il punto di svolta tra la pura passione e l’inizio di un lavoro molto più serio e professionale, dovremo svilupparci seguendo regole e metodologie ferree. Con tutta probabilità se tale riconoscimento fosse avvenuto con i nostri predecessori negli anni sessanta, forse la storia sarebbe stata diversa. Ora abbiamo la possibilità di continuare da quel punto: il Rugby League è sport a sè anche per le istituzioni, affine sicuramente, ma diverso dal Rugby Union. Le possibilità di accedere a tutte le facilitazioni che il riconoscimento ufficiale ci conferisce saranno un volano per lo sviluppo del nostro sport, il fatto che il CONI sia importante membro del CIO e coinvolto nelle Olimpiadi apre scenari decisamente vasti per la stessa disciplina in se, non solo per noi.”
Il nostro prossimo obiettivo è la chiusura della spaccatura delle anime del Rugby League italiano, un ricongiungimento che auspichiamo dal giorno seguente la separazione del 2010, fondato sul rispetto della democrazia e del Rugby League stess
L’Italia RFL avanza in modo formale nuovamente il proprio invito alla Firl e mette in campo i 13 club dei campionati del 2010 e i loro rappresentanti, resta in attesa di conoscere quali siano, oltre ai soli 2 noti, i team e i rappresentanti degli stessi, associati alla Firl.



