Giusti verso due mesi di squalifica, ma a sbagliare è stato il Petrarca. Autogol dell’antidoping

Da La Tribuna di Treviso, a firma di Federico Fusetti

L’Ufficio di Procura Antidoping ha deferito la terza linea del Petrarca Filippo Giusti al Tribunale Nazionale Antidoping del Coni, chiedendo due mesi di squalifica. La vicenda risale al 22 scorso, quando il giocatore risultò positivo alle sostanze Prednisone e Prednisolone durante un controllo effettuato dopo il match di campionato Petrarca-I Cavalieri Prato. In realtà il ragazzo si era curato, su indicazione dei medici, per un’infiammazione all’orecchio, assumendo un farmaco, del quale la società aveva chiesto l’autorizzazione all’uso seguendo la procedura. La Procura, motivando la richiesta di squalifica, ha riconosciuto la buona fede dell’atleta e della società. Tuttavia la richiesta di sanzione è dovuta alla presunta negligenza della società, per non aver aspettato la notifica scritta in merito alla concessione dell’utilizzo del farmaco, in pratica per non aver tenuto, nel dubbio, prudenzialmente a riposo il giocatore.
Il Petrarca sostiene che “la Procura ha ritenuto violata la normativa in materia antidoping, sull’asserito presupposto che il comportamento tenuto dall’atleta non sia esente da assoluta assenza di colpa o negligenza. Il Petrarca confida nel buon esito del procedimento, attendendo con fiducia la decisione del Tribunale antidoping.

3 pensieri riguardo “Giusti verso due mesi di squalifica, ma a sbagliare è stato il Petrarca. Autogol dell’antidoping”

  1. Il problema è che nonostante aver rispettato la procedura ed inviato per tempo tutta la documentazione , non si è aspettata la comunicazione di risposta del Coni, arrivata probabilmente per posta almeno un paio di settimane dopo…

    Dal punto di vista del Doping… non solo non c’è nulla, ma c’è da chiedersi la validità dell’antidoping stesso se i tempi di risposta degli uffici si misurano in mezzi mesi!

    Non c’è da stupirsi; in italia l’antidoping si fa sulle e con le carte… non con i fatti.

  2. Quello che ci lascia ancorpiù sbalorditi è che in epoca di internet e posta elettronica certificata, le lettere debbano ancora correre via fax o via posta ordinaria!
    Sta di fatto che un errore del genere il Petrarca non doveva proprio concederselo!

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