FIR-Treviso, si rinvia. Ma quel silenzio fa rumore.

“Intanto è stata rinviata a gennaio la sentenza della corte di prima istanza Fir sul ricorso di Treviso riguardante la riduzione da 5 a 3 stranieri per la Celtic League 2012-13”.
Si è quindi deciso di prendere del tempo. Magari porterà consiglio, magari servirà a raffreddare le acque. Boh.
Il problema però oggi è un altro. Il problema è che è tutto qua. Una riga buttata dentro un articolo che parlava della partita degli Aironi. Una sentenza che tutto il mondo ovale italiano attende con una certa dose di ansia – ancorché non definitiva – e tutto quello che si trova nella rassegna stampa è solo quella frase.
Intendiamoci, non ce l’ho certo con la stampa e con i giornalisti, vittime in questo caso dell’incredibile silenzio della Federazione.
Non dico che andavano contattati tutti i giornalisti che seguono il rugby in Italia (e però non siamo un esercito: veniamo informati del cambio del dottore della nazionale ma di questo nulla?), ma almeno un comunicato sul sito. Invece nulla, silenzio assoluto.
Non credo di poter essere annoverato tra quelli che attaccano la Fir a prescindere, anzi, cerco sempre di sentire e soppesare le ragioni di tutti riservandomi poi di farmi ovviamente una opinione. Ma non credo di sbagliare se dico che questa volta la FIR l’ha fatta fuori dal vaso. Il silenzio, questo silenzio, non si giustifica.

7 pensieri riguardo “FIR-Treviso, si rinvia. Ma quel silenzio fa rumore.”

  1. E’ il comportamento FIR… Silenzio, non chiarezza e non trasparenza sono le peculiarità della nostra federugby… Non ti stupire Paolo…

  2. qui si trattava solo di comunicare un rinvio. Nulla di più. Veniamo avvisati della rava e della fava e siamo sempre pronti a rilanciare, soprattutto noi blogger… io l’ho scoperto per puro caso…

  3. Interessante il virgolettato. Quindi la ‘vertenza’ riguarda il futuro? Allora non centrano nulla le regole cambiate all’ultimo, ma evitare di cambiare regole che si sa almeno due anni sarebbero cambiate?

  4. i soliti colpi di coda di dondi….ha fatto flop con gli Aironi con le sue imposizioni o per lo meno tentativi del cazzo poer tarpare le ali a treviso unica società, rendiamoci conto una volta per tuttte, capace di reggere il peso di un rugbvy ormai ultra professionistico….per quanto riguarda il resto del movimento siam rimasti a pane e salame e a un criterio di valutazione tecnica basato su quanto pesa tizio e quanto mangia caio…inutili sono tanti altri bei discorsi…se si vuol far progredire il rugby in italia i super tecnici devono essere messi a disposizione dei rugbisti delle under, che puntualmente sono illusi o rovinati da “luminari” del rugby fatto in casa… e soprattutto bisogna aver il coraggio di dire ad un ragazzo nel caso non sia portato, di cambiare sport

  5. …dimenticavo una cosa…e oltre tutto già ribadita in un altro sport…non è con una politica al ribasso che si incentiva il rugby di casa…

  6. Verbali secretati, decisoni non comunicate, protocolli d’intesa forzati a restare nei cassetti…
    potrei continuare…
    Qualcuno vuole spiegare a Mr. Dondi che la FIR NON E’ SUA?
    La trasparenza ed il rispetto per il prossimo dove sono finiti?

  7. sempre tipico italiano!!! cambiare le regole in corso quando già è tutto partito e la federazione ha dato già da tempo i nullaosta per il tesseramento…un caso analogo è scoppiato anche nella pallavolo femminile con Novara che alla fine ha deciso di rinunciare al campionato di volley femminile di A1 per dei giochetti poco chiari e sporchi della federazione italiana…visto il potere che ha Treviso all’interno del movimento rugbistico italiano e questo potere da fastidio a molti nella stanza dei bottoni del rugby italico se fossi nei panni di Benetton seguirei l’esempio del patron delle giocatrici “Piemontesi”…vediamo su quali camicepoi il mafioso di Dondi va a pulirsi

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