Ieri la FIR ha diffuso una foto “ritoccata” dello Stadio Olimpico di Roma (quella qui a fianco). Una veduta in grandangolo con il campo pronto per una partita di rugby: righe giuste e le “H” al posto delle porte di calcio.
Una bella immagine che però ha anche risollevato le critiche sulla scelta dell’Olimpico come casa degli azzurri per il prossimo Sei Nazioni per consentire finalmente i lavori definitivi di ristrutturazione del Flaminio. La pista di atletica, dalle curve si vede poco e comunque lontanissimo, eccetera eccetera. Tutto vero.
Però riempire quello stadio è davvero importante. Perché i 50-60-70mila che saranno presenti l’11 febbraio per il match con l’Inghilterra – e poi il 17 marzo con la Scozia – peseranno molto di più degli 80mila di San Siro.
La partita nello stadio milanese con gli All Blacks viene infatti presa un po’ a simbolo. Da un lato è più che giustificabile: una folla immensa, qualcuno che è rimasto fuori, uno spettacolo unico anche per chi di rugby ci capisce poco o nulla.
Dall’altro però gli All Blacks non possono essere presi a paragone, proprio perché stiamo parlando degli All Blacks: una squadra che è una leggenda vivente, un mito in carne e ossa. Sono come i Lakers o il Real Madrid, chiunque sa chi sono anche se non appassionato di quelle discipline. Se a questo ci aggiungete che quel test-match era stato organizzato in partnership con la RCS, che vuol dire Gazzetta dello Sport… (pagine e pagine sulla partita, una città – Milano – che nella settimana precedente il match è stata inondata di eventi collegati).
Insomma quegli 80mila non possono essere presi come il paradigma del movimento, o meglio, del pubblico che il rugby è capace di muovere. I tifosi che saranno sugli spalti dell’Olimpico invece sì. L’Inghilterra è una squadra dalla tradizione e dalla storia mostruosa, ma che può affascinare uno che bene o male nel rugby è già dentro. Se a uno della palla ovale frega poco, difficile che ceda al fascino della rosa rossa, più facile invece che lo faccia per l’haka.
Quindi riempiamo quel dannato stadio, bello o brutto che sia, e diamo una nuova lezione di cultura sportiva a chi crede che uno sport o una squadra vadano seguiti solo quando si vince.
PS: comunque, se magari si vincesse un po’ di più proprio schifo non mi farebbe…

E’ vero, sarebbe importantissimo riempire l’Olimpico. Però non si può completamente mettere da parte la faccenda della visibilità dagli spalti dello stadio. Dovrei sul serio spendere tutti quei soldi in un biglietto per non-vedere una partita di rugby? Aggiungiamoci pure le spese “di trasferta” per i non romani. Solo per il bene del movimento? Dopo un po’ il bene del movimento lo metto da parte e guardo se i costi sono adeguati a ciò che mi viene in tasca.
Secondo me la questione della visibilita’ all’olimpico e’ un po’ sopravvalutata. e’ cmq uno degli stadi piu’ importanti d’europa, finale coppa del mondo di calcio e CL. La partita si vede ed anche decentemente. Anzi si vedono meglio i movimenti di squadra. Certo c’e’ chi dice che non si vedono le mani in ruck. ma in quale stadio da 50000 posti si vedono? si vedono al campetto di provincia, o a quello da 3000 posti. Tra l’altro anche la francia gioca in uno stadio con la pista e non mi sembra se ne lamentino.
certo sarebbe meglio se non ci fosse, ma non penso che si possa dire che la partita non si vede.
Non parlo della pista di atletica. C’è un sito di tifosi della Roma che documentano la visibilità dai vari settori dello stadio. Ci sono posti con metà campo coperto dai cartelloni pubblicitari oppure dalle panchine. Posti con la visuale coperta degli infissi delle barriere anti-ultras. Posti con le colonne dello stadio proprio davanti. Visto che il posto non me lo posso scegliere, rischio di pagare tot euro di biglietto più tot euro di viaggio ed eventuale pernottamento per finire dietro una colonna oppure dietro a una barriera messa lì perché io non prenda a botte chi sta di fronte a me.
Scusatemi, ma il bene del movimento lo metto da parte e le partite le andrò sicuramente a vedere al pub. :^)
Con una precisione chirurgica la FIR Emilia-Romagna mette in calendario i concentramenti di minirugby per il giorno stesso o quello successivo, per cui andarci con i ragazzi diventa impossibile o quasi.
l’11 non è un sabato?
Sono un pò preoccupato per i costi che stanno diventando sempre più difficili da sostenere. 25 € per un biglietto di curva in uno stadio così grande mi sembrano tanti, non so quanti altri sport praticano prezzi simili (e chiedono gli impianti pieni).
Se vogliamo diventare uno sport dai grandi numeri non mi sembra la strada migliore.
…arrivo molto in ritardo, ed a stadio quasi pieno (almeno a vedere i settori rimasti in prevendita) ma condivido la sensazione che l’olimpico non sia la miglior struttura per “vedere” rugby, e soprattutto la politica dei prezzi praticata dalla fir sia dissennata, soprattutto in questi periodi di crisi nera… avremo forse 50.000 spettatori in media per partita di 6nazioni, ma quanti sono comunque già convertiti alla passione ovale, e quantio dopo questa esperienza non torneranno più?…spero vivamente di sbagliarmi, ma addirittura in inghilterra si parla di delocalizzare il rugby da londra (10 milioni di abitanti!) per cercare il pubblico dell’inghilterra settentrionale… il nostro bacino naturale è e rimane la pianura padana, roma è lontana mille miglia in tutti i sensi dalla mentalità e sobrietà rugbystica… laggiù è tutto un magna magna, e ormai di soldi non ce n’è più