Quella di Dunedin potrebbe essere l’ultima partita con Nick alla guida della panchina azzurra (speriamo di no!). E nelle parole del ct fa capolino la commozione.
Mese: settembre 2011
Fatta l’Italia anti-Irlanda, Mallet stavolta non cambia
Dunedin (Nuova Zelanda) – Nick Mallett, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha annunciato la formazione che affronterà l’Irlanda domenica sera all’Otago Stadium di Dunedin nella quarta ed ultima giornata della Pool C della Rugby World Cup “Nuova Zelanda 2011”.
L’incontro è in programma alle ore 20.30 locali, le 9.30 in Italia, con diretta su Sky Sport 2HD.
Per la partita che chiude la fase a gironi della Rugby World Cup neozelandese, e che vale l’accesso ai quarti di finale, il CT conferma integralmente la formazione che ha superato per 27-10 gli Stati Uniti martedì sera a Nelson: l’unica novità è rappresentata dal ritorno nel ruolo di estremo di Andrea Masi, recuperato dalla contrattura al polpaccio che lo aveva costretto a rinunciare il extremis alla partita con le Eagles americane.
Luke McLean, titolare della maglia numero quindici contro gli USA, partirà dalla panchina, a sua volta integralmente confermata.
Tra i titolari, Castrogiovanni e capitan Parisse conquistano la loro dodicesima presenza in un match iridato, secondi al solo Alessandro Troncon (quattordici) mentre Gonzalo Canale supera nel computo delle presenze assolute uno dei grandi centri azzurri di inizio millennio, Cristian Stoica, salendo a settantadue caps.
Trentacinquesima apparizione da capitano per Sergio Parisse, mentre Alessandro Zanni si conferma l’atleta più utilizzato da Nick Mallett nei suoi quattro anni sulla panchina dell’Italia con quarantuno apparizioni in quarantadue partite.
Questa la formazione dell’Italia:
15 Andrea MASI (Aironi Rugby, 63 caps)
14 Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, 11 caps)*
13 Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne, 71 caps)
12 Gonzalo GARCIA (Benetton Treviso, 24 caps)
11 Mirco BERGAMASCO (Racing-Metro Paris, 84 caps)
10 Luciano ORQUERA (Aironi Rugby, 26 caps)
9 Fabio SEMENZATO (Benetton Treviso, 7 caps)
8 Sergio PARISSE (Stade Francais, 82 caps) – capitano
7 Mauro BERGAMASCO (87 caps)
6 Alessandro ZANNI (Benetton Treviso, 57 caps)
5 Cornelius VAN ZYL (Benetton Treviso, 5 caps)
4 Quintin GELDENHUYS (Aironi Rugby, 24 caps)
3 Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 81 caps)
2 Leonardo GHIRALDINI (Benetton Treviso, 40 caps)
1 Salvatore PERUGINI (Aironi Rugby, 82 caps)
a disposizione
16 Fabio ONGARO (Benetton Treviso, 79 caps)
17 Andrea LO CICERO (Racing-Metro Paris, 90 caps)
18 Marco BORTOLAMI (Aironi Rugby, 87 caps)
19 Paul DERBYSHIRE (Benetton Treviso, 15 caps)
20 Edoardo GORI (Benetton Treviso, 8 caps)*
21 Riccardo BOCCHINO (Estra I Cavalieri Prato, 11 caps)*
22 Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 32 caps)
*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato” di Tirrenia
Solidarietà: Benetton e Arep di nuovo insieme
dal sito Benetton Rugby
Come ormai d’abitudine, si rinnova il lavoro di partnership tra Benetton Rugby ed Arep nell’aiuto alle persone meno fortunate.
Il calendario realizzato in collaborazione tra le due entità e con la partecipazione dei ragazzi di Arep e Benetton Rugby, è stato stampato nella sua versione definitiva ed è pronto per la distribuzione.
Lo stesso sarà disponibile in un totale di 2000 esemplari ad un prezzo di 5 Euro cadauno.
Potrà essere acquistato presso la sede di Arep e nel corso degli eventi organizzati dall’ente, ma anche nel negozio ufficiale Benetton Rugby situato allo Stadio Monigo e nei punti ristoro dello stesso impianto nel corso della prossima partita con gli Scarlets, del 1 ottobre.
Inoltre, a partire da lunedì 3 ottobre le rimanenti copie saranno in vendita fino ad esaurimento presso gli uffici del club situati nel Centro Sportivo “La Ghirada” a Treviso.
Tutti i proventi saranno utilizzati a scopo solidale-umanitario per finanziare le attività ed i laboratori di Arep nei confronti delle persone diversamente abili.
Un piccolo gesto per aiutare chi ha più bisogno e per trascorrere un anno in compagnia degli amici di Arep e del Benetton Rugby.
Rugbisti? Roba da una botta e via…
Gleeden.com fa la ricerca, l’AGI rilancia, io distribuisco…
Chi ha detto che i calciatori sono i piu’ desiderati dalle donne? Le italiane vanno oltre il cliche’ e, forse, complici il mondiale di rugby e le ultime vittorie dell’Italia sembrano preferire nei loro sogni sexy gli statuari corpi dei giocatori di palla ovale.
Secondo le iscritte al sito Gleeden.com, il 78% delle donne vede nei rugbisti degli ottimi compagni per una notte lontano dal partner ufficiale. Per il 63% delle intervistate i protagonisti del rugby sono uomini che ispirano sicurezza e poi, secondo il 97% delle donne, sognare di tradire il proprio uomo con un rugbista non equivale a tradire. “Principi azzurri dalle braccia possenti” e proprio i bicipitisono la parte del corpo che il 36% delle donne preferisce nei giocatori di rugby, seguito dal fondoschiena con il 31% e dalle cosce con il 22% delle preferenze. Tra i rugbisti piu’ apprezzati dall’universo femminile Mirco Bergamasco e’ il piu’ desiderato dalle signore con il 52% delle preferenze, seguito dall’attuale capitano della nazionale Sergio Parisse, che raccoglie il 25% dei consensi, e da Gonzalo Canale con il 19%.
Uenuku – Quel sapore italoriundo che rafforza i giornalisti downunder
É vecchia come il mondo, o come il mondo cosmopolita, eppure la storia degli oriundi e degli equiparati fa sempre parlare e divide l’opinione pubblica. Anche il sito ufficiale della Rugby World Cup ha deciso di affrontare questo argomento, prendendo per esempio il caso italiano, con un articolo che elenca e racconta dei nostri sette italoargentini in terra neozelandese. Un dettaglio, quello del passaporto, che senza polemica evidente viene spiegato nel pezzo, e messo sulla prima pagina del sito.
Circa 20 milioni di argentini hanno origini italiane, discendenti di oltre due milioni di immigrati che hanno attraversato l’Atlantico tra il 1861 e il 1920. Un’intera generazione di rugbisti argentini sono cresciuti con il diritto di possedere anche il passaporto italiano e quindi anche con la possibilità di essere chiamati in azzurro, recita l’articolo, che continua raccontando della chiamata dalla Nuova Zelanda di coach Mallet a Sbaraglini, del luogo di nascita di Parisse, della mischia italiana, nella quale figura Castrogiovanni, della mediana composta da Canavosio e Orquera, dei due Gonzali, legati dallo stesso nome e dallo stesso ruolo. E dallo stesso luogo d’origine.
“Quella di scegliere l’Italia è stata la decisione giusta per la mia crescita personale, sia come giocatore che come uomo” ha raccontato Garcia, ricordando il giorno (lo stesso giorno) in cui sia la nazionale Italiana U19 che l’Argentina A lo convocarono. E lui scelse gli Azzurri.
Una coppia di centri, quella dei Gonzali, che sembra davvero vincente anche per l’ufficio stampa della RWC, tanto che non si manca di sottolineare che i due hanno giocato insieme un sacco di volte, e si conoscono molto bene e giocano bene insieme. Per fortuna per l’Italia.
Assieme ai 7 argentini (ma anche italiani) che partecipano al mondiale, non manca una citazione d’obbligo anche per il ex e gli assenti: Diego Dominguez – il top scorer italiano di sempre – Carlos Nieto e Santiago Dellape. Non c’è niente di male nell’esaltare e complimentarsi con i nostri oriundi ed equiparati, non importa se sono argentini di nascita, o neozelandesi, sudafricani, australiani.
Vestire la maglia di una nazionale è sempre un onore, e come tale i nostri mezzostranieri si sono comportati, sul campo così quando intonano a gran voce l’inno di Mameli.
Il piglio fresco e placido dell’articolo citato, prendendo spunto dal prossimo match dell’Irlanda contro i nostri, sembra quasi una piccola finestra di focus su una delle squadre che al mondiale potrebbe fare un colpaccio storico. Certo è che il titolo fa pensare che si voglia attribuire qualche etichetta di troppo alla squadra, di quelle etichette che agli italiani e agli italoriundi non piacciono per niente: “Argentine flavour bolsters Azzurri challenge”, ossia qualcosa come “Il sapore argentino rafforza la sfida degli Azzurri”.
Non so se è la coda di paglia che mi fa scrivere, oppure il pensiero al contrario della nostra Accademia, ma chissà cosa sarebbe successo e cosa si sarebbe detto, se fosse andato online un pezzo sul sapore figiano e samoano che rafforza la sfida degli All Blacks.


