L’Italia, l’Irlanda, gli Stati uniti e quel bicchiere che per qualcuno è sempre mezzo vuoto

Lo scorso 11 di settembre l’Irlanda in quel di New Plymouth batte con grande fatica gli Stati Uniti 22-10, senza prendere il bonus.
Un paio di settimane più in là è l’Italia a battere gli USA: anche gli azzurri fanno fatica – non come gli irlandesi – ma vincono e si conquistano un punto di bonus diventato necessario dopo l’inaspettata vittoria degli uomini in maglia verde sull’Australia.
Però sembra non contare, perché il vizio italico della critica a prescindere si percepiva già ad appena 20 minuti dall’inizio della partita con gli Stati Uniti.
“Ma dove vogliamo andare giocando così?”. “L’Irlanda ci massacra” e così via… questo il mood dei commenti di tifosi e appassionati.
Ora, che quello che stava avvenendo sul campo di Nelson non fosse una roba da stropicciarsi gli occhi, non c’è alcun dubbio al riguardo. Però con gli Stati Uniti non si doveva fare filosofia, ma solo portarsi a casa una vittoria con quattro mete. Nulla di più, nulla di meno. Dopo la marcatura di Parisse abbiamo tutti pensato che il più era fatto: una meta dopo due minuti che spalancava le porte a una “goleada”. Che probabilmente sarebbe puntualmente arrivata se Benvenuti fosse riuscito a controllare la palla e schiacciarla oltre la linea nemmeno dieci minuti dopo.
L’errore azzurro è stato quello di considerare la partita già ben indirizzata. Può succedere. Una leggerezza che ci ha fatto soffrire non poco, ma l’hanno saputa risistemare, questo è quello che conta.

Il Mondiale dell’Italia finora è andato esattamente come doveva andare: ko con gli irraggiungibili Wallabies (che però per 50 minuti non hanno saputo che pesci pigliare…), due vittorie con bonus con Russia e USA. Il gruppo di Mallett si presenterà a Dunedin la prossima domenica con un solo risultato utile per passare il turno: vincere, anche di un solo punto. Missione compiuta. Si poteva fare meglio? Certo che sì (non nei risultati, ma nel modo in cui li abbiamo ottenuti), ma pure molto – moltissimo – peggio. La tenuta mentale non è stata finora ottimale? No, e comunque non nell’arco degli 80 minuti. A volerla dire tutta nemmeno quella degli irlandesi lo è stata.
Già, l’Irlanda. Perché ora siamo qui a spellarci le mani davanti all’Irlanda vista con l’Australia. Però quella squadra lì, partite del genere negli ultimi due anni abbondanti quante ne ha fatte? Un paio, forse tre? Non più tardi di 5-6 mesi fa è arrivata a un passo dal capitolare al Flaminio, salvata solo da un drop dell’ultimo minuto. La squadra di Kidney si è presentata con quattro-sconfitte-quattro consecutive nei test match. Poi la vittoria zoppicante con gli USA e quindi l’exploit australiano. La partita successiva con la Russia si è messa subito sui binari giusti e non è che faccia un gran testo. Come la nostra partita con quegli stessi avversari.
Eppure è tutto un coro di “Non ce la possiamo fare” e consimili. Io mi chiedo perché mai. Che i favoriti siano loro è ineccepibile, ma proprio per questo hanno anche tutto da perdere. Noi invece no, solo da guadagnare. E in una gara dentro-fuori può pesare tantissimo. Dice: se si gioca come contro gli USA non ci sono speranze. Sì, o meglio, forse. Perché l’altra faccia della medaglia è che l’Irlanda giochi come contro l’Australia, cosa possibile ma assolutamente non certa. Siamo così sicuri che l’Italia vista con gli USA non possa battere l’Irlanda vista con gli Stati Uniti? Io dico che può succedere.
Dovremo essere umili e concentrati, senza svolazzi e ghirigori che non ci competono. Dovremo essere tignosi e schiacciarli con la nostra mischia. Disciplina ferrea, che concedere calci a Sexton e O’Gara è una pazzia. E poi placcare, placcare, placcare e ancora placcare. Ce la possiamo e ce la dobbiamo giocare.
Ricordo infine che secondo il 99% dei suddetti critici questa spedizione doveva naufragare nel breve volgere di poche ore dopo la scelta di non confermare Mallett alla guida della panchina dopo il torneo. Vi ricordate? Ma come si fa, ora il gruppo si disunirà, andrà come Francia 2007, siamo sempre pronti a farci del male…
Non so se ve ne siete accorti, ma non è successo nulla di tutto questo. Anzi.

14 pensieri riguardo “L’Italia, l’Irlanda, gli Stati uniti e quel bicchiere che per qualcuno è sempre mezzo vuoto”

  1. Continuo a leggere un po’ ovunque che basterà battere l’Irlanda anche solo di un misero punticino per passare il turno. Purtroppo non è vero, rischiamo di uscire anche vincendola (4-2 come punti di bonus); è il risultato meno probabile, ma non è da sottovalutare.

      1. Es.

        Irlanda: 27 – Italia: 28
        Irlanda: 4 mete, 2 trasformazioni, 1 piazzato
        Italia: 3 mete, 2 trasformazioni, 3 piazzati

        Italia vince e prende 4 punti, nessun bonus.
        Irlanda perde ma prende 2 punti di bonus (differenza punti e mete segnate).

        Noi vinciamo, loro passano, io bestemmio fino al 2015.

  2. ti ricordo, inoltre, tutti quelli che dicevano: “la Russia e gli USA sono delle squadre con cui difficilmente prenderemo il bonus, al più con una delle due!”. Io almeno ho dissi che rischiavamo solo se la testa non era a posto e sono contento di essere stato sbugiardato, ma non ho mai pensato fossero squadre che tecnicamente ci potessero impedire i 10 punti, stessa cosa l’Irlanda, superiore? si! di tanto? no! battibile? sicuramente se saremo sicuri di noi!!! @zardo è vero che c’è questa possibilità, ma se batti una squadra che ha fatto 4 mete, difficilmente non le hai fatte anche tu! per quanto 3 trasformate+3 piazzati faccia 30 e 4 trasformate 28, in quel caso usciremmo, ma ti immagini CHE PARTITA!!!!!

  3. a zardo ! ma che stai a di ! mi hai fatto venire gli incubi ! ma non valeva la regola che avanzava chi vinceva lo scontro diretto? in effetti questa regola vale a parità di punti !

  4. L’Irlanda ha battuto Russia e USA, anche noi, l’Irlanda ha battuto l’Australia, noi no. Non è una differenza da glissare come fai tu anche se, in genere, le tue riflessioni sono condivisibili.
    Comunque …ho trovato impellente intervenire per una riflessione che hai fatto che merita il dieci e lode, non tanto per il contenuto, io lo condivido ma non è importante, ma per la mentalità a cui fa riferimento.
    Dici che secondo alcuni :” questa spedizione doveva naufragare nel breve volgere di poche ore dopo la scelta di non confermare Mallett alla guida della panchina dopo il torneo”.
    Invece così non è stato nonostante lo stesso Mallett abbia alimentato grancassa per stimolare cotanto ritornello.
    La tua osservazione richiamala mentalità del “professionismo” non inteso come “gioco per lavoro” ma del professionismo come avvenuta maturità sportiva ed agonistica di un ambiente, essere una Nation ! L’ambiente agonistico della Nazionale italiana è ora timidamente capace (non sempre ma ci prova sempre) di imporsi/schierarsi rispetto alle normali vicissitudini che impongono certe frequentazioni di alto livello. Una maturità che però non puoi chiedere al tifoso ma che va pretesa (non sempre ma ci si deve provare sempre) fra i professionisti ed i “critici” di area.
    Non è facile essere una Nation del rugby, l’Italia si sta calando nella parte. Questo secondo me è il risultato migliore di questi Mondiali, si vada o no ai quarti.

  5. Grazie per i complimenti!
    Io non glisso sul fatto che l’Irlanda ha battuto l’Australia e noi no. L’Irlanda è forte, molto forte. Di sicuro più di noi nel complesso, ma sono convinto che la si possa battere. E se avessimo sconfitto l’Australia potevamo tornarcene subito a casa con tanto di trofeo…

Scrivi una risposta a Emy Forlani Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.