Allenatori, accademie e soldi

Da Il Gazzettino

Alla fine ha pagato (preventivamente) solo Andrea Cavinato. Per il resto nessuna rivoluzione negli allenatori delle nazionali minori e all’Accademia di Tirrenia dopo le
critiche per la salvezza stentata al Mondiale under 20. Ottenuta «vincendo solo contro una
squadra tirata su in spiaggia (Tonga, ndr)» è la definizione poco lusinghiera che sarebbe
stata usata in consiglio federale. La novità è l’under 20 affidata a Craig Green responsabile
delle Accademie (in attesa pare del ritorno di George Coste). È la prima volta di un allenatore straniero, il segno del fallimento della politica di sviluppo dei tecnici italiani.
Nessuno di loro è stato ritenuto all’altezza.
A proposito di Accademia di Tirrenia poi un dato curioso ermerge dai 30 convocati di
Mallett per la Coppa del Mondo: solo 4 hanno l’asterisco nella lista, cioè sono passati di lì
(Benvenuti, Gori, D’Apice, Bocchino). L’accademia sembra costi alla Fir 1,5 milioni
l’anno, per 6 anni di attività fa 9 milioni. Produrre ognuno di loro è “costato” oltre 2
milioni. Siamo sicuri che uno Benvenuti in azzurro non ci sarebbe finito lo stesso? (…)

6 pensieri riguardo “Allenatori, accademie e soldi”

  1. la superficialità dell’analisi lascia senza parole. al di là dei convocati per la rwc provenienti da tirrenia, non pochi se si pensa che tirrenia è funzionante da solo poche stagioni, bisognerebbe guardare quanti giocatori con l’asterisco giocano in nazionale a, quanti in celtic, quanti in eccellenza. l’accademia non è il centro di formazione di atleti per la nazionale, ma per lo sviluppo di atleti all’alto livello. va bene che il gazzettino odia la fir, non si sa perchè, ma almeno si faccia il giornalista in modo obiettivo

  2. ciao robbo. Una precisazione: io ho pubblicato uno stralcio dell’articolo del Gazzettino e quella riportata NON è la mia posizione. E’ un articolo sintomatico di una posizione nel dibattito sul movimento, se giusta o meno ad ognuno il giudizio. quello che posso dire con certezza è che è la posizione del giornalista che l’ha scritta (ed eventualmente del quotidiano in questione), non quella del sottoscritto, che – detto per inciso – la pensa come te

  3. speriamo che la responsabilità affidata a Craig Green gli consenta di operare in autonomia e si circondi di persone capaci e motivate e sia libero da pressioni politiche. le accademie servono e ne servirebbero di piu e finalizzate alla crescita di un ampio bacino di atleti. e non solo, dovrebbe coinvolgere tanti allenatori specialmente quelli delle giovanili… non facciamo poi conti della serva su quanto costa il singolo azzurro, cosi non serve a nulla

  4. Sono anche io d’accordo con voi. Ma al di là della questione specifica, da semplice lettore de Il Gazzettino osservo purtroppo che l’assunto di base del giornale, che potrebbe anche essere stra-motivato e legittimo, è così assolutamente pervasivo e diffuso in tutti gli articoli che rende di fatto la pagina del rugby piuttosto monotona e poco informativa.
    Io penso che se i giornalisti possano e debbano esprimere le proprie posizioni in articoli di fondo argomentati e profondi quanto si vuole, lasciando così spazio a un lettore che abbia intenzione e piacere di leggere “ciò che è accaduto” e che non voglia sentirsi guidato da articoli che intendono sempre e solo dimostrare la bontà della propria posizione “politica”.

  5. Sulla utilità/necessità delle Accademie non mi sembra ci siano dubbi.
    Mi sembra necessaria invece una precisazione ulteriore riguardo a eventi e situazioni che riguardano la gestione della Nazionale U20 operata dal sign. Cavinato, dal Giugno 2010 ai Mondiali Juniores.
    Senza volere entrare nel merito delle competenze strettamente specifiche del tecnico in questione (ammesso che sia utile e realistico operare tale distinguo), è necessario analizzare e valutare le sue modalità gestionali, oltre che l’evolversi delle sue dichiarazioni pubbliche (sulle private non so fino a che punto sia utile calare il “pietoso velo”).
    Disponibile eventualmente ad entrare nello specifico di numerosi eventi esplicativi di quanto affermato, va detto che nell’ultimo anno la gestione complessiva dell’Accademia di Tirrenia è stata totalmente in funzione dei Mondiali, con la delega completa sia di gestione del gruppo, sia decisionale, al tecnico responsabile della Naz. U20 sign. Cavinato.
    L’assenza di Gianluca Guidi, praticamente per tutto l’anno, è stata pesantissima ed i risultati si sono visti al VI Nazioni, come pure al Mondiale Juniores, laddove i nostri atleti hanno reso assolutamente al di sotto delle loro possibilità: erano semplicemente in crisi globale, sul piano fisico e su quello mentale: comunque quei ragazzi sanno … calciare e passare la palla ed anche bene.
    Sanno giocare a rugby e sono certo che lo dimostreranno nel prossimo futuro se saranno messi nelle condizioni di farlo.
    A fronte dell’anno precedente, eccellente sotto quasi tutti i profili. l’ultimo anno a Tirrenia è stato disastroso, addirittura per alcuni quasi “drammatico”, dirigenti, atleti, anche tecnici collaboratori.
    Nel corso di tutto l’anno si sono manifestati meccanismi e dinamiche conflittuali e perverse, inaccettabilmente manipolatorie (talvolta al limite del ricatto), che hanno evidenziato ancora una volta l’impossibilità per il tecnico di collaborare e relazionarsi in modo equilibrato, costruttivo e minimamente rispettoso dell’altro.
    D’altronde si tratta di cose note, già accadute precedentemente in altri luoghi e sempre in situazioni dove la responsabilità gestionale era del sign. Cavinato.
    Più volte si è giunti a livelli di invivibile conflittualità ed aggressività, talvolta tali da sfiorare l’irreparabile, le così dette “vie di fatto”.
    Si tratta di numerosi eventi, tutt’altro che isolati, che hanno riguardato Dirigenti, Tecnici Collaboratori, e gli stessi atleti (peraltro ragazzi ancora in formazione).
    Lascio immaginare il clima e l’atmosfera nello staff e nel gruppo nella sua globalità.
    D’altronde i risultati sia al Mondiale, sia al VI Nazioni di categoria (anche la vittoria con la Scozia è stata assolutamente casuale ed in quelle condizioni irripetibile), ne sono la conseguenza più evidente.
    Nell’ultimo periodo solo l’intervento della Federazione ha impedito che le cose degenerassero ulteriormente: quando le cose si sono evidenziate nella loro reale gravità, era però troppo tardi per vere soluzioni.

    Ci sono numerose relazioni/denunce scritte, giacenti negli archivi di Tirrenia che dimostrano ed evidenziano quanto sopra.

    A mio giudizio il problema più incidente e significativo, che ha caratterizzato quest’ultimo anno di Accademia e di Nazionale U20, è stato proprio il Sign. Cavinato con le sue modalità.
    Questo è il motivo reale della non conferma del tecnico alla guida della Naz. U20 ed a Tirrenia (come da lui invece attesa ed anche annunciata pubblicamente).
    Se una responsabilità si può attribuire alla FIR è quella di avere “protetto” troppo a lungo il Sign. Cavinato prima di intervenire.
    Lo spessore di tale tecnico si nota alla fine anche nella ambigua contradditorietà delle sue ultime dichiarazioni, nelle quali attribuisce chiaramente ai ragazzi, all’Accademia ed alla stessa FIR le critiche piovute sulla sua (nel senso della gestione) Nazionale, soprattutto se confrontate con le sue dichiarazioni precedenti.
    Sbalordisce anche la apparente inconsapevolezza del Sign. Cavinato, che trova sempre il modo di attribuire ad altri colpe e responsabilità sostanziali: solo quando la “formale” assunzione di responsabilità può produrgli un ritorno di immagine e “nutrirlo egoicamente”, allora … può diventare anche molto “bravo”, seduttivamente molto bravo !!

    Naturalmente mi assumo la piena responsabilità delle cose dette.

    Federico Ferrini

  6. come già affermato in altro commento, usiamo l’accademia per i ragazzi talentuosi che non godono di strutture societarie in grado di sviluppare adeguatamente le loro potenzialità e lasciamo gli altri ragazzi che militano in squadre di “livello” allenarsi con la propria società, la nazionale, anche l’under 20, non deve essere un club a parte, ma la selezione dei migliori giocatori sul mercato; pur essendo in alcuni punti d’accordo con l’articolo pubblicato, è anche vero che per fortuna l’italia può schierare dei giocatori diversi dai 30-40 “eletti” dell’accademia, e forse è proprio questo il problema, considerare l’accademia l’unica realtà in grado di formare giocatori di alto livello, non un’occasione in più per alzare la media.

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