Mike & Zara, un po’ di cose sul matrimonio rugbistico del secolo (si dice così, no?) /UPDATE 2

Il 30 luglio Mike Tindall, capitano della nazionale britannica con 66 caps al suo attivo, sposerà Zara Phillips in quel di Canongate Kirk, a Edimburgo. Lui, nipote di un fabbro (e rugbista), lei nipote di nientepopòdimenoche della regina d’Inghilterra. Comè che diceva Oscar Wilde? “Rugby is a good occasion for keeping thirty bullies far from the center of the city”? Illuso… Un po’ di notizie sparse sull’evento.

ECCO LE ULTIME NOVITA’
Per la serie “meno male che ora lo so”, il Mail on line ci fa sapere che ieri la futura sposa ha iniziato la giornata facendo jogging alle 7 del mattino, seguito da tre ore di esercitazioni con il suo cavallo. Il pomeriggio, invece, si è dedicata a dei trattamenti di bellezza.

Dettaglio: come il buon Mike ha chiesto a Zara di sposarlo? In quale occasione? Bene, siamo in grado di svelare l’arcano: lui in ginocchio, lei sdraiata sul divano mentre stava guardando “X Men”. Sono cose che ti segnano.

Mike ha celebrato il suo addio al celibato a Miami, al W Hotel”, in una due giorni che prevedeva anche una “eight-hour drinking marathon”. Lei invece è andata con le amiche – parecchie da quanto raccontano le cronache dei tabloid di casa sua – in Portogallo e pare che non si sia fatto mancare il divertimento nemmeno un po’.

Le cassa reali sborseranno 65mila sterline per la chiusura di 5 giorni a cui è sottoposto il Canongate Kirk per le nozze. Si tratta infatti di una celebre e nota attrattiva turistica, che in quei giorni non potrà accogliere visitatori. E la regina paga.

Pare, sembra, si dice, si mormora che Mike indosserà un kilt per le nozze. Il rumors non è stato confermato.

Pare che la coppia abbia dovuto rinunciare ad un’offerta da 500mila sterline avanzata da un giornale (Hello! Magazine) per avere l’esclusiva delle nozze. Il motivo? L’intervento della nonna di lei, che considera l’evento come un qualcosa di “esclusivamente familiare”. Forse ha fatto il pieno con le nozze di Kate e del figlio William dello scorso giugno. Pare che a nessuno dei due – intendo Zara e Mike – quell’offerta facesse molto schifo…

Altra cosa che farà felice nonna Elisabetta. Lei per il suo vestito si è affidata a Stewart Parvin, il couturier (voi lo chiamate ancora stilista? come siete out… ) preferito da Sua Maestà. Se questo sia un bene o un male in termini puramente estetici è questione estremamente dibattuta al di là e al di qua della Manica.

Mi sarebbe piaciuto un sacco assistere alla telefonata seguita alla richiesta di matrimonio avanzata dal buon Mike. In una intervista Tindall ha detto che dopo il “sì” di Zara lei ha chiamato subito sua madre per annunciargli l’evento. Pare che la principessa Anna abbia detto: “Molto bene! Sono felice per te Zara,  ma a Mike non potremmo far raddrizzare il naso per le nozze?”.

Nomignoli: lui è “frigorifero” (non molto fantasioso, in effetti). Lei invece è “Monica”, dal nome della protagonista di una serie tv (Quale? Perdio, fatecelo sapere!) maniaca della pulizia. Come lei.

Ricordate le 500mila sterline di cui parlavamo prima? Pare che sia quella la cifra stimata dalla polizia locale per i costi che le forze dell’ordine dovranno sostenere per garantire la sicurezza di sposi, familiari reali e vip invitati. Tanto per dire, quando un anno fa il Papa è andato da quelle parti vennero spese 543mila sterline per la stessa voce.

La cosa che più interessa al sottoscritto. Le tazze. Nella perfida Albione circolano già le tradizionali mug celebrative (ne vedete una nella foto, non un granché in effetti). Non ci crederete, ma io in casa ho quelle del matrimonio di Carlo e Camilla, del fidanzamento ufficiale di William e Kate e quella che celebra i 50 anni di regno di Elisabetta II. Perciò se qualcuno di voi è in Inghilterra è pregato di acquistarne una per il sottoscritto e spedirmela. Non scherzo. La mia gratitudine sarà eterna (se la trovate con la foto della coppia, preferisco). Dove le tengo? Ho una “bacheca degli orrori”, e assieme alle tazze c’è un libro sugli Europe (indovinate un po’ come si intitola? “Dalla Svezia con Hardore”), l’imprescindibile “Il manuale del play boy”, il cd di Loredana Lecciso “Si vive una volta sola”, dei tic-tac a forma di pene, delle mentine al bacon, un portachiavi con un dito mozzato (finto) e un cd di canzoni natalizie interpretate da Al Bano. più altre amenità del genere. So che sembra tutto inventato, ma vi assicuro che non lo è.

L’ARTICOLO SARA’ SOTTOPOSTO A CONTINUI AGGIORNAMENTI, QUALORA ARRIVASSERO NOTIZIE TALI DA NON POTER ESSERE LASCIATE NELL’OBLIO

Ramiro Pez e Rugby Roma, un matrimonio possibile

Ospite ieri sera sulle frequenze di Radio Manà Manà – nel programma condotto da Roberto Parretta, in studio con Daniele Piervincenzi e Corrado Mattoccia – Ramiro Pez ha confermato i contatti con la Rugby Roma.
“Hanno chiesto la mia disponibilità per iniziare un discorso che porterebbe ad una eventuale trattativa per un mio ritorno in bianconero. Ne ho parlato a casa con mia moglie e siamo dell’idea che se ne può discutere. Mi piacerebbe chiudere la mia carriera con la Rugby Roma. Ma per il momento siamo solo a livello di sondaggio iniziale”.
L’ex azzurro sta giocando con La Tablada nel campionato della provincia di Cordoba dopo che qualche settimana fa hatrascinato Cordoba alla vittoria del campionato nazionale argentino delle Province: 18-16 contro Buenos Aires in finale proprio grazie al decisivo piazzato dell’ex numero 10 della nazionale italiana (autore di tutti i punti della sua squadra). Pez compirà 33 anni a dicembre e conta 40 presenze in azzurro.
Per Pez quello con la Rugby Roma sarebbe un ritorno, dopo aver giocato nella capitale con la maglia bianconera tra il 200o e il 2001. Ramiro ha poi indossato le maglie di Roterham, Leicester, Bath, Castres, Perpignan, Bayonne, Venezia e Tolone.