Video: gli highlights di Blues-Waratahs 26-13

Super Rugby: i Crusaders non fanno scherzi a vanno in semifinale

Un piccolo sbandamento iniziale, poi la partita rimessa subito in carreggiata e alla fine i pronostici vengono rispettati: nulla da fare per gli Sharks.
Completato così il quadro delle semifinali:
Reds vs Blues
Stormers vs Crusaders
Final Score Crusaders 36 Sharks 8

Scorers

Crusaders 
Tries – S.B Williams, K Read, B Franks
Pen – D Carter 5
Con – D Carter 2, M Berquist
Drop –
Cards –

Sharks
Tries – W Alberts
Pen – P Lambie
Con –
Drop –
Cards –

Match Officials 
Referee: Bryce Lawrence
AR 1: Keith Brown
AR 2: Vinny Munro
TMO: Garratt Williamson

Teams

Crusaders :1. Wyatt Crockett 2. Corey Flynn 3. Owen Franks 4. Brad Thorn 5. Sam Whitelock 6. George Whitelock 7. Matt Todd 8. Kieran Read (c) 9. Andy Ellis 10. Dan Carter 11. Zac Guildford 12. Sonny Bill Williams 13. Robbie Fruean 14. Sean Maitland 15. Tom Marshall

Replacements : 16. Quentin MacDonald 17. Ben Franks 18. Luke Romano 19. Jonathan Poff 20. Kahn Fotuali’i 21. Matt Berquist 22. Ryan Crotty/Brent Ward

Sharks :1. Tendai Mtawarira , 2. Bismarck du Plessis , 3. Jannie du Plessis , 4. Gerhard Mostert , 5. Alistair Hargreaves , 6. Keegan Daniel , 7. Jean Deysel , 8. Willem Alberts , 9. Charl McLeod , 10. Frederic Michalak , 11. Lwazi Mvovo , 12. Meyer Bosman , 13. Stefan Terblanche (Captain) , 14. JP Pietersen , 15. Patrick Lambie

Replacements , 16. John Smit , 17. Eugene van Staden , 18. Ross Skeate , 19. Ryan Kankowski , 20. Jacques Botes , 21. Adrian Jacobs , 22. Louis Ludik

Ultimora: niente quorum all’Assemblea straordinaria FIR

Da Bologna arriva la notizia che all’Assemblea Generale Straordinaria della FIR convocata questa mattina allo Sheraton della città felsinea non sarebbe stato raggiunto il quorum per l’approvazione delle modifiche allo Statuto Federale, così come richiesto ai sensi dei “Principi fondamentali degli statuti delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Associate” approvati dal Consiglio Nazionale del CONI con delibera 1410 del 19 maggio 2010.
Poco più di 2.700 i sì a fronte degli oltre 4mila minimi richiesti. Questi sarebbero i risultati della votazione.


Vigili del Fuoco ancora campioni del 3 Nations: Lions battuti 13-11

All’Arms park di Cardiff la rappresentativa nazionale di Rugby dei Vigili del Fuoco batte per 13 a 11 i Lions Britannici  e mantiene in Italia il trofeo del “3 Nations”.

Il resoconto FIR

La Coppa del “3 Nations” resta in Italia. Questo il verdetto della finalissima del torneo giocato nel mitico Arms Park di Cardiff e vinto dalla rappresentativa nazionale di Rugby dei Vigili del Fuoco per 13 a 11 contro i Lions Britannici. Non ci sono aggettivi per commentare la prestazione azzurra in questo match che come vedremo sara’ poco adatto ai deboli di cuore.

Soprattutto la difesa e’ stata l’ arma in piu’ dell’Italia, encomiabile nel sacrificio per fermare le folate dei Lions assai abili a muover palla con la linea arrteratta.

I fantasmi di un cambio radicale di formazione nei Lions si son puntualmente verificati, ma non e’ bastato e alla fine sara’ capitan Baracchi – uscito anzitempo per un indofortunio alla spalla – ad alzare al cielo il trofeo.

La cronaca. Il tema tattico di giornata si vede subito, con l’Itaolia a far gioco davanti ed I Lions a far girare I trequarti. Al 15’ si muove il tabellino con la meta di Rambo Costantini che intercetta l;ovale sui 30 difensivi dei Lions e vola sotto i pali. Trasforma il fratello Daniel per il 7 an 0.

La replica britannica e’ veemente e Romano tiene sollevato un uomo in area di meta sventando il pericolo, poi I Lions non sfruttano una palese superiorita’ al largo. In chiusura di tempo botta e risposta fra calciatori con il tempo che si chiude con l’Italia in vantaggio 10 a 3.

Nella ripresa il cliché’ non cambia. I trequarti inglesi fan paura ma la difesa, su cui giganteggiano le terze linee Gelmini e Romano fa buona guardia. Il match e’ duro per tutti e il minimo errore in chiave difensiva rischia di esser pagato caro. Ne fa le spese come detto Baracchi che esce al 58’. Un minuto dopo Daniel Costantini centra ancora i pali per il 13 a 3, ma nell’azione seguente grossa stupidaggine di Faggiotto che entra in ritardo sul portatore di palla e va fuori 10 minuti. Anche in inferiorita’ numerica l’Italia si esalta in difesa e la resistenza e’ stoica ed il parziale non si muove.

Gli ultimi minuti valgono tutto il prezzo del biglietto. Al 76’ I Lions accorciano su penalty 13 a 6 em “vedono” l’ultima possibilita’ di acciuffare il pari in extremis. Gli attacchi sono davvero all’arma bianca e la resisteza analoga. Al terzo di recupero una terza fase trova l’Italia scoperta al largo e l’ala britannica segna in bandierina. Il recupero e’ finito e tutto dipende dalla trasformazione che finisce a lato. Fischia l’arbitro ed esplode la gioia azzurra, per una squadra che dimostra sempre di che pasta e’ fatta e merita di entrare a pieno titolo nelle “grandi” del rugby italiano.

Il tricolore che sventolava piantato a centrocampo all’Arms Park rimarra’ ricordo indelebile per parecchio tempo.

I tecnici Giop e Rubbi hanno schierato: Fratini, Costantini R., Gabba (La Sorda), Faggiotto (Ferrari), Lunanova (Lanzoni),  , Costantini D. (Piacentini), Zanirato (Flagiello), Teodorini, Gelmini, Romano, Baracchi (Borella), Toso, Funario (Scialabba), Azzini (Maglia), Rizzetti Mattei.

Oltre lo Stade: le strade possibili di Parisse

Da La Gazzetta dello Sport

In attesa che lunedì si decida il futuro dello Stade Francais, che deve ripianare 5,8 milioni di euro di debiti per evitare la retrocessione, club e franchigie si muovono per Parisse. Lasciasse Parigi, per restare in Europa il capitano azzurro dovrebbe accettare un ingaggio decurtato: non c’è tempo per contratti «pesanti». Aperta l’opzione Super 15: dal Sudafrica si sono fatte avanti tre franchigie, compresi gli Sharks. Giocare nell’emisfero Sud, però, gli farebbe saltare il Sei Nazioni 2012. Per il rientro in Italia per la Celtic servirebbe una «pazzia» (Aironi e Treviso hanno un terzo del budget delle grandi europee) con avvallo Fir, che dovrebbe pagare il 60% dell’ingaggio.