La vittoria arriva, almeno in tv

Dall’ufficio stampa di Sky Sport

Ascolti record per la gara d’esordio degli azzurri al Sei Nazioni 2011 di rugby: 200.200 spettatori medi hanno seguito il match fra Italia e Irlanda, trasmesso in diretta esclusiva dalle 15.20 circa su Sky Sport 2 (in Standard Definition e in High Definition).

Si tratta del miglior risultato di sempre per una gara del Sei Nazioni su Sky, con una crescita del 18% rispetto al precedente record (Italia-Scozia del 27 febbraio 2010 con 169.882 spettatori medi) e un incremento del 46% rispetto al debutto dell’Italia nella passata edizione del torneo (Irlanda-Italia del 6 febbraio 2010 con 136.737 spettatori).

 

 

 

Sei Nazioni femminile: il rimpianto del coach Di Giandomenico

Paolo Romagnolo per La Voce di Rovigo

Tutti si aspettavano qualcosa di più, lui compreso. Andrea Di Giandomenico, coach dell’Italdonne, negli spogliatoi del Battaglini si trova a commentare una prestazione in chiaroscuro delle sue ragazze. “Abbiamo perso contro una squadra con più confidenza ed esperienza rispetto a noi – esordisce il tecnico azzurro – Mi è piaciuto l’ordine con cui abbiamo retto nel corso del primo tempo, poi abbiamo iniziato a sbagliare troppo e l’Irlanda con giocate semplici ha capitalizzato tutti i nostri errori”. Guardando al futuro nel Sei Nazioni, Andrea Di Giandomenico precisa: “E’ normale che da questa partita ci aspettassimo qualcosa di più. Ora analizzeremo con calma la nostra prestazione, cercando di capire cosa non ha funzionato. Questa è comunque una squadra che sa lottare, ci manca solo un po’ di confidenza con questi livelli, ma siamo fiduciosi e speriamo che presto possano arrivare risultati positivi”. Anche l’espressione di Paola Zangirolami, capitano delle azzurre, sembra quella di chi ha qualche rimpianto: “Questo deve essere per noi solo un punto di partenza. E’ certo, però, che occorre sbagliare di meno, soprattutto nei momenti del match in cui siamo chiamate a concretizzare tutti i nostri sforzi”, spiega il centro della Nazionale. “Poteva andare decisamente meglio”. Anche Diletta Veronese, unica atleta azzurra legata al Polesine, è delusa al termine del match contro l’Irlanda. “Siamo calate sulla distanza ed abbiamo commesso troppi errori nella ripresa. Ci siamo limitate tutte al ‘compitino’, ma oggi (ieri per chi legge, ndr) forse serviva qualcosa di più, spero che questo ci serva come lezione per il futuro”. L’ala in forza al Valsugana commenta anche l’accoglienza offerta dalla città all’esordio azzurro nel Sei Nazioni: “Non mi aspettavo tutto questo entusiasmo, è stato molto emozionante. Rovigo merita sicuramente una promozione a pieni voti”. “Al di là di quanto accaduto sui campo, mi preme sottolineare la splendida cornice regalata dal Battaglini a questo evento – fa eco Cristina Tonna, team manager della squadra azzurra – Un grande ringraziamento va al pubblico e soprattutto a tutte le ragazze che per sostenere la Nazionale sono giunte qui da tutta Italia. Giornate come questa dimostrano che il rugby femminile è in fermento e in forte crescita”. Interrogata sulle voci che vorrebbero anche per la Nazionale in gonnella una sede unica per le partite del Sei Nazioni, al pari del Flaminio di Roma per la rappresentativa maschile, la dirigente azzurra precisa: “Da parte nostra non possiamo far altro che rimetterci alle decisioni della Federazione. Al momento si è scelto di portare il Sei Nazioni in tutte quelle città in cui si sta facendo molto per sviluppare questo movimento, ma in futuro non è detto che non si possa pensare ad una sede unica”. Dopo il successo organizzativo firmato dal Comitato delle Rose, la candidatura di Rovigo, finora solo potenziale, è pronta

Casellato e il Trofeo Eccellenza volato a Roma

Da La Tribuna di Treviso

Non c’è amarezza nelle parole di Umberto Casellato nel dopopartita. Per lui, in una situazione di emergenza, e con un organico ridotto la squadra sembra aver fatto quanto nelle sue possibilità: «Una sfida che ci ha impegnato molto fisicamente, ci abbiamo provato ma abbiamo trovato un avversario ben preparato — spiega — ci è mancato l’apporto di un portatore di palla che potesse conquistare il vantaggio. Abbiamo sofferto nell’uno contro uno la forza e l’aggressività del Roma, facendo tante fasi, tanta fatica, ma concretizzando poco». L’analisi del tecnico si sposta sul match: «Tre mete erano evitabili: una in prima fase, una da un contrattacco, la terza su azione personale di Helu..». Riscontri positivi, in una giornata come questa? «Abbiamo schierato 2 diciottenni, non hanno fatto male, Come squadra abbiamo limiti nel gioco al piede, ma ci stiamo lavorando. Inutile però cercare alibi, sappiamo che possiamo e dobbiamo fare di più; bisogna sfruttare il tempo a disposizione. E capire che dobbiamo conquistare presto punti salvezza per allontanarci prima possibile dalla zona pericolo». Anche Properzi, lo specialista della mischia, è molto sereno: «Roma ha meritato, le due squadre hanno dimostrato cilindrate diverse. Peccato perchè i ragazzi avevano ancora benzina, ma non siamo riusciti a monetizzare il nostro gioco, nonostante la pressione sugli avversari e il possesso palla. Contro Roma abbiamo sofferto la loro difesa e nell’uno contro uno la loro fisicità. Ora votliamo pagine, per trovare le motivazioni per far bene nelle ultime 8 di campionato

Italia-Irlanda: il rispetto di Kidney

Lancio Italpress

“L’Italia e’ stata molto forte fino alla fine, ma la conoscevamo e me l’aspettavo”. Il coach irlandese, Declan Kidney, non lesina i complimenti agli azzurri nella conferenza stampa del dopo gara allo stadio Flaminio. Il risultato di misura dimostra per Kidney che “l’Italia e’ molto migliorata soprattutto dal punto di vista della tenuta fisica, infatti nelle partite precedenti noi vincevamo sempre nel finale”. D’altra parte la vittoria irish e’ arrivata proprio nel finale: “Noi siamo molto preparati fisicamente e abbiamo vinto anche se abbiamo commesso parecchi errori. Troppi i palloni persi e quelli caduti. Ma guardando al torneo sono soddisfatto. Vedrete – conclude – ci divertiremo”. Anche il capitano Brian O’ Driscoll sapeva “dei grandi passi avanti degli azzurri” ed e’ conscio di averla scampata solo grazie “ad un ottimo finale da parte nostra. Ma prima o poi capitera’ di perdere contro l’Italia perche’ e’ davvero una buona squadra”.