Il Cuore Ovale del rugby. E della Lega Pro di calcio..

Chi bazzica il web più legato al mondo del rugby da qualche settimana si è probabilmente imbattuto in questo comunicato-annuncio:

“Ciao,
cuoreovale ha un sogno in parte in fase di realizzazione.
Una sorta di favola in stile Cenerentola: portare sullo stesso campo di sfida la Nazionale Rugby Italiana con-tro una delle ultime squadre militanti in serie C.
Un incontro simbolico, divertente, senza pretese o sorprese di risultato.
Un confronto che in altri sport sarebbe altrimenti impossibile.
Un modo di riconoscere che lo spirito del rugby non risiede solo nel livello di gioco o nella categoria di appartenenza.
Serve, come in tutte le iniziative, una partecipazione corale, l’adesione di più possibili supporter nella richiesta di sfida.
La Nazionale Rugby difficilmente declinerà l’invito se mosso e sostenuto da migliaia di curiosi, fan, amici…
Aderire a cuoreovale rappresenta una scommessa senza rischio alcuno per vedere se l’unione fa veramente la forza.
Ecco perché l’estensione ai tuoi amici-contatti di facebook dell’invito a registrarsi a cuoreovale è importante”.

Il Grillotalpa sostiene la “causa” di Cuore Ovale (qui la pagina facebook ufficiale) e si “scusa” con Rugby 1823, che proprio in queste ore ha rilanciato la stessa iniziativa. Nulla di concordato, ma evidentemente il sottoscritto e Duccio Fumero (l’anima e il corpo di quel blog: ma si potrà dire?) su molte cose la vedono alla stessa maniera.
E dimenticavo: forza Cuore Ovale!

verso Italia-Inghilterra: Corbisiero, chi era costui?

La Gazzetta dello Sport, articolo di Simone Battaggia

Se Martin Johnson dovesse decidere di schierarlo, sabato a Twickenham, gli azzurri dovranno stare attenti a chiamare le giocate in italiano. Perché per quanto sia cresciuto in
Inghilterra, Alex Corbisiero conosce bene la nostra lingua. Pilone di 23 anni, titolare dei London Irish in Premiership, Corbisiero è figlio di padre italiano e madre inglese ed è cresciuto a Wimbledon. Ma è nato a New York, dove il nonno Riccardo arrivò negli anni Cinquanta per gestire un ristorante. «Sogno di segnare contro l’Italia, quel Paese fa parte delle mie origini — ha detto, dopo la convocazione in prima squadra —. A fine partita scambierò la maglia con un azzurro, per poterla dare a mio nonno».
In realtà, i legami di Corbisiero con l’Italia non vanno al di là del sangue. «È un po’ l’opposto di Paul Derbyshire — racconta Gianluca Guidi, tecnico dell’Italia A che l’ha affrontato due settimane fa contro gli England Saxons —. Ha il cognome italiano, ma si sente in tutto e per tutto inglese, essendo cresciuto a Londra. Da quanto mi risulta, non sono stati fatti dei tentativi per portarlo in Italia: d’altronde Alex fa parte del sistema accademico inglese da quando era in under 16».
Pilone destro, ma all’occorrenza anche sinistro, Corbisiero ha giocato il Mondiale under 19 con l’Inghilterra; l’anno successivo è stato titolare in tutte le partite del Sei Nazioni under 20, segnando anche due mete, una delle quali all’Italia. Al 2008-09 risalgono le sue prime
apparizioni in prima squadra con i London Irish, venti partite giocate e tre mete segnate;
nella scorsa Premiership ha giocato otto volte, quest’anno è già a 13 presenze. Nel frattempo, questo ragazzo che ama le bistecche, ha come idoli sportivi Hulk Hogan e il
compagno di squadra Tonga Lea’aetoa, conosce a memoria tutti i film della saga di Rocky
e sogna la Florida, ha percorso tutta la trafila della nazionali della Rosa, e ora è pronto a debuttare a Twickenham. Se non da titolare — meglio l’esperienza di Sheridan e Cole,
per due come Castrogiovanni e Perugini —, almeno dalla panchina. «È uno dei prospetti
europei più interessanti — chiude Guidi —, deve crescere in mischia chiusa, come tutti i
giovani, ma nel gioco aperto è già scafato. Palla in mano, e in difesa, vale un terza linea».

Fotogallery: Italia-Irlanda, “vista” dal tifoso

Gianclaudio Romeo sabato era sugli spalti del Flaminio. Non sarà un fotografo professionista, ma l’occhio del tifoso c’è tutto. Qui potete vedere tutta la sua gallery…

Sei Nazioni femminile: da Parma a Londra, con tanta emozione

Chiara Zanirato su La Gazzetta di Parma di oggi

Una colornese in maglia azzurra. Per giocare in una manifestazione come il Sei Nazioni di rugby, che anche a livello femminile possiede indiscutibilmente un suo fascino.
Chiara Castellarin è una giovane parmigiana innamorata del rugby. Lavora in un’azienda
chimica, vive con il suo ragazzo a San Polo di Tortile e si allena quotidianamente. Ha iniziato la sua carriera sportiva praticando atletica. Poi si è innamorata della palla ovale. Ora è titolare nella Termoblok, la squadra femminile di Colorno; e soprattutto fa parte della
nazionale italiana femminile che domenica a Rovigo ha iniziato il suo cammino nel Sei Nazioni perdendo per 26-5 contro l’Irlanda. Lei però non ha giocato in questo match inaugurale. La sua «prima volta» al Sei Nazioni comincerà quindi oggi, quando partirà con tutto lo staff della nazionale alla volta di Londra: la prima tappa di un cammino verso la gara in programma sabato, alle 14.30, contro l’Inghilterra.
Lei conta le ore. «So già che sarà indimenticabile. So già che sarà una grandissima emozione
giocare a Londra, contro l’Inghilterra, in un torneo di altissimo livello come appunto il Sei
Nazioni». E per di più contro le inglesi, che sono le vice campionesse mondiali. Non è la prima volta che indossa la maglia azzurra. La sua avventura con la nazionale è iniziata tre anni fa: «La prima volta che mi hanno convocato è stato per gli europei del 2008 – racconta -. Poi per qualche partita di rugby seven».
Ma giocare al Sei Nazioni è ben diverso. La partita di sabato a Londra avrà un altro sapore.
«Mi aspettavo la chiamata, ma finché non hai in mano la lettera di convocazione non ci credi. E’ servita fortuna, visto che erano scoperti nel ruolo di ala, e tanto impegno».
L’azzurro «è un’esperienza che ho sempre sognato». Fin da quando ha iniziato a giocare.
Una carriera cominciata alle superiori, quando Chiara frequentava l’Ipsia di Parma e, dopo
aver praticato per alcuni anni l’atletica, «mi sono avvicinata al rugby. All’inizio giocavo in una buona squadra, che poi è sparita. Così ho dovuto aspettare di essere tesserata nel Colorno per iniziare a giocare seriamente». Ora è sei anni che pratica il rugby e sono felicissima», dice Chiara, che aspetta il momento del debutto. «Spero di non aver troppa paura quando mi ritroverò le inglesi davanti». Ma al di là di come finirà sul campo,
lei punta «a migliorare, per giocare al meglio possibile con le mie compagne azzurre».
E soprattutto spera «che vengano le mie compagne di squadra del Colorno e i miei allenatori». Già, perchè lei è davvero affezionata al Colorno rugby: «voglio tornare da questa esperienza con tante lezioni di gioco in più da sfruttare nella mia squadra. Giochiamo per la prima volta nella serie A a quindici, siamo seconde in classifica. E puntiamo a vincere in campionato».
Specialmente se dal Sei Nazioni dovesse ritornare una Chiara Castellarin nelle vesti di trascinatrice.

Celtic: fatto il Leinster anti-Aironi

Dopo l’annuncio del XV titolare degli Aironi è arrivato anche quello del Leinster, che domani sera affronterà la franchigia lombrado-emiliana in una gara valida per la Celtic League.
Ecco gli irlandesi che scenderanno in campo

15: Isa Nacewa
14: Andrew Conway
13: Brendan Macken
12: Eoin O’Malley
11: David Kearney
10: Ian Madigan
9: Paul O’Donohoe

1: Heinke van der Merwe
2: Richardt Strauss
3: Clint Newland
4: Kevin McLaughlin
5: Devin Toner
6: Rhys Ruddock CAPTAIN
7: Dominic Ryan
8: Stephen Keogh

REPLACEMENTS:

16: Jason Harris-Wright
17: Jack McGrath
18: Simon Shawe
19: Ed O’Donoghue
20: Paul Ryan/Shane Jennings
21: Isaac Boss
22: Ian McKinley
23: Niall Morris