“Il” Twickenham di Marco Pastonesi

Dal blog di Marco Pastonesi, Pane e Gazzetta

Londra, Twickenham, la vigilia di Inghilterra-Italia, del Sei Nazioni, di una giornata di rugby, del rugby. E’ grande, enorme, immenso, esagerato. E ogni volta mi sembra diverso. Colpa mia, merito suo, un po’ di tutti e due.

E’ il momento del “captain’s run”, l’allenamento condotto dal capitano, diventato con il passare degli anni e con il moltiplicare degli allenatori, il “team’s run”, l’allenamento della squadra, l’ultimo prima della partita, il primo sul campo di gara. Dentro, un una sgambata: riscaldamento, fondamentali, ripasso degli schemi, calci. Dentro e fuori, più fuori che dentro, un viavai di addetti ai lavori: operai, manovali, facchini.

“Twickers”, l’antica vaolaia, è una città nella città. C’è il World rugby museum, perché se fosse il museo dello stadio, o il museo del rugby londinese, o il museo del rugby inglese, sarebbe comunque troppo poco: questo è un museo mondiale. C’è il Ruck and maul bar, c’è lo Scrum bar. C’è la sede della federazione rugby inglese, la Union. C’è un albergo, un negozio di articoli rugbistici, un centro benessere. Poi furgoni di fish and chips, di hamburger e patatine, di birra, di tè e caffè, di cioccolata, di dolci. Poi i gazebo dove domani venderanno i programmi. Ci sono statue e monumenti, dentro e fuori. C’è un gigantesco manifesto – “proud of English rugby” -: la mano di un giocatore inglese stringe una rosa, e le spine gliela fanno sanguinare. Ma orgoglioso com’è, non si lamenta.

A un certo punto della giornata il cielo si squarcia e spunta il sole. Le tribune sono fradicie, umide, bagnate. I sedili, vuoti, rivelano il loro colore verde. Il campo è pesante, pesantemente verde. Specialisti lavorano per verniciare i simboli degli sponsor sul prato. Il prato è concimato da più di un secolo: a pioggia, a mete, a sudore, a mischie, qualche volta anche a lacrime, a placcaggi. Pioggia e tagliaerba, ecco il segreto, come a Wimbledon.

Nel tunnel da cui escono i giocatori ci sono gli spogliatoi dell’Inghilterra e dei suoi avversari, una stanza riservata alle donne, una agli uomini, e i bagni. Dopo una decina di minuti dall’inizio dell’allenamento, un convincente inglese ci guida fuori dallo stadio e ci propone di andare in uno spazio “relax”: bottigliette di acqua e tavoli, eventualmente per scrivere e spedire il pezzo.

Solidarietà: buon compleanno Olivia!

L’Associazione Olivia nasce intorno al progetto di bilinguismo Italiano/LIS (Lingua dei Segni Italiana) in corso presso l’Istituto Santini di Noventa Padovana. Un progetto che introduce la LINGUA DEI SEGNI nel contesto educativo quotidiano assicurando ai bambini sordi di acquisirla al più presto in un ambiente scolastico comune e garantendo il massimo dell’integrazione e dell’apprendimento curriculare attraverso il supporto continuativo di figure esperte in LIS.
Un’associazione che ha per testimonial e attivo sostenitore anche Martin Castrogiovanni. Bene, Olivia compie un anno: tanti auguri e una lunghissima vita!

Mondiali 2011: una cerimonia che non s’ha da fare?

D’accordo, tutto il mondo è paese. Però. Sarà per i soliti luoghi comuni o giù di lì, ma pensavo che la terra dei mille campanili pronti a scannarsi anche quando si trovano a un chilometro di distanza fosse il nostro. Invece ogni tanto la cronaca ci riferisce di storie molto “italiane” che arrivano da migliaia di chilometri di distanza dallo Stivale. Ok, a volte basterebbe un po’ di naso per rendersi conto che certe cose possono facilmente prendere una determinata piega. Ma se di mezzo c’è una bella quantità di danari…
Prendiamo la Nuova Zelanda, ad esempio. Tra pochi mesi ospiterà i mondiali di rugby, terzo evento sportivo del mondo in assoluto, dopo Olimpiadi e mondiali di calcio. E da sempre uno dei momenti di maggiore attenzione mediatica – ovviamente oltre alla finalissima – è la cerimonia inaugurale. Fin qui tutto bene. Ma che ti combinano i kiwi nel nome dell’ingresso di investimenti stranieri in quella lontana terra? Affidano l’organizzazione di quella cerimonia alla David Atkins Enterprises, azienda capacissima ed esperta (nel suo curriculum anche l’organizzazione della cerimonia inaugurale dei Giochi di Sydney 2000 e di Vancouver 2010), con il “difetto” però di essere australiana.
Apriti cielo e polemiche a non finire…

Fotogallery: l’ultimo allenamento azzurro a Twickenham

Dal sito di Sky Sport. Qui potete vedere tutte le immagini

Mallett incoraggia l’Italia: “giochiamocela”

Il CT della Nazionale Nick Mallett, il capitano Sergio Parisse ed il Manager Luigi Troiani hanno tenuto una conferenza stampa questo pomeriggio presso il raduno azzurro del Richmond Gate Hotel alla vigilia della partita contro l’Inghilterra, seconda giornata dell’RBS 6 Nazioni.

Di seguito un estratto delle dichiarazioni.

Luigi Troiani, Manager Italia, sulla partenza di Fabio Semenzato dal primo minuto dopo il forfati di Pablo Canavosio: “Pablo ci ha informato di non sentirsi al 100% e di non poter gestire ottanta minuti a livello internazionale. Dimostrando grande senso di responsabilità nei confronti della Squadra ha chiesto di essere sostituito con Semenzato, mettendosi comunque a disposizione per giocare una parte di gara”.

Nick Mallett, CT Italia, sulla partita di domani contro l’Inghilterra: “L’Inghilterra è la squadra che oggi più di ogni altra prova a giocare in modo simile a quelle dell’Emisfero Sud, ha mischie e touche ben organizzate e prova a sfruttare moltissimo i trequarti. Sicuramente avere un grande giocatore come Flood li facilita in questo senso, non ci sono tanti giocatori che vengono preferiti ad uno come Wilkinson”.

Nick Mallett, CT Italia, sul cambio nella formazione inglese con Corbisiero che rimpiazza Sheridan sul lato sinistro della prima linea: “Sheridan è un grande giocatore, è stato British and Irish Lions ed ha distrutto la mischia australiana in novembre ma Corbisiero è un giovane molto potente. Lo abbiamo anche seguito, dal momento che ha origine italiane, ma abbiamo ottimi piloni come Castrogiovanni, Perugini, Lo Cicero, Cittadini, Rouyet, tutti di grande esperienza. In ogni caso ormai ci sono molte meno mischie a livello internazionale, credo che sia una fase di gioco importante ma non così fondamentale nel rugby moderno”.

Sergio Parisse, capitano Italia, sulla scelta di Luciano Orquera all’apertura: “Luciano e Burton sono due numeri dieci diversi uno dall’altro, attacca maggiormente la linea rispetto a Kris che invece ha un gioco al piede più consistente. Luciano sicuramente può creare problemi alla difesa avversaria e sfruttare le qualità dei trequarti”.

Sergio Parisse, capitano Italia, sulla settimana di avvicinamento alla partita di domani: “C’è stata un po’ di tristezza dopo la sconfitta con l’Irlanda perché siamo andati vicinissimi alla vittoria, ma oggi se rispettiamo il piano di gioco siamo in grado di mettere in difficoltà qualunque squadra”.

Sergio Parisse, capitano Italia, sulla gara di domani: “Vogliamo vincere ogni scontro fisico, dominare in ogni situazione di gioco come squadra. Le sconfitte onorevoli sono per squadre mediocri, noi non vogliamo essere una squadra mediocre”.

Nick Mallett, CT Italia, sui progressi dell’Italia: “Io sono entusiasta di questo gruppo, è una squadra che vuole sempre migliorare e lo sta facendo costantemente dal tour del 2009 in Australia e Nuova Zelanda, oggi ogni volta che andiamo in campo abbiamo l’opportunità di fare risultato. L’Italia non ha mai vinto con l’Inghilterra, farlo domani sarebbe straordinario ma dobbiamo essere realisti, è difficile. Ma sicuramente siamo nella condizione di giocarci la partita”.

Nick Mallett, CT Italia, sulla scelta di Fabio Semenzato come titolare: “La scelta di Fabio non cambia il nostro piano di gioco, oggi abbiamo quattro mediani di mischia che possono giocare a livello internazionale come Gori, Tebaldi, Canavosio e Semenzato: due anni fa avevo dovuto schierare Mauro Bergamasco perché non avevamo una tale profondità e questo è un segnale di crescita importante”.

Sergio Parisse, capitano Italia, sulla scelta di non piazzare il calcio del possibile 9-10 contro l’Irlanda: “Come capitano io cerco non solo di fare sempre la scelta giusta per la squadra, ma anche di sentire quali sono le sensazioni della squadra. Credo che contro l’Irlanda abbiamo preso la decisione giusta a chiedere la mischia per provare a segnare la meta”.


Twickenham, Twickenham Stadium – sabato 12 febbraio, ore 14.30 (15.30 in Italia)

RBS 6 Nazioni, II giornata – diretta Sky Sport 2/differita La7

Inghilterra v Italia

Inghilterra: Foden; Ashton, Tindall (cap), Hape, Cueto; Flood, Youngs; Easter, Haskell, Wood; Palmer, Deacon; Cole, Hartley, Corbisiero

a disposizione: Thompson, Wilson, Shaw, Fourie, Care, Wilkinson, Banahan

all. Johnson

Italia: McLean; Masi, Canale G., Sgarbi, Bergamasco Mi.; Orquera, Semenzato; Parisse (cap), Zanni, Bernabò; Geldenhuys, Del Fava; Castrogiovanni, Ghiraldini L., Perugini

a disposizione: Ongaro, Lo Cicero, Dellapè, Barbieri R., Canavosio, Burton, Garcia

all. Mallett

arb. Joubert C. (Sudafrica)