Una Celtic rosso scarlatta

Da Right Rugby, una bella analisi sul torneo celtico

Le vittorie che arrivano da partite complicate valgono il doppio, perché se da una parte sarebbe potuto andare peggio, dall’altra ribadiscono il concetto per cui per battere la vincente di turno, bisogna mettercela proprio tutta. E magari non basta. Il Munster è una di quelle formazioni che ha imparato l’arte e l’ha messa da parte. Ieri in quel di Cork ha superato per 22-20 i Warriors di Glasgow, aggiungendo altri quattro punti alla sua prima posizione, dove ormai da tempo guardano il resto del gruppo, prestando un occhio di riguardo agli Scarlets che tengono il passo, vincendo contro l’altra scozzese del gruppo, Edimburgo, per 21-16. La lettura della tredicesima giornata della Magners League passa inevitabilmente per di qui.
Gli irlandesi affidano i punti preziosi per il sorpasso finale sui Warriors al solito piede di Ronan O’Gara, che si presenta alla piazzola al 76′ con il risultato sul 20-19 per gli ospiti. L’indisciplina è una brutta gatta da pelare: un minuto prima l’estremo argentino degli scozzesi, Bernardo Stortoni, si fa ammonire per un deliberato in avanti nel tentativo di impedire alle furie rosse di andare a marcare una meta. Sono bastati i tre punti finali di O’Gara. Il primo tempo si chiude sul 10-3 dei Warriors, grazie alla meta firmata al 37′ dal mediano di mischia Colin Gregor, frutto della supremazia guerresca in mischia e nell’area del breakdown, che consente al Glasgow di gestire situazioni e possesso palla. Nell’occasione, Max Evans resiste all’urto dei placcaggi sui 22 irlandesi, riesce ad evitare anche l’intervento di Paul Warwick e serve il compagno di squadra che a quel punto ha la strada sgombra. Tre penalty ad inizio ripresa consento a O’Gara si portare avanti i suoi per il +2 e Munster ritrova energie nel confronto tra gli avanti. La meta dell’allungo arriva solo al 62′ con il flanker David Wallace, anche perché nei primi dieci minuti del secondo tempo Munster deve fare a meno di Keith Earls, ammonito pure lui. Ma che sia un match difficile da portare a casa lo fa presente al 65′ l’ala DTH van der Merwe, uno degli uomini sui quali possono fare affidamento gli scozzesi nei momenti difficili. Glasgow vende cara la pelle, sente l’odore della prima vittoria in trasferta della stagione, l’apertura Ruaridh Jackson va di drop e segna per il 20-19 a dieci dalla fine. Poi, come detto, ci pensa ancora O’Gara con la complicità di Stortoni.

Sanno gestire le complicazione anche gli Scarlets. Al Murrayfield chiudono la porta al ritorno di Edimburgo che accende gli ultimi cinque minuti di gara: è la prima volta che si impongono nella città che si affaccia sul Firth of Forth. Llanelli parte bene, andando vicina alla marcatura pesante, ma di fatto i primi 40 minuti si chiudono sul 6-6 con il confronto al piede tra Chris Paterson (23′ e 40′) e Rhys Priestland (12′, 20′). Poi l’estremo che ormai ben conosciamo, Morgan Stoddart, al 42′ va in meta, dopo essersene mangiata una nel finale della prima frazione. Al 62′ è il centro Jonathan Davies ad allungare sul 21-9 (ci sono anche i due punti di Priestland). Llanelli si affida ai cambi per far respirare alcune delle sue pedine importanti, Edimburgo preme sull’acceleratore e arriva la firma di Paterson che riapre le danze. Ma a quel punto, gli Scarlatti chiudono tutte le porte e non passa una mosca.

Detto delle prime due della classe, venerdì al Royal Dublin Society si è consumata la vendetta del Leinster sugli Ospreys che lo scorso maggio, in questo stadio, si aggiudicarono la Celtic. Stavolta finisce 15-10 per i padroni di casa. Teniamo a mente che i gallesi lasciano sul campo almeno quindici punti per gli errori al calcio dell’apertura Dan Biggar: quattro di questi arrivano nella ripresa, quando il momento si fa decisivo. Biggar converte l’unica meta di una partita magari non memorabile, ma che comunque lascia il segno – su quelli di Swansea che si vedono superati in classifica anche dai Cardiff Blues al quarto posto. La marcatura in questione giunge dopo il primo quarto d’ora, con un calcio di liberazione sotto pressione del mediano di mischia casalingo Eoin Reddan che viene intercettato dalla seconda linea avversaria Ian Evans e raccolto e depositato in area di meta dalla terza linea Justin Tipuric: si va negli spogliatoi sul 10-9 per i gallesi. Ma nella ripresa, Biggar fa cilecca, Jonathan Sexton invece no e dopo i tre calci della prima parte, ne mette altri due al 49′ e al 58′, rendendo omaggio ai suoi avanti che vanno “avanti” a cercarsi i falli per ribaltare la situazione.

Nel giorno della Befana si è giocato lo scontro della seconda parte della classifica tra  Dragons e Connacht. Vince Newport sul filo di lana per 17-16, grazie al calcio di Jason Tovey arrivato al 62′. La maggior parte delle emozioni si concentra nel primo tempo, con tre mete. Dopo soli 3 minuti è l’ala di casa Aled Brew a smuovere il tabellino, chiudendo un’azione cominciata proprio dall’iniziativa di Tovey (il giovane cresce). Troy Nathan firma la rimonta e il sorpasso (7-10) alla mezz’ora, lanciato in meta dal passaggio del centro Eoin Griffin. Ma al 35′ il centro gallese Tom Riley riapre nuovamente i giochi, dopo una combinazione tra l’estremo Will Harries e Brew. Primo tempo che si chiude sul 14-13 per i dragoni, poi non bastano i tre punti dell’estremo Ian Keatley al Connacht, che all’andata a settembre si era imposto per 40-17. I tempi cambiano per tutti.

In classifica, Munster guida con 49 punti, seguono gli Scarlets con 40, terzo posto al Leinster con 39 e quarto ai Cardiff Blues con 37. Gli Ospreys sono quinti con 35 punti, mentre l’Ulster vincendo sul Treviso conserva il sesto posto e si fa sotto, a quota 33. Edimburgo è settima con 28 punti, quattro in più di Treviso che con i suoi 24 si mantiene all’ottavo. I Dragons ora sono noni, con 22, mentre i Warriors scendono al decimo con 21 punti. Chiudono Connacht con 17 punti e gli Aironi con 4.

Celtic, la situazione dopo 13 turni

Questo l’ho scritto per il sito web di radio R101

Non è successo nulla, ma qualcosa è cambiato. La giornata numero 13 della Celtic League non regala grandi sorprese, ma certifica in maniera ormai piuttosto netta (e definitiva?) quali sono le squadre che possono sperare di giocarsi i play-off e quelle che invece li dovranno vedere in tv.
Vincono Munster, Leinster, Scarlets e Dragons, tutte con scarti davvero minimi. La sorpresa poteva essere rappresentata dalla vittoria degli Aironi a Cardiff, ma quel risultato è stato solo sfiorato.
Ecco come sono andate le gare e la classifica del torneo:

Newport Dragons – Connacht 17-16
Ulster – Benetton Treviso 32-13
Cardiff Blues – Aironi 24-13
Leinster – Ospreys 15-10
Edimburgo – Scarlets 16-21
Munster – Glasgow Warriors 22-20

Celtic League – Classifica
Munster 49, Scarlets 40, Leinster 39, Cardiff 37, Ospreys 35, Ulster 33, Edimburgh 28, Treviso 24, Newport 22, Glasgow 21, Connacht 17, Aironi 4

Federazione inglese, una vera rivoluzione

Dall’informatissimo Rugby.it

Si prospetta una vera e propria rivoluzione in seno al rugby inglese, la Rugby Football Union ha infatti annunciato giovedì una ristrutturazione che partirà con il ridefinire il ruolo di Rob Andrew, director del rugby d’elite dall’agosto del 2006. L’amministratore delegato John Steele, dopo una fase di studio durata alcuni mesi, avrebbe infatti deciso di ristrutturare l’organizzazione federale con la creazione di una singola struttura, divisa in tre aree: “performance”, “operations” e “development”, con l’obiettivo di sviluppare il rugby a tutti i livelli. Ogni area avrà così un suo responsabile a cui far riferimento – la selezione inizierà solo questa settimana – ed in particolare il team manager della nazionale maggiore inglese, Martin Johnson, riferirà al nuovo “performance director”. Una posizione questa che non verrà assegnata prima della prossima estate, ma per cui si fanno già nomi eccellenti, a partire da Sir Clive Woodward, campione del mondo nel 2003 come tecnico ed attuale elite performance director per la British Olympic Association, ruolo che lo terrà impegnato almeno fino alle Olimpiadi del 2012 per cui si prospetta un suo ulteriore “no, grazie” (aveva scelto di non tornare a lavorare con la RFU già quattro anni fa, lasciando via libera proprio ad Andrew).

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E’ stato dunque cancellato il ruolo plenipotenziario di Rob Andrew, a cui è stato comunque offerto il posto di “Rugby Operations Director” (con il compito primario di garantire al rugby le infrastrutture necessarie per progredire in tutta l’Inghilterra), Steele ha nel frattempo dato vita a due nuove figure: un direttore commerciale e un direttore finanziario, al fine di assicurare alla RFU una gestione ottimale della Rugby World Cup del 2015, così da ottenere i massimi benefici dall’organizzazione del mondiale. Il tutto senza dimenticare però la dimensione sportiva dell’evento, dall’analisi del CEO è emersa infatti l’immagine di una RFU più orientata alla gestione degli aspetti commerciali del business legato alla palla ovale, ma una minore attenzione al rugby in se ( «we did not have enough focus on the quality of the rugby experience across the game»). L’obiettivo della nuova struttura dovrà proprio essere quello di riportare il rugby al centro del business, con benefici e miglioramenti a tutti i livelli del gioco.

Perché la riforma Steele giunga a compimento ci vorranno però dai sei ai nove mesi, periodo in cui vi saranno dei responsabili ad interim, in attesa di individuare gli uomini giusti per guidare ogni singola area fino almeno al 2015. Un periodo in cui sarà comunque chiamato a mantenere le sue responsabilità come Elite Rugby Director lo stesso Rob Andrew, che ha fatto sapere di voler prendere in considerazione il nuovo ruolo che gli è stato offerto. Alla radicale ristrutturazione in atto sopravviverà quasi sicuramente Nick Eastwood, attuale direttore finanziario della RFU, mentre resta da vedere che compito verrà assegnato ad altre figure chiave come Andrew Scoular (community rugby director), Terry Burwell (tournament and competitions director) e Richard Prescott. (elite teams media director). Che stia iniziando un vero e proprio cambio della guardia nel centro di comando del rugby inglese?

Ulster-Benetton: la bellissima meta di Pienaar (e gli altri highlights)

In questo video la meta del sudafricano dell’Uster. Gli altri highlights della gara vinta dagli irlandesi per 32 a 13 li trovate qui

Rovigo-Crociati: fotogallery tra le Posse

Le Posse Rossoblu sono il (caldissimo) gruppo organizzato di tifosi del Rovigo. Ecco come hanno vissuto la sfida al vertice con i Crociati Parma. Per vedere tutte le immagini cliccate qui